” NEL BRACCIO DELLA MORTE ” DI VALTER MARCONE
Redazione- Scrive l’Ansa il 3 ottobre 2026 :”Orrore in America, ancora una volta per mano del boia di Stato. In Tennessee Christa Pike, una donna di 50 anni condannata a morte quando era diciottenne per l’assassinio di una coetanea e per 30 anni detenuta nel braccio della morte, é sopravvissuta a due iniezioni letali a base di pentobarbital” Ora è in gravi condizoni attaccata ad un respiratore e il suo avvocato denuncia la tortura.
L’angoscia dell’attesa .E’ stata condannata nel 1996. Un’attesa di trenta anni. Come si fa a capire di che cosa è stata riempita l’angoscia di questi trenta anni. Non lo so. Eppure è necessario per capire la pena di morte. Ovvero come il diritto dello Stato a punire in questo caso sia una barbarie inutile che sfiora la tortura e non rende giustizia alla speranza di un ravvedimento , di un cambiamento che è in sostanza e in definitivamente esplicitamente di natura umana. E’ la natura umana che è capace di adattarsi ma è anche capace di cambiare, come dimostra in generale la storia dell’evoluzione umana. Una morte annunciata e sfiorata,Christa Pike è ora ricoverata in ospedale; le esecuzioni sono sospese in attesa dei risultato dell’indagine di una commissione indipendente. Una mancata esecuzione che dimostra come la “ morte di Stato” , non è senza sofferenza.
A luglio 2020 fu proprio l’Amministrazione Trump a far ripartire le esecuzioni federali dopo diciassette anni di stop: nei sei mesi successivi furono messe a morte 13 persone, fino agli ultimi giorni prima dell’insediamento di Joe Biden. Ora Donald Trump vorrebbe una legge nazionale per la condanna a morte dei grandi trafficanti di droga come avviene nei paesi asiatici.
L’esecuzione dunque delle condanne a morte, si concentrarsi negli Stati Uniti in alcuni Stati mentre nel mondo diminuiscono. Una pena di morte che resiste in 54 paesi del mondo sebbene in molti siano sospese le esecuzioni . La Cina è considerata il paese con il più alto numero di esecuzioni (migliaia all’anno, sebbene i dati ufficiali siano coperti dal segreto di Stato), seguita da nazioni come Iran, Arabia Saudita, Yemen e gli Stati Uniti .
L’Onu — attraverso la Terza Commissione per i diritti umani e i rapporti del Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie — ribadisce con forza che la pena capitale viola i principi fondamentali della Dichiarazione universale dei diritti umani e del Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Oltre 110 Stati nel mondo hanno abolito totalmente la pena di morte per tutti i reati.
Dopo aver raccontato come Christa Pike sia sopravvissuta ,ai concitati momenti della somministrazione del pentobarbital ,la reazione del corpo della Pike e quindi della reazione al medicinale il comunicato Ansa continua :”Lo shock non ha però dissuaso i sostenitori della pena di morte: John Yoo, l’ex collaboratore del giudice della Corte suprema Clarence Thomas, ha chiesto sulla Fox che Pike finisca di fronte a un plotone di esecuzione visto il flop del pentobarbital. Il potente anestetico usato per le esecuzioni (ma soprattutto in veterinaria per l’eutanasia di animali) è da anni al centro di polemiche. “(…) Il Tennessee lo usa come farmaco unico dopo che il tradizionale cocktail a tre (sodio tiopentale, pentobarbital e bromuro di pancuronio) é diventato difficile da ottenere per le restrizioni imposte all’import da Ue e Regno Unito che boicottano le esecuzioni capitali. E anche l’efficacia e la capacità del barbiturico di garantire una morte senza dolore sono da tempo oggetto di contestazioni.”
Nelle esecuzioni in America viene ora usato il pentobarbital, prodotto dalla casa farmaceutica danese Lundbeck, che ha una composizione diversa dal tiopentale sodico ,noto con il nome di Penthotal . (1) Questo farmaco era prodotto per il mercato globale nello stabilimento di Liscate (Milano) della multinazionale farmaceutica statunitense Hospir che per problemi di produzione negli Stati Uniti aveva deciso di delocalizzare la produzione trasferendola in Italia , in un suo stabilimento a Liscate. Il governo italiano e l’Unione europea per motivi etici hanno ingiunto alla casa farmaceutica di non esportare il farmaco in America perchè sarebbe finito nei penitenziari americani per eseguire le condanne a morte. A questo diniego è seguita la decisione della Hospir di non produrre più quel farmaco.Questa decisione (unita ai successivi regolamenti restrittivi dell’Unione Europea sull’esportazione di sostanze letali) ha creato una storica e gravissima carenza di farmaci per le iniezioni letali negli Stati Uniti, costringendo molti stati americani a modificare i propri protocolli o a cercare alternative (tra cui, appunto, il pentobarbital che non è testato sul corpo umano ma normalmente viene usato in veterinaria per sopprimere gli animali.
Insomma un modo barbaro di procurare la morte che in altri contesti arriva in modo soft come nel caso dell’eutanasia o in modo altrettanto barbaro ma soprattutto raffinato dove negli scenari di guerra la scelta della vittima viene affidata ad un algoristmo e quindi al nascente competitor dell’uomo , la cosiddetta intelligenza artificiale non generativa ma “generale”. Che hanno una diffrenza sostanziale . L’intelligenza artificiale generativa ci aiuta a fare ricerche e lavori che richiederebbero anni di applicazioni e che fa in poche ore ( vedi ricerca sulle proteine)o in medicina con diagnosi , come nel caso diella mammografia precoci e quindi salvavita. L’intelligenza artificiale “ generale” invece è una intelligenza che fa tutta da sola, organizza e decide . Senza alcun apporto umano . Si veda per tutte il docufilm Naza in cui un algoritmo decide,da solo indipendentemente dall’uomo , in base ad intercettazioni ambientali, per esempio il controllo di un telefono nel quale si sente la voce di una bambina che dice alla mamma c che il papà è tornato a casa , di lanciare un missile su quella casa per eliminare un presunto affiliato di Hamas.Ovvero l’IGA ,quella generale decide sui danni collaterali in una guerra , anche su larga scala come viene documentato da Naza un docufilm realizzato su una precedente inchiesta del Guardian. Una inchiesta che racconta i “ danni collaterali “ appunto sulla popolazione ovvero una pianificazione scientifica e tecnologica dello sterminio della popolazione palestinese a Gaza.
Christa Pike diciannovenne insieme al suo ragazzo Tadaryl Shipp diciassettenne aveva ucciso una sua coetanea Colleen Slemmer . Le aveva spaccato il cranio con un pezzo di asfalto e si era portato a casa un brandello del corpo per ricordo mentre il suo ragazzo incideva sul petto della vittima una stella a cinque punte. Un omicidio letto in chiave satanica senza attenuanti ovvero senza tener conto delle ripetute violenze e gli stupri subite fin da piccolissima. Da Christa Pike che ne avevano determinato il carattere e quindi la ferocia del gesto. Il ragazzo era stato condannato all’ergasolo, lei alla pena di morte . Violenze e stupri successivamente furono riconsiderate in extremis ,ma in modo contraddittorio :mentre la corte federale sospendeva l’esecuzione la Corte Suprema dava il via all’esecuzione.
Dopo il tentativo di esecuzione per ben due volte della condanna nel braccio della morte il governatore del Tennessee Bill Lee ha deciso di avviare un’indagine indipendente per stabilire cosa sia realmente accaduto nella camera della morte e la sospensione di tutte le altre esecuzioni previste quest’anno in Tennessee.
Per Mario Marazziti, della Comunità di Sant’Egidio, come riporta Vatican New quanto accaduto mostra “la bancarotta del senso di umanità minimo che deve accompagnare il comportamento di qualunque Stato” e, soprattutto, “il fallimento dell’illusione della cosiddetta pena capitale indolore”
David Garland nel suo studio sulla pena di morte dal titolo :”La pena di morte in America. Un’anomalia nell’era dell’abolizionismo “Il Saggiatore, 2013. racconta l’evoluzione della pena di morte negli Stati Uniti che nasce dentro l’impianto originario della Repubblica: il sistema penale americano la considera legittima e normale. Le tappe fondamentali della pena capitale negli USA partono dalle radici costituzionali . Con qualche accenno a Beccaria perchè i padri fondatori conoscono il diritto europeo . Un paradosso naturalmente.
Sul risvolto di copertina si legge : “ Per quanto dall’Europa ci appaia disumana e inefficace, espressione di una cultura puritana e punitiva, negli Stati Uniti la pena di morte non è un barbaro retaggio del passato. In questo studio, David Garland dimostra che, dove è rimasta in vigore, la pena capitale ha saputo trasformarsi seguendo i grandi cambiamenti culturali e politici della società americana. Nel tempo, si è passati dal pubblico rituale del linciaggio alla procedura asettica e discreta dell’iniezione letale, e dalle torture sul patibolo a una rigida codificazione giuridica, mentre le urla della folla inferocita nelle piazze hanno lasciato spazio agli appelli delle associazioni per i diritti delle vittime. Le corti federali hanno dunque razionalizzato e “civilizzato” la pena di morte, che però continua ad accompagnarsi a discriminazioni, ritardi e incertezze nelle esecuzioni, oltre che a interminabili dibattiti e agguerrite campagne popolari. Il libro ripercorre le continuità e le discontinuità storiche di un istituto che rappresenta un unicum nei sistemi penali occidentali, mettendone in luce le implicazioni di tipo culturale, emotivo e simbolico: la radicatissima tradizione americana di federalismo e democrazia locale – ma in molti stati anche di violenza e razzismo -, la mitizzazione della volontà popolare, il fascino paradossale delle esecuzioni, che esorcizzano la repulsione e l’ansia della morte illudendo i cittadini di poterla controllare. “
L’Italia rilancia all’ONU la battaglia per la moratoria universale della pena di morte, mentre negli Stati Uniti il caso di Christa Pike, sopravvissuta il 30 settembre a un’esecuzione con iniezione letale in Tennessee, ha riacceso il dibattito sui metodi utilizzati per applicare la pena capitale. “La pena di morte, in quanto trattamento crudele, inumano e degradante, è incompatibile con il diritto alla vita e con la dignità umana”, ha affermato il numero due della missione italiana, Ambasciatore Gianluca Greco , intervenendo alle Nazioni Unite nel dibattito della Terza Commissione, quella che si occupa dei diritti umani. La pena capitale, ha aggiunto l’Italia, “non contribuisce a una maggiore sicurezza né alla prevenzione del crimine”, mentre il suo carattere irreversibile non lascia possibilità di rimedio in caso di errore giudiziario.
“L’Italia ha ricordato di essere da tempo in prima linea per una moratoria universale: nel 2024, anche grazie al suo ruolo di co-facilitatore, la relativa risoluzione dell’Assemblea Generale ha ottenuto per la prima volta il sostegno di oltre due terzi degli Stati membri, con 130 voti a favore. Stavolta la risoluzione sarà presentata a nome della Task Force interregionale; a maggio i suoi 41 membri hanno già rivolto un appello agli Stati ONU perché sostengano la nuova presa di posizione dell’Assemblea Generale. L’impegno contro la pena capitale è anche tra le priorità indicate da Roma per il nuovo mandato italiano nel Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU per il triennio 2026-2028. “ (2)
La prima esecuzione di una condanna a morte negli Stati Uniti d’America fu quella di Caryl Chessman che richiamò l’attenzione di milioni di persone nel lontano 1960. Condannato nel 1948 in California per rapina, sequestro di persona e abusi sessuali, Chessman passò ben 12 anni nel braccio della morte del Penitenziario di San Quintino .Durante la detenzione, Chessman studiò legge, si difese da solo e scrisse quattro libri autobiografici (tra cui il bestseller “Cella 2455, braccio della morte”). I suoi scritti tradotti in tutto il mondo fecero conoscere la sua storia a milioni di persone, portando alla nascita di comitati, manifestazioni di piazza e appelli di intellettuali, celebrità e leader religiosi (tra cui il Papa) che chiedevano la sospensione della condanna. Durante la detenzione, Chessman studiò legge, si difese da solo e scrisse quattro libri autobiografici (tra cui il bestseller “Cella 2455, braccio della morte”). I suoi scritti tradotti in tutto il mondo fecero conoscere la sua storia a milioni di persone, portando alla nascita di comitati, manifestazioni di piazza e appelli di intellettuali, celebrità e leader religiosi (tra cui il Papa) che chiedevano la sospensione della condanna . Da allora le manifestazioni per una mrtatorio si sono susseguite a ritmo incessante
Anche nel caso di Christa Pike c’è stata una dichirazione contro la pena di morte da parte di Papa Leone XIV . La Santa Sede, per volere di Papa Leone XIV , si è mossa ufficialmente prima del previsto giorno dell’esecuzione. Il Pontefice ha espresso la sua ferma condanna verso la pena capitale, ribadendo che sostenere la pena di morte è “incompatibile con una vera posizione pro-life”. Inoltre, in alcuni messaggi e interviste dei mesi precedenti,Leone XIV ha aspramente criticato la destra repubblicana americana sul tema, evidenziando la contraddizione di chi si professa contrario all’aborto ma favorevole alla pena di Stato. Nonostante l’appello del Papa e la mobilitazione dei vescovi del Tennessee, le autorità statunitensi hanno ignorato la richiesta e non hanno fornito risposta.Le parole del Papa – che ha definito la pena di morte intrinsecamente “incompatibile con una vera posizione pro-life” – hanno fatto breccia soprattutto nelle coalizioni di attivisti religiosi locali, i quali stanno facendo forte pressione sui legislatori repubblicani cattolici e cristiani. I leader religiosi del Tennessee chiedono che la coerenza della destra sul tema dell’aborto venga applicata anche alla difesa della vita dei condannati. Alcuni legislatori hanno formalmente richiesto al Governatore Bill Lee di convocare una sessione parlamentare speciale. L’obiettivo di questa iniziativa legislativa non è abolire la pena di morte, bensì rivedere da zero i protocolli dell’iniezione letale, giudicati ormai inefficienti .Anziché arretrare di fronte alla condanna del Papa e al fallimento del boia, l’ala più dura dei Repubblicani ha risposto proponendo leggi per diversificare i metodi di esecuzione .Il presidente della Camera del Tennessee (House Speaker), il repubblicano Cameron Sexton, ha pubblicamente proposto di esplorare opzioni alternative come il ripristino della fucilazione.]La senatrice repubblicana Marsha Blackburn ha dichiarato che Christa Pike avrebbe dovuto essere giustiziata molto tempo fa e ha spinto per un ritorno all’uso sistematico della sedia elettrica per accelerare i tempi della giustizia.
Come quella di Caryl Chessman è la storia di i Briley Piper, l’unico detenuto attualmente rinchiuso nel braccio della morte del South Dakota
Condannato per un omicidio commesso nel 2000, Piper si trova in isolamento e in attesa dell’esecuzione da oltre vent’anni, periodo durante il quale ha intrapreso un profondo percorso di riabilitazione e cambiamento. In questo tempo inoltre ha ripreso gli studi, si è laureato, si è sposato per procura e lavoro . Dopo una crisi spirituale si è convertito al cattolicesimo ed è ora seguito da religiosi e fedeli cattolici . Aiuta i suoi compagni di detenzione . Sono state presentate ricorsi per chiedere la commutazione della pena di morte in ergastolo proprio per il suo totale ravvedimento.
In questi decenni la richiesta di abolizione della pena di morte o come minimo una moratoria ha promosso manifestazioni sempre crescenti. In tutto il mondo . Di questo tema si è occupata la letteratura e il cinema a cominciare dal best seller di Caryl Chessman “Cella 2455, braccio della morte”, senza contare la fondamentale opera di Cesare Beccaria “ Dei delitti e delle pene” (1764): il testo cardine dell’Illuminismo europeo che confuta la legittimità della pena capitale, dimostrando che essa non è né utile né necessaria per la difesa dello Stato . Ricordo anche uno studio di Salvatore Cicenia “ La pena di morte nella letteratura” (Mimesis), un saggio che analizza come l’abolizione sia stata prima sentita e immaginata nel campo artistico-letterario e solo dopo tradotta in norma giuridica. Con un interessante romanzo di Victor Hugo” L’ultimo giorno di un condannato a morte (1829), che come dice il titolo racconta dal punto di vista psicologico la vita di un uomo in attesa dell’esecuzione. Antonio Salvati “La penna e la forca. Scrittori e pena di morte, suggestioni letterarie per il rifiuto della pena capitale” (Intrecci Edizioni, 2020), antologia di 46 autori abolizionisti. “Occhio per occhio”. La pena di morte in 4 storie di Sandro Veronesi.”La ghigliottina” di Albert Camus. “La pena di morte. Le contraddizioni del sistema penale americano” di Franklin E. Zimring
E per i film Il miglio verde (1999, tratto dal romanzo di Stephen King, con Tom Hanks. È invece ambientato nel braccio della morte di un carcere americano Sacco e Vanzetti (1971) regia Giuliano Montaldo, con due attori eccezionali come Riccardo Cucciola e Gian Maria Volonté nei panni dei protagonisti. E film come The life of David Gale del 2003 che parla di una reporter inviata ad intervistare un condannato a morte fino ad un epilogo tragico che dimostra come siano possibili errori giudiaziari . E infine in questa rassegna che potrebbe essere ben più lunga il classico Truman Capote A sangue freddo del 2005.
Il 10 ottobre è la Giornata europea contro la pena di morte. È stata istituita nel 2003 dalla World Coalition Against ( WCADP) per promuovere l’abolizione definitiva della pena capitale in tutto il mondo. Dal 26 settembre 2007, il Consiglio d’Europa l’ha ufficialmente riconosciuta anche come Giornata europea contro la pena di morte. Certo un auspicio perchè la punizione con la morte da parte dello Stato, un “ occhio per occhio , dente per dente” è operante ancora in cinquantaquattro paesi nel mondo. Un modo di fare giustizia atavico ma che resiste come molte altre atrocità e finchè l’uomo non sarà capace di cancellarle tutte possiamo dire che, esse tutte, rimangono come un oltraggio, una ferita sanguinante proprio al concetto di “ umanità” portatrice di valori morali, ,filosofici ed etici .
(1)Il tiopentale sodico (o sodio Pentothal) è un potente barbiturico ad azione ultrarapida. Dal punto di vista chimico, si tratta del sale di sodio dell’acido 5-etil-5-(1-metilbutil)-2-tiobarbiturico.
In medicina è stato utilizzato per decenni come anestetico generale per indurre l’ipnosi prima degli interventi chirurgici o per indurre il coma farmacologico. Per molto tempo è stato anche il primo componente del protocollo a tre farmaci usato negli Stati Uniti per le esecuzioni tramite iniezione letale (con lo scopo di rendere il condannato incosciente prima dell’iniezione dei successivi farmaci paralizzanti e letali)
(2)https://onuitalia.com/2026/10/05/pena-di-morte-italia-allonu-ribadisce-limpegno-per/
