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” UN COMPITO NUOVO PER LA SINISTRA ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Lo dice ormai da tempo .Prova ne sono queste due considerazioni che Achille Occhetto , l’ultimo segretario del Partito Comunista italiano , fa rispondendo ad una intervista di Barbara Miccolupi su L’Unione Sarda del 19 marzo 2018.

Alla domanda :”E infatti oggi il vero tema è quello di recuperare gli elettori” Occhetto risponde così :“È di fondamentale importanza ed è per questo che parlo di rifondazione del Pd e delle sinistre, che deve partire da una costituente dei principi che avvii un processo unitario. Un processo lungo e difficile, alla fine del quale non tutti avranno le stesse posizioni, e nemmeno è auspicabile perché non credo al partito unico, ma potranno confrontarsi ed essere solidali nel momento in cui si dovrà fare la battaglia politica e ideale. Anime diverse disposte a collaborare nella differenza, una Sinistra variegata e solidale che non sia la somma rissosa di appetiti e di apparati, come quella che si presenta tristemente oggi”.

E ancora di seguito alla domanda Se lei fosse segretario oggi da dove partirebbe? risponde così :”Dall’analisi dei problemi che stanno di fronte alla Sinistra in Italia e in Europa, chiamando a raccolta non soltanto l’apparato ristretto di partito ma tutte le forze disposte a collaborare, le università, i centri di ricerca, i centri di partecipazione giovanile, aprendo da qui la strada della rifondazione. Con l’idea di dar vita non alla vecchia ‘ditta’ citata da Bersani, di cui non abbiamo più bisogno, ma a un movimento, un partito che abbia un centro e che utilizzi gli strumenti moderni della rete rimanendo radicato nel territorio, non più soltanto con le vecchie sezioni territoriali, ma con tutti quei centri di iniziativa sociale, e in particolare giovanile”.

Lo dice ormai da tempo fino a domenica 2 febbraio 2025 su Domani . C’è un compito nuovo per la sinistra . Far tornare a votare quel numero di elettori che da anni disertano le urne .Attraverso il coinvolgimento per la ricerca delle soluzioni ai problemi che milioni di italiani hanno in questo momento .Coesione, fiducia,per mettere al centro la persona ,la salvaguardia della sua salute e della sua libertà per scelte altrettanto libere ; la dignità del lavoro per far si che pur lavorando non ci si affacci alla soglia della povertà,; per combattere le morti sul lavoro ; per combattere la povertà culturale dei giovani ; per l’emancipazione delle donne . Società, istituzioni e cittadini devono tornare a sentirsi parte di un progetto nato e alimentato dalle energie di realtà sociali di diversa ispirazione ideale che hanno fatto la storia di un popolo .

Alle considerazioni di Occhetto risponde Gianni Cuperlo : “Domenica scorsa, Achille Occhetto sulle pagine di “Domani” ha fotografato il compito nuovo della sinistra a fronte di un mondo ribaltato nelle sue fondamenta.

Il senso era che non si tratta solamente di sortire da una condizione di minorità nei confronti della destra trumpiana, ma di attrezzare una reazione alla volontà di archiviare la democrazia liberale in un connubio tra tecno-finanza e tecno-politica che riassume un cambio di egemonia culturale.

In particolare, l’analisi di Occhetto incitava la politica a svestire i panni della tattica – la recente querelle sul meglio uniti o divisi – per contrapporre al racconto della destra una narrazione capace di scuotere sentimenti e passioni di un popolo tuttora “in sonno”. “

Bastano “sentimenti e passioni” di un popolo per enucleare un progetto programma alternativo alla destra ovvero una visione del paese e del suo futuro secondo condizioni di libertà, giustizia, solidarietà, responsabilità.? Che sono poi in definitiva i termini con i quali la Costituzione della Repubblica italiana individua il senso di una nuova storia. Una Storia che riesca a fare i conti e quindi a definire i termini giusti di un giudizio, per quello che è stato il periodo più scuro della vita di un popolo , il ventennio fascista. Ma anche una Storia che ripartita con lo slancio della ricostruzione che dagli anni Cinquanta è riuscita , attraverso varie vicende ,malgrado tangentopoli ad entrare nel nuovo millennio con ancora alcuni slanci per poter guardare al futuro con speranza . La speranza del futuro mortificata dal disimpegno elettorale di milioni di cittadini ,ma ne parleremo avanti .

Un futuro sicuramente pieno di incognite a cominciare dalla crisi energetica e dalla sostituzione delle fonti fossili che sono causa del cambiamento climatico che a sua volta produce condizioni di vita in ambienti sempre più ostili che favoriscono le migrazioni . Un circolo che suscita paura, apprensione ed insicurezza che alimenta consenso per populismo e razzismo oltre che per il decisionismo di uomini soli al comando. Con un grande pericolo per la democrazia, ovvero la pretesa della destra trumpiana a cui si ispirano molte altre destre nel mondo che scambia il concetto di “governare” con quello di “comandare” . Vale a dire la pretesa che la legittima elezione con il voto popolare possa giustificare un esercizio del governo senza controlli,senza èpteri intermedi, con la giustificazione in casa nostra che il potere deriva legittimanete dal voto e in casa altrui, vedi America, che è lo stesso Dio ad aver salvato la vita di un “salvatore” a sua volta della nazione.

Una condizione dunque che coinvolge non solo il nostro paese , gli Stati Uniti d’America ma anche l’Europa .

A questo proposito Gianni Cuperlo che commenta le riflessioni di Occhetto su Domani circa i nuovi compiti della sinistra afferma: “ Come si è scritto, siamo davanti a uno spostamento dell’asse politico-elettorale in Europa e nel mondo, con una tendenza globale che aggredisce gli ordinamenti democratici e liberali, ma anche taluni principi della tolleranza illuminista e della convivenza sociale per com’era maturata dopo le tragedie del ‘900 e gli sviluppi delle teorie sull’uguaglianza: da John Rawls ad Amartya Sen, sino al nostro Salvatore Veca e alla semina del Concilio Vaticano II.

Il punto è che assieme a confini elettorali e argini culturali stanno precipitando quelle barriere morali su cui a lungo si è retto un modello di convivenza.

Ora, la domanda posta da Occhetto e Mauro è come contrastare tutto questo.

Come ricostruire quegli argini dopo un’alluvione che rischia di sommergere il campo da gioco della democrazia. “

Anticipando la difesa d’ufficio fatta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore honoris causa dall’Università di Aix-Marseille: «L’ordre international entre règles, coopération, compétition et nouveaux expansionnismes» con queste parole : “Un ordine internazionale che, come tutti i contratti sociali e le strutture politiche, ribadisce la propria funzione, conferma la propria stabilità, se alimentato con impegno, sviluppando capacità di ascolto e adattamento, nonché cooperazione rispetto ai fenomeni che si presentano. La storia, in particolare quella del XX secolo, ci ha insegnato che quest’ordine è un’entità dinamica, subordinata a equilibri che, ovviamente, non sono immuni dall’essere influenzati da tensioni politiche, cambiamenti economici.” Ovvero una riflessione sul futuro dell’ordine internazionale “non può prescindere da un esercizio di analisi che, guardando alle incertezze geopolitiche che oggi caratterizzano il nostro mondo, richiami alla memoria la successione di eventi, di azioni o inazioni, che condussero alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale”. E’ ciò che deve portare questa riflessione, secondo il presidente “è un ordine internazionale stabile e maturo per reagire all’entropia e al disordine causate dalle politiche di potenza, e per affrontare le grandi sfide transnazionali del nostro tempo”. Per questo “dobbiamo ora rinnovarci, per salvaguardare la sicurezza ed il benessere dei popoli europei e contribuire alla pace mondiale, a partire dalla dimensione mediterranea e dal rapporto con il contiguo continente africano. Non può guidarci la rassegnazione ma la volontà di dare contenuti”, ha concluso.

Ma torniamo alla legittima domanda di Cuperlo . Come contrastare tutto questo e come ricostruire un mondo che si ponga su basi solide e nuove . A partire dalla rottura di quella dicotomia che nel nostro paese per quello che riguarda la sinistra ha visto come diceva Occhetto nell’intervista citata “due sinistre: una riformista, che ha lasciato molto a desiderare soprattutto sul piano sociale, e una radicale, che ha avuto come unico scopo quello di far perdere l’altra senza nemmeno riuscire a intercettarne gli elettori, tant’è che oggi i voti persi dal Pd sono andati ai 5 Stelle”.

Ora in uno scenario in cui l’attacco ideologico per affermare una egemonia, la criminalizzazione politica dei corpi intermedi e dei controllori diventati avversari/nemici, (magistratura, organi di informazione,sindacati, intellettuali ) ovvero il continuo rimando a complottismi di ogni maniera , compresa la fuga in mondi irreali come quello de Il signore degli anelli di Tolkien , della esaltazione della “superiorità morale” e della sistematica denigrazione di tutto ciò che non è riconducibile al campo della destra ex e post fascista ,compreso il garantismo a senso alternato , la cultura e la prassi riformista sono destinati a giocare un ruolo del tutto marginale se non tengono conto essenzialmente dei bisogni delle persone.

Ho accennato al fatto che passione e sentimento non bastano . E’ certo che non bastano perchè come dice Cuperolo : “Serve muovere dai bisogni materiali delle persone e delle famiglie?

Intendo, il diritto a curarsi, a un tetto sulla testa, un salario adeguato, un’istruzione pubblica e pensioni degne? Certo, tutto questo è assolutamente decisivo e fa benissimo Elly Schlein a insistere con forza su quell’agenda, ma se siamo giunti dove siamo è anche per l’avere taciuto negli anni una verità: che questa destra ci sfidava oltre che sulle ricette dell’economia, anche sul piano dei valori che fondano uno spirito di comunità e, tramite quello, un senso del limite all’espandersi della disuguaglianza.

In qualche modo torna la riflessione di Bobbio in quel volumetto prezioso di parecchi anni fa su destra e sinistra. “

A questo punto del suo commento alle idee di Occhetto , Gianni Cuperlo nella sua riflessione esamina appunto i termini di destra e sinistra. Per arrivare ad un punto interessante e importante circa l’attuale dibattito sulle idee per definire i nuovi compiti della sinistra.

Afferma dunque ancora Cuperlo : “Ma se la destra con la sua ideologia venata da pulsioni antimoderne prevale tra i perdenti dei nuovi assetti economici e sociali, al campo progressista spetta certo la stesura di un programma alternativo, ma assieme all’opera più faticosa che è ricucire il senso di una società dell’inclusione che vuol dire la possibilità mai negata una volta e per sempre di emanciparsi dalla sfera dei bisogni primari in una dimensione collettiva.

Il punto è che per farlo serve accogliere l’idea che è tempo di rinegoziare i termini del rapporto tra capitalismo e democrazia e questa non è una prova semplice né sul piano teorico e culturale, né su quello politico e dei programmi.

Eppure, è proprio su questo sentiero con tutti i suoi ostacoli che dobbiamo incamminarci. “

Un sentiero in cui “ scegliendo questo piano del confronto, anche le vecchie distinzioni tra culture diverse – il cattolicesimo democratico, la tradizione socialista, le matrici dell’ambientalismo, il pensiero femminista – tutti questi affluenti si trovano davanti a uno stesso compito che è andare oltre il loro passato più o meno glorioso portandosi appresso come una pelle l’impianto dei propri valori, ma con la disponibilità a indossare su quella pelle un abito cucito sulla misura di questo tempo storico.

E proprio in riferimento al fatto che alcuni protagonisti si trovino di fronte allo “ stesso compito “ andando oltre il loro passato va posta l’attenzione, proprio per la costruzione di una nuova sinistra da far nascere con un patto federativo che possa sfidare l’attuale destra al governo su due iniziative dei cattolici : due convegni, tenuti in contemporanea a Milano e a Orvieto da intellettuali e politici cattolici sabato 18 gennaio 2025 . Entrambi si inserivano nella scia della Settimana sociale dei cattolici di Trieste (luglio 2024) e tendevano, lodevolmente, a far riprender “parola politica” ai cattolici italiani. Il Convegno di Milano “ Creare legami” è stato definito un convegno di cattolici democratici ( ispiratore Romano Prodi, e conduttore Del Rio, del PD );quello di Orvieto “Idee per una sinistra di governo” è stato a sua volta definito come un convegno di cattolici liberali (ispiratore , Paolo Gentiloni – ma sullo sfondo, Draghi – e come conduttori Ceccanti e Tonini, del PD). Certo un tentativo per mettere in evidenza idee cattoliche in questo dibattito sui compiti della nuova sinistra . Idee che guardano però al centro e richiedono sicuramente un attento dibattito all’interno del PD. Perchèl’uno e l’altro convegno sono stati l’espressione di un certo malessere che vivono alcuni gruppi culturali e alcune correnti del PD più centriste, che si ritengono non adeguatamente rappresentate dalla linea del partito impersonata dalla segretaria Elly Schlein.

Un tentativo che ha messo in luce però idee “cattoliche” assai divergenti: sulla politica economica e sociale (partecipazione sociale o mercato), sulla visione costituzionale (parlamentarismo o premierato), sulle posizioni elettorali (proporzionale o maggioritario); sulla giustizia (divisione delle carriere dei magistrati); sulla sicurezza; sull’autonomia differenziata; sulle alleanze (M5S o Forza Italia).

Evidenziando soprattutto la necessità di mettere da parte la storia di queste due anime e procedere assolutamente ad un incontro tra chi vuole trovare il modo di sconfiggere l’avversario, la destra meloniana, e chi proprio facendo proprie le posizioni meloniane intende fare concorrenza alla destra .

Occhetto e Cuperlo parlano di “ sentimenti e passioni “ che devono coinvolgere un popolo in una battaglia soprattutto di libertà. A sentimento e passione proprio per la libertà si rifà per esempio il segretario generale della CGIL Maurizio Landini che in più sedi continua a ripetere che la vera rivoluzione sociale in questa contingenza è il voto. Come scelta di libertà . “I referendum per i quali abbiamo raccolto le firme, compreso quello sulla cittadinanza, hanno una valenza che va oltre la semplice necessità di modificare quelle leggi specifiche. Cambiare queste normative è essenziale per restituire diritti e dignità al lavoro”

Dice infatti Maurizio Landini “C’è un referendum adesso con cinque quesiti per garantire il diritto alla cittadinanza, per garantire il diritto alla salute, per dire basta alla precarietà e per garantire quelle tutele che sono state cancellate sui licenziamenti sia nelle piccole imprese che in quelle grandi; la rivolta sociale è andare a votare”. Ovvero “Si deve rimettere al centro il lavoro e le persone che lavorano e si deve dire che quello è il centro della politica. Qui invece si continua a mettere al centro il profitto, la speculazione, si continua a fare marchette elettorali con condoni, c’è un’idea di privatizzazione e dall’altra c’è un’idea autoritaria, e mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo, della gestione della vita sociale e politica di questo Paese”

Dunque la sinistra che si avvia a individuare e formulare un nuovo compito ha un compitoi immediato : una riflessione sulla sconfitta alle elezioni del 13 maggio 2001. Che ha dato vita al ventennio di Berlusconi che ha fatto da specchio in qualche modo a tutte le azioni della sinistra che ha perso occasioni per affermare un proprio modo di vedere o rivedere la politica evitando di ripiegarsi proprio sull’idea berlusconiana della politica che le ha fatto perdere identità . Una riflessione ed un’analisi su quella sconfitta e la vittoria di Berlusconi . Ma anche sulla riflessione ed analisi di una particolarità espressamente riferita al PD : la capacità di questo Partito di frequentare le stanze del potere senza alcuna legittimazione elettorale tenuto conto appunto dei suoi risultati nelle varie tornate di voto .Ritengo che la risoluzione della crisi della sinistra italiana passi anzitutto attraverso un’analisi approfondita e impietosa delle ragioni di questa sconfitta e delle ragioni della vittoria di Berlusconi, e una riflessione sugli errori compiuti nel ventennio berlusconiano e anche successivamente .

La sinistra in passato ha dimenticato che la politica non è solo la mediazione tra interessi differenti ma anche il bisogno di una identità, intesa come insieme di valori da difendere. Che significa, per esempio in riferimento al fenomeno dell’immigrazione posto dalla destra come un pericolo e non come una risorsa, affermare proprio in termini di identità e di azione politica che il problema dell’immigrazione è un problema di difesa di valori quali la tolleranza, l’umanità, l’integrazione. E anche in tema per esempio di politiche comunitarie la sinistra deve avere tra gli obbiettivi prioritari quello di approfondire l’identità europea; un’identità concepita nel passato e costituita da diversi elementi: la democrazia rappresentativa, l’individualismo democratico, la solidarietà sociale.

Insomma uno sforzo per definire nuovi obiettivi strategici che diano forza e coesione alla coalizione tenendo conto del fatto che la coalizione di sinistra non è riuscita a degttare più nessuna agenda fin dai tempi dello storico risultato dell’ingresso dell’Italia nell’Euro ottenuto dal centrosinistra,.

Il progetto di una nuova sinistra e dei suoi compiti è legato strettamente alla vita e ai problemi della gente di questo paese . Parlare di compiti significa ascoltare le esigenze ma soprattutto tradurle in proposte e idee nelle quali gli elettori riescano a riconoscersi. In modo semplice e chiaro.

Il dibattito è aperto da tempo . Contrapporre al racconto della destra una narrazione capace di scuotere sentimenti e passioni di un popolo tuttora “in sonno”. “ una narrazione credibile perchè aderente alla vita delle persone. Su questo tema dunque il dibattito è aperto .Riuscirà ad aprire nuovi orizzonti e idealità per un futuro che non sia solo quello della sinistra ma di ogni elettore che finalmente torni al voto con convinzione per uan scelta di libertà. Tenuto conto che a partire dalle elezioni del 1979 l’affluenza alle consultazioni parlamentari ha subito un progressivo e quasi continuo calo che l’ha portata dal 93,4% del 1976 al 63,8% del 2022. Con il risultato che la coalizione che ha ricevuto più voti e che ha ottenuto la maggioranza parlamentare alle elezioni del 2022 ha raccolto il consenso di poco più di 1 elettore su 4. È stato invece il “partito del non voto” l’opzione più comune in quella tornata elettorale, rappresentando la scelta di solo il 40% del corpo elettorale.

In questo senso la sfida è lanciata per tutti e in particolare per la sinistra .

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