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” IL BUE E L’ASINELLO ” – DI RENATO LEBAN

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Holy Night Nativity Christian Scene SVG Graphic by SignReadyDClipart ·  Creative FabricaRedazione-  Ditemi la verità, quanti di voi hanno preso in seria considerazione i sentimenti ed i pensieri dell’asino e del bue che hanno vegliato e riscaldato il bambino Gesù? Sono certo che non ce ne siano tra di voi, che siete ben pensanti e così attenti al fatto della nascita del neonato Gesù. Eh no, non sto scherzando, sono pronto a scommettere che nessuno di voi ci ha fatto nemmeno un pensierino, eppure questi due animali, secondo la tradizione popolare, sono stati dei testimoni oculari del momento più importante della vita del Nostro Signore Gesù bambino.

Hanno visto la nascita, la sofferenza di Maria con le doglie, le attenzioni di Giuseppe al momento del parto, la sorpresa dei pastori che si sono soffermati in adorazione, ed infine l’inaspettata visita dei tre Re Magi, venuti a portare al bambino ricchi doni: l’incenso, l’oro, e la mirra, tre doni che esprimevano quanto i Magi fossero saggi ed eruditi, tanto da portare tre simboli importantissimi.

L’oro è il simbolo della suprema signoria del cielo e della terra.

La mirra è il simbolo dell’umanità.

L’incenso è invece il simbolo della divinità e della preghiera.

E con questi doni essi riconobbero in quel bambino la sua regalità e divinità, perciò lo adorarono come il Re dei Giudei. La cosa non fu gradita al re Erode il Grande, il quale mandò i suoi soldati ad uccidere tutti i maschi dai due anni in giù, nati a Betlemme e nella regione circostante.

Giuseppe fu avvertito notte tempo, prima che i soldati fossero giunti nelle loro vicinanze, e così la famigliola ebbe il tempo di fuggire in Egitto. Ma veniamo un po’ all’asinello ed al bue. Per loro era tutto nuovo: la presenza nella stalla di Giuseppe e Maria ed ora anche la nascita di questo bambino, così carino e così indifeso, ma protetto dal volere di Dio Padre in cielo e da Giuseppe sulla terra.

Fu il bue che ebbe l’idea di scaldare con l’alito il piccolo nascituro e fu l’asinello che disse :

-“Usiamo le nostre code per scacciare le fastidiose mosche.”-

Insomma, l’asinello ed il bue lavorarono in buona armonia per poter tenere caldo il corpo del piccino. I pastori, da parte loro, portarono le torce, illuminando la stalla che era come una grotta scavata nel tufo. In alto si sentivano cantare gli angeli che dicevano:

-“Sia gloria nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”-

A quel punto il bue emise un suono come al solito e con il suo muggire “Muuuh, Muuh” sentenziò che era felice di vedere ciò che stava accadendo davanti ai suoi occhi. L’asinello rispose delicatamente con un suo “Hiho, Hiho”, volendo esprimere la sua gioia e la serenità che tutto ciò gli procurava. Erano di fatto testimoni involontari di un evento storico che avrebbe cambiato le vite di molte persone. L’unico a non essere contento era Erode il Grande che vedeva nel piccolo nascituro un pericolo per la sua corona. Comunque la notte passò tranquilla mentre.

In cielo una magnifica stella cometa stava sospesa sopra la grotta, illuminando la strada per i pastori e per il ritorno dei tre re Magi.

18 Novembre 2023 – Renato Leban

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