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” IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Ha detto Liliana Segre presiedendo, in occasione dell’insediamento dopo le elezioni, la riunione congiunta del Parlamento, Camera e Senato il 13 ottobre 2022 : “ In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l’unità del nostro popolo è la Costituzione repubblicana che – come dice Piero Calamandrei – è non un pezzo di carta, ma il testamento di 100.000 morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943, ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti.(…) Naturalmente anche la Costituzione è perfettibile e può essere emendata, come essa stessa prevede all’articolo 138, ma consentitemi di osservare che, se le energie che da decenni vengono spese per cambiare la Costituzione, peraltro con risultati modesti, talora peggiorativi, fossero state invece impiegate per attuarla, il nostro sarebbe un Paese più giusto e anche più felice. Il pensiero corre inevitabilmente all’articolo 3, nel quale i padri e le madri costituenti non si accontentarono di bandire quelle discriminazioni basate su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, che erano state l’essenza dell’ancien régime. Essi vollero anche lasciare un compito perpetuo alla Repubblica: «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Non è poesia e non è utopia. È la stella polare che dovrebbe guidarci tutti, anche se abbiamo programmi diversi per seguirla: rimuovere gli ostacoli.”(1)

Il pieno sviluppo dunque della persona umana è un obiettivo affidato non solo alla Costituzione ma a tutta una serie di interventi che per esempio possono far parte di quello che è un piano strategico di recupero e rilancio delle opportunità fornite alle persone , dopo la pandemia e grazie quindi ai fondi europei.

Ma che cos’è una persona. A lungo i nostri filosofi, letterati, padri della Chiesa , uomini politici hanno riflettuto sul valore e sul sensop di questo termine che ha trovato declinazioni pratiche all’interno di progetti e prospettive umane, sociali, politiche fin dall’antica Grecia. Certo il termine persona non è uguale al termine di individuo proprio nel significato non solo letterale in quanto l’individuo attiene più alla diversificazione delle specie e quindi va considerato anche dal punto di vista statistico . In realtà l’individuo ha anch’esso un grande valore come la persona anzi a volte si parla di persona-individuo proprio percè è unico e irripetibile. Quindi si annette all’individuo un valore di sacralità . Come scrive Claudio Paolucci in un suo libro “Per la lingua italiana, la persona è l’individuo; per l’etimologia è la maschera; per il teatro è il personaggio; per la linguistica è la categoria in cui si esprime la soggettività.” In realtà persona è sicuramente l’uomo inteso nella sua dignità personale, come portatore di valori umani universali .

E’ proprio nel senso e significato di maschera che il termine persona deriva dal greco antico “prosopon”, che indicava la maschera indossata dagli attori dell’antica Grecia. Si sa che la maschera è l’espediente per differenziare i personaggi in un racconto che si compie sulla scena . Racconti che appartengono al genere della commedia o della tragedia che sono le opere più diffuse e più note nella storia del teatro. Che naturalmente ha al suo attivo un alto numero di generi fino all’opera lirica che mette assieme prosa e musica passando per l’operetta, la commedia musicale, la commedia dell’arte .

Ma è interessante notare come di “ persona “si è tornato a parlare prepotentemente nell’attuale dibattito sulla bioetica . In particolare si è fatto urgente il tentativo di dare risposte a domande del genere: è persona un embrione? Quando comincia a esserlo? È persona ancora chi si trova in stato di morte cerebrale?

Claudio Paolucci nel suo libro “Persona” pubblicato da Bompiani “Fa dialogare in modo originale l’eredità dello strutturalismo con le scienze cognitive. Costruisce una teoria fortemente innovativa, in cui per soggettività si intende la capacità di diventare oggetto delle nostre stesse riflessioni e così di elaborare pensiero strategico e azione efficace. Nell’infanzia si impara a dire “io” e “tu” solo dopo aver sperimentato la fantasia, il gioco di finzione, persino l’inganno. Ed è così che attraverso le maschere della persona si diventa un soggetto. “

Noi qui vogliamo riflettere dunque in senso moderno , attuale e comprensivo su un aspetto interessante di tutto questo lungo discorso : il pieno sviluppo della persona umana avendo già considerato e riconsiderato molto di quello che appartiene dal punto di vista storico, letterale e sociale al termine persona e limitandoci a dire che per umano vogliamo intendere proprio la nostra natura ,mente, anima, spirito, che lo renda capaci di elaborare concetti, di operare scelte e di risponderne responsabilmente .

Consideriamo dunque proprio dal punto di vista umano che cosa dice in sostanza la Costituzione repubblicana che non scordiamocelo mai è il risultato di una lotta umana per la liberazione delle proprie scelte dall’oppressione . Ecco le parole di Calamandrei contenute nel suo discorso sulla Costituzione, tenuto a Milano a studenti universitari, nel lontano 1955,ricordando come nella Costituzione, si rinvengono “Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!! Questo è un testamento un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.

In tema dunque di sviluppo della persona umana è fondamentale dunque l’art. 3 : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29C2,37c1,,48c1,51c1], di razza, di lingua [cfr. art.6], di religione [cfr. artt. 8 e 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Tutte le persone sono uguali di fronte allalegge. O meglio la legge è uguale per tutti. Ma spesso non sono uguali le condizioni in cui le persone si trovano a vivere nella nostra società. Dunque per l’Assemblea costituente la persona viene prina dello Stato ed è depositaria di alcuni valori fondamentali che attengono proprio alla sfera delle persona medesima

C’è chi afferma che gli aspetti inerenti la persona contenuti nella costituzione siamo frutto dell’incontro tra vari pensieri delle anime cattolica, socialista e liberale che nel momento della redazione della costituzione si incontrarono nell’Assemblea. In particolare per i cattolici quelle idee furono suggerite dal Codice di Camaldoli, vero testo ispiratore della Costituzione repubblicana nel quale un gruppo di intellettuali di fede cattolica aveva voluto esprimere in 99 punti quello che sognava essere il futuro del Paese.

Cura e dignità della persona umana sono concetti morali, filosofici o religiosi con una lunga storia di idee, correnti filosofiche e teorie sociologiche . Oggi inoltre assumono anche valore giuridico vincolante perchè contribuiscono a costruire i diritti appunto “ umani” come generalmente vengono intese le libertà per esempio . Tra l’altro sono da sempre al centro del pensiero sociale della Chiesa, ma anche dell’intero suo insegnamento morale.

Proprio per quello che riguarda il pensiero sociale della Chiesa in riferimento ai diritti umani mi limito alle recenti affermazioni del Concilio ecumenico Vaticano II con la Gaudium et spes e Dignitatis humanae .Oltre al discorso di Paolo VI all’Onu nel 1965 e soprattutto nell’enciclica Populorum progressio, oltre che nella firma dell’Atto di Helsinki nel 1975.

Tra l’altro al n. 75 di Pacem in terris si dice : «Un atto della più alta importanza compiuto dalle Nazioni Unite è la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvato in assemblea generale il 10 dicembre 1948. Nel preambolo della stessa dichiarazione si proclama come un ideale da perseguirsi da tutti i popoli e da tutte le nazioni l’effettivo riconoscimento e rispetto di quei diritti e delle rispettive libertà. Su qualche punto particolare della dichiarazione sono state sollevate obiezioni e fondate riserve. Non è dubbio che il documento segni un passo importante nel cammino verso l’organizzazione giuridico-politica della comunità mondiale. In esso infatti viene riconosciuta, nella forma più solenne, la dignità di persona a tutti gli esseri umani; e viene di conseguenza proclamato come loro fondamentale diritto quello di muoversi liberamente nella ricerca del vero, nell’attuazione del bene morale e della giustizia; e il diritto a una vita dignitosa; e vengono pure proclamati altri diritti connessi con quelli accennati».

Giovanni Paolo II nel 1991 in occasione del centesimo anno dalla pubblicazione della Rerum Novarum che si può ritenere la prima enciclica che si occupa appunto di diritti e in quel caso particolare dei diritti dei lavoratori critica agli attuali sistemi economici, osservando che in alcuni sistemi, il bisogno umano collettivo non può essere soddisfatto attraverso i suoi meccanismi. Papa Giovanni Paolo II invita le nazioni a fare un investimento nel bene comune dell’umanità.

Benedetto XVI eredita e sviluppa la posizione del predecessore richiedendo per i diritti umani i caratteri di universalità, di indivisibilità e di interdipendenza.

Di cura e dignità della persona come abbiamo accennato se ne occupa anche il Pnrr che dedica al welfare ben tre delle sei missioni prospettate, destinando 66,32 miliardi di euro dei 191,5 disponibili, oltre un terzo, dunque, dello stanziamento complessivo. Le missioni sono istruzione, inclusione e coesione sociale e salute. A ciò si aggiungono le disposizioni trasversali presenti nelle altre missioni, in primis, quelle relative al sostegno all’occupazione di giovani e donne, nonché gli importi addizionali previsti dal fondo accompagnamento.

Il Forum disuguaglianze e diversità afferma in un documento scritto appena dopo il varo del PNRR consegnato a Bruxelles a propositi de welfare: …Sebbene permanga ancora una dimensione culturale molto lontana dal welfare comunitario e capacitante,che evidenzia molta frammentazione sui target, anche per l’inadeguato ricorso alla programmazione partecipata, nel Piano vi sono impegni di riforma e investimenti che, se attuati e attuati bene, possono muovere in questa direzione. Ci riferiamo soprattutto all’impegno di un passo innovativo per l’assistenza (sanitaria e sociale) agli anziani non autosufficienti, e i fondi messi a disposizione, pur con ambiguità (cfr. oltre) degli asili nido. Ma sono significativi anche l’impegno ad adottare una Strategia Nazionale per la Parità di Genere, con esplicito riferimento al tema del potere, anche se mancano riferimenti puntuali a misure di empowerment, e quello rivolto al recupero dei divari di cittadinanza, prevedendosi una specifica “azione di riforma per la definizione del livello essenziale delle prestazioni per alcuni dei principali servizi alla persona, partendo dagli asilo nido, in modo da aumentare l’offerta delle prestazioni di educazione e cura della prima infanzia”. Importante anche la spinta verso il ripristino dei servizi di territorio (domiciliarità, medicina di territorio) e dell’integrazione socio-sanitaria (case della salute) perché propongono, almeno in prospettiva, un’idea di cura come responsabilità pubblica, dentro alle comunità e in un’ottica inclusiva “ (2)

Persona, sviluppo ,garanzie di libertà, eguaglianza dei cittadini. Realizzazione concreta di questi diritti significa mettere in atto tutte le azioni per contrastare tutto quello che impedisce “il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” come afferma l’art. 3 della Costituzione repubblicana. In una dimensione che è quella dell’eguaglianza che significa garantire ad ogni cittadino opportunità per godere di una vita dignitosa dal punto di vista dell’istruzione, della sanità , del reddito che sono le condizione per scegliere e vivere appieno la vita che desiderano,

Come afferma l’Agenda 2030 dell’Onu : “ “Noi immaginiamo un mondo libero dalla povertà, dalla fame, dalla malattia e dalla mancanza, dove ogni vita possa prosperare. Immaginiamo un mondo libero dalla paura e dalla violenza. Un mondo universalmente alfabetizzato. Un mondo con accesso equo e universale a un’educazione di qualità a tutti i livelli, a un’assistenza sanitaria e alla protezione sociale, dove il benessere fisico, mentale e sociale venga assicurato […] riaffermiamo il nostro impegno per il diritto all’acqua potabile e a servizi igienici sicuri e dove ci sia un’igiene migliore; e dove il cibo sia sufficiente, sicuro, accessibile e nutriente”.

(1)http://www.libertaegiustizia.it/2022/10/13/testo-del-discorso-con-cui-liliana-segre-ha-aperto-la-xix-legislatura-da-presidente-provvisorio-del-senato/

( 2)https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/pnrr-manca-una-visione-forte-e-mobilitante-per-un-futuro-migliore-del-paese-necessario-adesso-assicurare-alla-cittadinanza-laccesso-a-un-monitoraggio-aperto-e-di-qualita/

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