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LA SESSUALITA’ INFANTILE – DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

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Redazione- Nel 900, il pensiero comune era che l’infanzia fosse priva di pulsioni sessuali che avrebbero trovato, invece, inizi nel periodo puberale.

Il ritegno degli studiosi dell’epoca, era frutto di una rigorosa educazione ( BELL.1902: « le manifestazioni infantili, sono attenzionate come fenomeni degenerativi»)

( GROOS.1904: « l’esistenza dell’amore nell’infanzia, non sia da scoprire»), fa leva sul fatto che dei primi anni di vita non si hanno che pochi…indecifrabili…frammenti di ricordi…

Eppure, quelle stesse impressioni dimenticate, hanno lasciato profonde tracce nella vita psichica, che si rivelano determinanti , per tutto lo sviluppo successivo

Si tratterebbe dunque di una AMNESIA frutto di RIMOZIONE ( vedi parallelismo con i disturbi nevrotici: Ricordi di copertura ( 1899) e Psicopatologia della vita quotidiana ( 1901) )

In realtà la maturazione dei caratteri sessuali, inizierebbe gia’ nella vita embrionale ( Bayer.1902 e Ferenczi.1920), mentre la prima fioritura della vita sessuale và spostata al terzo e quarto anno di vita.

Quando gli impulsi sessuali vengono deviati dall’applicazione nella realtà ed indirizzati verso altri scopi, trattasi di SUBLIMAZIONE, mentre gli « argini psichici» utilizzati ( repulsione, pudore,e moralità) costituiscono le FORMAZIONI REATTIVE.

Il succhiare beato è una azione che induce soddisfazione sessuale in cui si esclude lo scopo nutritivo.

Il piacere sessuale è dunque legato all’eccitamento della cavita’ orale e delle labbra.

Più tardi, subentrerà un processo INTROIETTIVO in cui il bambino attraverso l’incorporazione orale si unisce all’oggetto identificandovisi

La teoria Freudiana dell’autoerotismo, inizialmente si appoggiò alla pulsione di autoconservazione e solo poi, separandosi, perde il suo oggetto e diventa autoerotismo

L’autoerotismo si organizza in uno stato originario caratterizzato dal frazionamento della pulsione sessuale ed è privo di un OGGETTO totale, sia ESTERNO che INTERNO ( come puo’ essere, ad esempio, l’IO narcisistico che si alimenta di un oggetto parzialmente fantasmatico).

I caratteri distintivi ( del succhiare) diverrebbero:

  • APPOGGIO su una funzione vitale
  • AUTOEROTISMO senza oggetto esterno
  • ZONA EROGENA come scoperta naturale, esplorazione.

Stimolando le zone erogene ripetutamente, l’obiettivo è quello di provare piacere.

Un piacere che è SODDISFAZIONE per aver sostituito tensione, irritazione o dolore.

Il bambino sotto l’influenza della seduzione puo’ presentare perversioni polimorfe ed essere indotto a tutte le possibili trasgressioni.

Qualora le « resistenze» appaiano scarse ( pudore, repulsione, moralità), in quanto ancora non « mature», lo stesso potrà dare vita a pulsioni quali: la crudeltà ed il voyeurismo.

L’indole infantile crudele attende che si torturino gli animali o i coetanei più deboli, mentre le pulsioni «esibizionistiche», li rende spettatori delle altrui e proprie zone sessuali ed espletamenti di funzioni corporali.

Grazie all’osservazione ( analisi della fobia di un bambino di 5 anni ( 1908)), in cui attraverso lo studio della psicosessualità infantile si evincono i casi di malattie nervose contratte in giovane età, la psicoanalisi riesce a confrontare, poi, alcune ipotesi sulle nevrosi adulte.

Durante il 3/4 anno di vita si hanno i primi segni della pulsione conoscitiva o investigativa : non inserita nelle componenti pulsionali elementari e non subordinata esclusivamente alla sessualità

Se da un lato la sua azione corrisponde ad una modalità sublimata, dall’altro impiega l’energia nel piacere di guardare

E’ una pulsione attratta se non addirittura «attivata» proprio dalle problematiche sessuali.

Ad esempio l’arrivo di un fratello/sorella metterebbe in allarme il bambino, che preoccupato della minaccia di essere deprivato di cura ed amore materni, deve trovare risposta alla domanda «da dove arrivano i bambini?»

In seguito al problema relativo alla nascita dei bambini, si porrà quello riguardante la differenza fra i sessi, che si palesa con il COMPLESSO DI CASTRAZIONE e L’INVIDIA DEL PENE

Il bambino, presupponendo che tutti abbiano un genitale come il suo, solo dopo molti conflitti interni (complesso di castrazione) abbandonerà tale convinzione.

Le formazioni sostitutive del «pene perduto» giocheranno un ruolo rilevante nella fisionomia di molteplici perversioni

 

LA NATURA TRIANGOLARE DELLE RELAZIONI OGGETTUALI: LA

SITUAZIONE EDIPICA / LE RELAZIONI OGGETTUALI ED IL

NARCISISMO

Nella concezione Freudiana l’intensità del confitto edipico e il modo in cui il bambino lo risolve svolgono un ruolo preminente per lo sviluppo psicologico la formazione dell’identità di genere, e del super-io , la successiva scelta oggettuale e la predisposizione alla nevrosi.

Mentre la fissazione ai primi stadi può influenzare il carattere, è la fase edipica che esercita influenza su tutto lo sviluppo psicologico futuro, la nevrosi stessa ha come eziologia, per Freud, la risoluzione o meno del conflitto edipico.

 Tante importanza gli viene attribuita poiché la fase edipica

rappresenta lo stadio di sviluppo psicosessuale dove entra in gioco la relazione oggettuale, mentre nella fase preedipica la sessualità è confinata alle zone erogene, durante quella edipica sia i desideri incestuosi che quelli aggressivi sono diretti verso l’esterno, verso un altro.

Benchè anche il neonato ha una connessione secondaria con i piaceri e il caregiver,l’adolescente sperimenta desideri e fantasie in modo attivo.

Freud suggerisce che all’inizio della vita la libido è investita soltanto nell’io e non negli oggetti, tuttavia siamo naturalmente portati a ritirare l’investimento libidico dagli oggetti e riportarlo sull’Io.

FREUD. sostiene che una delle conseguenze di un eccessivo investimento libidico sull’oggetto (es.innamoramento) è l’esaurimento dell’Io, tuttavia è necessario investire una

quantità di libido negli oggetti, si deve amare, per evitare un sovraeccitamento dell’Io. Pertanto nell’idea freudiana è una costante il principio di costanza.

L’individuo si trova a vivere un conflitto tra il mantenimento dell’investimento libidico oggettuale (l’amore oggettuale) e il ritiro di questo investimento e il ricorso a modalità automatiche di appagamento che aggirano l’oggetto reale (il cui modello è il soddisfacimento allucinatorio del desiderio).

Dallaprospettiva freudiana l’obiettivo della psicoanalisi è l’identificazione e la comprensione degli aspetti della vita psichica che interferiscono con la possibilità di accedere all’amore oggettuale.

La teoria freudiana può essere intesa come una descrizione della lotta sostenuta dall’individuo per giungere all’oggetto reale e a relazionarsi con esso nel mondo reale, invece di relazionarsi con un oggetto fantastico su un palcoscenico immaginario.

 

RISPOSTE NON DATE

Risposte non date o che vengono date in maniera disfunzionale nuocciono allo spontaneo istinto indagatore del bambino ed in genere danno anche il primo colpo alla fiducia riposta nei genitori; da allora in poi potrebbe cominciare a diffidare dagli adulti e a serbare il segreto sui suoi interessi più intimi.

Queste influenze possono fare in modo che i bambini diventino dei ribelli all’autorità dei genitori e più tardi a qualsiasi genere di autorità, oppure se non si forniscono spiegazioni per le quali si rivolgono alle persone più grandi di loro, cominceranno a tormentarsi segretamente con un problema e si cimenteranno in tentativi di spiegazioni in cui la verità si confonde, cosi che il mondo sessuale appare come orribile e disgustoso.

Quello che veramente conta è che i bambini non siano mai indotti a pensare che si voglia ammantare i fatti della vita sessuale con una segretezza superiore a quella che nasconde qualsiasi altro argomento che si trovi ancora oltre la portata della loro facoltà  di comprensione, se la curiosità del bambino troverà adeguata soddisfazione a ciascun livello di apprendimento, non diventerà mai eccessiva

LE RELAZIONI OGGETTUALI

La funzione primaria degli affetti e delle relazioni oggettuali è la

gratificazione pulsionale e la scarica dell’eccitamento.

L’oggetto rappresenta dunque “ciò in relazione a cui, o mediante cui, la pulsione può raggiungere alla sua meta”.

La relazioni iniziale con l’oggetto è di odio poiché esso impone un

eccitamento indesiderato, successivamente il sentimento si modifica poiché abbiamo bisogno di oggetti reali per la gratificazione pulsionale.

Freud fa come esempio la reazione del neonato alla fame che inizialmente cerca di soddisfare  attraverso l’allucinazione del seno materno   e successivamente è costretto a rivolgersi agli oggetti del mondo reale.

 LA RELAZIONE TRA PULSIONE E OGGETTO

La relazione tra pulsione e oggetto è acquisita e non intrinseca,

l’oggetto è l’elemento più variabile della pulsione, inizialmente non è collegato ad essa: originariamente la pulsione è priva di oggetto, quindi la loro relazione è di tipo contingente ed estrinseco.

Le pulsioni dunque sono alla ricerca di una scarica e inizialmente la perseguono mediante l’appagamento allucinatorio del desiderio, attraverso il processo di pensiero primario senza il coinvolgimento di un oggetto reale indipendente; l’oggetto entra solo quando grazie agli insegnamenti emerge il principio di realtà.

Tuttavia il pensiero di Freud viene criticato poiché egli sostiene che il bambino già all’inizio abbia un’idea allucinatoria del seno che è un oggetto, e non della pienezza o del senso della sazietà, quindi si presuppone che già il neonato abbia una capacità di rappresentazione oggettuale e una conoscenza del fatto che l’oggetto, il seno, è necessario per il soddisfacimento.

PUBERTA’

La pubertà non fa altro che conferire ai genitali la supremazia su tutte le altre regioni e fonti di piacere, allo scopo di mettere l’erotismo al servizio delle funzioni riproduttive.

È ovvio che questo processo può andare incontro a taluni inibizioni ed in molti individui che più tardi saranno dei pervertiti o dei nevrotici, la sua attuazione incompleta.

Il bambino è capace di manifestare il lato più strettamente psichico dell’amore, come per esempio la tenerezza, devozione e gelosia.

Egli, se si eccettua la capacità riproduttiva,  già molto prima della pubertà è dotato di una capacità di amare pienamente sviluppata, perciò possiamo affermare che l’atteggiamento di mistero gli toglie solo la possibilità di com’prendere con l’intelletto quelle attività cui è psichicamente preparato e fisicamente adatto.

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