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” I LIBRI DA PORTARSI DIETRO ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Amo molto i libri. E’ sicuramente un amore che vive più di “rimpianti e nostalgie che di speranza”. Un amore sicuramente novecentesco perchè gran parte della mia vita l’ho già vissuta nel Novecento, uno strano secolo di morte e di vita, di memorie e di oblio.

Questa dichiarazione d’amore confessata pubblicamente mi consente di condividere con chi vorrà leggere la riflessione che segue, alcune domande. La prima sicuramente comune a tutti quelli che amano i libri e posseggono una biblioteca casalinga : che fine faranno i miei libri, che sono un pezzo importante della mia vita quando sarò morto, quando non ci sarò più. E in generale che fine fanno i libri dei morti.

Si possono portare dietro libri nell’aldilà. Sicuramente no , almeno per quanto ne è dato di sapere fino ad oggi. E quindi è inutile chiedersi quali libri portarsi dietro . Anche se poi , per chi “ ama” assolutamente i libri, in realtà il paradiso sarebbe una bella biblioteca da leggere per l’eternità in un luogo che ognuno può scegliere: in riva al mare , in un bosco, in cima ad un grattacielo o una montagna , lungo gli argini di un fiume. Insomma in un posto privilegiato a scelta .

In realtà i libri appartenuti a quanti lasciano questa “valle “ sono spesso un’eredità ingombrante che gli eredi stentano ad accettare per vari motivi: di spazio, di tempo per la cura, di interesse perchè non li leggeranno mai, economico perchè pur vendendoli ricaverebbe solo pochi euro che non ripagherebbero comunque né il valore iniziale dei libri stessi ( a meno che non siano collezioni da bibliofili ) né l’impegno per venderli. E ancora altre domande come le seguenti. Quale è la situazione delle biblioteche pubbliche nel nostro paese. Che ne dicono gli addetti ai lavori ,dirigenti scolastici, insegnanti, studenti delle biblioteche scolastiche. In che condizioni di spazio e personale sono le biblioteche municipali e le biblioteche carcerarie. Gli svuota cantine quanti libri devono accollarsi e portare al macero. Tolti gli eredi ,a chi affidare i propri libri che sono comunque insieme ad altri un vero patrimonio culturale. Domande in un contesto che comunque vede l’esistenza appunto di un patrimonio librario forse ingente, poco curato e soprattutto con pochi addetti.

Ma cominciamo con un tema importante e interessante per quello che riguarda appunto il libro. A lungo si è dibattuto su una domanda essenziale : il libro è un bene culturale? E la biblioteca che contiene i libri è altrettanto un bene culturale. Probabilmente la definizione di bene culturale nei termini indicati dal Codice dei beni culturali ( art.2 comma 2 del D,Lgs 42/2004 :”Sono beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà “ riguarda il libro solo trasversalmente.(1) Ovvero una definizione dubbia da annettere al libro . Perché l’esitazione nel definire il libro bene culturale sta in questo ragionamento : la definizione di bene culturale per libro è una definizione trasversale in quanto se la biblioteca che è appunto formata da libri si spogliasse dei libri continuerebbe a svolgere la sua funzione non essendo solo un deposito di libri ma un centro pulsante di attività culturali che mette assieme altri strumenti per raggiungere appunto l’obiettivo di agenzia culturale alla pari con altre agenzie.

Va sottolineato che molte biblioteche locali, per esempio, posseggono un ingente patrimonio librario in collezioni di valore e che molti Enti locali attivano progetti e programmi dunque di conoscenza di questo patrimonio con iniziative che mirano anche alla conservazione, tutela e valorizzazione.

Riprendo allora le domande anticipate. Quale è la situazione delle biblioteche pubbliche nel nostro paese. Che ne dicono gli addetti ai lavori ,dirigenti scolastici, insegnanti, studenti delle biblioteche scolastiche. In che condizioni di spazio e personale sono le biblioteche municipali e le biblioteche carcerarie.

E’ la stessa Direzione Generale delle biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura che sul suo sito web ci dice che le biblioteche pubbliche statali nel nostro paese sono quarantasei.(2) Tra queste ce ne sono quattro appartenenti a istituti museali autonomi e una dell’istituto Vittoriano a Palazzo Venezia. Hanno il compito di conservare e raccogliere la produzione editoriale italiana e livello nazionale e locale. Il patrimonio documentario custodito dalle Biblioteche pubbliche statali ammonta a circa 40 milioni di esemplari tra manoscritti, incunaboli, edizioni a stampa, periodici, edizioni musicali e straordinarie raccolte di mappe geografiche, incisioni e stampe. Le Biblioteche pubbliche statali sono regolamentate dal D.P.R. 5 luglio 1995 n. 417. Le biblioteche pubbliche sono luoghi ma anche istituti culturali in cui si conserva appunto un patrimonio formatosi nei secoli a partire dagli scriptoria monastici, con l’opera dei grandi umanisti presso le corti rinascimentali e durante il secolo dei lumi e il periodo post-unitario. La stessa Direzione Generale delle biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura afferma che le biblioteche pubbliche conservano : “un tesoro inestimabile, tra cui spicca la Bibbia Amiatina, manoscritto del VII secolo, conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze; la Bibbia di Borso d’Este, capolavoro rinascimentale custodito dalla Biblioteca Estense di Modena, che conserva anche la prima Carta geografica disegnata dopo la scoperta dell’America, detta del Cantino; i disegni del Codice del volo degli uccelli e il celebre Autoritratto di Leonardo, conservati nella Biblioteca Reale di Torino.”

In collaborazione con il Ministero della Cultura, Finestre sull’Arte pubblica una serie di articoli, quarantasei in tutto quante sono le Biblioteche Pubbliche Statali, “dedicati proprio ai libri iconici che queste ultime conservano. Obiettivo del progetto è far conoscere al pubblico il libro, il manoscritto, il codice, l’incisione, il disegno particolarmente significativi per ciascuna biblioteca statale. Ogni articolo, uno per ogni istituto, individuerà infatti il principale libro qui custodito.” (3)

Questo per quanto riguarda le biblioteche pubbliche e statali . Ma per quanto riguarda le biblioteche in generale nel nostro paese quale è la situazione. Nel 2019 la firma di una Convenzione tra l’Istituto nazionale di statistica (Istat), il Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia per la Coesione Territoriale (ACT) ha consentito la realizzazione di indagini a cadenza annuale sulle istituzioni e i luoghi della cultura, rendendo finalmente possibili la raccolta e l’aggiornamento sistematico e puntuale dei dati sulle biblioteche presenti in Italia.

La stessa Istat in un comunicato afferma : “Il Censimento sulle Biblioteche pubbliche e private,( è stato ) rivolto a più di 9.000 biblioteche, è realizzato dall’Istat nella cornice del Protocollo d’intesa per lo sviluppo del sistema informativo integrato su istituti e luoghi di cultura, firmato con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT, ora Ministero della Cultura, MiC), le Regioni e le Province autonome e in stretta collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU) e l’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Lo scopo della rilevazione è stato quello di offrire una descrizione aggiornata e dettagliata delle biblioteche pubbliche e private, statali e non statali, presenti sul territorio nazionale, cioè di tutte quelle strutture aperte al pubblico che svolgono servizio di conservazione e consultazione di volumi, opuscoli, materiale a stampa o multimediale con regolarità e continuità.

I principali risultati evidenziano una capillare presenza su tutto il territorio, soprattutto di biblioteche civiche.
Sono 7.425 le biblioteche pubbliche e private, statali e non statali, aperte al pubblico in Italia nel 2019 (escluse quelle scolastiche e universitarie). Il 58,3% del totale dei comuni ha almeno una biblioteca: ce ne sono quasi tre ogni 100 Kmq e una ogni 8 mila abitanti. Due biblioteche su tre (il 68,5%) sono biblioteche civiche a titolarità comunale, il 9,2% appartiene a enti ecclesiastici mentre il 7,1% è gestito da associazioni private e il 4% da fondazioni. Più della metà delle biblioteche è al Nord (58,3%), il 24,2% nel Mezzogiorno e il 17,5% nel Centro Italia.” (4)

Per quello che riguarda le biblioteche carcerarie, ma anche luoghi di cura o altre istituzioni cosiddette chiuse, va detto che ogni carcere o simile istituzione con una popolazione media da 25 unità in su deve avere una biblioteca propria per l’uso esclusivo dei detenuti. La biblioteca carceraria è il sostituto della biblioteca personale e, di conseguenza, raggiunge quasi ogni detenuto.

Un Gruppo di Lavoro ha formulato i principi basilari riguardo alla costituzione e al mantenimento delle biblioteche nelle carceri. Lo sviluppo di queste linee guida è stato il risultato delle discussioni e della corrispondenza tra il curatore e Phyllis Dalton (USA), Monika McEwen (Canada), Anne Galler (Canada), Kajo Carlsen (Norvegia), Tuula Haimakainen (Finlandia), Kjerstin Thulin (Svezia), John Day (USA), P.J. Roberts (Australia) e Barbara Artinian (Canada). La prima stesura scritta da Phyllis Dalton, Frances E. Kaiser e Monika McEwen venne sottoposta alla valutazione dell’ IFLA Working Group on Prison Library Services al suo incontro durante la conferenza IFLA nell’agosto del 1990 a Stoccolma. La stesura modificata venne discussa nell’incontro dello Standing Committee della IFLA Section for Libraries Serving Disadvantaged Persons a L’Aja nell’aprile del 1991. La stesura finale venne portata davanti alla stessa sezione IFLA dove fu formalmente adottata alla Conferenza generale di Mosca.

Sulla pagina di http://www.ristretti.it/areestudio/cultura/biblioteche/guida.htm si possono leggere le linee guida:”Linee guida per i servizi bibliotecari ai detenuti “compilate a cura di Frances E. Kaiser 2a edizione riveduta Traduzione di Matilde Fontanin.

Nel giugno del 2023 la Conferenza delle Regioni ha condiviso con il Ministero della Giustizia (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), l’Anci e l’Associazione Italiana Biblioteche, un “Protocollo d’intesa per la promozione e la gestione dei servizi di biblioteca negli istituti penitenziari italiani”.

Come dice il comunicato stampa ,il protocollo, di durata quinquennale, prevederà eventuali accordi quadro e convenzioni tra i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria e le Amministrazioni regionali o gli Enti Locali attraverso una rete di integrazione con le biblioteche territoriali presenti.

Le attività promosse saranno: accesso al patrimonio librario e multimediale da parte dei detenuti e progressivo incremento dello stesso; valorizzazione degli aspetti multiculturali delle etnie presenti negli Istituti penitenziari; integrazione del servizio interno con le biblioteche del territorio; formazione professionale dei detenuti e del personale incaricato della conduzione del servizio interno; realizzazione di iniziative culturali e integrazione di tali iniziative con il Progetto d’Istituto stilato dall’Area Trattamentale, titolare della gestione del servizio di biblioteca interno.

Sul sito della Casa editrice Laterza invece a proposito di biblioteche pubbliche e private si può leggere un lungo studio sulle biblioteche in rete . Uno studio che affronta diversi argomenti con informazioni dettagliate come per esempio : “ Per una rassegna sui numerosi repertori di biblioteche italiane e internazionali esistenti, si rimanda alla Guida alle fonti di informazione della biblioteconomia di Alberto Petrucciani e Riccardo Ridi (Aib, 1996), limitandoci qui a citare l’Anagrafe delle biblioteche italiane dell’Iccu <http://anagrafe.iccu.sbn.it> (circa 15 mila ricche voci, contenute anche in una serie di volumi a stampa), su cui si tornerà nel capitolo 5, e il più snello volume Biblioteche italiane, a cura di Gabriele De Veris e Marta Piergiovanni (Era nuova, 2003, circa 7.000 voci solo con i dati essenziali). (5)

Questa dunque la situazione in breve per quanto riguarda le biblioteche pubbliche aperte al pubblico e private . Diversa è la situazione delle biblioteche scolastiche .Partiamo dal loro compito e dalla loro funzione .L’Associazione italiana Biblioteche pubblica il Manifesto IFLA – UNESCO sulla biblioteca scolastica in cui si afferma : “La biblioteca scolastica fornisce servizi, libri e risorse per l’apprendimento che consentono a tutti i membri della comunità scolastica di acquisire capacità di pensiero critico e di uso efficace dell’informazione in qualsiasi forma e mezzo. La biblioteca scolastica si collega con il più ampio sistema bibliotecario e informativo secondo i principi del Manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche.

Il personale della biblioteca promuove l’uso dei libri e delle altre fonti informative, dalla narrativa alla saggistica, dalle fonti a stampa a quelle elettroniche, sia disponibili in loco sia remote. Tali materiali completano e arricchiscono i libri di testo, nonché le metodologie e gli strumenti didattici.(…)La biblioteca scolastica è parte integrante del processo educativo. “ indicando quindi punti essenziali :” per lo sviluppo dell’alfabetismo, della competenza informativa, dell’insegnamento, dell’apprendimento e della cultura che rappresentano i servizi fondamentali di una biblioteca scolastica” soprattutto per sostenere e valorizzare gli obiettivi delineati nel progetto educativo e nel curricolo. ( 6)

Nella Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2023 è stato pubblicato l’avviso di pubblicazione del d.d.g. n. 739 del 19 ottobre 2023 di approvazione dei finanziamenti in favore dei sistemi bibliotecari e delle biblioteche scolastiche.

La mappatura delle biblioteche scolastiche in Italia realizzata da AIE(Associazione italiana editori ) nell’ambito di #ioleggoperché, il progetto di promozione della lettura che ha portato nelle scuole due milioni e mezzo di libri dal 2016 a oggi, è stato presentato a Più libri più liberi, Fiera della piccola e media editoria organizzata da AIE, in un incontro in collaborazione con il Ministero dell’Educazione e del Merito. Sono intervenuti Innocenzo Cipolletta (presidente AIE) e Giovanni Peresson (ufficio studi AIE) che ha presentato lo studio. Ha moderato Piero Attanasio (responsabile rapporti istituzionali AIE). (7)

Secondo un’indagine condotta da Pepe Research per AIE di cui la stessa associazione ci dà conto : “la frequentazione delle biblioteche scolastiche è passata dal 26% del 2018 al 41% del 2023. Nella fascia 4-6 anni si passa dal 5% del 2018 al 47% del 2023. Tra i 7 e i 9 anni si passa dal 10% al 33%. Tra i 10 e i 14 anni dal 33% al 53%. Tra le scuole che hanno partecipato all’indagine condotta nell’ambito di #ioleggoperché, tre su quattro (77,4%) dichiarano di disporre di una biblioteca scolastica: la percentuale varia dal 62,4% della scuola d’infanzia al 90,7% della scuola secondaria di secondo livello. La superficie media è di 42,7 metri quadrati e in circa un caso su tre (32,1%) non sono disponibili più di 10 posti a sedere. Oltre una biblioteca su tre (il 35,8%) è aperta meno di sette ore a settimana. Per quanto riguarda il catalogo, circa la metà (il 48,7%) ha un patrimonio che non supera i 500 volumi. Mediamente, nelle biblioteche scolastiche vi sono sei volumi e mezzo per studente. Una biblioteca su quattro (il 25,6%) non ha nemmeno un addetto stabile e solo l’1,6% degli addetti è un bibliotecario professionista: negli altri casi la gestione è in mano a docenti, genitori e studenti, spesso su base volontaria. Il 69,7% degli istituti non ha un budget dedicato e la spesa media per istituto è di 1.191 euro, ovvero 5,08 euro a studente. Di questi soldi, circa la metà è destinata all’acquisto di volumi: ovvero 623 euro, 2,98 euro a studente.” (8)

E poi ci sono ancora due domande importanti : quanti libri si pubblicano nel nostro paese , chi li pubblica che tipo di editoria esiste e quanti sono i lettori. Cominciamo da qui . Alle domande possiamo dare una risposta consultando sempre il sito dell’Associazione Italiana editori in riferimento a tre settori specifici : Case editrici: il numero e le caratteristiche delle case editrici (novità pubblicate, dimensione del catalogo, distribuzione geografica, ecc.)

Produzione: titoli pubblicati, a stampa e in digitale (e-book), divisi per genere, fascia di prezzo, tiratura, ecc. Lettura: la lettura di libri per formato e caratteristiche socio-demografiche.

I dati sono stati presentati in occasione della 74ma edizione della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte. Tutti i materiali della presentazione e sintesi del Rapporto sull’editoria in Italia si possono leggere su : https://www.aie.it/buchmesse2022.aspx

In breve :”Un mercato che vale oggi 3,429 miliardi di euro (+10,7% rispetto al 2020) e che fa dell’editoria la prima industria culturale italiana e la quarta in Europa. Più di 85 mila novità pubblicate all’anno con una crescita del 15,6% sul 2020, un catalogo di titoli disponibili sempre maggiore, oggi a quota 1,3 milioni.
I dati comprendono, oltre il mercato trade (libri a stampa di fiction e non fiction venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione).
Inoltre, i dati disponibili sul 2022 e riferiti al solo mercato trade indicano una sostanziale tenuta delle vendite nei primi nove mesi dell’anno: sono stati venduti libri per 1,022 miliardi, in calo dell’1,9% rispetto al 2021 ma comunque in crescita del 14,4% rispetto al 2019. Le copie vendute sono state 70,905 milioni, in calo dell’1,7% sul 2021 ma in crescita del 16,0% sul 2019.”

Dunque che fine fanno i libri di chi abbandona questa terra, acquistati, letti, conservati con ogni cura , forse un poco impolverati . Libri con le pagine con le orecchie come segnalibro, con note a margine negli spazi bianchi , con righe sottolineate . Pagine ingiallite o anche rimaste di un bianco candido. Ne parla in un articolo su Domani del 9 settembre 2023 Christian Raimo . L’articolo esamina la situazione delle biblioteche pubbliche, private, l’entità dei finanziamenti e racconta soprattutto di una serie di iniziative nelle regioni del nostro paese da parte di privati per conservare e dare nuova vita ai libri. Un articolo poco consolatorio perché senza speranza che induce a rimpianti e nostalgie come dice lo stesso autore. Rimpianti e nostalgie che possono però anche cambiare direzione, ovvero farci dire : quanti libri non ho ancora letto prima di morire, quanti libri ho comprato e non ho letto, quanti libri mi propongo ancora di leggere . Domande queste però piene di speranza . Ma questo è un altro discorso .

(1)La definizione di “bene culturale” è ulteriormente specificata dall’art. 10 del Codice dei beni culturali. Vale la pena porre l’accento sulla differenza, prevista dall’art. 10, tra beni di proprietà pubblica e di enti privati senza fine di lucro, e beni di proprietà privata:– i beni di proprietà pubblica, o di proprietà di enti privati senza fine di lucro, di cui al comma 1 dell’art. 10 del Codice, per essere considerati “beni culturali” devono presentare un generico interesse culturale; – i beni di proprietà di soggetti diversi (ovvero i beni di proprietà privata), per essere considerati “beni culturali” devono invece presentare un interesse culturale eccezionale / particolarmente importante (art. 10, comma 3 del Codice, si veda oltre).

(2)Si legge sul sito della Direzione Generale delle biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura “Le 46 Biblioteche Pubbliche Statali (di cui 4 sono afferenti ad altrettanti istituti museali autonomie una è assegnatapro tempore all’istituto Vittoriano e Palazzo Venezia, per cui il loro funzionamentoè assicurato dalle risorse umane e strumentali dell’istituto di assegnazione) conservano e raccolgono la produzione editoriale italiana a livello nazionale e locale: tutelano e valorizzano le proprie raccolte storiche, acquisiscono la produzione editoriale straniera in base alle specificità delle proprie raccolte e tenendo conto delle esigenze dell’utenza, documentano il posseduto, forniscono informazioni bibliografiche e assicurano la circolazione dei documenti.
Le due Biblioteche Nazionali Centrali, di Firenze e di Roma, hanno il compito di raccogliere e documentare tutto quanto viene stampato in Italia. “ttps://biblioteche.cultura.gov.it/it/biblioteche-pubbliche-statali/Sul Portale Internet Culturale è possibile consultare la Mostra  “I luoghi della Memoria Scritta. Le Biblioteche italiane fra tutela e fruizione“.

(3 )https://www.finestresullarte.info/attualita/alla-scoperta-dei-libri-iconici-delle-biblioteche-pubbliche-statali

(4)https://www.istat.it/it/archivio/256963

(5 )https://www.laterza.it/bibliotecheinrete/Cap01/Cap01_06.htm

( 6) Questi gli altri obiettivi :

  • sostenere e valorizzare gli obiettivi delineati nel progetto educativo e nel curricolo;
  • sviluppare e sostenere nei bambini l’abitudine e il piacere di leggere, di apprendere e di utilizzare le biblioteche per tutta la vita;
  • offrire opportunità per esperienze dirette di produzione e uso dell’informazione per la conoscenza, la comprensione, l’immaginazione e il divertimento;
  • sostenere tutti gli studenti nell’acquisizione e nella messa in pratica delle proprie capacità di valutazione e uso dell’informazione, indipendentemente dalla forma, formato o mezzo, in particolare sensibilizzandoli alle diverse modalità di comunicazione nell’ambito della comunità;
  • fornire l’accesso a risorse e opportunità locali, regionali, nazionali e globali che mettano in contatto coloro che apprendono con le diverse idee, esperienze e opinioni;
  • organizzare attività che incoraggino coscienza e sensibilità culturali e sociali;
  • lavorare con studenti, insegnanti, amministratori e genitori per realizzare la missione della scuola;
  • proclamare il concetto che la libertà intellettuale e l’accesso all’informazione sono essenziali per una partecipazione piena e responsabile come cittadini di una democrazia;
  • promuovere la lettura nonché le risorse e i servizi della biblioteca scolastica, entro e oltre i confini dell’intera comunità scolastica.

(7)https://www.aie.it/Cosafacciamo/AIEtiinforma/News/Leggilanotizia.aspx?IDUNI=of4fleolh0k3dxcovf1a2xgz8195&MDId=10597&RAE=10635;1;102-71-2007.3.16;102-5738-2023.12.6;-1;102;&Skeda=MODIF102-5738-2023.12.6

( 8 )Associazione italiana editori https://www.aie.it/

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