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LE DONNE NELL’ARTE: ARTISTE O SOLO MUSE?

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Redazione- Nella civiltà egizia e cretese si cominciò a scoprire la bellezza delle donne in quanto ispiratrice dell’amore. La figura femminile cretese prefigurava già quelli che saranno i canoni di bellezza che ritroveremo nel primo Novecento. Ma i Greci si avvicinarono ancor di più all’immagine della bellezza
modernamente intesa; infatti passarono al nudo puro dell’Afrodite che era vista come modello ideale di bellezza estetica. L’arte romana rappresentò la donna ricoperta di vesti fluenti e dall’espressione dignitosa.

Andando avanti, durante tutta la storia dell’arte sono tantissimi gli artisti che hanno dipinto centinaia se non migliaia di donne, che fossero nobili o meno, ognuno le ritraeva a modo proprio.

Nella maggior parte dei libri infatti, i più citati sono uomini che ritraggono donne, le proprie muse, se non addirittura amanti. Le ritraggono come donne bellissime con corpi perfetti, in riferimento ai canoni estetici dell’epoca.

Ma siamo sicuri che le donne erano solo le muse? E le donne artiste?

Tra i primi riferimenti di donne nell’arte, Plinio il Vecchio ci nomina alcune pittrici greche: Timarete, Kalypso, Aristarete e  Iaia. Probabilmente la componente femminile nel mondo dell’arte è stata sempre presente; ma fino al XVI secolo il loro contributo, la loro effettiva presenza documentata nella storia rimane quasi nulla.

Figlia d’arte Artemisia Gentileschi, suo padre era il noto pittore Orazio, lei è senz’altro la più conosciuta. Nata 8 luglio 1593, vissuta durante la prima metà del XVII secolo, riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, ma riprende i  modi delle opere di Caravaggio. Negli anni settanta del secolo scorso Artemisia, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, diventò un simbolo del femminismo internazionale. Il tutto portò all’affermazione della sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà del tempo.

Altra molto nota, andando avanti nella storia dell’arte è Frida Kahlo, nata in Messico nel 1907, esempio di forza e di creatività. Il rapporto ossessivo con il suo corpo con cui ha un rapporto conflittuale a causa di un terribile incidente del 1925, caratterizza tutta sua arte. Coglie l’occasione di difendere il suo popolo attraverso la sua arte.

Nel contemporaneo invece, troviamo figure come Gina Pane, Vanessa Horn e Marina Abramovic.

Tra queste, Marina è ritenuta tra le massime esponenti nell’arte contemporanea, Marina è nata a Belgrado nel 1946. Nel 1976 inizia una relazione e collaborazione con Ulay. Dopo dodici anni di relazione, hanno deciso di interrompere il loro rapporto con una performance lungo la Grande Muraglia Cinese. Punta d’avanguardia della performance e della body art fin dai primi anni ’70, Marina Abramovic ha segnato in maniera sempre più innovativa l’arte degli ultimi trent’anni. Le scelte tematiche vanno dalla rappresentazione della sessualità e della femminilità, dalla dimensione intima e quotidiana. Fin dagli esordi ha scelto il proprio corpo come oggetto della sua arte, indagando i confini estremi della resistenza fisica e psicologica.

FONTI

libreriamo.it

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