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NELLA MENTE DI CHI LE MENTI LE MANIPOLA: CHI SONO I MANIPOLATORI E COME SI RICONOSCONO- PARTE 1°

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Redazione- Sia la mia vita personale sia quella professionale mi hanno offerto svariati esempi di “amori sbagliati”. Sbagliati per tante ragioni, ma molto spesso riconducibili alla prepotenza e all’egoismo di almeno uno dei due componenti la coppia. Diretta conseguenza di prepotenza ed egoismo è appunto la personalità manipolatrice, ovvero − come è intuibile − la volontà di una persona di modificare l’altra a proprio piacimento al fine di ottenere dei vantaggi personali. Ma che tipo di persona è un manipolatore? In questo articolo, suddiviso in due parti o puntate (una pubblicata ora, una tra qualche giorno), vedremo due esempi esemplari di persone manipolatrici, nonchè, cosa molto importante, quali possono essere i mezzi a disposizione al fine di poter individuare un individuo manipolatore e dunque estrometterlo dalla propria vita. Tali esempi sono il frutto del mio utilizzo di Tinder, così come di altri siti ed app di incontri online, che al giorno d’oggi − in equilibrio instabile tra lockdown e normalità − si rivelano essere molto utili al fine di conoscere altri single, supplendo così all’odierna mancanza di contesti di socializzazione quali serate, feste, festival, tavolate nei ristoranti, consumazioni in piedi al bar…che via via stanno scomparendo in nome del distanziamento sociale. In tal modo, fortunatamente, la rete ci dà la possibilità di essere connessi − non soltanto a internet, ma anche ad altri esseri umani − ponendo così rimedio al distanziamento sociale e alla conseguente alienazione dei rapporti umani che si sta creando nella società di oggi. Chi volesse approfondire tali utilissime potenzialità della rete può anche leggere il mio libro “#Seducisocial – la guidacompleta a siti e app di incontri”. Dunque, come prima accennato, ho conosciuto queste due donne su Tinder, ove detengo un profilo completo, in cui specifico di essere interessato a conoscere una donna seria, intelligente, con dei valori e di cui potermi innamorare e costruire così qualcosa di serio. Ho conosciuto così molte donne, ma in particolar modo, purtoppo, anche due che si sono rivelate essere delle manipolatrici, entrambe conosciute tra giugno e luglio di quest’anno. La seguente storia si riferisce alla prima delle due.

 

 

 ANGELA

 

30 anni, carnagione chiara, capelli biondi, occhi azzurri e occhiali da intellettuale. Di mestiere mi dice di fare l’aiuto commercialista in uno studio contabile. Dopo esserci conosciuti su Tinder, decidiamo di scambiarci i contatti social e di chattare un po’ su Whatsapp al fine di conoscerci meglio. Lei mi fa sempre molti complimenti e mi confida anche il fatto di non essere mai stata fidanzata, bensì di aver avuto solo delle frequentazioni più o meno lunghe con altri uomini, in quanto si ritiene molto esigente e desidera trovare “un vero uomo, il mio principe azzurro che mi faccia battere il cuore e sorridere ogni giorno di più”, il tutto condito dalle solite emoji di circostanza. Un giorno le propongo di uscire e passare una serata fuori in un ristorante, invito che lei accetta di buon grado, ringraziandomi pure per il pensiero. Una volta arrivata risulta sempre essere molto gentile e cordiale, mettendo anche in chiaro il fatto che la cena se la vuole pagare da sè in quanto a suo dire non è in cerca di un uomo il quale la mantenga, bensì che si preoccupi di lei e che le stia accanto. Dopo aver conversato del più e del meno, decidiamo di farci una passeggiata, al che lei inizia a farmi domande sempre più invadenti su di me, chiedendomi anche cose piuttosto fuori luogo in occasione di un primo appuntamento; dopo qualche altro metro di passeggiata mi chiede di fermarci su una panchina, e lì continua la sua conversazione iniziandomi a raccontare quella che sembra essere una vera e propria soap opera, ovvero la storia strappalacrime della sua vita: la sorella morta di leucemia, il padre malato, i conflitti in famiglia, la sua vocazione da crocerossina, il fatto che essendo una ragazza diversa dalle altre e di sani principi non è potuta mai andare d’accordo con gli uomini dei nostri tempi, che al contrario cercano quelle più facili e con la testa per aria, il suo percorso terapeutico con uno psicologo che in passato l’aveva aiutata…. A quel punto non posso non pensare che Angela potrebbe aver cercato una frequentazione con me di modo che io la aiutassi, professionalmente, a risolvere i suoi problemi e a farla vivere meglio; di conseguenza metto le mani avanti facendole presente che per me non è possibile − per ragioni di etica professionale − occuparmi professionalmente di una donna con cui mi sto frequentando. Lei però mi risponde dicendomi che in realtà vuole solo essere compresa e…amata. E così scatta anche il bacio tra di noi. In ogni caso, questa ragazza ancora non mi convince: sarà vera questa storia della sua vita? E perchè me la racconta? Vorrà dei soldi? Forse questo no, poichè non me li ha mai chiesti e anzi ha anche voluto mettere in chiaro che lei lavora e vuole pagare per sè, tant’è che effettivamente la cena se l’è pagata per conto suo. Però una cosa proprio la vuole: mi comunica infatti che è da tanto che non ha rapporti con un uomo − complice anche il lockdown − e perciò vorrebbe tanto averli con uno come me, che si è rivelato in grado di capirla, ascoltarla, farle passare una serata spensierata come non accadeva da tempo, eccetera. Mi dice che quindi vuole andare nella mia auto e farlo lì. E la serata si conclude proprio in questo modo, poichè a una certa ora (l’una passata) mi comunica che è tardi e dunque poco dopo averlo fatto vuole tornare a casa. Ma non erano gli uomini quelli che dopo averlo fatto non hanno voglia di stare insieme, di parlare, fare le coccole e dunque se ne vanno lasciando lei in solitudine? In ogni caso nei seguenti giorni continuiamo a chattare del più e del meno, fino a che lei non mi comunica che ha bisogno di parlarmi. Mi fissa dunque un appuntamento telefonico, alle 7 di sera in punto, dicendomi dunque tutta una serie di cose che mi fanno capire che Angela non è tanto un angelo come poteva sembrare. Innanzitutto comincia con il dire che per lei va bene fare una storia con me e dunque che vorrebbe continuare ciò che avevamo iniziato, ma dopo questa breve premessa inizia un discorso degno di una tragedia di Euripide. In sintesi, mi comunica di sentirsi frustrata, stressata e inerme rispetto alla sua situazione familiare: in particolar modo dice che non va d’accordo con la madre, costantemente depressa, che il padre è come una palla al piede, poichè nonostante sia vecchio e malato lei non riesce più a fargli da crocerossina; tra l’altro lui è spesso di cattivo umore e se la prende anche con lei e sua madre, lasciando presagire che ci sia una violenza non solo psicologica. Insomma, tutti giri di parole che si concludono con l’ammissione di volersene andare di casa − cosa che però non le è possibile fare da sola in quanto non guadagnerebbe abbastanza per poter pagare l’affitto e le utenze − e dunque con la richiesta di…andare a convivere. Io le rispondo che ovviamente pure a me farebbe piacere una convivenza, tant’è che come anche ho fatto presente sin dall’inizio, sono deciso ad avere una relazione stabile. Il problema, però, è che a quel punto lei inizia a parlare come se la convivenza dovesse verificarsi a breve, molto a breve, nonostante fossimo usciti insieme una volta soltanto. Ai miei dubbi riguardo al fatto che la cosa possa funzionare, e alla mia successiva richiesta di continuare a frequentarci senza prima convivere al fine di conoscerci meglio, come d’altronde farebbe qualsiasi persona normale, mi risponde come un fiume in piena, dicendomi tutta una serie di cose più o meno assurde, più o meno minacciose, più o meno deliranti. Tanto per citarne alcune, mi dice che lei è una bellissima ragazza e qualunque uomo risponderebbe di sì a una richiesta di convivenza da parte sua, che io non posso essere un bravo psicologo perchè non mi rendo conto di quanto lei possa soffrire in quel suo stato, che qualora dovesse decidere di fare qualche gesto inconsulto, io ce l’avrò sempre sulla coscienza, che lei poteva pure farsi venire a prendere sotto casa da me, farsi pagare le cene, farsi fare dei regali da parte mia, ma ha deciso di non farlo per non pesare su di me, ed ecco come io la ripago per questa sua disponibilità nei miei confronti…arriva anche a dire che un’altra ragazza si sarebbe fatta pure pagare per avere un rapporto con lei, mentre lei non l’ha fatto, e che comunque avrebbe potuto senza ombra di dubbio ricattarmi (dicendomi cose del tipo “se non mi paghi, dico che sono stata violentata” e così via) mentre lei ancora non l’ha fatto. A quel punto cerco quanto meno di farla ragionare e farle capire cosa voglia dire la convivenza, cosa che d’altra parte lei non dovrebbe nemmeno conoscere in prima persona se è vero che non è mai stata fidanzata: le dico che anche se dovessimo andare a convivere, è però prima indispensabile che si conoscano le rispettive famiglie, soprattutto io la sua, dato che mi pare sia ovvio che dei genitori vogliano sapere con chi va a convivere la loro unica figlia. Lei però mi risponde con un secco e gelido “No!”, dicendomi che ciò avrebbe soltanto complicato le cose, che tanto ai suoi non va mai bene nessuno, eccetera, eccetera. Non mi rimane altro da fare che dirle, in tono gentile ma deciso, che “al momento non me la sento di andare a convivere, ma se volessimo…” e poi non le ho più potuto dire nulla poichè già aveva riattacato. Allibito, dopo un po’ che riaccendo la connessione del telefono scopro che mi ha bloccato su Whatsapp e anche su Facebook e Instagram. Ma alla fine meglio così. Ancora non potevo immaginare che qualche settimana dopo mi sarebbe potuta capitare una storia simile a questa, ma molto, molto più pazzesca. La leggerete nella seconda parte dell’articolo.

Ora, cosa si può imparare da tale lezione? In altre parole, qual’è il morale della favola? Questa storia insegna moltissime cose sulle persone manipolatrici e il loro modo di fare, di seguito riassunte in 7 punti:

 

1) Cercano l’accettazione degli altri in tutti i modi e quanto prima possibile. Essere accettati dagli altri è sicuramente una bella cosa, ma si deve pur sempre considerare che il mondo è bello perchè è vario e dunque ogni persona ha diritto di essere se stessa, senza dover per forza piacere agli altri, a tutti gli altri, e senza dunque avere la necessità di farsi accettare dal prossimo a tutti i costi. Una persona manipolatrice cerca proprio di farsi amico il prossimo al fine di poterlo manipolare meglio. In questa storia si può constatare come Angela mi facesse tanti complimenti sospetti già dall’inizio, senza avermi prima conosciuto abbastanza, proprio al fine di ottenere la mia benevolenza nei suoi confronti.

2) Fanno favori a prima vista disinteressati, ma che poi risultano essere interessati. Alle parole seguono i fatti: dopo i complimenti ci sono le condotte finalizzate a farsi accettare e ben volere. Tali condotte sembrano dapprima disinteressate, ma poi si scopre che sono interessate, e dunque si pagano a un prezzo molto salato. Da notare, infatti, come lei dapprima si paghi da sè la cena e voglia anche avere un rapporto, per poi − a tempo debito − far pesare queste cose e utilizzarle come argomenti per poter essere assecondata. D’altra parte un manipolatore sa benissimo che qualora si faccia un favore a una persona, quest’ultima possa poi essere più incline ad accettare le sue pretese.

3) Agiscono secondo un copione. Una persona manipolatrice è tendenzialmente falsa, dunque non avrebbe problemi ad agire secondo un copione, come ad esempio può essere porsi in modo gentile, fare complimenti ad effetto, recitare la parte della povera ragazza sfortunata che non ha ancora trovato il suo principe azzurro e così via. Ciò accade anche a causa del fatto che, fortunatamente, non tutte le persone si fanno manipolare, dunque un manipolatore può avere un’esperienza anche molto lunga di tentativi di plagio e manipolazione con altre persone, ragion per cui a quel punto il suo modo di fare diventa per l’appunto un vero e propio copione da ripetere qualora si presenti una nuova vittima.

4) Sono bugiarde o comunque poco oggettive. Abbiamo visto che per una persona manipolatrice è fondamentale farsi ben volere dagli altri e dare un’immagine il più possibile positiva di sè. Di conseguenza, per poter ottenere ciò, è necessario mentire. Magari Angela, se mi avesse detto di aver avuto tanti uomini prima di me − cosa che non posso sapere, ma comunque mi pare molto strano che una ragazza di 30 anni, attraente, con un lavoro e nessun problema di salute palese (se non magari di tipo mentale) non abbia mai avuto una storia sentimentale − avrebbe poi temuto che la potessi giudicare male. Allo stesso modo, tante altre cose su di sè mi sono sembrate potenzialmente inventate.

5) Non si fanno scrupoli se vogliono ottenere ciò che vogliono. Essere individui manipolatori richiede un importante sforzo cognitivo: in altre parole, non è facile riuscire ad esserlo, ed ecco perchè la maggior parte dei manipolatori sono persone con sufficiente volontà e decisione. E proprio perchè fare i manipolatori richiede impegno, allora hanno intenzione di andare fino in fondo a tal cosa. Vogliono, insomma, ottenere ciò per cui si sono dati da fare. Stando così le cose, non stupisce tanto il fatto che possano arrivare fino a minacciare la vittima o a stalkerizzarla: ne sono un esempio le velate − ma nemmeno tanto − minacce di Angela che mi fece al telefono, tra cui la possibilità che si suicidasse, che avrebbe potuto pure denunziarmi per violenza sessuale, eccetera.

6) Parlano tanto e non condividono il punto di vista altrui. Manipolare una persona vuol dire agire sulla sua mente, di conseguenza la via maestra per poter influenzare l’altro è di certo quella di parlarle. Angela è infatti una gran chiacchierona, a cui però va di parlare solo di ciò che le interessa, ignorando qualsiasi cosa non sia di suo gradimento. D’altra parte, se l’obiettivo di un manipolatore è quello di far cambiare idee a un’altra persona, di influenzarla, perchè mai dovrebbe accettare il punto di vista dell’altro?

7) Fanno nascere tanti interrogativi nei loro confronti. Infine una buona notizia: se una persona manipolatrice non è facile da riconoscere, è però probabile che faccia nascere degli interrogativi su di sè, poichè questo tipo di individui quasi sempre esula dalla media della normalità delle altre persone di una data società. In altre parole, se è difficile capire se una persona è manipolatrice o meno, non è però allo stesso modo difficile capire che il suo comportamento, quanto meno, risulti essere particolare. Ad esempio, è certamente una particolarità che una bella ragazza single si dimostri così disponibile, non faccia per nulla la stronza e voglia addirittura pagarsi da sè la cena e avere un rapporto senza pretendere nulla in cambio. Ovviamente non tutti i comportamenti “strani” sono da considerare dei campanelli d’allarme, ma non bisogna neanche peccare di eccessivo ottimismo, pensando da subito di aver trovato la propria anima gemella qualora tutto proceda come noi vogliamo.

 

In conclusione, non so e non saprò mai se quello che mi ha detto questa ragazza sia vero o meno, se veramente avesse tale necessità di fuggire dalla sua famiglia disfunzionale per andare tra le braccia di una persona che volesse amare, oppure se tutta questa storia fosse solo una invenzione, una messa in scena per coprire qualcosa di più prosaico: ad esempio il cercare di fuggire da un ex violento, oppure il dovermi utilizzare in qualche altro modo. Se persone di tal genere fanno nascere nella nostra mente tanti interrogativi, non è però il caso di perdere tempo a cercare delle eventuali risposte. Se infatti si dovesse cercare di trovare una risposta a tutti i dubbi che possiamo avere nei riguardi di una data persona, non faremmo altro che assegnarle importanza e, di conseguenza, anche un certo interesse. Bisogna imparare che l’incertezza va accettata. Perchè la vita stessa è incertezza e la verità non è sempre ciò che sembra.

DOTT. EUGENIO FLAJANI GALLI – PSICOLOGO, PSICOSESSUOLOGO, SCRITTORE E POETA.
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