SULMONA, GESTIONE DELLE ISTITUZIONI CULTURALI : VOLONTARIATO O AUTOREVOLEZZA E COMPETENZA PROFESSIONALE
Redazione- Che relazione c’è tra l’opera e il suo contesto sociale? Come si può individuare il nesso tra un’opera e il tempo in cui essa “accade”, che può anche essere molto distante da quello della sua realizzazione?
A partire da questi interrogativi, Stefano Cristante analizza alcuni capolavori apparentemente senza tempo, come il Trittico delle delizie di Bosch e Il mercante di Venezia di Shakespeare, ed esplora i contorni sociologici delle pratiche artistiche ed esistenziali di menti irregolari come Walter Benjamin, Carmelo Bene e Hugo Pratt.
Ho riferito brevemente il contenuto dell’opera di Cristante perchè voglio parlare in questa riflessione della relazione tra l’opera d’arte e il suo contesto sociale. Una riflessione che implica necessariamente una attenzione al patrimonio artistico del nostro paese, ai musei e alla fruizione dell’opera d’arte. E soprattutto di quello che accade a Sulmona dove ,detto in breve si rinuncia all’apporto professionale in favore del volontariato per ragioni di bilancio .
Intanto vorrei richiamare all’attenzione su un’altra” defaillance “, appunto una debolezza, questa volta a livello nazionale . Ve lo ricordate il piano Colao per la cultura. Ebbene il “ Piano Colao” non è stato adottato direttamente come legge . Tuttavia, il documento intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, che conteneva un macro-ambito dedicato a Turismo Arte e Cultura ha costituito una delle basi intellettuali e programmatiche per la stesura del PNRR italiano. Quel piano finanzia il comparto attraverso la Missione 1 (Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo), per un totale di oltre $4 miliardi di euro .Il monitoraggio centralizzato tramite il sistema ReGiS mostra che l’avanzamento dei pagamenti ha superato la soglia dei 140 miliardi a livello nazionale, ma i dati specifici della Missione 1 evidenziano alcune criticità come i ritardi strutturali : Secondo le ultime relazioni della Corte dei Conti e i monitoraggi di OpenPRR, la spesa effettiva per questa missione risulta tra le più rallentate, accumulando ritardi soprattutto nei bandi legati alla digitalizzazione aziendale e alla transizione 4.0 . Contabilizzazione : Gran parte delle somme “spese” non si riferisce ancora al completamento dei lavori o all’arrivo dei fondi alle imprese, ma ad anticipazioni erogate agli enti attuatori. Dunque dei circa 4,2 miliardi di euro assegnati al Ministero della Cultura tramite il PNRR (Missione 1), la spesa effettivamente rendicontata si aggira intorno a 1,2 miliardi di euro. Questo corrisponde a circa il 27% – 29% del totale, mentre la percentuale rimanente risulta ancora in fase di cantiere o di liquidazione.
Di fatto siamo di fronte a un piano industriale sullo sfruttamento degli asset culturali del paese per generare ricchezza, con la prospettiva di ripristinare i volume pre emergenza covid e poi aumentarli. Il nocciolo, e non credo di sbagliare, è questo. È una cosa positiva? Secondo me è una prospettiva “piccola”, legata a un’idea di mondo che proprio quella emergenza ha dimostrato fragile. In fin dei conti è il tentativo di creare (e migliorare) le condizioni per un ritorno al passato. È questo quello che vogliamo?
Senpre in tema di cultura dopo la pandemia Il “Decreto Cura Italia” aveva iniziato a stanziare fondi per i settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo (DL 18/20) seguito dal Decreto legge Rilancio che stanziava 5 miliardi di euro, indirizzati principalmente ai musei statali, alle imprese culturali, alla promozione turistica e agli investimenti.
A livello mondiale nel dicembre del 2018, l’OCSE e L’ICOM hanno lanciato Culture and Local Development: Maximising the Impact – Guide for Local Governments, Communities and Museums (2019) uno strumento nato per supportare le amministrazioni, i musei e le associazioni locali nell’individuazione di un’agenda per lo sviluppo locale sostenibile, al fine di“valorizzare il ruolo dei musei nella riqualificazione urbana e nello sviluppo della comunità”. Nel settembre del 2019 si è tenuta invece la 25esima Conferenza Generale dell’ICOM a Kyoto, Giappone, intitolata “ Curating Sustainable Furures Throught Museums”. Sempre a Kyoto, nella 34esima Assemblea Generale di ICOM, è stata adottata come Prima Risoluzione quella di garantire sostenibilità implementando l’Agenda 2030 Transforming our World, per ripensare e riformulare i valori, le missioni e le strategie dei musei alla luce di nuovi approcci sostenibili.
Il nostro paese è il paese dei “ musei”. Non c’è infatti paese o città che non abbia il suo museo legato alla sua storia, alla vita e alle vicende di un personaggio nato o vissuto in quel paese ,a scoperte archeologiche con reperti che vengono conservati nei luoghi stessi.
Secondo l’Istat sono 7.886 le biblioteche e 4.292 i musei aperti al pubblico nel 2021 in Italia, distribuiti in modo capillare sul territorio: in media ogni 100 Kmq sono presenti 3 biblioteche (una ogni 7 mila abitanti) e 2 istituti museali (uno ogni 14 mila abitanti). Nel 2021 ancora per effetto della pandemia i visitatori sono stati 48 milioni e 66mila contro i circa 130 milioni del 2019 .Nel 2022 c’è stata una sostanziale ripresa , infatti sono stati quasi 108 milioni i visitatori dei musei e degli istituti similari, circa 35 milioni gli utenti delle biblioteche. Il Museo di Storia Naturale di Milano nel suo genere è il più grande d’Italia e può essere considerato fra i più importanti d’Europa.
Ponevo all’inizio alcune domande sul rapporto tra le opere d’arte e il loro contesto sociale .Per dire che spesso le opere d’arte contenute nelle sale dei musei sono tratte da contesti sociali che dovrebbero essere ricostruiti per far capire al visitatore le ragioni di quell’opera d’arte. Questo nella maggior parte dei reperti oggi esposti non è possibile anche se sarebbe bello poter realizzare progetti in cui quelle oere d’arte vengono ricollocatre nei loro luoghi originali. Contribuisce sicuramente alla migliore comprensione dell’opera , così come ospitata nelle saledi un museo, l’apporto progessionale di una guida , di una voce che ricostruisca in favore del visitatore quei contesti e quindi i rapporti tra l’opera d’artre e l’ambiente da cui provieme.
Un contributo che viene ben descritto per esempio da una voce del Dizionario Treccani che descrive bene i diversi modi di avvicinarsi ai nessi tra arte e società: “ Si possono tuttavia distinguere modi diversi di avvicinarsi ai nessi tra arte e società: uno, di tipo antropologico, studia lo spazio e le funzioni che i fenomeni artistici occupano entro una certa società; un altro, proprio degli storici dell’arte, legge nella produzione artistica – di cui non mette in questione lo statuto – la capacità di esprimere i problemi e i valori di una società, e punta generalmente la sua attenzione sullo stile (v. Schapiro, 1953) e sull’iconografia delle opere; un terzo, di tipo sociologico, indaga sui modi in cui i rapporti tra arte e società si sono strutturati e intessuti, sulle funzioni attribuite alle opere, sulla figura, la situazione sociale e la carriera dell’artista, sulle forme della committenza, sul mercato, sul pubblico. Si aggiungano i problemi di delimitazione del corpus, vale a dire dell’insieme delle opere incluse entro il campo artistico, che pongono la questione delle frontiere di tale campo, questione che George Kubler (v., 1962) ha affrontato con tanta provocatoria efficacia allargandone smisuratamente i limiti fino “a comprendere, oltre alle tante cose belle, poetiche e non utili di questo mondo, tutti in generale i manufatti umani”.
E continua il Dizionario Treccani : “Il grande museo moderno nasce con la Rivoluzione francese come risposta agli attacchi iconoclastici rivolti contro le immagini indissolubilmente legate all’ancien régime, ma da taluni ormai considerate parte del patrimonio culturale del paese e dell’umanità intera; una risposta che permette, attraverso l’estraniazione dal contesto, di trasformare le valenze delle immagini e di esorcizzarne il potere di dominazione simbolica. Nello stesso tempo il museo offre una parziale soluzione alla confisca delle collezioni reali e nobiliari e alla secolarizzazione dei beni ecclesiastici e risponde alla volontà napoleonica di fare di Parigi la capitale dell’Europa, rendendola depositaria dei tesori artistici del continente. Da una parte nasce il Musée des monuments français, dove Alexandre Lenoir raccoglie opere e monumenti in pericolo e suggerisce, attraverso uno studiato percorso espositivo, l’evoluzione della storia culturale della nazione, illustrata dai manufatti artistici, dall’altra prende forma il grande Louvre di Napoleone, che doveva riunire quanto l’Europa aveva prodotto di più bello e di più maestoso. “
Di più bello e di più maestoso c’è però il contesto nel quale l’opera d’arte nasce e svolge il suo ruollo. Qui si apre un capitolo sterminato di ipotesi , di domande ma anche di concreti esempi che dimostrano come l’opera d’arte nasce e vive una sua vita autonoma proprio in dterminati contesti. A partire dalle architetture realizzate dall’uomo che costellano il paesaggio naturale e ne creano uno a latere anzi creano un paesaggio all’interno di un altro paesaggio per una visione senza continuità . E poi per esempio i mosaici e le vetrate che ornano le chiese cristiane, ortodosse,protestanti in Europa ma anche in Asia dove le magnifiche moschee innalzano lo sguardo al cielo nella fuga delle colonne a perdifiato. E poi i grandi e piccoli affreschi che decretano la magnificenza delle costruzioni adibite a residenza o a luoghi pubblici che si trovano per esempio in ogni regione d’Italia e infine , per il momento le grandi pale d’altare o le tele pittoriche che raccontano la storia dei visi, degli abbigliamenti , delle famiglie, delle singole persone, dei luoghi privati e pubblici.
Interessante sarebbe, la dove è possibile,in base a queste idee che abbiamo esposto “ ricollocare le opere d’arte” che oggi sono esposte nei musei nei loro luoghi originali . Certo non è cosa semplice e facile anche perchè è un tema sul quale si affollano idee e opinioni anche contrastanti tra di loro. Si potrebbero fare degli esperimenti virtuali riportando virtualmente ,là dove i contesti non sono mutati del tutto la singola opera . E poi discuterne.
E sempre a proposito delle opere d’arte voglio qui ricordare un paragone : un’opera d’arte è come un paese bisogna andarla a trovare con un moto di passione , attraversarla e guardarla.In modo singolare Arminio per esempio domanda alla fine di ogni incontro con i suoi ascoltatori : “Fatemi un favore, andate a visitare un paese più piccolo del vostro, se il vostro paese conta seimila abitanti visitatene uno che ne ha quattromila, se ne ha quattromila andate in uno più piccolo, e così via, senza motivo, senza che ci sia una sagra, una festa, un evento, andateci e basta.” E continua : “ Poi cercate una persona anziana, sedetevi vicino a lui o a lei, e ascoltate quello che ha da dire.” E conclude in modo provvisorio ma efficace ed affascinante : “I paesi per prima cosa bisogna guardarli, andare a trovarli con un moto di passione. Attraversarli e guardarli”.
Ascoltate quello che ha da dire . Ed è la stessa cosa quando entrate in un museo di un paese piccolo o grande. Ascoltate che cosa hanno da dire quei reperti chiusi in quelle teche o disposti nelle varie stanze e sulle pareti. Spesso però occorre un aiuto per capire, comprendere quello che si vede. Entra in gioco dunque il compito della guida. E proprio in merito alla nomina di una guida, ovvero una voce autorevole e competente a Sulmona l’iter si è bloccato.
L’amministrazione comunale vorrebbe affidare la cura delle istituzionali museali di cui ha competenza e responsabilità al volontariato piuttosto che assumere un professionista responsabile .
Putroppo non ci sono più volontari come lo stesso fondatore del museo Antonio De Nino (1833–1907) antropologo, archeologo e storico abruzzese. Ispettore onorario degli scavie dei monumenti ha dedicato la vita alla scoperta e alla catalogazione del patrimonio storico della Valle Peligna. A lui è intitolato il Museo Civico Archeologico di Alfedena O un direttore del museo di tempi recenti some Ezio Mattiocco dal 1965 storico, archeologo e medico di professione, spentosi a Sulmona il 22 settembre 2023 all’età di 97 .
Eppure a Sulmona, i progetti culturali del PNRR ammontano a 455.000 euro e sono focalizzati sull’abbattimento delle barriere fisiche, cognitive e digitali. I fondi (Missione 1, Componente 3) hanno coinvolto direttamente il Polo Museale Civico-Diocesano di Santa Chiara e il Polo Museale Civico dell’Annunziata Il progetto è stato avviato con fondi Pnrr. MISSIONE 1, COMPONENTE 3 – CULTURA 4.0 (M1C3) MISURA 1, INVESTIMENTO 1.2 – Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura. Fondi “Unione europea – NextGenerationEU” .Inoltre sono state installate sei distributori di mappa , il busto “La Scannese” riprodotti e realizzati in 3D e sistemato nella postazione “punto imnmagina” appositamente allestita per garantire esperienza sensoriale, nella sala diocesana – ex refettorio Convento S. Chiara; a riproduzione di S. Rocco e l’Ercole, realizzata in 3D e sistemata nella postazione “punto immagina” appositamente allestita per garantire esperienza sensoriale nelle sale museali del Palazzo dell’Annunziata; due insegne a bandiera per esterno per ciascuna sede museale. In precedenza erano stati posizionati i pannelli iconografici con qrcode con contenuti Audio video guida sensoriale (10 punti e 10 qrcode) in italiano e inglese ed italiano con LIS (linguaggio dei segni) e realizzati il sito Web e la Webapp relativi al Polo Museale Civico dell’Annunziata e al Polo Museale Civico Diocesano di S.Chiara.
Si poteva fare di più ? Si poteva trovare la soluzione al problema che appunto si pone circa la direzione delle realtà museali.
E’ noto come la realtà cittadina offra spazi culturali che al momento non sono fruibili o sono fruibili a singhiozzo. Si tratta della Biblioteca comunale. Centro Servizi Culturali ,Museo Civico Archeologico della Santissima Annunziata,Museo Pelino dell’arte e della tecnologia confettiera ,Museo Diocesano d’Arte Sacra ,Museo Ovidio nel Monastero di Santa Caterina Museo dei Costumi Abruzzesi e Molisani , Sal 1899 al 1900. Ora tutte queste realtà museali andrebbero tra l’altro messe in rete , ovvero andrebbe costituito un unico percorso di visita e di studio a cominciare dal Museo civico . , il maggior museo artistico- archeologico della Valle Peligna Le sale sono ospitate nei 10 locali del Complesso della Santissima Annunziata.. Nelle prime 4 sale vi sono reperti archeologici di grande importanza e nell’ultima sala si possono ammirare i resti di una ricca domus romana. Le sale dalla 5 alla 10 ospitano la Pnacoteva , con opere che vanno dal XIII al XVIII secolo .
Tra le opere da segnalare quelle di Giovanni da Sulmona , il Maestro del Trittico di Beffi, Giuseppe Simonelli ,Giuseppe Crescenzio , Giovanni Conca , Raffello Mengs e inoltre oreficerie, tessuti, opere pittoriche di ignoti, opere scultoreee del XV e XVI secolo , armadi e leggii lignei. Fino alla possibilità di arrivare ad un museo diffuso .
A chiedere attenzione dunque per la questione della dirigenza del polo museale sono tutte le Realtà Culturali che organizzano iniziative e manifestazioni, tutte all’insegna del volontariato e delle scarse risorse disponibili, spesso senza neppure il contributo finanziario e/o logistico del Comune. La nota è firmata dai rappresentanti dell’Università Sulmonese della Libera Età; “P.O.N. Alumni”; “Accademia Sulmonese degli Agghiacciati”; “Archeoclub sezione di Sulmona”; Associazione “Voci e scrittura”; Associazione “Centro Nazionale di Studi e ricerche Antonio De Nino”; Associazione “Amici della Dottrina Cristiana”; Associazione “Amici del Certamen Ovidianum Sulmonense”; Comitato Biblioteca Sulmona e “Orizzonte 405”.
“L’iter per dotare i musei cittadini di una guida stabile era in fase conclusiva ed è stato bloccato inspiegabilmente – scrivono -. È noto che in una Città i Musei e i Luoghi della Cultura rivestono aspetti diversi e molto complessi, da quello amministrativo a quello di stretta programmazione culturale. Sono Istituzioni che riescono a valorizzare la cultura a Sulmona se sono dotati dell’assolutamente necessaria presenza di una figura dirigenziale che abbia non solo autorevolezza legata alla sua competenza, ma anche e soprattutto, visti i tempi, autorità legata al suo ruolo che una figura onorifica certamente non può avere. Un museo o un luogo della cultura non ha bisogno di un manager che lo diriga, né tantomeno di un volontario, ma necessita formalmente di un Direttore che tra le sue competenze abbia la conoscenza profonda di ciò di cui deve occuparsi. Non a caso viene riconosciuta come dotazione minima di personale di un museo la presenza del Direttore e del personale addetto ai servizi di vigilanza e accoglienza”.
Il Sindaco, Luca Tirabassi, davanti alle domande dell’opposizione, ha spiegato che la dotazione organica del Comune soffre di gravi carenze tecniche, che mancano geometri, ingegneri ed istruttori e che la priorità assoluta deve andare ai rifiuti e alla manutenzione urbana.
Risposta che non ha convinto i firmatari della nota. “Sarebbe come dire, per puro esempio, che una famiglia, per far fronte alla sistemazione del vano dedicato ai contenitori dell’immondizia, non possa reinserire nella libreria esistente i libri sparsi per casa.
Nessuno nega che Sulmona abbia bisogno di tecnici e di decoro urbano, ma non esiste che la cultura venga considerata come un qualcosa di superfluo, di serie B, un lusso da congelare o da tagliare quando le cose si fanno difficili. Il Sindaco ha annunciato che, poiché i soldi pubblici servono per i profili tecnici, la direzione dei musei cittadini verrà affidata a un rapporto convenzionale e a un incarico di natura onorifica. In pratica si rinuncia a un professionista inserito nell’organico del Comune per affidarsi al volontariato. E le responsabilità in senso amministrativo chi se le assume? I nostri Musei sono attualmente Istituzioni prive dei requisiti minimi per il loro funzionamento, che rischiano di essere cancellati, malgrado l’impegno e i sacrifici di generazioni di uomini colti che ce li hanno consegnati in eredità”.
“La realtà – concludono – è che a Sulmona la cultura deve essere la priorità assoluta, non l’ultima delle esigenze se resta disponibile qualche risorsa e si deve ripartire proprio dalla conferma della necessità di dotarsi di una figura competente e strutturata che sappia elaborare una strategia culturale chiara, che lavori su una programmazione stabile e assicuri una gestione qualificata capace di mettere a sistema tutte le strutture culturali cittadine e crei una rete tra Musei, Biblioteche, eventi, scuole, turismo e associazioni del territorio. I Musei sono una cosa seria: anche e soprattutto quando (come dovrebbero) rendono importante e ricca la Città che li ospita e li fa vivere”.
Fabio Valerio Maiorano, Rettore dell’Università Sulmonese della Libera Età Carlo Alicandri Ciufelli, Presidente “P.O.N. Alumni” Carlo Alicandri Ciufelli, Presidente “Accademia Sulmonese degli Agghiacciati” Simona Balassone, Presidente “Archeoclub sezione di Sulmona” Maria Luisa De Matteis, Presidente Associazione “Voci e scrittura” Mauro Cianfaglione, Presidente Associazione “Centro Nazionale di Studi e ricerche Antonio De Nino”Anselmo Colarossi, Presidente dell’Associazione “Amici della Dottrina Cristiana” Alessandro Colangelo, Presidente dell’Associazione “Amici del Certamen Ovidianum Sulmonense” Marco Alberico, Giulia di Rienzo, Comitato Biblioteca Sulmona Associazione “Orizzonte 405”
