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IL CONTAGIO DEI BACI

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Redazione- L’arte del Novecento ha a lungo meditato sul tema del «bacio». Da Munch a De Chirico, da Klimt a Lautrec, il bacio degli amanti è divenuto la cifra poetica di un’arte che desidera dare voce alle angosce e alle passioni di un’umanità ferita.
Tra i più evocativi non si può certo dimenticare il bacio velato di René Magritte. Il quadro conservato al MOMA di New York è stato dipinto dall’artista belga nel 1928. Molte sono le interpretazioni che hanno accompagnato la fortuna di questo dipinto. Spesso si ricordano le vicende biografiche del pittore. La madre di Magritte si suicidò gettandosi nel fiume Sambre quando l’artista aveva solo 12 anni, venne ritrovata in acqua con il volto coperto da una camicia da notte, un sudario bianco, molto simile a quello dipinto sul volto degli amanti.
Un velo che narra il dolore di un dialogo spezzato, una comunione infranta, un ricordo annebbiato. Negli Amanti ritratti da Magritte ritroviamo quella passione che non si arresta davanti al dolore dell’assenza, non esita davanti all’impossibilità del contatto, ma si spinge oltre la morte, oltre quel confine che sembra definitivamente tracciare il solco del distacco.
Nella storia dell’arte, un altro «bacio», per secoli, ha rappresentato l’immagine di un amore ferito, un rapporto interrotto, non dalla morte, ma dal tradimento.
È il Bacio di Giuda, dipinto da Giotto all’interno della Cappella degli Scrovegni. Tra una selva di lance, bastoni e torce, il padre della pittura italiana ritrae in un fermo immagine i profili del maestro e del discepolo traditore. Il tempo si sospende per un istante, gli occhi s’incrociano, la bocca di Giuda si protrae in una smorfia animalesca, esita a baciarlo. Il braccio del discepolo cerca di abbracciare Gesù, lo copre con il suo mantello, forse nell’ultimo vano tentativo di circuirlo, di raggirarlo, di vestirlo di un abito non suo. Nello spazio tra i due volti, Giotto ritrae quell’ultimo appello alla coscienza di Giuda.
Nessun velo/sudario può accorciare lo spazio della comunione, l’amore è cosa rara, chi ne rimane

contagiato ha vinto.

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