“SE LA PROF. DIALOGA, ALLORA VUOL DIRE CHE NON E’ LA FINE DEL MONDO”-PROF.SSA FRANCA BERARDI
Così la casa diventa la trincea ideale per chi può rimanervi, le precauzioni per sé e per i propri cari, anche nei piccoli gesti quotidiani, vanno sopra ogni limite sperando che bastino a sconfiggere il pericolo senza volto, nell’ attesa di potersi rimpossessare presto della propria libertà.E poi segue la frenesia, a tratti isterica, che porta ad attendere, trepidanti, la “pronta riapertura” delle attività, con i problemi connessi, come il non sapere dove lasciare i figli.
In questo neoperiodo “no contact”, dunque, quello che manca maggiormente ai ragazzi è un riscontro che nasce dall’abitudine quotidiana che avevano: il confronto con i compagni (di scuola , dello sport, di attività varie) e con gli adulti (docenti, genitori, istruttori, mister,…).
