Ultime Notizie

LA ZIDOVUDINA, MOLECOLE MIRACOLOSE: I PRINCIPI ATTIVI DEI FARMACI-PROF.RE GABRIELE D’ANDREA-UNIVAQ

6.255

 

Anno di scoperta: 1964 (B.A. Karmanos Cancer Inst. e Wayne State Univ. School

Medicine)

Primo utilizzo: 1987 (Burroughs-Wellcome, attualmente GSK)

Categoria di farmaco: agente antiretrovirale; inibitore della trascrittasi inversa

Principali utilizzi: trattamento degli adulti e degli adolescenti con infezione da HIV (human immunodeficiency virus); prevenzione della trasmissione dell’HIV dalla madre al feto; utilizzo nella monoterapia o in combinazione con altri farmaci (p.e. Combivir, Triziviz)

Altri nomi: Retrovir, Azidotimidina (AZT), Retrovis

Farmaci correlati: Stavudina, Zalcitabina, Didanosina, Lamivudina

La zidovudina, nota anche come azidotimidina (AZT), è stato il primo farmaco antiretrovirale approvato per i pazienti infettati dal virus umano che causa immunodeficienza (HIV). Questo è un retrovirus, cioè un virus ad RNA, che attacca e distrugge gradualmente il sistema immunitario della persona infettata, generando la sindrome dell’immunodeficienza acquisita (AIDS, acquired immunodeficiency syndrome).

Poiché in questi pazienti il sistema immunitario risulta molto indebolito, si manifestano altre infezioni che culminano nel danno di alcuni organi, danni dall’esito spesso fatale. E’ stato stimato che nel mondo ci sono approssimativamente 40 milioni di persone infettate dall’HIV, di cui 38 milioni di adulti e 2 milioni di adolescenti. Inoltre, ogni anno si registrano circa 4 milioni di nuovi casi di pazienti affetti da HIV/AIDS. Le statistiche ci dicono che fra tutte le persone affette da AIDS, annualmente ne muoiono circa 3 milioni e si stima che dal 1981, anno in cui vennero riconosciuti i primi decessi da HIV, le morti ammontano a circa 25 milioni. L’infezione da HIV avviene mediante il contatto con alcuni fluidi corporei come per esempio il sangue, lo sperma, il fluido vaginale, il latte materno, tutti fluidi biologici che possono contenere e veicolare il virus. Comunque, la saliva non è fra detti fluidi e quindi è solo una falsa credenza quella basata sull’errato assunto che l’infezione dall’HIV possa essere trasmessa tramite un semplice bacio!

Tuttavia, la probabilità di essere infettati con l’HIV può essere significativamente ridotta attraverso lo screening dei prodotti ematici usati per le trasfusioni, nonché attraverso l’uso di aghi ipodermici sterili; inoltre, l’attenersi a pratiche sessuali sicure, ugualmente riduce drasticamente il contagio.

Durante i primi anni ‘80 quando la comunità medica comprese che l’infezione HIV/AIDS potesse risultare pandemica, la ricerca per trovare dei farmaci anti-HIV si intensificò notevolmente. E’ interessante sottolineare che l’AZT, sintetizzato nel 1964, venne dapprima utilizzato come un agente anticancro e solo successivamente si rivelò essere molto efficace contro l’HIV; oltre a ciò, si dimostrò che la sua somministrazione permetteva l’allungamento della vita dei pazienti con l’AIDS [1]. A ogni modo, la prima approvazione della zidovudina come farmaco, in tale contesto, avvenne nel 1987, sia per trattare sia per prevenire le infezioni da HIV.

E’ bene chiarire che i genomi dei retrovirus, come l’HIV, sono costituiti da una molecola di RNA a singolo filamento che deve essere convertita in una molecola di DNA a doppio filamento, permettendo, così, la replicazione del virus; infatti, solo il DNA a doppio filamento può essere integrato nei cromosomi della cellula ospite e quindi replicarsi e dare luogo alla trascrizione (sintesi di RNA) e successiva traduzione (sintesi delle proteine). Comunque, la conversione dell’RNA a DNA viene catalizzata dall’enzima che prende il nome di trascrittasi inversa, enzima che è presente in ogni particella virale dell’HIV, insieme a due copie di RNA retrovirale. Tuttavia, affinché possa risultare efficace, l’AZT, attraverso una serie di trasformazioni, deve essere convertito nel derivato 5’- trifosfato che viene incorporato nel DNA bloccando, durante la replicazione, l’ulteriore allungamento del nascente filamento di DNA [2].

In ogni caso, da diversi anni, per evitare fenomeni di resistenza, l’AZT viene utilizzato principalmente in combinazione con altri farmaci antiretrovirali [3]. L’HIV si replica velocemente, ma non possiede gli enzimi cosiddetti di correttori delle bozze (proofreading) che normalmente e naturalmente correggono gli errori che possono manifestarsi durante la replicazione del DNA. Di conseguenza, potrebbe svilupparsi una qualche forma di resistenza verso l’AZT dovuta magari a mutazioni a carico della trascrittasi inversa. Così la combinazione di AZT con lamivudina (CombivirTM , GSK) o con abacavir e lamivudina (TrizivirTM, GSK) [4], risulta essere molto più efficace, sopprimendo la replicazione dell’HIV di circa 10 volte in più rispetto ai suddetti farmaci quando vengono somministrati singolarmente.

[1] PNAS, 1985, 82, 7096-7100; [2] Cell. Mol. Life Sci, 2006, 63, 163-186; [3] Combination Therapy of AIDS, 2004,

41-51; [4] Future Virology, 2007, 2, 23-30.

*: Università degli Studi dell’Aquila, Dip.to DISCAB, Coppito 2, 67100 L’Aquila

Commenti

commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.