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ALCOLOGIA: ASPETTI CLINICI- DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

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Redazione: La teoria sistemica propone una modalità di pensiero ed una strategia di tipo circolare, ispirata al modello ecologico-sistemico.

Con le parole di Mara Selvini Palazzoli possiamo affermare che “il pensare in modo ecologico consiste nel capovolgere il nostro tradizionale modo di pensare che si è sempre occupato degli elementi singoli che compongono la realtà per trascurarli, in un certo senso, ed occuparci prevalentemente del modo in cui gli elementi singoli che compongono la realtà, sono collegati”

L’alcolismo viene dunque considerato come un sintomo che si rende evidente in un componente

della famiglia, ma che appartiene allo stile di vita dell’intero sistema familiare. Ancora di più la significatività della dipendenza alcolica va letta prendendo in considerazione almeno tre diverse dimensioni che si influenzano reciprocamente e cioè la struttura intrapsichica personale, il contesto familiare e la struttura sociale. Questo significa che un lavoro terapeutico completo deve andare al di là del singolo e del gruppo familiare per volgersi alla ricerca e all’individuazione della aspettative e dei sistemi di valori che, direttamente o indirettamente, sono coinvolti con l’uso e l’abuso di alcolici all’interno del contesto sociale nell’ottica di una promozione della salute. Ricordiamo a tale proposito quanto affermato da Gadamer:“La salute non è precisamente un sentirsi, ma è un esserci, un essere nel mondo, un essere insiemeagli altri uomini ed essere occupati attivamente e gioiosamente dai compiti particolari della vita”.Il contributo della psicoterapia alla soluzione dei problemi alcolcorrelati:

Approccio psicodinamico

In questo ultimo decennio ci sono stati vari autori (tra cui Bean-Bayog,1986; Okpatu,1986; Wallace,1985a,1985b; Zimberg, 1985) che hanno proposto un modello integrato di psicoterapia psicodinamica che prevede l’astensione della sostanza come prerequisito per iniziare una psicoterapia e questo contrariamente al più tradizionale punto di vista psicodinamico che considerava l’uso di alcol quale sintomo di una patologia sottostante cosicchè solo agendo su quella sembrava possibile provocare l’abbandono dell’alcol.

Questo nuovo approccio ha portato alla elaborazione di terapie brevi che hanno dimostrato la loroefficacia (Woody e altri, 1984).

Tra l’altro è interessante il contributo che hanno dato alcuni autori nel definire il ruolo che può avere una psicoterapia in un percorso di recupero in tre fasi.

1) Valutazione e disintossicazione. In questa fase vengono fatte diagnosi sui disturbi di personalità e sui meccanismi di difesa.Il metodo di disintossicazione impiegato dipenderà dalla presenza o meno di disturbi concomitantiquali politossicodipendenza, malattie organiche, patologie di tipo psichiatrico: i pazienti più gravinecessiteranno di un ricovero ospedaliero per disintossicarsi.

Vari autori (Bean-Bayong, 1986; Brown, 1985; Wallace,1985) concordano nel ritenere che cessare di usare alcol sia un’esperienza profondamente angosciante poiché rappresenta la perdita dell’oggetto primario che procura un sostegno costante e una gratificazione di cui l’alcolista ha il controllo.

Nella fase della disintossicazione l’alcolista ha dunque bisogno di fonti esterne di sostegno. Il terapeuta può garantire un ambiente tranquillizzante in grado di contenere l’emergere di emozioni e sentimenti quali la rabbia, la depressione, l’ansia.

Kantzian e Schneider (1986) ritengono utile anche un lavoro di équipe che garantisca un ambiente non troppo nè troppo poco gratificante di cui il paziente possa avvalersi per rinforzare l’autostima e l’equilibrio intrapsichico.

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2) Sobrietà. In questa fase l’obiettivo della terapia è quello di mantenere l’astinenza, o meglio, la sobrietà.Dunque la psicoterapia è volta a sostenere e incoraggiare il paziente e ad aiutarlo a sviluppare nuovestrategie per far fronte alle difficoltà.Gli interventi stimolano il paziente a sostituire attività disfunzionali con comportamenti che sostengono l’alcolista.In questa fase, ma anche in quella successiva, possono essere di grande aiuto i gruppi di auto- mutuo aiuto.

Stadio avanzato di recupero. Questo è lo stadio che prevede una psicoterapia nel senso più tradizionale del termine.

Tuttavia non tutti gli alcolisti hanno una capacità introspettiva e una forza dell’Io adeguate ad affrontare una psicoterapia del profondo senza incorrere nel rischio di ricadute.

Approccio sistemico

All’interno del gruppo familiare in cui è presente un alcolista si evidenziano dinamiche che possono provocare o mantenere comportamenti inadeguati nei confronti dell’alcol. Proprio per questo alcuni autori ritengono indispensabile la presenza della intera famiglia per risolvere le problematiche legate all’uso di alcol.L’obiettivo della terapia familiare non è semplicemente quello di creare un adattamento delle persone all’ambiente, ma quello di modificare lo stile di vita, di ricercare un nuovo modo di vivere.Le tecniche di terapia familiare possono essere diverse:

Terapia familiare congiunta

Secondo questo modello terapeutico viene riunita tutta la famiglia (genitori, figli ed eventuali altricomponenti) poiché si parte dal presupposto che la presenza dell’alcolista è funzionale al mantenimento dell’equilibrio familiare e dunque il superamento dell’alcolismo potrebbe risultare destabilizzante per l’intero nucleo familiare. Si beve per non partecipare al gioco comunicativo, per aiutare la famiglia a non affrontare situazioni difficili per le quali non si riesce ad immaginare altre soluzioni. I terapeuti dovranno dunque accompagnare l’intero nucleo familiare, facendo attenzione al ruologiocato da ogni singolo componente, in un percorso di cambiamenti strutturali che mirano ad eliminare tutti quei comportamenti relazionali che hanno mantenuto nel tempo il sintomo alcolismo.

Terapia di coppia congiunta e concorrente

In questo tipo di terapia partecipano il paziente e il partner con l’obiettivo di sviluppare una vita di coppia più soddisfacente e di fronteggiare gli ostacoli consci o inconsci che possono verificarsi per il mantenimento dell’astinenza.Nella terapia concorrente si ha invece la partecipazione della coppia contemporanea o no, ma in ogni caso separatamente, ad una terapia individuale, di gruppo o di auto-aiuto.

 

Terapia di gruppo

Questa tecnica è una delle più utilizzate per il recupero e la riabilitazione degli alcolisti. Basti pensare all’enorme successo ottenuto dai Clubs per Alcolisti in Trattamento (CAT), dagli Alcolisti Anonimi (AA) e da altre associazioni che si basano sul gruppo come metodo di lavoro pur con peculiarità diverse.

Si offre alle persone un ambiente in cui riconoscere ed esplorare le proprie problematiche, utilizzando la condivisione delle proprie storie, lo scambio di informazioni, il sostegno reciproco tra i componenti del gruppo.

Il punto di vista ecosistemico in particolare ritiene di fondamentale utilità per affrontare le problematiche relative alla dipendenza alcolica smettere di considerare gli individui alcolisti e, partendo dal nucleo familiare, considerare e lavorare sulla molteplicità di interconnessioni dei diversi sistemi.

 

Considerazioni conclusive

I metodi per affrontare e curare l’alcolismo sono molteplici; nella maggior parte dei casi riteniamo

che un unico intervento non possa essere risolutivo. È invece importante integrare i vari interventi (individuali e/o familiari; psicoterapia; gruppi; trattamento farmacologico) all’interno di un unico progetto di recupero che abbia come scopo il cambiamento nella vita sociale, lavorativa e di relazione in genere del soggetto.

Alcologia: aspetti clinici

Di fondamentale importanza per iniziare un trattamento e per il suo buon esito sono i primi colloqui con il paziente. Nella fase iniziale è possibile che l’alcolista disorienti l’operatore e questo perché i suoi sintomi interessano dall’aspetto psicologico-sociale-comportamentale a quello clinico. Pertanto è necessario formulare una diagnosi differenziale in rapporto all’alcolismo che tenga conto dei vari aspetti della storia individuale del paziente e dei problemi connessi al bere in rapporto agli attuali problemi fisici. In seguito alle informazioni raccolte nei vari ambiti (psicologico, sociale, fisico) si potrà discutere con il paziente le modalità del trattamento ritenuto adeguato per lui e del “contratto terapeutico”.Infine va sottolineato che un trattamento potrà avere successo solo se il soggetto riuscirà a maturare

una reale motivazione al cambiamento ed a mantenere l’astinenza dall’alcol.

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