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“ITINERARI TRA PIETRE E RICORDI : L’AQUILA DA RISCOPRIRE ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Ritornano le passeggiate evento organizzate dal CESTAQ-ETS – Centro Studi delle Tradizioni della Provincia dell’Aquila, per riscoprire, attraverso l’arte e l’architettura i valori identitari di una città che ha saputo ricostruirsi ogni volta, figlia del proprio tempo. Grazie alla sapiente guida della dott.ssa Carla Canali racconteremo il pensiero, la spiritualità, le conoscenze, le tendenze attraverso l’arte e l’architettura dei diversi periodi storici, attraverso le pietre, gli affreschi, le stratificazioni costruttive che caratterizzano il cuore antico della città dell’Aquila.

Queste alcune visite che hanno la durata di circa 90 minuti:

20/08/2025
Palazzo Margherita:
Partenza: Piazza Palazzo, ore 17:00

12/09/2025
Palazzo Carli Benedetti :
Partenza: Via Accursio, ore 17:00

26/09/2025
Borgo Rivera e la Fontana delle 99 Cannelle:
Partenza: Via Tancredi da Pentima, ore 17:00
Basilica di Santa Maria di Collemaggio: Partenza: Piazzale di Collemaggio, ore 17:00

Il Centro Studi delle Tradizioni della Provincia dell’Aquila, è un’associazione che non ha scopo di lucro e si prefigge di promuovere lo studio e la valorizzazione di un patrimonio culturale definito minore, ma che in realtà è la base su cui si fondano tutte le società. I grandi cambiamenti tecnologici, economici e sociali dell’ultimo secolo hanno reso molto fragile l’identità culturale, pertanto la riscoperta e la valorizzazione delle radici rappresentano un indispensabile sostegno per la costruzione del futuro.

Perdere le proprie radici equivale a perdere se stessi; a nostro avviso una società può andare lontano soltanto se ha ben presente la propria storia e la propria identità.

La Costituzione Italiana sancisce questi principi all’art. 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.” “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione.

L’UNESCO stabilisce che il patrimonio culturale di un popolo non è solo rappresentato dai monumenti, dalle collezioni (patrimonio materiale), ma anche dalle tradizioni, dalle feste, dai riti, dall’artigianato, dallo spettacolo, dalle arti tradizionali e persino dal linguaggio (patrimonio immateriale).
Raccomanda di salvaguardare questi aspetti per favorire il mantenimento della diversità culturale che rischia di scomparire a causa della globalizzazione. Nel 2003 ha adottato la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (ratificata dall’Italia nel 2007) che, attraverso una procedura ben definita preserva, promuove, protegge e valorizza i beni immateriali.

A tale scopo il CESTAQ – ETS: organizza interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e predispone attività editoriali, culturali, artistiche e ricreative di interesse sociale. Promuove iniziative di carattere culturale finalizzate al recupero della memoria e della storia locale come elemento essenziale per la crescita complessiva della comunità e del territorio della Provincia dell’Aquila. Organizza eventi culturali atti a promuovere e diffondere, previo studio dettagliato dei contenuti, la conoscenza delle tradizioni locali, ancora poco valorizzate, per contribuire allo sviluppo sociale, economico e turistico delle comunità dell’Abruzzo Aquilano. Il CESTAQ-ETS Centro Studi per le Tradizioni della Provincia dell’Aquila, attraverso lo studio delle innumerevoli tradizioni che si sono accumulate nel corso dei secoli nella provincia aquilana, intende ricercare singole espressioni culturali del territorio, studiarle, metterle in evidenza e cercare di creare una rete di relazioni tali da promuoverle e valorizzarle.

Poiché ciascuno rappresenta la somma delle storie che si sommano con la Storia il CESTAQ ETS ritiene indispensabile non perdere il patrimonio materiale e immateriale che ha contribuito alla evoluzione di questo territorio e dei suoi abitanti.

Il Cestaq ha già al suo attivo alcuni eventi come la Mostra di tombolo aquilano allestita nei locali di Via Accursio, 8 (AQ). Il 25 e 26/05/2025. da Maria Cristina Bravi e le sue allieve con la realizzazione di un catalogo delle opere esposte , alvune passeggiate tra affreschi e dipinti sacri lungo la via: itinerari nel cuore antico della città. Due appuntamenti: il 27 agosto e il 6 settembre 2024 con la produzione di una brochure illustrativa e la proiezione di alcuni documentario presso la Casa del Volontariato su “ Il tempo nelle mani: I documentari sugli antichi mestieri in Abruzzo. 11, 18, 23/03 e 01/04/2025. a cura di Piercesare Stagni. ,” Una piazza, una chiesa, un palazzo. Incontri tra pietre e ricordi. Visita guidata a San Silvestro.. 09/06/202,. Apertura straordinaria del Museo Contadino di Ferdinando Navarra a Cavallari di Pizzoli. Via Navarra, 22, Cavallari di Pizzoli. 19/07/2025: ;. Presentazione del quaderno del Cestaq “Casa Museo Contadino di Ferdinando Navarra a Cavallari di Pizzoli”;. Presentazione del libro “Il racconto della tessitura della lana a Castel del Monte, capitale della transumanza”. 09/08/2025

Tra i prossimi eventi, come dicevamo le passeggiate di cui la prima di questo nuovo ciclo , per i mesi di agosto e settembre si è svolta nella storia e nelle architetture di Palazzo Margerita il 20 agosto u.s. E poi la presentazione dei quaderni “Il Museo dei carri di Concezio Cacio a Paganica , “Sulle tracce del tombolo” e due incontri sul tema “Il tempo nelle mani: I documentari sugli antichi mestieri in Abruzzo” a cura di Piercesare Stagni

La visita a Palazzo Margherita svoltasi il 20 agosto dopo una presentazione del Presidente del Cestaq Ets Carmela De Felice ha permesso ai partecipanti guidati da Carla Canali di visitare l’aula consiliare di ammirare e comprendere il racconto raffigurato nel grande murale, ultima opera del pittore aquilano Fulvio Muzi, esponente del realismo espressionista italiano. Il murale, inaugurato nel giugno del 1984, in occasione del quarantesimo Anniversario della Liberazione della città dell’Aquila, racconta gli orrori della guerra I visitatori hanno poi attraversato le stanze del palazzo e ammirato i pregi della ricostruzione fino al cortile dove sono ancora visibili le vestigia della “ signora “Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V, governatrice della città, la cui storia è stata ricostruita anche in un saggio “ Margherita d’Austria. Donna saggia e pietosa, duchessa di Firenze, di Parma e Piacenza, governatrice delle Fiandre e dei Paesi d’Abruzzo” di Nariateresa Sivieri edito da Luoghiinteriori . Una donna come dice la descrizione del volume : “Margherita d’Austria non fu solo figlia dell’imperatore Carlo V. Non fu solo duchessa, moglie, madre, governatrice. Fu molto di più che un tassello nelle alleanze dinastiche del Cinquecento: diventò una figura centrale del suo tempo, donna colta e saggia, capace di esercitare il potere con intelligenza e fermezza in un mondo dominato dagli uomini. Margherita visse in equilibrio tra il dovere e il dolore, tra la fedeltà alla famiglia imperiale e la consapevolezza di una libertà mai pienamente raggiunta, tra congiure, lutti, incarichi diplomatici e affetti profondi, come quello spirituale per Ignazio di Loyola e quello terreno per i suoi feudi abruzzesi, dove volle morire. Mariateresa Sivieri ne ricostruisce con finezza e passione la vita intensa attraverso le tempeste del suo tempo, che Margherita seppe affrontare con sguardo lucido e volontà incrollabile. “Alessandro De’ Medici marito di Margherita d’Austria commissionò un “ Libro d’Ore “ per la moglie . Un codice formato 11×19 cm. di 300 pagine con sette miniature a piena pagina (attribuibili a Giovanni e Francesco Boccardi) e numerose iniziali decorate, in foglia d’oro.. Di questo codice ne sono state stampate recentemente 750 copie in edizione anastatica numerate . Nel cofanetto, in pelle, nel doppio scomparto oltre al codice (piatti in velluto verde, chiusure in argento e medaglione centrale) è conservato il commentario con saggi storici e paleografici.

Monica Pelliccione , per i tipi della Daimon Edizioni con una postfazione di Gianfranco Giustizieri ha invece pubblicato il saggio “ Alla corte di Margherita “ . Uno studio “ che si pone come omaggio letterario alla Duchessa D’Austria, a 500 anni dalla sua nascita, e al legame con una città, L’Aquila, che l’ha vista governatrice e promotrice di cultura e sviluppo. Dalla lettera autografa al fantasma di Margherita, fino alla descrizione dei palazzi edificati in suo onore: palazzo Farnese e palazzo Madama, a Roma”

Le passeggiate dunque un altro modo di guardare al museo diffuso che è uno degli obiettivi delle attività del Cestaq Ets . Ovvero la riscoperta e valorizzazione di un tessuto identitatrio di un territorio che nei secoli ha espresso i saperi per la realizzazione di oggetti della cultura materiale , manufatti e arnesi per il lavoro , specialmente quello contadino, i monumenta , le costruzioni che compongono il centro storico della città ma che ancora come agglomerati o singole architetture danno vita ad un paesaggio che mette assieme appunto le opere della natura e quelle dell’uomo.

“Museo diffuso” è una espressione coniata in alternativa alle forme classiche museali alle quali siamo abituati.: una rassegna di oggetti confinati in un unico edificio; una collezione – molti musei sono nati proprio da collezioni ,raccolte di oggetti, opere d’arte, reperti archeologici – che vuole far conoscere, conservare e valorizzare singoli reperti . Museo tradizionale che ha permesso di introdurre il concetto di bene culturale . Oggetto che presenta un interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico o bibliografico, e che è considerato testimonianza avente valore di civiltà .

Tanto che per la salvaguardia e la tutela di tali beni si è arrivati a definirli giuridicamente Infatti la nozione di “bene culturale” è desumibile dall’art. 2, co. 2, e dagli artt. 10 e 11 del Codice dei beni culturali e del paesaggio ( d lgs 42/2004).In base all’art. 2, co. 2, sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli artt. 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.In particolare, l’art. 10 – più volte modificato – individua le categorie di beni culturali, ossia delle cose assoggettate alle disposizioni di tutela contenute nel Titolo I della Parte seconda dello stesso Codice, tra le quali sono ricomprese, in particolare, misure di protezione (artt. 21 e ss., che stabiliscono, tra l’altro, le tipologie di interventi vietati o soggetti ad autorizzazione), misure di conservazione (artt. 29 e ss., che includono anche obblighi conservativi), nonché misure relative alla circolazione dei beni (artt. 53 e ss.), nel cui ambito rientrano anche le quelle concernenti i beni inalienabili. Tra le categorie di cui all’art. 10 rientra, anzitutto, quella dei beni culturali ex lege che, in quanto tali, non necessitano di alcun tipo di accertamento (co. 2). Vi sono, poi, la categoria dei beni culturali appartenenti a soggetti pubblici (o a persone giuridiche private senza fine di lucro) (co. 1 e 4), che divengono tali solo a seguito della verifica dell’interesse culturale di cui all’art. 12, e quella dei beni culturali appartenenti a privati, o a chiunque appartenenti (co. 3 e 4), che diventano tali solo a seguito della dichiarazione di interesse culturale di cui all’art. 13. (1)

Il museo diffuso invece trasforma l’intero territorio in un ambiente espositivo, dove ogni luogo può diventare parte di un percorso narrativo ma si estende su un territorio più ampio, coinvolgendo spazi urbani, paesaggi, siti storici e culturali. In pratica, il museo si articola attraverso percorsi che collegano diversi luoghi, eventi, personaggi e memorie, creando un racconto che si sviluppa sul territorio.Un’esperienza dinamica da parte del visitarore che va oltre i confini tradizionali del museo per immergere il visitatore nel contesto del territorio, con la sua storia, la sua cultura e la sua comunità.

Tra i beni culturali dunque ,in questa particolare iniziativa del Cestaq Ets delle passeggiate attraverso gli edifici di L’Aquila ci sono due beni culturali particolari : uno materiale, le pietre, che compongono le architetture degli edifici del centro storico e l’altro immaterale, la memoria .

Un’attenzione particolare dunque alle architetture della città in un post terremoto dalla cui data 6 aprile 2009 l’avanzata ricostruzione comincia a porre delle distanze perchè guarda all’altrove, guarda alla possibilità di ricostruire la storia ma anche alla possibilità di indagarla in modo diverso da come è stato fatto fino ad oggi come scrive Michel Foucault in “il processo al documento» (1969, traduzione italiana ) «La storia, nella sua forma tradizionale, si dedicava a memorizzare i monumenti del passato, a trasformarli in documenti e a far parlare quelle tracce che, in se stesse, non sono affatto verbali, o dicono tacitamente cose diverse da quelle che dicono esplicitamente; oggi invece, la storia è quella che trasforma i documenti in monumenti, e che, laddove si decifravano delle tracce lasciatedagli uomini e si scopriva in negativo ciò che erano stati, presenta una massa di elementi che bisogna poi isolare, raggruppare, rendere pertinenti, mettere in relazione, costituire in insiemi» ( pp. 13-14)

E a proposito di memoria riferita alla scoperta e riscoperta degli edifici della città con le passeggiate del Cestaq Ets non si può non condividere quanto scrive Jacques LE GOFF, in Documento/Monumento, Enciclopedia Einaudi, Torino 1978, vol. V, pp. 38-43. “La memoria collettiva e la sua forma scientifica, la storia, si applicano a due tipi di materiali: i documenti e i monumenti. Infatti ciò che sopravvive non è il complesso di quello che è esistito nel passato, ma

una scelta attuata sia dalle forze che operano nell’evolversi temporale del mondo e

dell’umanità, sia da coloro che sono delegati allo studio del passato e dei tempi passati,

gli storici. Tali materiali della memoria possono presentarsi sotto due forme principali: i

monumenti, eredità del passato e i documenta scelta dello storico” .

Le Passeggiate del Cestaq Ets sono un contributo alla riscoperta e conservazione della memoria della storia di famiglie e di personaggi che è stata anche celebrata per esempio di recente, domenica 25 maggio 2025 in occasione della XV Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore storiche Italiane (ADSI) quando la città dell’Aquila si è trasformata in un affascinante

museo a cielo aperto, aprendo gratuitamente le porte di alcune delle sue più preziose dimore

storiche. Un’occasione rara per attraversare secoli di cultura, tra antichi palazzi, monasteri

silenziosi e oratori nascosti.

Un intenso programma dunque di lavoro alla ricerca e alla riscoperta di un mondo , quello delle tradizioni del territorio, che rappresenta ancora oggi un valore da salvaguardare soprattutto attraverso uno sforzo di conoscenza. Perchè proprio attraverso la conoscenza è possibile istituire la “ memoria” condivisa che è uno degli obiettivi del Cestaq Ets.

(1)https://www.camera.it/leg17/561?appro=la_nozione_di_bene_culturale

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