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CO-PROGETTAZIONE E CO-PROGRAMMAZIONE PER COSTRUIRE UN WELFARE DA PARTE DI PATNERSHIP PUBBLCIO E TERZO SETTORE

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Redazione- Mercoledì  30 settembre 2020  nella sala della Casa  del volontariato di L’Aquila si è tenuto un  Seminario  dal titolo  “ ASSOCIAZIONISMO ED ENTI LOCALI NELLA SENTENZA 131/2020 DELLA CORTE COSTITUZIONALE” organizzato in collaborazione con  la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di L’Aquila e presieduta da  Gino Milano Presidente della Casa del volontariato  provinciale .

E’  stato lo stesso Gino Milano ,Presidente della Casa del volontariato provinciale che ha  riassumere  nella lettera d’invito ,l’obiettivo del convegno  : “ La riforma del Terzo Settore ha descritto rapporti innovativi tra Organizzazioni di Volontariato o Promozione Sociale ed Enti Pubblici. Gli artt. 55 e 56 del D.Lgs 117/2017, delineando concretamente il principio di sussidiarietà (art. 118, u.c. Costituzione italiana), avevano già introdotto una nuova visione di co-progettazione e co-programmazione territoriale, non più riconducibile alla mera disciplina del Codice dei Contratti Pubblici. Con la recente sentenza della Consulta, solidarietà e concorrenza trovano ora nuove relazioni, nuove forme, nuovi criteri nella responsabilità di attori pubblici e privati, riconoscendo competenze più diffuse e accrescendo il futuro comune. Il seminario vuole approfondire l’interpretazione resa in materia dalla Corte Costituzionale, nonché raccogliere proposte e prospettive operative da iniziare subito a consolidare. La Casa del Volontariato Provinciale e la Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila chiedono agli Enti Locali, alle Associazioni e Organizzazioni del Terzo Settore e a tutti i soggetti che operano nei servizi alla persona, nel mondo della cultura e dell’impresa sociale, di voler partecipare all’incontro.”

Al seminario hanno svolto relazioni   FRANCESCA ALOISI • Avvocato “Il diritto del Terzo Settore preso sul serio”  FABRIZIO POLITI • Università dell’Aquila “Il principio di sussidiarietà tra Costituzione e diritto eurounitario nelle forme della co-progettazione e della co-programmazione (Artt. 55 e 56 D. Lgs. 117/2017)” FABRIZIO MARINELLI • Università dell’Aquila “L’interpretazione della sentenza 131/2020 della Corte Costituzionale sul rapporto tra Enti Locali e Terzo Settore”

La necessità di un incontro  tra enti ed associazioni  nasce da una recente sentenza della Corte costituzionale  (131 del 20 maggio  2020) che  chiamata a decidere su un conflitto tra Stato e Regione  Umbria  ha riletto il principio della sussidiarietà  sulla base della legge 116  affrontando in particolare  la sostanza dell’art 55  determinando un nuovo protagonismo da parte delle associazioni .

La sentenza della Corte costituzionale n. 131 del 20 maggio  2020 affronta il tema molto discusso del rapporto fra la pubblica amministrazione e gli enti del terzo settore (ETS), disciplinato dall’art. 55 del Codice del Terzo settore (CTS – D.Lgs. 117/2017).

Testualmente la Corte afferma: “L’art. 55 CTS, infatti, pone in capo ai soggetti pubblici il compito di assicurare, «nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché delle norme che disciplinano specifici procedimenti ed in particolare di quelle relative alla programmazione sociale di zona», il coinvolgimento attivo degli ETS nella programmazione, nella progettazione e nell’organizzazione degli interventi e dei servizi, nei settori di attività di interesse generale definiti dall’art. 5 del medesimo CTS. Ciò in quanto gli ETS sono identificati dal CTS come un insieme limitato di soggetti giuridici dotati di caratteri specifici (art. 4), rivolti a «perseguire il bene comune» (art. 1), a svolgere «attività di interesse generale» (art. 5), senza perseguire finalità lucrative soggettive (art. 8), sottoposti a un sistema pubblicistico di registrazione (art. 11) e a rigorosi controlli (articoli da 90 a 97). Tali elementi sono quindi valorizzati come la chiave di volta di un nuovo rapporto collaborativo con i soggetti pubblici: secondo le disposizioni specifiche delle leggi di settore e in coerenza con quanto disposto dal codice medesimo, agli ETS, al fine di rendere più efficace l’azione amministrativa nei settori di attività di interesse generale definiti dal CTS, è riconosciuta una specifica attitudine a partecipare insieme ai soggetti pubblici alla realizzazione dell’interesse generale.

Gli ETS, in quanto rappresentativi della “società solidale”, del resto, spesso costituiscono sul territorio una rete capillare di vicinanza e solidarietà, sensibile in tempo reale alle esigenze che provengono dal tessuto sociale, e sono quindi in grado di mettere a disposizione dell’ente pubblico sia preziosi dati informativi (altrimenti conseguibili in tempi più lunghi e con costi organizzativi a proprio carico), sia un’importante capacità organizzativa e di intervento: ciò che produce spesso effetti positivi, sia in termini di risparmio di risorse che di aumento della qualità dei servizi e delle prestazioni erogate a favore della “società del bisogno”.

Si instaura, in questi termini, tra i soggetti pubblici e gli ETS, in forza dell’art. 55, un canale di amministrazione condivisa, alternativo a quello del profitto e del mercato: la «co-programmazione», la «co-progettazione» e il «partenariato» (che può condurre anche a forme di «accreditamento») si configurano come fasi di un procedimento complesso espressione di un diverso rapporto tra il pubblico ed il privato sociale, non fondato semplicemente su un rapporto sinallagmatico. Il modello configurato dall’art. 55 CTS, infatti, non si basa sulla corresponsione di prezzi e corrispettivi dalla parte pubblica a quella privata, ma sulla convergenza di obiettivi e sull’aggregazione di risorse pubbliche e private per la programmazione e la progettazione, in comune, di servizi e interventi diretti a elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, secondo una sfera relazionale che si colloca al di là del mero scambio utilitaristico. Del resto, lo stesso diritto dell’Unione – … – mantiene, a ben vedere, in capo agli Stati membri la possibilità di apprestare, in relazione ad attività a spiccata valenza sociale, un modello organizzativo ispirato non al principio di concorrenza ma a quello di solidarietà (sempre che le organizzazioni non lucrative contribuiscano, in condizioni di pari trattamento, in modo effettivo e trasparente al perseguimento delle finalità sociali)”.

Assicurare dunque , «nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché delle norme che disciplinano specifici procedimenti ed in particolare di quelle relative alla programmazione sociale di zona», il coinvolgimento attivo degli ETS nella programmazione, nella progettazione e nell’organizzazione degli interventi e dei servizi, nei settori di attività di interesse generale “ (1)

Per meglio capire questa pronuncia della Corte Costituzionale che pure in altra sentenza  si era espressa in modo diverso  Cantiere terzo settore, il sito ddel prgetto Capt’Azione  (2)  dice che   “rispetto ai più diffusi strumenti amministrativi collaborativi preesistenti, la riforma introduce alcuni significativi ampliamenti all’ambito di applicazione: (a) la normativa precedente riguardava “servizi sperimentali e innovativi”: la riforma estende la co-progettazione senza limitazione a tutte le circostanze, comprese quelle ordinarie;(b)l’ambito precedente era quello del welfare, ora si estende a tutti i settori di interesse generali citati dal codice del terzo settore; (c) tutte le amministrazioni pubbliche possono agire iniziative collaborative; quindi ad esempio iniziative di formazione o educazione possono vedere come protagoniste le scuole.”

La sentenza  è originata da un antefatto  come scrive Luca Gori, Scuola superiore Sant’Anna di Pisa  sul sito  Forum Terzo settore : “La  sentenza  131/2020 è stata originata dal ricorso governativo sulla legge regionale Umbria n. 2 del 2019 (Disciplina delle cooperative di comunità). Tale legge, nel riconoscere  e disciplinare le cooperative di comunità (che non sono, necessariamente, ETS ma possono acquisire tale qualifica, ricorrendo i presupposti previsti dal legislatore statale), ha previsto, tra l’altro, che la Regione, «riconoscendo il rilevante valore sociale e la finalità pubblica della cooperazione in generale e delle cooperative di comunità in particolare» disciplini «le modalità di attuazione della co-programmazione, della co-progettazione e dell’accreditamento previste dall’articolo 55 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106) (…)».  Il Governo ha impugnato la legge umbra sostenendo che una siffatta formulazione violasse il Codice del Terzo settore e, quindi, violasse il riparto di competenza fra Stato e Regioni. In particolare, poiché l’art. 55 CTS prevede che i soli enti del Terzo settore possano essere coinvolti attivamente tramite co-programmazione, co-progettazione ed accreditamento (ai sensi dell’art. 55 CTS), l’ammissione delle cooperative di comunità  – senza precisare che queste debbano essere anche ETS – avrebbe potuto determinare una violazione del riparto costituzionale di competenze. Al contrario, La legge regionale avrebbe dovuto delimitare alle sole cooperative di comunità – ETS la possibilità di accedervi. La Corte ha risolto la questione in via interpretativa, affermando che gli istituti dell’art. 55 del Codice del Terzo settore, richiamati dalla legge regionale, non possano trovare applicazione qualora le cooperative di comunità non siano anche in possesso della qualifica di ETS.” (3)

La sentenza della Corte costituzionale contraddice anche  un parere  del Consiglio di Stato  che dava ragione all’’Autorità Nazionale anticorruzione (ANAC) che dopo essersi interrogata  rispetto al rapporto tra Codice del Terzo Settore e Codice degli appalti,   lo  interpellava  . Nel  merito  dava un parere ( n. 2052 del 20/8/2018), dove veniva  affermata la primazia della tutela della concorrenza e quindi del Codice degli appalti.A parere del Consiglio di Stato le procedure di accreditamento, co-progettazione, partenariato o convenzione devono essere assoggettata integralmente alle norme sugli appalti nel momento in cui la procedura abbia carattere selettivo funzionale all’affidamento di un servizio. Anche se di diverso avviso era già stato  il TAR Campania, che aveva  giustappunto evidenziato la differenza tra affidare un servizio, nel qual caso si applicano le disposizioni del Codice degli appalti, e affidare in partenariato servizi a Enti del Terzo Settore e alle cooperative sociali. (4)

 Dunque   come affermano anche gli addetti ai lavori   “non si tratta più di uno scambio tra prestazione e corrispettivo, ma di una costruzione collaborativa di sistemi comunitari di presa in carico di una problematica, appunto tra ente locale ed enti del terzo settore ; una stessa questione può essere inquadrata nel primo o nel secondo modo. Ci sono tanti giovani che stanno a casa, soli ed isolati? Si può scegliere di rispondere con uno specifico servizio, ad esempio aprire un centro giovanile, e cercare l’ente di terzo settore che offre il miglior rapporto prezzo qualità per gestirlo (è la logica prezzo contro prestazioni). Si può scegliere invece di chiamare a raccolta i soggetti attivi del territorio, professionali e volontari, formali e informali, pubblici e di terzo settore – la cooperativa, la scuola, l’associazione sportiva, l’associazione musicale, l’oratorio – affinché ciascuno (a partire dal Comune) metta a disposizione delle risorse, delle competenze, delle capacità e insieme si decida come utilizzale per affrontare al meglio la questione; l’esito di questo percorso è appunto un atto cofirmato da questi soggetti, che assumono impegni reciproci per la finalità che insieme vogliono perseguire (logica collaborativa).” (5)

 (1)Normativa di riferimento

Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”: art. 55

Costituzione italiana: art. 118 (Principio di sussidiarietà)

Legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”

(2) https://www.cantiereterzosettore.it/riforma/rapporto-con-pa/co-programmazione-e-co-progettazione

(3)  https://www.forumterzosettore.it/2020/06/26/sentenza-n-131-della-corte-costituzionale-il-commento-di-luca-gori/

Per una analisi della centralità del diritto costituzionale nella Riforma del Terzo Settore si rinvia alla lettura di “Diritto del Terzo Settore” di Pierluigi Consorti, Luca Gori e Emanuele Rossi, edizione Il Mulino

(4) TAR Campania, sez. III, Sentenza 2/7/2019 n. 3620 “Giova premettere che la ricorrente, nel formulare il complesso delle doglianze, ha in più punti censurato la violazione di diverse disposizioni del d. lgs. 50/2016, il codice dei contratti pubblici, normativa che, tuttavia, non è del tutto pertinente alla fattispecie in esame, trovando applicazione propriamente per i contratti d’appalto aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture lavori e opere, nonché i concorsi pubblici di progettazione. Nel caso in esame, si discute invece di manifestazioni di interesse per l’affidamento, in partenariato, dei servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali. Non a caso, l’Avviso Regionale I.T.I.A. – Intese Territoriali di Inclusione Attiva – è finalizzato a combattere la povertà e ogni forma di discriminazione sociale. E’ quindi chiaro che, pur essendovi il dovere dell’amministrazione di condurre il procedimento selettivo pur sempre nel rispetto, da un lato, dei principi sanciti dall’art. 97 Cost., di buon andamento e l’imparzialità e, dall’altro, dei criteri indicati dall’art. 1 L. n. 241/1990 di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, oltreché dei principi dell’ordinamento comunitario, non vi è un obbligo di osservanza puntuale delle norme del codice dei contratti pubblici, se non nei termini in cui queste siano espressione di quei principi generali – sopra menzionati – che, in ogni caso, governano e condizionano in qualsiasi ambito l’azione amministrativa”.

(5) CONSORZIO SOCIALE ABELE LAVORO S.C.S. – 011 38 41 565 – info@csabelelavoro.it – C.F. e P.Iva 07529370012 – REA 899611.
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