“FERITA PER LA DEMOCRAZIA E OFFESA ALLA COSTITUZIONE”
Redazione- A cento anni dalla nascita del Partito Fascista ( 1921) dopo decenni di vita repubblicana e alla luce di una costituzione che vieta la ricostituzione di quel partito, sabato 9 ottobre durante una manifestazione no vax a Roma è stata assaltata e sono stati danneggiati i locali e i mobili al piano terra della sede di Corso Italia della CGIL la Confederazione generale italiana del lavoro.
I no vax e gli oppositori al green pass, ( vaccino e gren pass sono solo due strumenti per tentare di convivere con il covid 19 e tornare alla normalità) e chi per loro, hanno attaccato il mondo del lavoro e il simbolo per eccellenza di questo mondo ,il sindacato che in realtà comprende tutti : lavoratori, imprenditori, uomini ,donne ,disoccupati per tutti li rappresenta . Una ferita per la democrazia e una offesa alla Costituzione.
E’ inutile girarci attorno e fare lo slalom all’interno del movimento no vax che è da lungo tempo esercitazione preferita di alcuni partiti e politici di destra . Con gli avvenimenti di sabato a Roma ma anche Milano e in altre città questo movimento sta facendo di tutto per perdere la possibilità di essere ascoltato per le sue motivazioni più comprensibili e giustificabili che avanza in varie sedi e che sono ora alla base delle manifestazioni di piazza per il no green pass. Perde questa possibilità perché si sta facendo grimaldello per quanti vogliono intimidire, ridurre al silenzio e all’impotenza, in questo caso le rappresentanze del lavoro ,le rappresentanze sociali, ma anche in tanti altri casi il mondo del la partecipazione, dell’inclusione Si sta facendo veicolo di che si va a confondere con la protesta no vax perché ritiene questa battaglia una occasione preziosa ( ora o mai più) per affermare le proprie idee ,la propria ideologia che è tutt’altro dal no vax. Un tutt’altro che non ha nulla a che ci fare con gli argomenti pro e contro il vaccino, pro e contro il green pass che anima il dibattito corrente.
E’ da vedere se, dopo i fatti di sabato, il movimento no vax ,attraverso quel prezioso strumento che è il passa parola di telegram, comunque dei social, è capace di stigmatizzare , condannare e costruire percorsi alternativi che non diano spazio a certe forze che li coinvolgono in una responsabilità troppo grande anche per loro .
E’ chiaro e per fortuna restano salde le tutele costituzionali per l’esercizio delle libertà , compresa quella di manifestare le proprie idee che esprimono anche dissenso e posizioni di minoranza. Ma lo sguardo , a questo punto, alla luce degli ultimi eventi, deve essere severo e il rimprovero anche ai no vax forte, fermo e tale da non continuare ad ingenerare nessun equivoco, Da parte dei politici, da parte dell’informazione , da parte degli intellettuali.
In questo momento in Italia l’ottanta per cento della popolazione sopra i 12 anni è vaccinata con due dosi e gli over 80 , a cui seguiranno gli over 60, si apprestano a ricevere la terza dose . Con l’esclusione per il momento di tutti gli altri. La campagna vaccinale continuerà e” dovrà “continuare . Ebbene una minoranza del venti per cento non può rivendicare , soprattutto con questo tipo di proteste di piazza, che la vaccinazione dell’ottanta per cento della popolazione sia stato un assalto alla libertà e una imposizione o costrizione. Assolutamente no. Perché la regola della democrazia è dunque maggioranza e minoranza che possono pacificamente convivere in un gioco dialettico che serve a far comprendere le ragioni dell’una e dell’altra parte e a trovare una via di incontro che è compito della politica. E dunque probabilmente dovranno invertirsi le parti e la maggioranza silenziosa, quella che ha accettato vaccino e green pass come strumenti per risollevare le sorti di questo paese ( dopo i lock down ,la perdita di lavoro, le povertà incipienti, la perdita di reddito, l’elusione scolastica, e tutta una serie di fenomeni negativi e che ha pagato il prezzo più alto della pandemia ) dovrà scendere in piazza.
Ma con le parole della convinzione e della chiarezza sui vaccini .Cosa che non si è voluta fare fin dall’inizio. Scendere in piazza con la sapienza della parola . Ovvero con la capacità di usare parole di conciliazione,fuori da ogni estremizzazione. Probabilmente dopo i fatti di sabato non c’è più tempo per tacere . I fatti di sabato sono chiaramente un rigurgito eversivo che il movimento no vax, i partiti che dicono di voler ascoltare le ragioni dei no vax , devono mettere alla porta. Questa è la prova della loro tenuta democratica. Diversamente va detto a chiare lettere che no vax e politici sono ugualmente corresponsabili di certi comportamenti come quelli dell’assalto ad un simbolo del mondo del lavoro .Un’azione che richiama alla mente ( fatte le dovute proporzioni ) anni bui quando proprio i sindacati per primi furono cancellati. Quegli anni sono forse lontani nel tempo ma non nella memoria e nella sensibilità democratica. Da quegli anni siamo usciti con un tributo di sangue e di morti altissimi come pure da quegli avvenimenti che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del Novecento . La normalità che andiamo cercando di riconquistare non tollera , non può e non deve tollerare questo tipo di tensioni . Se la lezione di quegli eventi è presente alla mente e al cuore allora le persone, i gruppi, le formazione e i movimenti che hanno provocato gli eventi di sabato vanno puniti .Le formazioni e i movimenti vanno sciolti, dichiarati fuori legge . Tolleranza zero. La storia non deve ripetersi e il governo deve intervenire prontamente per sciogliere qualsiasi associazione o partito che persegua, predichi ed attui la violenza ed il fascismo anche con un provvedimento immediato che metta concretamente in atto le norme esistenti in questo campo.
Questo paese non è allo sbando come qualcuno vorrebbe affermare ( e le urne , a tempo debito , sapranno sicuramente distinguere ) guardando a questi episodi come esempi di rivendicazioni di libertà cancellata. Non è stata cancellata alcuna libertà. Questo è un paese in cui si continua ad esprimere la propria opinione nelle piazze, sui giornali, nei talk show .Senza tener conto di tutti quei contesti in cui veramente non so possono esprimere le proprie opinioni ,guardando con uno sguardo miope solo i propri piedi e disinteressandosi di ogni altra cosa . Un paese in cui le forze dell’ordine, le uniche deputate al controllo del territorio,non hanno altri compiti se non quelli riferiti al servizio del paese e alla fedeltà alla costituzione . Un paese in cui ogni mattina milioni di persone si alzano per andare a lavorare, per cercare lavoro,per accudire persone della propria famiglia e persone estranee. Un paese in cui il Terzo settore che comprende tutte le forme di solidarietà porta avanti i suoi progetti e i suoi impegni anche in collaborazione con gli enti locali. E’ un paese in cui migliaia di piccole e medie imprese stanno cercando di far venire fuori dal pantano una economia che non ha bisogno del caos del green pass che qualcuno solleva continuamente sui giornali, nelle piazze . Questo è un paese che ha bisogno di parole chiare e gesti concreti da parte di tutti ,a partire da ognuno di noi e dalle istituzioni.
Quindi no ad una concezione totalitaria della politica e dello Stato, no ad una ideologia attivistica e antiteoretica,a fondamento mitico, virilistica e antiedonistica, sacralizzata come religione laica che afferma il primato assoluto della nazione ,intesa come comunità organica etnicamente omogenea,in uno Stato che vuole creare un nuovo ordine e una nuova civiltà e quindi chiaramente in opposizione all’esistente .Tutto quello che si riconosce in queste poche e sostanziali linee che definiscono il cosiddetto
