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L’ERA DELL’ACQUARIO

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Redazione- Nell’astrologia mondiale il transito dei pianeti Giove e Saturno dal segno del Capricorno a quello dell’Acquario implica un cambiamento radicale nel modo di vivere. Dopo l’isolamento, il conservatorismo, la ristrettezza, arriva la rivoluzione culturale, la solidarietà, la ricostruzione, vanno in scena nuovi equilibri mondiali. Negli ultimi due secoli i due pianeti, Giove e Saturno, congiunti in transito su Segni di Terra, hanno determinato l’industrializzazione e una trasformazione socio-economica spinta sul consumismo, sulla produzione, causando disuguaglianze fra Occidente e Oriente, fra Nord e Sud del mondo. Ora tale ciclo, segnato dal materialismo, si sta esaurendo per sempre. Arriveranno tempi della comunicazione, del movimento, del rinnovamento, della distruzione di un passato sterile, del superamento di visioni materialistiche ed egoistiche. Il Pianeta che abitiamo maturerà una coscienza collettiva basata su obiettivi vitali, globalmente condivisi. Inevitabile, tuttavia, sarà il duro scontro fra il nuovo che avanza e il vecchio che proverà in ogni modo a resistere. Il Covid-19 sarà, agli occhi dei posteri, l’arma dell’evoluzione della specie?A tale domanda è troppo presto per rispondere.

Il mese di febbraio comunque segnerà assieme al Covid-19 lo spartiacque da ciò che è stato e ciò che sarà.

Intorno al 10 febbraio tanti pianeti in Acquario formeranno una forte congiunzione con inevitabili ripercussioni. L’Acquario è il segno del futuro, dell’anticonvenzionale, dell’economy-green, della crescita sostenibile, del ritorno all’essenziale, della crescita spirituale. Non sono un’astrologa, né mi piace rappresentarmi per ciò che non sono. Ho semplicemente mutuato ciò che ho letto su alcune riviste e su cui ho riflettuto con attenzione alla luce di ciò che sta accadendo nel mondo. Improvvisamente, così apprendiamo dai potenti mezzi di comunicazione mondiali, ritornano attentati in Medio-Oriente e Oriente.  Alcuni giorni fa a Baghdad vi è stato un doppio attentato suicida che ha seminato distruzione e morte e che è stato rivendicato dall’Isis, attraverso il suo organo di propaganda. L’Iraq aveva dichiarato sconfitto militarmente il sedicente Stato islamico nel 2017, ma evidentemente cellule dell’organizzazione continuano a sopravvivere e ad agire, favoriti dalle regioni desertiche del Paese mediorientale in cui si annidano.In Myanmar è stato proclamato lo stato di emergenza per un anno, al termine del quale, fanno sapere i militari, ci sarà il voto, già avvenuto alle elezioni dello scorso novembre 2020, vinte in modo schiacciante dalla Lega nazionale per la democrazia (LND), partito di Aung San Suu Kyi, ora incarcerata.Ritornano in piazza manifestazioni di dissidenti che reclamano maggiore giustizia e libertà.All’interno di molti Paesi dell’Occidente evoluto (guardiamo a ciò che accade in Italia, Spagna, Francia, Belgio, Polonia, Giappone, Russia, negli USA) assistiamo a divisioni e lacerazioni che tengono in ostaggio popolazioni intere, categorie di lavoratori, che attendono soluzioni urgentissime alle proprie condizioni socio-economiche che con il passar delle ore diventano cruciali e vitali per il loro destino e per quello delle loro famiglie, dopo i lockdown. Nel Regno Unito la pandemia corre velocemente e lascia “per strada” tantissime vittime. In Germania aumentano i disordini, le aggressioni, le minacce e cresce “l’onda nera”. In Turchia le ambizioni di Erdogan diventano “stellari”, stringendo accordi con Elon Musk. All’orizzonte geo-politico si profila nuovamente una guerra fredda nelle relazioni fra le tradizionali massime superpotenze: USA e Russia. Quest’ultima vive una propaganda anti-Putin alimentata dalle ingiustizie sociali e dalla corruzione. Reprime duramente, brutalmente con taser e manganelli le manifestazioni pacifiche e disarmate pro-Navalny, imprigionando prima e liberando poi la moglie Yulia. Guardando le manifestazioni pacifiche a San Pietroburgo, mi tornano alla mente le storiche pagine sulla “Domenica di Sangue” del 22 gennaio 1905, quando persone disarmate, intere famiglie, accompagnate da bambini, sfilarono inermi davanti ai cancelli del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo, guidati dalla massima autorità religiosa del tempo, il Pope Gabon, implorando lo zar Nicola II, della dinastia dei Romanov, di migliorare le loro condizioni di vita, e lo Zar che, improvvido, autorizzò i Dragoni imperiali ad attaccare i manifestanti, macchiandosi di sangue. Fu quello il “seme” che determinò successivamente la Rivoluzione Russa del 1917. L’attuale stabilità politica della Russia è decisiva per la stabilità in Europa. Attenzione dunque a ciò che potrebbe accadere qualora si mettesse in concreta discussione il potere del nuovo Zar. In Bosnia si consuma il dramma dei profughi in campi innevati e gelati, senza luce, senza voce, senza che l’Europa, il mondo, distratti dal Covid-19 e dal Dio-denaro, ne prendano consapevolezza. La Cina, che ha “comprato” una bella fetta del continente africano, nonché parte di alcuni importanti porti italiani, che compete nel primato economico con le già citate due tradizionali superpotenze, ora si erge a leader morale, invitando tutti i Paesi al mondo a disegnare, un iter, un viatico di cooperazione e di solidarietà da imprimere alle popolazioni del pianeta Terra per non collidere. Siamo di fronte a un nuovo confronto geopolitico: liberalismo occidentale contro autoritarismo euroasiatico. Purtroppo né il primo, né il secondo consentono la dignitosa sopravvivenza del nostro Pianeta.Alcuni preannunciano un nuovo Rinascimento. E’ importante

però che non si tratti di un nuovo Rinascimento esclusivo, destinato a pochi, escludendo i tanti del pianeta.

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