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ALGORITMI E BIG DATAS, LE NUOVI FONTI SACRALI E AUTORITARIE DEGLI “ARGONAUTI DIGITALI”

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Redazione-Riportiamo, qui di seguito, una interessante sintesi di un articolo pubblicato da Civiltà Cattolica, la rivista della Compagnia di Gesù tra le più antiche esistenti nel panorama culturale italiano, che tratta il tema attualissimo dei giovadi d’oggi e la ricerca di un senso alla loro vita dopo la rivoluzione digitale avvenuta negli ultimi decenni:<< È raro vedere riconosciuta ai giovani la capacità di gestire il rapido cambiamento antropologico in atto, che porta a vivere il tempo come un eterno presente e lo spazio come una navigazione e non più come un cammino fatto di regole certe. Eppure, gli argonauti digitali – la nuova generazione che ha per bussola lo smartphone – sanno abitare l’era dell’interconnessione, trasformano il deserto delle opportunità in oasi, sono autodidatti, imparano lingue, crescono in società multiculturali e si raccontano attraverso l’esperienza della fotografia e di brevi messaggi. Per loro, la novità è abitare la Rete in modo diverso rispetto alla generazione dei loro genitori.

Una delle conseguenze di questo cambiamento, sul piano antropologico, è che per i giovani, l’algoritmo e i Big data sono fonti di autorità e rivestono un valore sacrale: sono i nuovi oracoli che essi interrogano per conoscere la verità. Ma questo «dataismo» – la fiducia cieca nella tecnica e nella gestione della propria identità – può colmare le domande di senso di un giovane?

Questa generazione pone dunque interrogativi all’intero sistema educativo e sociale: verso quale meta sono orientati? In quale modo accompagnarli? Quale dialogo è possibile?

Anche la Chiesa, che si riunisce nel prossimo Sinodo dei Vescovi, è sfidata ad accompagnare oggi questi giovani. Alla Chiesa essi chiedono un upgrade, un aggiornamento che parli alla loro ricerca di fede, tocchi il loro linguaggio e le loro nuove pratiche, li sfidi a creare un nuovo senso di appartenenza comunitario che includa e non si esaurisca in quello che essi sperimentano in Rete. C’è infatti qualcosa in più. «Rispetto al passato, dobbiamo abituarci a percorsi di avvicinamento alla fede sempre meno standardizzati e più attenti alle caratteristiche personali di ciascuno», afferma il Documento preparatorio al Sinodo sui giovani. Lo ribadisce anche l’Instrumentum laboris attraverso tre parole chiave:

riconoscere, interpretare, scegliere…>>.

Fonte: Francesco Occhetta – Paolo Benanti-laciviltacattolica.it

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