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ETERNITÀ: IMMORTALITÀ DELL’ATTIMO, POESIA DELL’INFINITO

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Redazione-Eternità: quanta suggestività racchiusa in queste poche sillabe!L’eternità prelude allo stupore senza fine, all’incanto di un’esistenza proiettata verso un futuro radioso e sognante. Sì, perché l’idea che un qualcosa possa durare in eterno alimenta in noi quella fiamma della speranza che ci motiva e ci tiene in vita.

Accade assai di frequente che il concetto di eternità venga associato a quello del tempo, pensando che i due termini siano fortemente correlati. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione? Vanno realmente a braccetto o sono due realtà e sé stanti?

Analizziamo insieme le visioni più diffuse e dibattute.

Immagine correlataNELLA FILOSOFIA=> Parmenide contrappone il tempo all’eternità dell’essere. Platone distingue l’eternità dal tempo, ritenendo che il tempo sia “l’immagine mobile dell’eternità”. Per Aristotele l’eterno è “ciò che è fuori dal tempo”. Per Boezio l’eternità appartiene esclusivamente a Dio e non va confusa con la perpetuità, che é propria del mondo creato nella sua durata ininterrotta. Per Spinoza l’eternità coincide con la “Sostanza”, ossia l’essenza divina. Per Hegel l’eternità non c’entra nulla con il tempo. Essa è intesa come il presente assoluto, l’idea stessa, l’universale. La visione hegeliana di eternità rimane alla base di svariati filoni contemporanei, dimostrando un pensiero unitario e condiviso.

Risultati immagini per claude monet sunsetNELLA PITTURA=> La corrente pittorica che meglio ha rappresentato il concetto di eternità è indubbiamente l’Impressionismo, di cui Claude Monet ne era l’indiscusso maestro. Egli era famoso per la sua portentosa abilità di captare l’istante fuggente e di imprimerlo su tela, caricandolo di contenuto e regalando quella sensazione così ineffabile di eterno. Come faceva a creare questo magico effetto? Con pennellate fluide e incalzanti, eseguite di getto “en plein air”, ossia all’aria aperta nella più totale libertà. In molti si sono interrogati su Monet, cercando di scandagliare il suo animo ed il suo particolare modo di interpretare l’arte. Uno su tutti fu Gustave Geffroy, acuto letterato francese. Egli, come scrive King Ross nel suo libro “Il mistero delle ninfee”, affermava ripetutamente che i dipinti di Monet catturavano la mescolanza di effimero e di eterno della natura, la sua grandezza e le sue minuzie, i suoi luccicanti aspetti esteriori e le sue insondabili, vertiginose profondità.

Immagine correlataNELLA SCULTURA=> Antonio Canova è lo scultore che più di tutti è riuscito a plasmare l’eternità, forgiando volti e corpi intrisi di armoniosa perfezione e allegorico significato. Fine esteta e massimo esponente del Neoclassicismo, ha dato il meglio di se stesso nel suo celebre capolavoro intitolato “Amore e Psiche”, raffigurante i due protagonisti della favola narrata da Lucio Apuleio ne “Le metaforfosi” del II sec. d.C., la cui trama trabocca di vibrante sentimento ed eterno fascino. Psiche è una fanciulla straordinariamente attraente, la cui bellezza seduce gli uomini e suscita la feroce invidia delle donne, soprattutto quella di Venere che vede in lei una pericolosa rivale. Ella, per punirla della sua avvenenza, ingaggia il figlio Amore, noto anche come Cupido, per farla innamorare dell’uomo più sgradevole della terra. Il piano, però, fallisce perché Amore, non appena incontra Psiche, rimane folgorato dal suo splendore e, per errore, con la freccia preparata per lei colpisce il suo piede. Così si innamora perdutamente di lei, ricambiato. Tutte le notti va a trovarla col volto nascosto per non farsi scoprire dalla madre Venere e trascorrono momenti di sublimi emozioni. Un giorno Psiche, all’apice della curiosità, mentre Amore sta dormendo, scopre il suo viso e ne rimane estasiata.Venere, folle di rabbia, le tenta tutte pur di ostacolare questo sentimento potente e nobile. Non ci riuscirà però, perché il magnanimo padre degli dei Giove, commosso dalla struggente storia, intercede per i due innamorati. Dall’unione di Amore e Psiche nascerà Voluptas, ossia il Piacere.

L’opera “Amore e Psiche” suggella l’Amore Eterno, quello in cui i battiti del cuore, gli stimoli mentali e le vibrazioni della carne viaggiano all’unisono e si fondono in una spettacolare simbiosi.

RIFLETTENDO…

Cos’è eterno? Ciò che è unico.

Perché ciò che è unico è uno, è solo, è più che raro. Ha inizio, ma non ha fine.

È come quei monumenti pregiati che sono stati creati una volta e resistono tuttora. Immortali.

Ciò che è unico, essendo Arte, spesso non è compreso. Molti si limiteranno alla superficie, in pochi ne coglieranno il senso più viscerale. In parecchi tenteranno di emularlo, ma invano.

Perché ciò che è unico è inconfondibile e irripetibile.

Questo concetto è applicabile in ogni situazione e campo, incluso quello relazionale. Quando si instaura un legame particolare accade qualcosa di unico.

Ne consegue che tutti i rapporti unici sono eterni e infiniti.

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