Ultime Notizie

È IL TUO CORPO. GUIDA PER LE GIOVANI DONNE A UNA SALUTE SESSUALE CONSAPEVOLE

0

Redazione-  In un Paese in cui l’educazione sessuale non è ancora strutturata nei programmi scolastici” (anzi, al contrario, viene sistematicamente osteggiata) “e continua ad essere considerata un tema divisivo o opzionale, riteniamo fondamentale offrire strumenti concreti, chiari e basati su evidenze scientifiche. La mancanza di un’educazione sistematica alla sessualità lascia spesso le nuove generazioni esposte a fonti inaffidabili, alla disinformazione, alla vergogna e a diverse tipologie di rischio. Parlare di corpo, piacere, consenso, prevenzione e scelta consapevole in modo corretto e inclusivo è un atto di responsabilità sociale.

            Dalla Prefazione all’edizione italiana, a cura di Carla Iuliano e Maria Laura Pisaturo

“Io sono mia”: gridavano le femministe negli anni Settanta inondando le piazze con le loro sacrosante rivendicazioni. Un’affermazione che oggi a molti adulti di buon senso suona quasi tautologica ma che cinquanta anni fa sommava istanze e richieste clamorose e inedite. Cosa ci dicevano le donne di quella generazione a così gran voce? Cosa volevano esattamente? Per cosa lottavano – nella coppia, in famiglia, a scuola, nella società – spesso pagando in prima persona e a caro prezzo il loro desiderio di libertà e di autodeterminazione?

Prima ancora che la conquista dei propri spazi e dell’autonomia nella costruzione del proprio percorso di vita, prima ancora di provare a ribaltare il pregiudizio gerarchico del secondo sesso, le donne hanno avuto bisogno di conoscersi e di comprendersi, di capire chi sono anche a partire da come sono fatte, dalle loro condizioni materiali e biologiche. Di scoprire il proprio corpo, troppo a lungo relegato nel perimetro angusto del dominio maschile e della maternità. A questo servivano in quegli anni i gruppi autorganizzati, i collettivi nelle scuole, il lavoro nei consultori, i libri sulla sessualità, le manifestazioni, le pratiche di liberazione da tutte le forme di misconoscimento e subalternità del femminile.

Tutto questo ha dato i suoi frutti. Oggi, in gran parte del mondo occidentale, le ragazze studiano, lavorano, decidono se convivere, sposarsi o vivere da sole, pianificano gravidanze desiderate o scelgono di non avere figli, vivono in una condizione, se non altro potenziale, di pari opportunità. Noi donne, abbiamo dunque ottenuto il pane e le rose? La nostra legittima esigenza di riconoscimento, a partire dall’autoriconoscimento, può considerarsi definitivamente acquisita? Ma soprattutto, la conoscenza di noi stesse, a partire dal corpo che noi siamo, può considerarsi un processo definitivamente introiettato, in grado di trasmettersi di generazione in generazione proprio in ragione di quelle lotte che ne hanno sancito la necessità per tutte in ogni tempo?

Se ci confrontiamo con le giovani donne delle nuove generazioni scopriamo che per molte di loro non è così. È come se fossimo tornate indietro nel tempo: al profluvio di informazioni e messaggi sul corpo e sul sesso con cui gli strumenti digitali ci inondano quotidianamente non corrisponde affatto una corretta educazione alla corporeità e alla sessualità femminile. Al contrario, si sta producendo confusione e incertezza, rendendo difficilissimo un orientamento scientificamente informato su un tema che, a terzo millennio avanzato, certa politica ha ricominciato a considerare divisivo per poterlo usare come una clava ideologica.

E allora serve, di nuovo, un libro scritto da una prospettiva femminista, un libro che spieghi in dettaglio tutto quello che c’è da sapere in tema di ciclo mestruale, apparato genitale, consenso, violenza, abuso fisico o emotivo, contraccezione, prevenzione, sessualità, piacere, orientamento di genere e transizione, malattie sessualmente trasmissibili, aborto sicuro. Esplorando questi territori, Dena Moes, ostetrica e formatrice, da molti anni impegnata nel campo della salute femminile, ci fornisce l’ABC di un sé sessuale sano, in grado di farci cogliere l’intimità, la vulnerabilità, l’essenza squisitamente personale dell’esperienza sessuale, un’esperienza che esige conoscenza, consapevolezza, fiducia reciproca e profonda condivisione. Perché, “indipendentemente da ciò che accade in politica o sui social media, indipendentemente da tutti i tentativi di controllo e repressione che il potere storicamente ha agito e agisce sul corpo delle donne e sulla loro possibilità di autodeterminazione”, questa è una questione ancora aperta, che si rinnova ad ogni generazione e che ci riguarda come donne, come madri, come sorelle, come amiche, come insegnanti, sapendo che “il modo in cui la donna si prende cura del proprio corpo fin dall’inizio influirà su tutta la sua vita”.

Commenti

commenti