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I BAMBINI: DIMENTICATI DA TUTTI I DECRETI

5.410

Redazione- Quasi sempre ignorati, sono stati i primi a subire la chiusura da lockdown e sono quelli di cui ancora non si parla. Scuole inesorabilmente chiuse, campi estivi chiusi, parchi gioco chiusi, sport per loro chiuso; i  bambini spariscono e le madri, ancora una volta, inevitabilmente. Essere madre in Italia, oggi, significa essersi sovraccaricata di un costosissimo e faticosissimo hobby sentimentale che non interessa alla politica. In Germania i servizi educativi per i figli dei lavoratori essenziali (quelli che non si sono mai fermati) sono sempre rimasti aperti. In Olanda le scuole primarie hanno riaperto a fine aprile. In Francia l’11 maggio, cosi’ come in Danimarca le scuole hanno già riaperto e in Svezia e Islanda non hanno mai chiuso.Si possono prendere caffè, mangiare una pizza, ormai qualsiasi cosa sembra esser tornata possibile, ma i bambini no e con loro le madri a cui per chi lavora e deve tornare gli si dice (senza dirla) la stessa frase di sempre: care, organizzatevi. Forse perché loro, i bambini, non votano, non creano gruppi su facebook per polemicizzare con il politico di turno e forse perché

sono in attesa di diventare finalmente produttivi.

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