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COME INVENTAMMO LE ARMI DI VALTER MARCONE

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Redazione- In appendice all’articolo : “Armi e armamenti: un dividendo per la pace “ ho trascritto un brano dell’articolo “La guerra fa parte della natura dell’uomo di Patrizia Tiberi Vipraio e Claudio Tuniz pubblicato il 06/03/2016 su il Il Corriere della sera ,perché pur occupandosi di altri temi ,mirabilmente sintetizzava proprio l’invenzione delle armi. L’ho trascritto anche in quanto lo consideravo un incipit per questa nuova riflessione sulle armi e sugli armamenti con il suggestivo titolo “Come inventammo le armi” che racconta l’evoluzione di armi e guerra attraverso il tempo fino ad arrivare alla guerra moderna e anche futura . Un percorso a tappe con l’ausilio di contributi e studi sulla “ distruttività umana” che è poi fondamentalmente anche il tema di uno studio di Erich Fromm, uno dei più grandi maestri contemporanei di scienze umane, a cui hanno costantemente fatto e fanno riferimento studiosi e riformatori sociali, teorici e di militanti, che in questo libro conduce un’indagine globale, dalle età primitive a oggi, sulle tendenze dell’uomo alla violenza distruttiva.

Se chiedete ad un motore di ricerca sul web di descrivere un’arma vi dirà che un’arma è “qualsiasi oggetto di cui l’uomo si serve come mezzo materiale di offesa o di difesa; com., ogni strumento fabbricato appositamente per la guerra, per la difesa personale, o anche per la caccia o per lo sport del tiro a segno.”

La storia comunque viene da lontano, molto lontano nel tempo . Solo per citare forse l’inizio va ricordato che secondo alcuni ritrovamenti archeologici le prime armi usate dall’uomo furono costruite o meglio per così dire “ rinvenute in natura “ circa 70 000 anni fa come clave, pietre e poi manufatti a forma di lance . .Nel corso del Mesolitico (tra il 12000 e l’8000 a. C.), apparvero quattro nuove armi fondamentali: l’arco, la fionda, la daga (spada corta) e la mazza .Con la scoperta del rame e il suo impiego ci fu una evoluzione nella produzione di questi oggetti Al rame segu+ la scoperta del bronzo – intorno al 3000 a.C. – , un composto di rame e stagno, che si rivelò più resistente e quindi più adatto per forgiare armi. Questa rivoluzione tecnologica coincise con la nascita dell’Impero egizio . Nasce il primo esercito un insieme di uomini organizzato secondo regole precise e ha inizio “l’arte della guerra “.
Una guerra che viene teorizzata in quello che forse è il più antico manuale su questo tema ,”Arte della guerra “ di Sun Tzu scritto probabilmente nel VI secolo a.C. che dice sostanzialmente : “Se conosci il nemico e te stesso di sicuro vincerai” Il modo migliore per essere certi di vincere una guerra è assicurarsi la vittoria ancora prima di iniziare a combattere.
In realtà questo trattato che potremmo anche definire si “ saggezza orientale” non è un trattato che incita alla guerra ma è un modo di affrontare il conflitto tanto che nei secoli successivi e ancora oggi è continuamente riletto e non perde mai la sua originale funzione.
L’Arte della guerra insegna come la conoscenza sia il baluardo e la chiave di volta di ogni vittoria e non è un argomento a sfavore dell’uso della forza, quanto piuttosto un privilegiare un atteggiamento mentale e una visione d’insieme in cui prima ci si assicura la vittoria, e poi si dà battaglia.
Su questo testo che appunto non va solo letto ma studiato e meditato sono stati versati “ fiumi d’inchiostro” un modo di dire che prendo in prestito per quanto retorico e dozzinale al tempo stesso per dire che è un testo almeno a mio avviso a dir poco affascinante. Perché mette assieme addirittura funzione del comandante, tattica, terreno di gioco, previsione atmosferica che in senso traslato attengono ad una innumerevole serie di condizioni nelle quali ci troviamo a vivere ogni giorno e a cui dobbiamo in qualche modo fare fronte. (1)

Tornando al racconto storico va detto che gli egizi per primi, impiantarono un’organizzazione militare di tipo moderno, basata su:
a) un esercito permanente, formato da truppe di leva e da ufficiali professionisti appositamente addestrati;
b) una tecnologia bellica estremamente innovativa (gli Egizi inventarono la balista);
c) un sistema logistico militare saldamente radicato nella società civile;
d) formazioni da battaglia di grandi dimensioni, simili a quelle odierne.
Nel 1600 a.C. gli Hyksos invasero l’Egitto. Essi rivoluzionarono l’arte della guerra con l’invenzione del carro da combattimento, antenato del moderno carro armato. Trainato originariamente da quattro buoi o muli, il carro degli Hyksos trasportava una piattaforma di tiro, su cui prendevano posto arcieri o lancieri. Sostituendo le ruote piene con ruote a raggi, cerchiate in metallo, e ideando un modello di carro a due ruote trainato da cavalli, gli Egizi migliorarono notevolmente il carro militare, rendendolo più veloce e agile. (2)
Durante le età del Rame e del Bronzo comparvero anche l’elmo (in bronzo), la corazza a maglia, l’ascia a lama metallica e la spada di bronzo. Dal 1200 a.C. fino all’avvento di Alessandro Magno (336 a.C.) la tecnologia delle armi progredì lungo tre direttrici parallele per opera degli Assiri, dei Persiani e dei Greci. Il 1200 a.C. segna l’inizio dell’età del Ferro e il sorgere dell’Impero assiro. Se è vero che furono gli Ittiti a usare per primi, in guerra, armi di ferro, furono però gli Assiri ad adottarle sistematicamente.
L’Impero persiano (600- 300 a.C.) fu lo Stato più esteso del mondo antico e le sue dimensioni richiesero il più imponente esercito di leva mai schierato: 300.000 uomini. La fanteria persiana aveva in dotazione una lancia corta, una daga e uno scudo leggero di vimini. A sostegno della fanteria fu introdotta la cavalleria leggera: un reparto da attacco eccezionalmente manovrabile

La tattica persiana prevedeva l’impiego della flotta a sostegno di operazioni sulla terraferma; inoltre spesso i Persiani effettuavano sbarchi di truppe terrestri onde poterle piazzare in posizioni vantaggiose. Pur non essendo una grande potenza militare, anche la Grecia classica (900-300 a.C.) portò un suo contributo all’arte della guerra.

Il più importante strumento bellico utilizzato dai Greci fu la falange di opliti, una formazione di fanteria pesante costituita da 96 uomini disposti in otto file. Il soldato della Grecia classica era armato di una spada corta e di un giavellotto lungo quasi 2 metri; completavano l’equipaggiamento un elmo, di cuoio o di bronzo, una corazza di bronzo o di lino laminato, gambali (anch’essi in cuoio o bronzo) e uno scudo. (3)

Dunque l’invenzione delle armi ha una origine lontanissima che risale i tempi della storia e attraverso modifiche e per così dire evoluzioni e perfezionamenti arriva a quello che è il periodo temporale più significativo dell’età antica, il periodo romano .

Le macchine da guerra usate dai Romani furono in parte tradizionali ma in gran parte con grandi invenzioni e innovazioni che si protrarranno nell’uso fino al Medioevo e al Rinascimento. Gli ingegneri militari romani furono capaci come pochi e i legionari furono esecutori ineguagliabili. Soprattutto le armi da assedio (apparata oppugnandarum urbium) rappresentarono la grande forza di conquista dell’esercito romano. Con le macchine i romani abbatterono o superarono le mura delle città assediate, insieme a congegni di artiglieria, in parte copiate dai Greci della vicina Magna Grecia. (4)

I romani copiarono il meglio di tutto riuscendo anche a migliorarlo, e inventarono di tutto.
Scrive Polibio ne Le Storie « I Romani, allestiti questi mezzi, pensavano di dare l’assalto alle torri, ma Archimede, avendo preparato macchine per lanciare dardi a ogni distanza, mirando agli assalitori con le baliste e con catapulte che colpivano più lontano e sicuro, ferì molti soldati e diffuse grave scompiglio e disordine in tutto l’esercito; quando poi le macchine lanciavano troppo lontano, ricorreva ad altre meno potenti che colpissero alla distanza richiesta. Quando i Romani furono entro il tiro dei dardi, Archimede architettò un’altra macchina contro i soldati imbarcati sulle navi: dalla parte interna del muro fece aprire frequenti feritoie dell’altezza di un uomo, larghe circa un palmo dalla parte esterna: presso di queste fece disporre arcieri e scorpioncini e colpendoli attraverso le feritoie metteva fuori combattimento i soldati imbarcati. Quando essi tentavano di sollevare le sambuche, ricorreva a macchine che aveva fatto preparare lungo il muro e che, di solito invisibili, al momento del bisogno si legavano minacciose al di sopra del muro e sporgevano per gran tratto con le corna fuori dai merli: queste potevano sollevare pietre del peso di dieci talenti e anche blocchi di piombo. Quando le sambuche si avvicinavano, facevano girare con una corda nella direzione richiesta l’estremità della macchina e mediante una molla scagliavano una pietra: ne seguiva che non soltanto la sambuca veniva infranta ma pure la nave che la trasportava e i marinai correvano estremo pericolo. » (Polibio – Le Storie)

Un richiamo particolare parlando di armi moderne, siamo già al Rinascimento va fatto a Leonardo da Vinci . In una lettera a Ludovico il Moro Leonardo, anche in cerca di lavoro elenca le caratteristiche delle sue macchina : “Ho modi de ponti leggerissimi e forti, e acti ad portare facilissimamente, et cum quelli seguire, e alcuna volta fuggire li nemici, e altri securi e inoffensibile da foco e battaglia, facili e commodi da levare e ponere. Et modi de arder e disfare quelli de l’inimico”. In queste frasi Leonardo spiegò come poteva dare la possibilità ad un intero esercito di muoversi velocemente sia per un eventuale attacco sia per la difesa. Inoltre spiegava come l’esercito poteva difendersi e annientare il fuoco nemico.
Ma va fatto anche a Galileo Galilei inventore del cannocchiale. Sembra una invenzione che apparentemente a poco a che ci fare con le armi e la guerra . In realtà possedere un cannocchiale poter scrutare da lontano l’avvicinarsi di armate poteva risultare decisivo perla difesa delle città o per lo schieramento di eserciti secondo la scelta di un campo di battaglia, scelta che poteva risultare decisiva.

Le armi da fuoco modificano sostanzialmente i termini della questione e danno il via alla guerra moderna anche se la polvere da sparo era già conosciuta da secoli .

“Le prime armi da fuoco nascono nella seconda metà del XIV secolo, da un’applicazione dell’uso della polvere pirica o polvere da sparo che la tradizione vuole arrivare dalla Cina. Le armi consistono in un tubo di acciaio (canna)con una parziale copertura in legno (calciatura) per proteggere le mani del tirato re. L’accensione della polvere avviene tramite una miccia di canapa. Questo sistema è piuttosto primitivo ed è inficiato dalle avverse condizioni atmosferiche che compromettono il funzionamento della miccia. Nei secoli successivi, oltre al miglioramento delle tecniche metallurgiche per ottenere acciaio più leggero e più resistente, si sviluppano sistemi più sofisticati per l’innesco della polvere: dal sistema a ruota, che si vuole inventato da Leonardo da Vinci , che avrà breve vita,si passerà successivamente alle armi a pietra focaia, dove un scheggia di selce debitamente sagomata, a seguito dell’abbattimento del cane
produce una serie di scintille (sul principio della pietra focaia )che innescano l’accensione della
polvere, e quindi, nell’ultima fase prima dell’avvento delle armi a retrocarica, si avranno le armi
dette a percussione dove una capsula di materiale esplodente ( fulminato di mercurio ) verrà infilata
sul luminello in contatto con l’in terno della canna. Il cane dell’arma, percuotendo la capsula, causerà la piccola esplosione che andrà ad accendere la polvere all’interno della canna. In questa fase, per velocizzare le operazioni di caricamento, si inizieranno ad utilizzare cartucce di carta oleata già pronte, contenenti la dose di polvere necessaria e la palla (normalmente sferica), per velocizzare la oeprazioni di caricamento. Nel 1835 l’americano Samuel Colt brevetterà per primo un sistema a pistola che permetterà alle armi ad avancarica di di sporre fino a sei colpi per volta,
mentre in precedenza i colpi venivano caricat i e sparati uno alla volta. Successivamente
l’inserimento della capsula di innesco direttamente nella cartucca, prima con i sistemi ad ago tipo
Dreyse e poi con le cartucce metalliche a percussione anulare e a percussione centrale, decretarono
la fine delle armi ad avancarica che, negli u ltimi decenni del XX secolo, hanno avuto nuova gloria
grazie all’attività agonistica di alcuni appassion ati che hanno istituito un vero e proprio campionato
mondiale di tiro ad avancarica con tanto di federazione internazionale (MLAIC) e associazioni,
consociazioni e federazioni nazionali e locali “ (5)

C’è poi la storia di guerre di secessione, guerre mondiali, ben due, introduzione dell’arma atomica e la proliferazione di queste armi .C’è la storia di grandi battaglie che hanno determinato le sorti di civiltà come per esempio la battaglia di Lepanto, la battaglia di Budapest : c’è una storia militare del Risorgimento italiano e ci sono condottieri leggendari come Alessandro Magno, Carlo Magno, Erwin Rommel la leggensaria “ volpe del deserto”.

Ciascuno che vorrà approfondire questi argomenti troverà intere biblioteche a disposizioni e studi accurati da parte di storici di valore. Mi permetto di ricordarne due Alessandro Barbero e Franco Cardini ,ma l’elenco potrebbe essere interminabile.

Alessandro Barbero specializzato in storia del Medioevo e in storia militare Dal 1998 è prima professore associato e dal 2002 ordinario di Storia medievale al Dipartimento di Studi Umanistici dell’ Università degli studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogrado
Franco Cardini attualmente è professore emerito presso l’Istituto di Scienze Umane e Sociali aggregato alla Scuola Normale Superiore e fa parte del Consiglio scientifico della Scuola superore di studi Storici di San Marino Inoltre, è Direttore di Ricerca nell’ cole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University

Il lungo excursus storico mi permette di introdurre un argomento molto interessante in tema di armi ,ovvero le armi del futuro. Conosciamo per quello che abbiamo accennato fin qui l’uso di alcune armi da quelle cosiddette “ convenzionali” a quelle “ atomiche” per usare una terminologia a cui di fa ormai normale riferimento. Ma probabilmente non abbiamo ancora compreso pienamente che cosa ci riserva il futuro in questo settore. Ci avviamo a maturare una assurda certezza ovvero che saranno le macchine a decidere autonomamente e automaticamente obiettivi, scenari di guerra .Sembra uno scenario futurista ma nella realtà i presupposti ci sono tutti .

E si trovano per chi voglia approfondire in uno studio del ministero degli esteri italiano sul sito : https://www.esteri.it/MAE/resource/doc/2020/06/arch_disarmo_rapporto_di_ricerca_maeci_15_maggio_2020.pdf si rimane esterrefatti.

Qui basti richiamare i punti principali della questione .Negli ultimi decenni, la guerra del futuro è stata protagonista di alcune delle più famose pellicole. Film cult anni 80 come Blade Runner, Terminator o i più recenti Io Robot fantasticano su un avvenire dove l’intelligenza artificiale gioca un ruolo di primo piano nei conflitti tra potenze. Nel video alcuni dei film più famosi sul tema .
Ma la fantascienza rischia di trasformarsi in realtà . Tanto che a Ginevra l’Onu cerca un accordo sui droni killer ed esprime preoccupazioni sulle avveniristiche prospettive di un arsenale del futuro che è ormai alle porte e può essere terribile .

Lo scrive Gianluca De Feo su Repubblica .it : “Il futuro più terribile è alle porte. Come negli scenari peggiori della fantascienza, siamo davanti al dilagare di armamenti robotizzati fuori controllo. O anche peggio: di droni che obbediscono al pensiero umano, senza bisogno di comandi o display, per poi compiere missioni omicide in maniera autonoma. E ancora oltre: raggi invisibili in grado di condizionare la mente. Realtà che si materializzano nelle discussioni di governi e organismi internazionali. Senza riuscire a frenare l’avanzata delle macchine assassine. “Le macchine dunque , i robot.
Perchè tutto ha inizio dall’intelligenza artificiale ovvero con l’applicazione dell’intelligenxza artificiale agli armamenti.
Scrive IRIAD ,periodico mensile n.7-8 2020 nella relazione dal titolo : “La questione delle armi letali autonome e le possibili azioni italiane ed europee per un accordo internazionale “: “L’Intelligenza Artificiale (IA) sta trasformando, se non rivoluzionando, sempre più la
nostra società offrendo molteplici e rilevanti opportunità in tutti i settori. L’IA è in via di larga e crescente applicazione anche nel settore militare. In quest’ultimo campo, le sue applicazioni ai sistemi d’arma, seppur relativamente agli esordi, sono già una realtà in ambito industriale e militare presso numerosi stati, dagli USA alla Russia, dalla Francia alla Gran Bretagna, dalla Corea del Sud ad Israele.
Svariati sistemi d’arma sono sottoposti ad applicazioni sempre più avanzate, tese a realizzare macchine belliche capaci non solo di operare in una prospettiva di crescente autonomia, ma anche in uno spazio temporale assai più breve di quello umano. Se molti di questi sistemi d’arma sono ancora in via di ricerca e sviluppo o sotto forma di prototipi, altri sono già operativi soprattutto nel settore difensivo, come l’S-400 russo (dal 2007) o il MIM 404 Patriot statunitense. ( 6)

La relazione si può leggere sul sito Archiviodisarmo.it ed esamina in modo particolare le prospettive di applicazione dell’intelligenza artificiale negli arsenali degli armamenti che ognuno può andare a leggere per approfondire.
Mi fermo qui senza dimenticare che è in atto una “ guerra nella guerra” perchè, mentre l’Onu impotente cerca di arrivare ad un accordo che disciplini questo nuovo settore degli armamenti che ha ancora più paura delle testate atomiche ,gli Stati Uniti varano delle sanzioni contro una decine di istituzioni di Pechino accusandole di ricerche di armi che controllino il cervello umano.

Lo sviluppo di queste tecnologie minaccia concretamente l’essere umano : il potere di manipolazione rischia di diventare reale. Armi “psicotroniche” dunque che coinvolge anche le neuroscienze. Conquieste quelle dell’intelligenza artificiale e delle neuro scienze che dovevano essere usate al solo vantaggio del benessere umano e che nel sollco dell’invenzione della prima arma rappresentano oggi una frontiera avanzatissima della distruttività umana.

( 1 )https://www.amazon.it/Larte-della-guerra-Tzu-Sun/dp/8807900521
https://saveriovalenti.it/arte-della-guerra-sun-tzu/

(2 )https://www.safetysecuritymagazine.com/articoli/storia-delle-armi-dalla-pre-preistoria-allantica-grecia/

(3 )Articolo a cura di Emanuele Michelangelo Fusco Storia delle armi: dalla pre-preistoria all’Antica Grecia
https://www.safetysecuritymagazine.com/articoli/storia-delle-armi-dalla-pre-preistoria-allantica-grecia/

(4)https://www.romanoimpero.com/2015/02/macchine-da-guerra.html

( 5) Fonte wilkipedia

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