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“CRISI ECONOMICA ED USURA”, L’INTERVENTO DEL DOTT.RE VINCENZO PIETROPAOLO AL CONVEGNO SU: “DISTURBO DA GIOCO D’AZZARDO- DALLA LUDOPATIA ALL’USURA” TENUTOSI ALL’UNIVERSITA’ DELL’AQUILA

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Redazione-<<Buon giorno a tutti i presenti e grazie per essere qui a dar valore e lustro a questa iniziativa organizzata dall’Università dell’Aquila.L’Aquila e la sua Università ricevono linfa vitale da simili iniziative.L’Università con il suo impegno è simbolo di una parte della rinascita realizzata finora e traino per l’economia.La crisi economica in Italia grande  e profonda e l’usura si intrecciano peggiorandosi reciprocamente.Qui a L’Aquila e nelle zone circostanti, si aggiungono, a peggiorare ulteriormente il quadro negativo, i danni del terremoto e la lentezza della ricostruzione con ritardi e contrattempi e mancate decisioni e la priorità non attuata dalla Politica. 

Non serve lamentarsi ed incolpare la Politica ed il mondo che ci ruota intorno del mancato miglioramento in maniera significativa . Occorre l’impegno in prima persona dei Cittadini e di tutte le Organizzazioni attive nel territorio, della Stampa, del finanziamento alle Start-up, dell’aiuto ai settori più in difficoltà.

Partiamo però dai dati reali, visto che TUTTI  gli indicatori economici e sociali sono in calo negli ultimi due lustri. Alla crisi nazionale ed internazionale si sono sommati i problemi locali contingenti ( terremoto) e quelli endemici di Gestione ed Amministrazione del territorio.

Nonostante tutto l’Abruzzo sta un po’ meglio nella media nazionale degli indicatori economici. Infatti sta meglio e/o meno peggio di tutte le Regioni più a sud e sta peggio di tutte quelle più a nord. Teniamo presente che Roma e quasi tutto il Lazio stanno più a sud di tutte le quattro province abruzzesi. 

Altro elemento negativo è la corruzione che incide nello sviluppo del territorio, delle opere che vengono fatte con notevoli ritardi e con costi gonfiati ( appunto a favore dei corrotti), anche se le infiltrazioni delle organizzazioni criminali sono inferiori al resto d’Italia. 

La crisi ha portato: chiusura di troppe piccole Imprese ( linfa vitale di tutta l’Italia). aumento della disoccupazione e degli inattivi, aumento dei poveri, diminuzione del PIL territoriale in agricoltura, nei servizi, nell’industria-, nel settore bancario.

E’ un quadro critico, ma non fosco, in quanto poteva essere peggiore e non lo è stato perché l’Abruzzo è sempre stato un territorio sano e la sua diversificazione geografica mare, collina e montagna potrà mantenere la situazione attuale rallentando il calo o aumentando la crescita rispetto alla situazione generale italiana.

Oltre all’Università il Turismo può e deve essere l’altro settore trainante dell’economia di questo territorio.

Anche se tecnicamente la recessione in Italia è finita nel 2014 con l’inizio di una lenta ripresa e crescita del PIL, questa non si è tradotta in miglioramento degli indicatori economici.

Infatti l’aumento del tasso di povertà e del numero assoluto dei poveri iniziato già nel 2012 ha continuato a crescere senza rallentamenti. Uguale situazione si è verificata nel tasso dei disoccupati e degli inattivi. 

C’è stato anche uno sfasamento generazionale con una sostanziale tenuta degli over 50 ed un disastroso calo e peggioramento degli under 30.

In realtà la povertà assoluta non cresceva perché due ammortizzatori sociali agivano efficacemente, la cassa integrazione che “copriva” i capifamiglia maschi, impiegati soprattutto nell’industria, e la famiglia che proteggeva i giovani che perdevano il lavoro o non lo trovavano dando fondo ai risparmi o indebitandosi. Le misure di contrasto, come il Rei, sono arrivate troppo tardi, e  i fondi solo nel 2018. Sono stati sopravvalutati i possibili effetti della crescita dell’occupazione sulla riduzione della povertà. Non solo la povertà assoluta è raddoppiata, ma per minori e giovani è addirittura triplicata, gli unici stabili sui livelli precrisi sono gli anziani. La crisi che tendiamo ancora a non inquadrare perfettamente è in questi fatti: aumento di minori in povertà assoluta, e questo vuol dire che avranno molta difficoltà a uscire da questa condizione una volta cresciuti. 

L’economia dei paesi del G7 ha rallentato e l’Italia è cresciuta un po’ meno della media, fatto dovuto alle spinte protezionistiche poiché quella italiana è un’economia di trasformazione, che ha sempre prosperato nei periodi di sviluppo del commercio internazionale e di apertura dei mercati. 

Il ns paese è ancora 5 punti sotto il livello precrisi, gli altri paesi europei hanno recuperato totalmente il livello precedente e la Spagna ad esempio cresce a gonfie vele. Uno dei problemi dell’Italia è l’incertezza politica di oggi e di sempre! c’è la campagna elettorale permanente e qualsiasi Governo o dura poco o è sempre sul punto di cadere con poca forza decisionale. Addirittura negli ultimi due trimestri la crescita ha rallentato sia su base trimestrale sia su base annuale, e questo porterà alla revisione della crescita prevista. Un imprenditore italiano dovrebbe investire di più in questo stato di incertezza, ma non può e non vuole perché non sa se gli incentivi Industria 4.0 saranno rinnovati nel 2019, ignora i termini ai quali potrà assumere dipendenti a tempo indeterminato o limitato , ma teme che i costi salgano per entrambi. Non sa su quali infrastrutture potrà contare, se potrà rifornirsi di acciaio prodotto in Italia e quanto lo pagherà, se il costo dell’energia resterà più alto che in quasi tutta l’Europa. Ma un imprenditore oggi sa che nessuno nel governo sta discutendo di come rendere la giustizia civile e l’amministrazione più efficiente che è un altro problema grande ed importante che frena gli investimenti. Anche grave è la crisi delle banche ( ultima in ordine di tempo la Banca Carige) che non erogano prestiti ( o lo fanno in misura insufficiente ed inferiore al 2008) né alle imprese né alle famiglie e provocano ulteriore acuirsi delle difficoltà generali dell’economia e del tessuto sociale. In questo quadro complesso e negativo si intreccia e innesta l’Usura. L’usura provoca situazioni tragiche (come abbiamo visto e sentito nelle notizie dei media) e per ogni individuo che viene stritolato nel meccanismo delittuoso dell’usura ci sono altre quattro persone coinvolte ed annientate ( familiari, amici, collaboratori nell’attività esercitata da chi è distrutto dall’ingranaggio). 

La conoscenza della gestione dei piccoli e medi crediti in tutte le sue fasi (valutazione, erogazione, gestione, ulteriori investimenti, recupero delle insolvenze, perdite sui crediti non rientrati con il regolare rimborso) permette di evidenziare le criticità generali e di sistema.

L’Usura degrada in maniera impressionante il tessuto sociale; ci si accorge sempre troppo tardi del problema. Si devono verificare casi tragici perché si facciano le dovute riflessioni e valutazioni a cui far seguire i provvedimenti (sempre comunque tardivi per l’oggi, ma forieri di miglioramenti nel medio termine).

Ben vengano convegni e seminari e soprattutto gruppi di attenzione e di lavoro al fenomeno dell’usura. Sono le valutazioni territoriali dei vari organismi e di chi opera già sul campo in attività sensibili al problema che possono fornire indicazioni utili al miglioramento  della situazione.

Avendo valutato direttamente negli ultimi cinque anni, per oltre tremilioni di casi a tutto tondo, gli aspetti dei piccoli e medi crediti (cioè: prevalutazione situazione finanziaria  dei richiedenti, stato lavorativo e sociale, aspetti personali di soggettiva valutazione, erogazione, gestione del credito per la sua durata aggiornando quanto suindicato, fattori ed elementi che determinano l’insolvenza, soluzioni possibili, ecc.).

Emergono una miriade di informazioni che danno le indicazioni utili per affermare se si sono già rivolti al sistema Usura o stanno per farlo, quindi allertare le organizzazioni antiusura pubbliche oppure Onlus;  ne indico di seguito i più frequenti ed evidenti:

*segnalazione morosità alle banche dati dagli operatori finanziari

*rifiuto conseguente dell’erogazione del credito

*necessità primarie da risolvere e soddisfare

*situazione abitativa variata in peggio

*cessazione del rapporto di lavoro

*entrate saltuarie e irregolari con lavori precari e non continuativi

*separazione o divorzio con l’impoverimento di ambedue i coniugi

*decesso di chi era la fonte di reddito in famiglia

*malattia da curare per cui è insufficiente il sistema sanitario nazionale

*LUDOPATIA con l’abbinata fragilità caratteriale e psichica del momento

*situazione di sovra indebitamento (qualunque ne sia la ragione)

*consapevolezza della situazione negativa e pericolosa con eventuale depressione

*reattività che può mettere in campo sia nell’attività sia nella famiglia.

Naturalmente tutto questo influisce sulla situazione sociale generale, che migliora combattendo l’Usura con gli strumenti culturali, organizzativi, sociali, assistenziali, giuridici (ad esempio l’istituto della Esdebitazione), con le relazioni familiari e amicali e collettive, (l’isolamento è uguale a condanna certa). Migliorare tutto questo è compito precipuo delle Istituzioni a tutti i livelli e delle Organizzazioni dedite al problema e sensibili socialmente.

Tutt’altro è il singolo caso che va affrontato con tutti gli strumenti indicati dagli atri relatori e secondo protocolli del caso e soprattutto con il tempo necessario (uno dei principali nemici).

Faccio qualche esempio visto direttamente e per i quali sono stati inutili vicinanza e solidarietà e tutte le frasi di affetto o di dimostrazione di quanto il comportamento era sbagliato e di quanto la china portava in un abisso senza fine; in mancanza di un deciso cambio di percorso.

E’ vero che il momento della crisi è un’opportunità di invenzioni e miglioramento per l’Uomo, ma deve essere di base  vivo  l’Istinto vitale, se è assopito il risultato sarà zero!

Desidero esprimere, a me stesso per primo, alle Istituzioni ed a Tutti i presenti che si consideri questo problema per tutta la tragicità che ha in sé e per i suoi effetti devastanti nella Società e nelle Persone colpite direttamente e indirettamente.

Auspico ed auguro che le azioni che saranno fatte diano frutti cospicui migliorando la situazione di quanti direttamente colpiti.

Dedico un pensiero ed un ricordo al prof. Giuseppe Cristofaro.

Un saluto cordiale a voi tutti per il vs tempo dedicato all’argomento>>.

Dott.re Vincenzo  Pietropaolo

Presidente S.E.I. Carsoli-AQ-

Settore finanziario e gestione crediti

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