” LIBERTAS ,TRANQUILLITAS,OTIUM : LA BIBLIOTECA IERI E DI OGGI ” DI VALTER MARCONE
Redazione- Libertas, tranquillitas, otium appartengono alla vita di una biblioteca di ieri come a quella di oggi perchè spesso questo insieme di libri che noi chiamiamo biblioteca è un rifugio ovvero un modo di difendersi dall’aggressione del mondo che ci circonda e che ci mette a volte nella condizione di “scappare” anche se non è proprio tanto facile.in cerca di libertà, tranquillità e dolce far niente.
Dal punto di vista pratico non è semplice scappare da situazioni e condizioni di vita che possono diventare insopportabili , magari per ricominciare da capo. Da tempo tengo una specie di classifica di quanti, che poi lo raccontano sui post dei social, sui libri o in incontri pubblici, sono riusciti a lasciare tutto per cui erano vissuti fino ad allora per dare vita ad esperienze alternative. Lasciare per esempio la città per trasfeirisi in campagna soprattutto in tempo di smart working. Oppure lasciare il proprio lavoro spesso ben pagato,da dirigenit, da manager per intraprendere attività meno stressanti e più appaganti dal punto di vista della realizzazione della persona.
Prendo a caso una delle tante testimonianze sul web,quella di Gianluca Gotto :”Fino a tre anni fa avevo una vita perfettamente inquadrata negli schemi della società occidentale: classe 1979, nato a Genova ma trapiantato nelle campagne milanesi, sposato, un lavoro da informatico ben pagato, casa di proprietà arredata Ikea e piccoli viaggetti durante le ferie estive: due-tre settimane d’aria in cui facevo di tutto per dar sfogo alla mia innata curiosità di conoscere il mondo. Ero felice? Sì e no. Amavo mia moglie, il nostro tempo insieme, le mie passioni, i nostri viaggi. Da sempre sentivo però un impulso nel cercare uno stile di vita più consapevole, spirituale, più connesso con me stesso e la natura, che mi sembrava come imprigionato nel mio profondo.Pensavo di fare il bene del pianeta chiudendo l’acqua del rubinetto mentre lavavo i denti. Ne andavo orgoglioso. Tutto qui, ma poi in fondo mi muovevo sempre in auto, ero un gran consumatore di carne e spendevo la maggior parte del mio tempo libero tra aperitivi, shopping e passeggiate in città.Ok, sto estremizzando la descrizione, ma il punto era proprio quello: sognavo una vita libera, consapevole ed entusiasmante, ma, soffocato dalla quotidianità e assuefatto dagli usi di questa società, ne vivevo un’altra che era l’esatto opposto, incapace di fare i passi necessari per cambiarla davvero.”(1)
Per esempio in piena pandemia da covid 19 hanno lasciato il lavoro (nel 2022 sono state 1,6 milioni, 300.000 più del 2021) per cercare nuove esperienze . Tutte persone che hanno dato spazio alle loro passioni , sogni, desideri .
Ci sono esempi famosi , attuali ovvero ai tempi che viviamo ma anche esempi del passato. Nella sua lettera-testamento mai inviata ai fratelli, Ludiwig Van Beethoven scrive: «Da sei anni mi ha colpito un grave malanno peggiorato per colpa di medici incompetenti. Pur essendo dotato di un temperamento ardente, vivace, e anzi sensibile alle attrattive della società, sono stato presto obbligato ad appartarmi, a trascorrere la mia vita in solitudine..”. Un esempio di fuga come quella nella pittura di Frida Khalo , vittima di un incidente stradale tra un autobus e in tram in cui un corrimano le trapassa tutta la colonna vertebrale, che si spezza in tre parti, le ferite intaccano le gambe e il collo O l’esperienza di .Stephen Hawking relagato apparentemente su una sedia a rotelle costruita appositamente per lui : due matrimoni e altrettanti divorzi, tre figli, insegnamenti per tre decenni a Cambridge, dove nel 1979 era diventato Lucasian professor of mathematics, cattedra occupata a suo tempo da Isaac Newton; conferenze in tutto il mondo e scritto volumi divulgativi. Insomma percorsi avanti e indietro che dimostrano come non sia difficile fuggire da una propria realtà spesso opprimente sia dal punto di vista fisico che morale o intellettuale. Almeno per i grandi personaggi della nostra storia .
Certo queste sono soluzioni e cambiamenti radicali che forse non tutti possono permettersi. In alternativa probabilmente si può percorrere un’altra strada. Più intima , più silenziosa, ma più accattivante come l’amicizia con un libro. Diceva Umberto Eco: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita. Chi legge, avrà vissuto 5000 anni” . Ecco appunto , rifugiarsi nelle vite che propongono i libri significa vivere diversamente. Ovvero trovare una possibilità molto vicina, momto coinvolgente, molto personale per cambiare vita . Come per esempio nel caso di Michel De Maontaigne .
Philippe Ariès e Georges Duby, scrivono nel volume pubblicato da Laterza nel 1987 “ La vita privata dal Rinascimento all’Illuminismo” che Michel de Montaigne. Nel 1579 vende la sua carica di consigliere al Parlamento di Bordeaux, nel 1580 ritorna al suo castello in Dordogna e fa scrivere sulle pareti della sua bibliotica in latino una scritta che dice: “ Nell’anno di Cristo 1571, all’età di trentotto anni, alla vigilia delle calende di marzo, anniversario della sua nascita, Michel de Montaigne, già molto tediato dalla schiavitù della corte del parlamento e delle cariche pubbliche, sentendosi però ancora nel pieno della vita, giunse alla conclusione di riposarsi sul seno delle dette Vergini nella calma e nella sicurezza. Egli vi percorrerà i giorni che gli restano da vivere. Sperando che il destino gli consentirà di portare a termine questa esistenza, questi dolci ritiri paterni, egli li ha consacrati alla sua libertà, alla sua tranquillità e al suo riposo.”
E’ questo un documento interessante su come veniva considerata la biblioteca da uno dei pensatori più illiustri della nostra storia culturale. Ed è anche la dimostrazione di come i libri possono concorrere alla meditazione sulle esperienze individualui e quindi partecipare alla creazione di nuove idee . Infatti del corpo delle riflessioni contenute nei saggi di Montaigne si possono percorrere itinerari paralleli che sono appunto le sue letture.Anzi Montaigne che amava leggere moltissimo cita le sue letture ,le pagine di autori antichi .
Leggendo Philippe Ariès e Georges Duby ci si rende conto come la biblioteca nel Medioevo e nel Rinascimento diventa un rifugio dal mondo, un luogo di meditazione . Un momento importante nella formazione delle opere per esempio di Petrarca ,Leonardo e di molti altri autori. Petrarca viene spesso ritratto su un banco , chino su un libro in una biblioteca . E’ questo proprio l’emblema di quel suo discorrere nelle “Familiare”, lettere scritte in cui racconta appunto il suo rapporto con la memoria che i libri della sua biblioteca aiutano a concretizzare. .Nella Familiare III,1 a Tommaso da Messina scrive : “ Perché io sono ormai affatto separato dai miei libri, e di una cosasoprattutto mi lamento in questo viaggio: uscendo di casa, non odo parola alcuna in latino; tornando a casa, non ho compagni i libri con i quali son solito conversare; ogni mio colloquio è con la mia memoria. Quel che ti scrivo è dunque scritto su due piedi e a memoria, e quando la memoria mi vien meno, preferisco tacere che scrivere; ma non poche cose io ricordo come se avessi i libri sotto gli occhi, quelle soprattutto che, più volte pensate, si sono profondamente e tenacemente impresse nell’animo mio».(2)
La libreria di Leonardo . Curato da Carlo Vecce, uno degli studiosi di Leonardo più apprezzati a livello internazionale, il volume “ La bilioteca di Leonardo “, Giunti , 2021 ricostruisce, sulla base di un’attenta indagine sul complesso dei manoscritti vinciani, la consistenza della biblioteca che il maestro venne formando nel corso della sua lunga vita. Quest’opera fornisce anche indicazioni preziose sulle fasi di progressivo aumento dei volumi, a stampa e manoscritti, posseduti da Leonardo. Grazie anche alla fondamentale collaborazione di numerosi specialisti nelle discipline su cui Leonardo si soffermò, il volume mette a disposizione degli studiosi un imponente repertorio da cui attingere informazioni certe sulle fonti di ispirazione del “Genio Universale”
Dunque libertas, tranquillitas, otium : la biblioteca ieri ed oggi . In breve di questi tre momenti ho cercato di offrire al lettore un approfondimento. Che naturalmente va riferito proprio a quanto afferma l’Unesco per le biblioteche pubbliche che sono appunto un patrimonio culturale dell’umanità: “Manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche.
La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un’istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza al pensiero, alla cultura e all’informazione.
La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l’apprendimento permanente, l’indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell’individuo e dei gruppi sociali.
Questo Manifesto dichiara la fede dell’UNESCO nella biblioteca pubblica come forza vitale per l’istruzione, la cultura e l’informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne.
Perciò, l’UNESCO incoraggia i governi nazionali e locali a sostenere le biblioteche pubbliche e a impegnarsi attivamente nel loro sviluppo.La biblioteca pubblica.La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione.
I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri.
Ogni fascia d’età deve trovare materiale rispondente ai propri bisogni. Le raccolte e i servizi devono comprendere tutti i generi appropriati di mezzi e nuove tecnologie, così come i materiali tradizionali. L’alta qualità e la rispondenza ai bisogni e alle condizioni locali sono fonda. mentali. I materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società, cosi come la memoria dell’immaginazione e degli sforzi dell’uomo.
Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa, né a pressioni commerciali.
La biblioteca pubblica, continua il manifesto dell’Unesco , è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione.
I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell’uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri.
Ogni fascia d’età deve trovare materiale rispondente ai propri bisogni. Le raccolte e i servizi devono comprendere tutti i generi appropriati di mezzi e nuove tecnologie, così come i materiali tradizionali. L’alta qualità e la rispondenza ai bisogni e alle condizioni locali sono fonda. mentali. I materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società, cosi come la memoria dell’immaginazione e degli sforzi dell’uomo.
Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa, né a pressioni commerciali.”
La bilioteca dunque come patrimonio culturale che per Borges è una sfera il cui centro esatto è qualsiasi esagono, e la cui circonferenza è inaccessibile che diventa la sua Biblioteca di Babele un mistero che neppure Borges pretende di rivelare. Perchè tra libertas, tranquillitas, otium la conoscenza umana, va da sé, sarà sempre imperfetta, mancante, incompleta ma determinante per la realizzazione dei singoli e del mondo che appartiene loro ..
(1)https://www.mangiaviviviaggia.com/mollare-tutto-e-partire-felicita/
(2)https://ricerca.sns.it/retrieve/e3aacdfe-8c30-4c98-e053-3705fe0acb7e/Petrarca-Libreria.pdf LO SPAZIO DEI LIBRI Costruzione del sé, rappresentazione immaginaria, forma architettonica, incontro con l’altro Palermo University Press
