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VIAGGIO TRA LE DELICATE E TOCCANTI PAGINE DEL LIBRO DI DANIELA NARDI “NON HO PERSO TEMPO”

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Redazione- Abbiamo potuto leggere, con molto piacere, il libro di Daniela Nardi “NON HO PERSO TEMPO”: siamo rimasti molto colpiti sia per il contenuto che per lo stile narrativo: degne di nota le pagine 13-14-15 in cui descrive “l’antro più buio della caverna del Signor Panico” in modo molto analitico , per cui  alterna uno stile liricamente coinvolgente con spiegazioni sulla dinamica psicologico-psichiatrica.

Nella  pagina 24,trattando con meticolosità l’attacco di panico, abbiamo molto apprezzato quanto scrive:  “Ma ci sono momenti nella vita in cui la dolcezza e l’armonia di questa musica vengono a mancare o diventano talmente ovattati che le uniche cose che riusciamo a percepire sono i rumori assordanti o gli infiniti silenzi della nostra anima”. Si possono cogliere delle similitudini con “l’anima in trappola” che tratta lo stesso argomento.

E’ un libro autobiografico, scritto da una studentessa di medicina e chirurgia che, dopo aver “toccato il fondo”, inizia il percorso di “superamento”, acquisendo maggior resilienza, ma  anche maggiore empatia, che per un futuro medico è la” condicio sine qua non”, per mettersi in ascolto del paziente che è il primo passo di una seria semeiotica medica.

Concordiamo  pienamente con “Sicuramente, però, la sofferenza che si cela in percorsi di vita più difficili, più ricchi e meno scontati, può essere sfruttata come trampolino di lancio verso una visione diversa e più profonda del mondo e di se'”…potremmo dire anche del se’. Leggendo le pagine 38 e 39 l’autrice fa riferimento al tema della sofferenza umana, citando gli esempi dei grandi geni dell’arte come Michelangelo, della letteratura come Van Gogh, Monet, Matisse e il grande musicista austriaco  Mozart ecc. Sembra quasi chiedersi e chiederci: perché si deve soffrire? E perché, attraverso la sofferenza, si può giungere alla “grandiosità dell’essere umano” ? La risposta si ha nell’acquisire la consapevolezza di conoscere la parte più intima di noi, che ci permette di divenire empatici: l’autrice, giustamente, dichiara che, una volta scoperte le cause delle nostre sofferenze, saremo sicuramente in grado di comprendere d’istinto il dolore degli altri. Il testo, nell’ultima parte, offre suggerimenti di meditazione e tecniche di respirazione da adottare nel caso in cui ci si trovi in una situazione simile. In conclusione, riteniamo che il libro sia di alto valore sociale e pedagogico, poiché, dalle delicate mani della prosa, quasi divenuta poesia, l’autrice vuole renderci consapevoli che la vita offre a tutti una seconda possibilità che sarà, dopo esssere caduti nel baratro, vissuta con maggior consapevolezza.La redazione invia i più sentiti auguri alla Autrice di Buon Compleanno che il giorno 26

gennaio 2020, ha compiuto ventisette anni

 

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