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“CULTURA E BENESSERE”-PROF.RE ANTONIO LERA

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Redazione-Esiste una relazione tra la cultura e lo sviluppo del benessere pubblico. Il rapporto tra attività culturali e salute delle persone comincia ad essere un tema importante e vi sono studi che dimostrano che il frequentare concerti, teatri, cinema, mostre e leggere libri aumenta la percezione del benessere e migliora la qualità della vita dell’individuo. La dimensione di questo fenomeno è estesa anche in Italia dove si comincia a parlare di welfare (o benessere) culturale. L’indagine è stata condotta dalla Doxa in collaborazione con l’assessorato alla Salute del Comune di Milano utilizzando uno strumento chiamato Psychological General Well-Being Index. Questo indice misura, su una scala clinicamente affermata, la sensazione soggettiva di benessere psicologico e lo studio ha esplorato la relazione esistente fra stili di vita e benessere psicologico individuale, con particolare riguardo all’accesso culturale, per fornire una stima dell’impatto della partecipazione culturale sulla percezione soggettiva del benessere. La cultura, ritenuta spesso inutile o solo intrattenimento e distrazione, ha un impatto sul benessere superiore ad altre variabili: reddito, età, occupazione, sport. Le attività culturali influiscono direttamente sul grado di soddisfazione complessiva, diminuiscono l’ansia e riducono i rischi di depressione. La Psicologia culturale è una branca delle Scienze Umane che studia il rapporto che l’uomo ha con la sua cultura, come questa influisce sul suo comportamento, sulle relazioni fra i gruppi e in famiglia e viene in soccorso in un nuovo scenario interculturale analizzando le relazioni fra i gruppi, i fenomeni migratori ed occupandosi di educazione e formazione, per prevenire disagi e intolleranza e favorire l’integrazione. Il Benessere soggettivo è legato all’interazione fra individuo e contesto. Esplorando i fattori culturali e i valori connessi nella valutazione del benessere, le variabili e i processi che influenzano i giudizi non sempre sono simili in tutte le culture. Riguardo alle differenze che esistono tra culture individualistiche e culture collettivistiche, nelle prime, gli aspetti della personalità sono visti come determinanti del comportamento, di conseguenza i giudizi di soddisfazione si basano soprattutto sull’esperienza emozionale recente, mentre, in quelle collettivistiche, i giudizi di soddisfazione si basano sia sulle emozioni, sia sul valore culturale percepito di vita soddisfacente. In questo senso le variabili che influenzano il modo di valutare il benessere variano a secondo dei valori ritenuti importanti: • l’autostima influenza il benessere soggettivo soprattutto nelle culture individualistiche, • la qualità delle relazioni sociali influenza il benessere soggettivo nelle culture collettivistiche • nelle nazioni più ricche c’è maggior benessere soggettivo (più alta osservanza dei diritti umani e un maggior controllo democratico). Non vi sono differenze nella struttura del benessere fra paesi occidentali e orientali. Quello che cambia da un contesto culturale all’altro non è dunque la struttura del benessere, ma piuttosto le sue fonti e le strategie attraverso cui si determina e viene mantenuto. Le conclusioni sono che le politiche devono guardare alla cultura come una risorsa per la costruzione di occasioni di sviluppo della società e di prevenzione del disagio, coniugando azioni rivolte al consumo culturale e al benessere degli individui, dove l’elemento gruppale fa la differenza nel senso di sentirsi parte di un contesto interessante, partecipativo ed in tal senso rassicurante. Cultura dunque foriera individuale di sostegno, rassicurazione e rafforzamento dell’identità psicorporea sia nella condizione di apparente stato di assenza di malattia che nella percezione di disagio legato a malattia e/o disagio. Cultura dunque che serve al creare agio, conforto e solidarietà, come aleggia nelle Associazioni che lavorano nell’ottica della costruzione del benessere collettivo.

PROF. ANTONIO LERA DOCENTE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DE L’AQUILA (Scrittore e Critico Artistico)

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