Caro lettore,
Supera impavido le ostiche lezioni di filosofia, denuda la tua mente da preconcetti ed avvia una entusiasmante esplorazione alla scoperta del professore Steve Corbino.
Riflettere sull’importanza e sull’inestimabile valore della capacità umana di amare parrebbe già di per sé occuparsi di puro fantasy. Di un drammatico fantasy. Tale sensazione potrebbe trovare una chiara conferma semplicemente guardandoci attorno e verificare come l’umanità sia oramai stretta nella morsa di una logica capitalistico-concorrenziale globale fondata esclusivamente sul binomio dare-avere. Sempre e comunque.
Stretta sempre più nella morsa di un perenne antagonismo imposto dal mercato globale del sopravvivere giornaliero.
Nel genere fantasy, spesse volte si fa ricorso all’uso di elfi, di stregoni e di draghi sputa fuoco, ma io preferisco ricorrere all’uso di una virtù umana divenuta forse la meno usata, forse la più potente, rimossa però nell’oblio mitologico. Mi riferisco alla capacità di amare! A quella capacità che permetterebbe alla flotta umana di virare e poter finalmente approdare in quel sospirato lido in cui la società sia autenticamente umana. Per l’uomo e non contro l’uomo.
Eh sì, ahimè, questo è puro e semplice fantasy!
Eppure, ironia della sorte, l’umanità sembra irrimediabilmente avvicinarsi verso il suo più totale declino. Le grida di disperazione di chi è dall’altra parte della opulenta facciata del –welfare- divengono sempre più assordanti per chi come me o forse come te, crede ancora alla fantasiosa potenza dell’amore. Invece, pianti e gemiti di morte si innalzano disperdendosi tristemente nel sordomutismo del nuovo boia dell’umanità, l’indifferenza moderna.
Su tali attuali riflessioni esistenziali appena descritte si fondano i pensieri e le lezioni universitarie del protagonista del romanzo, il dottore Steve Corbino, docente universitario con cattedra in filosofia morale. Felicemente sposato con Alexia che nella storia ricoprirà un ruolo fondamentale. Interessante è il pensiero del professore riguardo alla condizione esistenziale umana definendola “…una graffiante sospensione. Troppo bassi per amare, troppo alti per non amare.”
Le sue maniacali ricerche e le sue iperboliche riflessioni gli causeranno allucinazioni, forse visioni, disturbi psichici tali da richiedere non solo la sospensione delle sue lezioni universitarie, ma addirittura un internamento forzato in una struttura psichiatrica. Ma il dottor Steve sarà davvero pazzo? Quale sottile e latente linea separa l’insano dal sano di mente?
Sarà perseguitato da una oscura presenza, forse frutto della sua psicopatologia o forse di una nuova dimensione che solo lui può vedere, che solo lui può ascoltare e che altri non percependola, la delimitano etichettandola come patologica.
L’oscura presenza dispone di una precisa entità. È la “F.A.T.A.”. (F.A.T.A. equivale a Fuoco, Acqua, Terra, Aria.)
“…ci potrebbe mai essere vita senza la terra? Nulla sarebbe, nulla!”
Nella permanenza in clinica però qualcosa cambia. Lo psichiatra, il dottor Enrico De Paoli inizia a dubitare della presunta patologia del professor Corbino. I quattro marchi o forse stigmate o addirittura prodotto di autolesionismo, spuntati sull’avambraccio del paziente colpiscono in profondità la solida ratio scientista dello psichiatra riportandogli alla memoria uno scavo archeologico effettuato dal dottor Fulvio Silente in cui furono riportati alla luce diverse tavolette cuneiformi risalenti appunto, all’età sumera. In una di esse si traduce “ Al prescelto dai marchi foggiati, I quattro elementi saranno donati…”
Trapela il dubbio dei dubbi: “chi è veramente Steve Corbino?”.
L’oscura presenza (la F.A.T.A.) aprirà definitivamente gli occhi al professore. L’ amore non è semplicemente perdono, pietà, compassione o semplicistico buonismo. L’ amore è eliminazione dell’anello debole. Il male è male e non può esserci un ordine morale che attenui la gravità della malvagità.
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