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COSTANZA D’ARAGONA, PRIMA CONSORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA (PRIMA PARTE)

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Redazione- Costanza d’Aragona fu la prima consorte di Federico II di Svevia, imperatore dalla personalità poliedrica che si rifletté anche nella scelta delle mogli, diverse l’una dall’altra, talvolta amate e altre volte sopportate con indifferenza.Costanza d’Aragona rispetto alla suocera Costanza d’Altavilla rivelò differente tempra e struttura politica.Dopo l’improvvisa ed immatura morte del padre, l’imperatore Enrico VI, e dopo la morte della madre Costanza, Federico, figlio unico, era rimasto orfano a Palermo all’età di soli 4 anni. Egli, pupillo del papa, crebbe in modo disordinato e privo di una precisa forma di disciplina e di educazione. Infatti si narra che fosse imperioso e sgarbato ma, come ci hanno tramandato alcune leggende, appariva agli occhi dei suoi contemporanei prodigioso per la precocità psichica e fisica. Di lui si dice che già in età infantile avesse la perfetta consapevolezza del suo ruolo e che fosse abituato fin dalla più tenera età a comandare e a difendersi sia da amici sia da nemici.Era fiero ed inflessibile. Si racconta che, ancora fanciullo, Federico oppose una strenua resistenza contro militari germanici che avrebbero voluto rapirlo per tradurlo in Germania e che reagì in maniera insospettata, strappandosi vestiti, graffiandosi tutto e urlando “non mi toccate, non mi toccate, sono il figlio di Enrico VI e nipote di Ruggero II”, lasciando in tal modo esterrefatti nonché immobili i suoi assalitori.Dopo la morte della madre Costanza, Federico fu preso in custodia dal fedele amico della casa Sveva, Gualtieri di Palearia, vescovo di Troia e poi di Catania, tenuto sempre in considerazione dall’imperatore per i consigli dispensati. Al compimento del quattordicesimo compleanno, quando Federico fu dichiarato maggiorenne, papa Innocenzo III scrisse così del suo pupillo: “Come si addice ai Cesari e ai suoi pari la virilità si manifesta anzi tempo ed egli a passi rapidi si lascia dietro la fanciullezza, entra nell’età del senno, precorrendo tenacemente e rapidamente i tempi.”A quel punto si cominciò seriamente a pensare di trovargli moglie.In quel tempo Federico avrebbe voluto fidanzarsi con Sancha, figlia minore di re Alfonso D’Aragona. Di contro papa Innocenzo III, che aveva diritti feudali sull’Aragona e sulla Sicilia e che non voleva l’unione di Federico con una principessa tedesca, caldeggiò la conclusione di un matrimonio fra il giovane svevo e la sorella maggiore di Sancha, ovvero Costanza. Anche in tale occasione la Curia papale, che ben conosceva le relazioni familiari di tutta la nobiltà europea, si rivelò perfetta mediatrice di matrimoni, tesi a concludersi sempre a vantaggio della politica ecclesiastica e spesso realizzati anche con la coercizione, senza tener conto della felicità delle parti in causa. Molto spesso gli sposi si conoscevano soltanto al momento delle nozze oppure, nei matrimoni per procura, molto tempo dopo.  Nel caso di Federico II le cose non andarono diversamente dal solito.Costanza, figlia di re Alfonso D’Aragona, era più grande di Federico di 10 anni. Inoltre era già vedova di re Emerico di Ungheria, morto nel 1204. La sovrana, sebbene ancora giovane, aveva alle spalle una vita già molto provata dal dolore. Infatti il marito, re Emerico, era stato da sempre osteggiato dall’ambizioso fratello Andrea, il quale conquistò il trono d’Ungheria dopo avere spodestato e ucciso Ladislao III, suo nipote, figlio minorenne di Costanza ed Emerico, nonché legittimo erede del regno.Dopo tali lutti Costanza decise di ritornare nella sua terra natale.Concluso il nuovo progetto matrimoniale, Federico, che non conosceva personalmente Costanza d’Aragona e che forse a tutto pensava tranne che a prendere moglie, si piegò, sebbene di malanimo, al desiderio del pontefice, in principio fortemente osteggiato. In fondo la dote era allettante! Si trattava di 500 cavalieri spagnoli al comando del fratello di Costanza, il conte Alfonso di Provenza, dei quali il nipote di Barbarossa aveva un gran bisogno per contrastare i baroni siciliani a lui nemici.E, ancora una volta grazie alla ragione di Stato, ogni esitazione su bandita.Il matrimonio fra Federico e Costanza d’Aragona fu celebrato da un vescovo siciliano, quale delegato di Federico, nel Duomo di Saragozza. Successivamente, il 19 agosto 1209, Costanza  con i cinquecento cavalieri comandati dal fratello Alfonso, che costituivano un’importante porzione della sua dote, arricchita di oro, gioielli e stoffe preziose, secondo l’uso dell’epoca, giunse a Palermo, dove le nozze furono festeggiate con sfarzo.Quel momento storico segnava l’inizio di un grande splendore per il regno di Aragona e a Federico fu fatto intendere che era molto importante il sostegno di quel regno per i suoi futuri disegni politici, tanto più che suo zio, Filippo di Svevia, che in terra germanica aveva difeso il dominio staufico dalle rivendicazioni di Ottone IV, era stato ucciso a Bamberg nel 1208, e nel regno di Sicilia albergava un grande disordine. Così per Federico il  matrimonio con Costanza fu provvidenziale. Inoltre, al di là di ogni previsione, fu felice, dato il temperamento sensuale dello sposo e la natura dolce e riflessiva della sposa che finì per innamorarsi del giovane re. Federico ebbe in Costanza d’Aragona non solo una valida consigliera che aveva fatto tesoro delle esperienze drammatiche del primo matrimonio, ma anche una donna raffinata e colta, proveniente da una corte intellettualmente elevata, che esercitò sul marito, di sangue caldo e talvolta sfrenato, un’influenza benefica. Dal suo canto Costanza superò assieme al consorte con molto coraggio i disordini politici e i conflitti armati sorti per il dominio della dinastia degli Hohenstaufen sulla Germania e sulla Sicilia. Inoltre visse i momenti di maggiore splendore della carriera politica e militare di Federico e questo è un elemento da tenere in debita memoria. Fu l’unica donna che Federico abbia portato con sé durante i suoi viaggi, e anche ciò può indurci a ritenere che l’imperatore l’abbia veramente amata. Stando poi alle apparenze, si deve pensare che il giovane imperatore la stimasse molto e la tenesse in grande considerazione. Nel 1211 Costanza, in seguito alla nascita di Enrico, assicurò al sovrano l’erede, il successore al trono siculo-svevo.

 

(continua …)

 

 

 

 

 

 

 

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