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“QUANDO TUTTO NON DIPENDE DA ME: TRA LA PATOLOGIA E LO STILE DI VITA”

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ETIMOLOGIA dipendenza

Dal LATINO si trova:

DEPENDERE…essere subalterno,in necessaria relazione,essere attaccato…

ADDICTIO… dedicarsi, abbandonarsi a qualcosa..

Dall’INGLESE si trova:

ADDICTION…inclinazione eccessiva a qualcosa,depersonalizzazione..

Redazione-Nella filosofia classica,l’essere vivente era visto come un sistema che perseguiva il suo benessere naturale. Dunque il suo comportamento era guidato dall’esigenza primaria di preservare la propria vita e ricercare il benessere.(CICERONE-DISPUTE TUSCOLANE,III,13)

Cio’ dimostra quanto sia profondo e pervasivo il DESIDERIO della SENSAZIONE di benessere ed equilibrio interiore che accompagnano e guidano le azioni umane.

…e dove c’è la GRATIFICAZIONE c’è la possibilità che un individuo vulnerabile rimanga intrappolato in una compulsione ……

DIPENDERE significa aver bisogno, necessità di qualcuno o qualcosa per soddisfare una propria esigenza vitale:benessere organico o equilibrio psicologico

..e SANI sono i bisogni dell’aria,dell’acqua, del cibo, delle relazioni, degli affetti, della propria vita interiore quando arricchiscono l’IO.

E …PATOLOGICI sono i bisogni di sostanze, oggetti, persone, situazioni che diminuiscono o annullano il potere dell’IO su se stesso compromettendo gravemente la qualità della vita .

UN RAPPORTO ANTICO

In tutte le epoche storiche e nelle varie culture vi è stato l’uso-abuso di sostanze, in contesti religiosi o terapeutici, o per usi meramente edonistici.

Molto spesso le sostanze erano consumate dalle elitè che determinavano il potere religioso e-o politico.

GLI ALCALOIDI DELL’OPPIO

L’OPPIO= tratto dal papavero domestico, compare per la prima volta nel vicino oriente e utilizzato dai GRECI per attenuare il dolore.

Già i SUMERI nel 5000 ac lo usavano a scopo inebriante.

In ASIA durante il 7 secolo veniva usato per i suoi poteri antidolorifici e per la possibilità di far svanire le miserie del mondo.

In CINA nel 1600 si fuma l’oppio come tabacco.

Con la COMPAGNIA DELLE INDIE ( penetrazione Inglese in India) ci fu il monopolio e milioni di cinesi divennero schiavi dell’oppio.

Più tardi viene isolato il principio attivo LA MORFINA.

Nel 1874 Bayer crea L’EROINA come “rimedio eroico per ogni dolore” era una sostanza semi sintetica dagli effetti stupefacenti.

Nel 1912 grazie alla convenzione dell’AJA del governo americano, iniziarono i divieti:

-la Cina decapitò i trafficanti

-in persia ci fu la pena dell’impiccagione

-in Egitto la condanna all’ergastolo.

COCAINA

° nel IX sec.le foglie di coca venivano utilizzate dai sacerdoti pre-inca

° XVI i capi tribù del Perù le masticavano

°1700 inizia la diffusione in Europa

°1850-1860 si isolo’la coca dalle foglie

°anni 1960 incremento negli USA

°anni 1980 arriva il CRACK derivato dalla pasta di coca.

Il rapporto che si stabilisce tra l’individuo e le sostanze psicotrope è legato a diversi fattori che ne influenzano durata e tipologia d’uso.

Essi sono:

LA SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA: L’abuso di sostanze psicoattive, si diffonde nel periodo della rivoluzione industriale (alcool) ed in quello della contestazione giovanile ( cannabis, allucinogeni,eroina)

BUSINESS: c’e’ un interesse di mercato alla diffusione di droghe considerate legali come alcool e benzodiazepine

CARATTERISTICHE DELLE SOSTANZE,LINKING

Esse sono piacevoli,stimolanti,deprimenti,allucinogene, con percezione d’aumentata performance psico-fisica e relazionale

FUNZIONALE AI BISOGNI PSICHICI

Avviene un aumento dell’empatia e delle gratificazioni che creano compensazione o stabilizzazione.

CLASSIFICAZIONE

Le droghe possono essere classificate in gruppi:

  1. STUPEFACENTI oppio, morfina,eroina, codeina.
  2. STIMOLANTI cocaina, amfetamine, tabacco, the, caffè, ecstasy,viagra.
  3. SEDATIVI-IPNOTICI benzodiazepine e barbiturici.
  4. INEBRIANTI alcool, etere, solventi, cloroformio,assenzio.
  5. ALLUCINOGENI lsd, hashish,mariyuana, mescalina, metossiamfetamine.

DEFINIZIONE

Si puo’ definire come una malattia a decorso cronico recidivante, consistente nell’assunzione compulsiva di sostanze in grado di modificare le normali attività del SNC e caratterizzata da un particolare STILE DI VITA con conseguenze sul piano bio-psico-sociale come:

  • Effetti psicotropi
  • La dipendenza
  • La tolleranza
  • Le patologie correlate
  • I tratti di personalità patologica
  • I problemi familiari e relazionali derivanti

( Cancrini-Garozzo 2003)

Si definisce DIPENDENZA l’assunzione persistente di sostanze allo scopo di prevenire o diminuire i sintomi di astnenza fisici o psichici.

Il concetto di dipendenza psicologica si riferisce a quei sintomi che si manifestano alla sospensione dell’uso come:

  • Craving
  • Ansia, agitazione
  • Depressione

LE DIMENSIONI DI RISCHIO NELLE DIPENDENZE

Le condizioni che favoriscono fortemente l’uso di sostanze psicotrope sono diverse e tutte fortemente ingravescenti:

  1. LUTTO O PERDITA INACCETTABILE:condizione in cui si incontrano difficoltà insuperabili, per il peso depressivo di elaborare una perdita di una certa gravità per la persona che ricorre agli effetti psicoattivi evitando la consapevolezza del proprio disagio(FRAGILE SISTEMA RELAZIONALE DELLA PERSONALITA’).
  2. CONFRONTO NON CONSAPEVOLE:Si esternalizzano conflitti non tollerabili attraverso azioni simboliche che hanno una forte densità e ambivalenza comunicativa nei confronti delle propria rete affettiva (MECCANISMO NEVROTICO).
  3. DISPERSIONE DELL’IDENTITA’: nel momento del confronto con i compiti evolutivi.E’ una condizione risalente all’infanzia stabilizzandosi in tratti di personalità disfunzionali che incontrano la droga per evitare la profonda svalutazione di sé con diniego verso le difficoltà ( disturbo in ASSE II del DSM IV).
  4. INCAPACITA’ DI GESTIRE LE EMOZIONI: incapacità a sublimare i livelli di aggressività e far fronte ai sentimenti di vuoto affettivo.Si traduce ciò in agiti contro la realtà in atteggiamenti predatori a vantaggio personale.le sostanze contengono il senso di vuoto (Disturbo Border di Personalità).

Tutte le dipendenze celano un VUOTO molto spesso di tipo AFFETTIVO.

Esse, il piu’ delle volte riguardano ferite di abbandono…

QUANDO L’ESSERE E’ LIBERO, SMETTE DI AVER BISOGNO

Tra il 1800 e il 1900 al termine DIPENDENZA era preferito il termine MANIA.

La TOSSICOMANIA era considerata la tendenza morbosa ad assumere sostanze piu’ o meno tossiche.

Il comune denominatore L’ECCESSIVITA’ ovvero una disposizione eccessiva, un bisogno patologico…

Oggi, si pone molta attenzione all’aspetto CICLICO del comportamento e dell’umore, del dipendente ed ai suoi aspetti impulsivi e compulsivi.

SI PARLA DUNQUE DI COMORBILITA’ O DOPPIA DIAGNOSI.

Dunque, il termine dipendenza, sembra indicare un crocevia di processi psichici e somatici descrivibili con altri termini della psicopatologia clinica:

  • IMPULSIVITA’
  • OSSESSIONE-COMPULSIONE
  • EGOSINTONIA-EGODISTONIA
  • MANIA
  • NARCISISMO
  • DISSOCIAZIONE
  • ALESSITIMIA
  • PSICOPATIA.

Il deficit dell’autostima e la chiusura relazionale tipici dei disturbi d’ansia e dell’umore come RIFUGIO.

La perdita di contatto cognitivo ed emotivo con il mondo reale come RIPIEGAMENTO SULL’OGGETTO D’AMORE.

TERAPIE FARMACOLOGICHE

Non esistono protocolli terapeutici standard, ma in base all’evidenza di analogie tra elementi psicopatologici propri delle dipendenze comportamentali ed alcune caratteristiche della dipendenza da sostanze, dei disturbi dell’umore , dei disturbi dello spettro ossessivo-compulvivo, è stata verificata l’efficacia del trattamento con gli SSRI ( inibitori selettivi del re-uptake della serotonina), degli STABILIZZATORI dell’umore, degli ANTAGONISTI OPPIOIDI e degli ANTIPSICOTICI di nuova generazione.

Inoltre gli antidepressivi serotoninergici riducono il CRAVING negli alcolisti, nella bulimia, nella dipendenza da sostanze psicotrope in quella sessuale e nel GAP.

Inoltre, anche l’uso del naltrexone e stabilizzatori dell’umore si è verificato efficace.

La difficoltà di definire molte dipendenze in senso nosografico-descrittivo crea un problema nell’ambito della valutazione, della clinica e della ricerca delle comorbilità con altri disturbi psichiatrici.

DIPENDENZA E CIRCUITI DELLA GRATIFICAZIONE

Le alterazioni nei circuiti cerebrali responsabili per i meccanismi di gratificazione vanno ad investire anche processi di apprendimento,motivazionali ed affettivi

ADDICTION

La dipendenza puo’ essere considerata come un’alterazione del fine equilibrio esistente tra PIACERE/DESIDERIO/MOTIVAZIONE7MEMORIA/APPRENDIMENTO/CONTROLLO DEGLI IMPULSI.

Secondo la prospettiva psicobiologia, alla base della dipendenza vi è un’alterazione dei meccanismi cerebrali implicati nella gratificazione e nella motivazione che coinvolgono circuiti MESO-CORTICO-LIMBICI.

I sistemi NEUROTRASMETTITORIALI principalmente coinvolti nei meccanismi di gratificazione sono:

  • Il sistema DOPAMINERGICO ( che media la spinta motivazionale alla ricerca della sostanza).
  • Il sistema OPPIOIDE ( che media la gratificazione vera e propria).
  • Il sistema GLUTAMMAERGICO e quello GABAERGICO che esercitano una loro funzione nei processi di REWARD attraverso la modulazione del rilascio di dopamina.

L’assunzione di sostanze di abuso è in grado di stimolare il rilascio di dopamina nella regione SHELL del nucleo ACCUMBENS (ritenuto meccanismo base della gratificazione ed effetti di rinforzo delle sostanze di abuso .

Le sostanze di abuso, determinando un INCREMENTO DOPAMINERGICO fanno si che i comportamenti acquisiscano un rinforzo positivo spiegandone il motivo della reiterazione, perché quanto è maggiore la gratificazione prodotta da un determinato comportamento, tanto è piu’ probabile che lo stesso venga memorizzato e ripetuto successivamente ( Carocci2009).

Inoltre si può affermare che nell’ambito del circuito della gratificazione,le regioni SOTTOCORTICALI svolgono un ruolo primario negli aspetti motivazionali inconsci ed edonici dell’esperienza,mentre le regioni frontali hanno un ruolo indiretto esercitando una funzione di controllo sulle strutture sottocorticali e permettendo perciò la scelta tra comportamenti volti ad ottenere gratificazioni naturali nell’immediato e comportamenti volti ad ottenere gratificazioni differite nel tempo.

Le alterazioni indotte dalle sostanze di abuso nel circuito, a lungo andare determinano una RIDUZIONE dell’efficacia della gratificazione indotta dalla sostanza ed una ridotta attivazione del circuito discendente inibitorio.

Si instaurano cosi TOLLERANZA e DIPENDENZA e per ottenere lo stesso livello di gratificazione è necessario assumere dosi sempre maggiori con il comportamento che assumerà caratteristiche di COMPULSIVITA’.

Ha cosi inizio IL CICLO DELL’ADDICTION caratterizzato da una alternanza di desiderio intenso (CRAVING), INTOSSICAZIONE ed ASTINENZA.

TEORIE MEDICHE

INCENTIVE SENSITIZATION THEORY:

L’esposizione ripetuta alle sostanze di abuso determinerebbe una ipersensibilita’ dei circuiti cerebrali che mediano la funzione INCENTIVO-MOTIVAZIONALE con l’attribuzione di un valore di SALIENZA eccessivo che è alla base della spinta motivazionale ad assumere la sostanza.

Il processo di sensibilizzazione incentiva sarebbe alla base dell’instaurarsi del fenomeno di CRAVING e delle RICADUTE.

La SALIENZA INCENTIVAè un fenomeno per cui l’attenzione del soggetto viene indirizzata in maniera preferenziale sugli stimoli additivi a scapito degli altri.(ROBINSON 1993)

L’ipofunzionalità dopaminergica è alla base di una minore sensibilità agli stimoli naturali di RINFORZO per cui la ricerca e l’assunzione delle sostanze avrebbe la funzione di attivare in modo piu’ intenso i circuiti della gratificazione .

Vi sarebbe dunque una ridotta disponibilità dei recettori dopaminergici D2 nei soggetti dipendenti da sostanze e ciò rappresenterebbe un fattore di VULNERABILITA’ nell’addiction.

TEORIE PSICODINAMICHE

In ambito psicoanalitico si è partiti dalla teoria pulsionale di FREUD che considerava le tossicomanie come retaggio di una fissazione allo STADIO ORALE.

E’stata la psicoanalisi a descrivere l’esperienza fantasmatica,affettiva,relazionale,compulsiva,impulsiva del tossicomane pronunciandosi anche con l’ipotesi sull’origine del disturbo quale conseguenza di eventi traumatici non elaborati o della persistenza e del malfunzionamento organizzativo interno e relazionale di certe strutture di personalita’.

La sofferenza risulta da una precoce espulsione dal giardino dell’infanzia (S.Mitchell) il problema quindi diviene quello di riuscire a REINVESTIRE AFFETTO uscendo dallo stato timoroso di RIFUGIO rigenerando una esperienza reale, significativa e valida.

Goodman e Taylor consideravano la disregolazione degli affetti uno dei fattori nucleari; ovvero, le dipendenze sarebbero “dipendenze affettive e tossicomanie oggettuali”come ricerca incessante di esperienze sentimentali e stati d’innamoramento.

La dipendenza patologica è dunque una forma morbosa caratterizzata dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto, di un comportamento.Essa implica uno stato mentale disfunzionale caratterizzato da un sentimento di incoercibilità e dal bisogno coatto di essere reiterato con modalità compulsive.

ASPETTI EVOLUTIVO-RELAZIONALI

Dunque i comportamenti additivi sembrano tutti rappresentare un tentativo disfunzionale di contrastare l’emergere INCONTROLLATO di vissuti traumatici infantili.

Si tratta di TRASCURATEZZA EMOTIVA,abusi psico-fisici, depositati in un sistema di MEMORIA IMPLICITA.

BOWLBY (1983) evidenziò proprio come le rappresentazioni mentali relative a se stessi e agli altri costituiscono, durante la relazione del neonato con i suoi caregiver( figure di accadimento), e si organizzano in schemi COGNITIVI-AFFETTIVI che egli defini’ MOI (Modelli Operativi Interni).

I MOI definiscono la visione del mondo che è propria di un individuo e le modalità attraverso cui queste rappresentano i propri stati affettivi e dunque le proprie azioni.

Un alterato accadimento materno: mancato,soltanto mimato o intrusivo e pieno di frustrazioni, trasforma una profonda relazione interpersonale in un rapporto strumentale .

Nei MOI di tipo INSICURO vi sono esperienze di accudimento trascurante che impediscono lo sviluppo di strategie adeguate per l’autoregolazione degli stati affettivi.

Lo sviluppo SANO e la particolare attenzione che la figura di riferimento mostra verso le emozioni del bambino si esprime attraverso un processo di SINTONIZZAZIONE AFFETTIVA che rende possibile la condivisione di stati emotivi positivi che costituirà un PERNO nella costituzione degli stati affettivi.

I bambini EMOTIVAMENTE TRASCURATI non potranno riscontrare il loro ESSERE INTENZIONALE nella mente del caregiver, svilupperanno ridotte capacità di rappresentare gli stati mentali propri ed altrui e in età adulta vi sarà la comparsa di DOLOROSE CONDIZIONI PSICOPATOLOGICHE caratterizzate da una predominante dimensione interiore di vuoto affettivo cognitivo.

Il soggetto dipendente percepisce vissuti emotivi dolorosi, ma non è in grado di contrastarli efficacemente poiché presenta un deficit di NATURA EVOLUTIVA rispetto alla capacità di identificare e mentalizzare le emozioni.

Ciò rende più probabile il ricorso a forme di dipendenza patologica all’interno delle quali l’OGGETTO DROGA funge da regolatore esterno degli stati affettivi.

Le relazioni traumatiche infantili possono determinare un ricorso a meccanismi difensivi di tipo DISSOCIATIVI con lo scopodi escludere dalla coscienza le esperienze INTOLLERABILI e gli stati non MENTALIZZABILI a questi connessi.

La DISSOCIAZIONE diverrebbe un meccanismo di sbarramento che mette al riparo la coscienza ordinaria da un eccesso di stimoli dolorosi.

IL CRAVING in tal senso diviene il tentativo di isolare le memorie traumatiche ed allontanare le angoscie di frammentazione.

TEORIE PSICO-SOCIOLOGICHE

Il narcisismo del terzo millennio è un nuovo modo di mostrare se stessi attraverso l’espressione lontana da ciò che si è, in tal senso le sostanze aiutano il NASCONDIMENTO .

L’Uomo TECNOLIQUIDO consuma tutto rapidamente e lo sballo è la corto circuitazione del gusto.

La velocità, il narcisismo e l’ambiguità diventano le parole chiave.

La relazione additiva si presenta fondata sul NARCISISMO sul dover centrare su di se i propri bisogni di riconoscimento e conferma.Una relazione dove predomina il desiderio del NON DESIDERIO il rifiuto dei contatti e degli affetti sentiti come pericolosi.

Cosi tu puoi essere il tuo AVATAR…

Nulla è stabile e definitivo

Tutto può assumere forma

Non c’è relazione

Non c’è presa di responsabilità.

NELLA NOZIONE DI DIPENDENZA VI E’ UN ASSERVIMENTO… UN ELEMENTO FONDAMENTALE E’ L’ASSENZA DI SCELTA (francois ladame)

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