INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’.LE OPPORTUNITA’ PER I GIOVANI
Redazione- Ambiente, lavoro, impatto sulla società: sono queste le principali preoccupazioni di Millennial e GenZ ( 1 ) in Italia.Generazioni digitali che fin da bambini hanno avuto la possibilità di usare internet che ha rappresentato e rappresenta , se opportunamente usato e calibrato con tutta un’altra serie di strumenti di formazione, una risorsa . Generazioni che hanno acquisito una maturità frutto di abilità nelle competenze tecniche, ma altrettante capacità di riconoscere i bisogni, capire i problemi e pensare alle soluzioni. Che in sostanza sono le prerogative e il vantaggio degli esseri umani rispetto alla pura e semplice tecnologia che deve essere ridimensionata e valorizzata solo come uno strumento e non un fine.
A Milano il 3 e 4 febbraio di quest’anno in un forum , il “Social – Tech: la reazione per rinascere” ( ) della Fondazione Triulza (2) studenti, cooperatori, terzo settore, aziende, finanza, università, ricerca e istituzioni si sono confrontati sul tema dell’innovazione e della sostenibilità in oltre 30 workshop e lectio, 50 laboratori interattivi, due contest di cooperative e startup, un hackathon.
Sul percorso della ricerca e della discussione in tema di opportunità da fornire ai giovani nell’ambito della innovazione e della sostenibilità in molti settori della vita economica del nostro paese incontriamo anche un altro digital talk intitolato “Percorsi di Innovazione, energia e risparmio alla sfida della digitalizzazione” organizzato dalla banca del Leone, nel quale l’Amministratore delegato di Banca Generali e il Ceo di EnelX hanno analizzato questi temi di attualità mettendo al centro delle loro riflessioni i giovani, confrontandosi con la docente del Politecnico di Milano Laura Grassi.
“Al centro del dialogo si è imposta l’attenzione per la sostenibilità con l’Ad di Banca Generali che ha spiegato quanto il mondo finanziario stia accelerando in questa direzione: “L’anno scorso tutto il tema dell’enviromental, cioè la E di Esg dedicata all’ambiente ha registrato una crescita a tre cifre. Ma in generale tutto il mondo Esg è cresciuto. È partito quest’anno inizialmente con un +30% e ora ha corretto a +20%. Ma nel medio-lungo periodo il trend è fortissimo, inequivocabile e soprattutto supportato da risorse e da consenso politico e finanziamenti pubblici. È un trend che tutte le aziende dovrebbero cogliere, a partire dai big player. In tal senso quelli che hanno avuto la capacità di anticiparlo e puntare su innovazione e trasformazione green proprio come ha fatto Enel sono un esempio da seguire”.
Sul tema dell’innovazione si è concentrato il Ceo di Enel X, Venturini raccontando il cambio di passo del mondo dell’impresa: “Cosa è cambiato oggi rispetto al passato? Oggi finalmente c’è da parte di tutti la convinzione che l’innovazione sia la soluzione per tutto. E quindi ci sono grandi capitali e di conseguenza opportunità per tutti i giovani perché ci sono enormi possibilità di investimento. È il grande cambiamento rispetto al passato. L’innovazione la vediamo sotto questo punto di vista e i trend che la caratterizzano sono: sostenibilità e digitale. La prima riguarda la transizione energetica, futuro del cibo, del lavoro; alla transizione digitale si collega anche tutto il mondo del fintech”. ( 3)
Coniugare gioventù ed innovazione non è un’operazione così semplice ma l’ANGI, l’Associazione Italiani Giovani Innovatori, ci prova e ci riesce. Dice il suo presidente, Gabriele Ferrieri:”Il nostro obiettivo è quello di dialogare con i cosiddetti nativi digitali, fornendo loro le competenze e le conoscenze per aiutarli ad innovare e metterli al centro dell’agenda politica italiana ed europea. In tutta Italia ma con un focus molto preciso sul centro-sud e nel settore dell’agrifood. Il 70 per cento dei nostri 2500 associati è composto da persone fisiche il restante 30% da persone giuridiche, startup per esempio, tutte operanti nel mondo dell’innovazione, molte in quello dello sviluppo sostenibile. D’altronde la sostenibilità è uno cei cinque pilastri della nostra attività: digitalizzazione-giovani-competenze ed internazionalizzazione delle best pratice gli altri“.
Continua Gabriele Ferreri : ““In questo momento l’innovazione viaggia soprattutto in tre direzioni: l’intelligenza artificiale, Internet of things e Blockchain. L’intelligenza artificiale attenzione non più vista come modo per eliminare il lavoro dell’uomo ma per migliorarlo ed anzi per creare nuovi posti di lavoro. Perchè è vero che le macchine possono fare in modo più veloce tanti lavori anche contemporaneamente ma senza la presenza dell’uomo non possono funzionare. In questo senso possiamo dire che tutte e tre queste direttrici in questo momento stanno andando in una direzione che è anche nuova da quella sin qui tracciata che è quella solamente di rispondere alle esigenze del cliente finale o della società. (4)
Tra gli elementi di innovazione ricordati da Gabriele Ferrei c’è la Blockchain. Oggi si fa un gran parlare della tecnologia Blockchain. Siamo in un momento storico in cui questa innovazione sta catalizzando moltissime attenzioni, ma troppo spesso si rimane incagliati in una confusione ancora abbastanza generalizzata, tra Criptovalute, Bitcoin, Piattaforme Blockchain, Smart Contract e quant’altro.
Le applicazioni della Blockchain, che si attende siano rilevanti in numerosi settori, sono spesso contraddistinte dalla necessità di disintermediazione e decentralizzazione. Questa innovazione consente, potenzialmente, di fare a meno di banche, notai, istituzioni finanziarie e così via.
Le tecnologie Blockchain sono incluse nella più ampia famiglia delle tecnologie di Distributed Ledger (si rimanda qui per una definizione tecnica di Distributed Ledger e Blockchain), ossia sistemi che si basano su un registro distribuito, che può essere letto e modificato da più nodi di una rete. Per validare le modifiche da effettuare al registro, in assenza di un ente centrale, i nodi devono raggiungere il consenso. Le modalità con cui si raggiunge il consenso e la struttura del registro sono alcune delle caratteristiche che connotano le diverse tecnologie Distributed Ledger. ( 5 )
i giovani sono sempre più attenti all’ambiente e alla questione del cambiamento climatico, un trend che si afferma a livello globale soprattutto tra i giovanissimi della GenZ. (6 ) Il 31% dei GenZ in Italia, e il 40% circa a livello globale, crede che dopo la pandemia crescerà l’impegno personale sulle questioni ambientali. Ma il 60% degli intervistati a livello globale teme che l’impegno da parte delle aziende sarà messo in secondo piano dalle sfide economiche generate dalla pandemia. Interessante notare, a tal proposito, lo scarto generazionale tra GenZ e Millennial: i Millennial, infatti, pur manifestando preoccupazione per la questione ambientale, ritengono la questione lavorativa come critica.
Fabio Pompei Chief Executive Officer di Deloitte Italy afferma : “In Italia la disoccupazione giovanile è da anni un problema molto serio. Una percezione comune che viene confermata anche dalla nostra ricerca: il 39% dei Millennial italiani teme la disoccupazione, mentre il dato medio globale si ferma al 27%. Anche per la GenZ, che comincia ad affacciarsi al mercato del lavoro, la disoccupazione è un tema rilevante: costituisce una preoccupazione per il 35% degli italiani contro una media del 25% rilevata sul campione globale. È molto probabile che questo timore sia correlato al generale pessimismo sulle prospettive economiche e sociali del Paese: per la prima volta, infatti, più del 50% dei Millennial e della GenZ italiani pensa che la situazione economica nazionale peggiorerà nel corso dell’anno. Anche la valutazione dell’impatto delle imprese sulla società è negativo. Tuttavia, rispetto allo scorso anno, diminuisce la percentuale di Millennial e GenZ italiani che hanno l’impressione che le aziende non abbiano altre ambizioni oltre al profitto. Questo tema è di particolare interesse per le realtà come la nostra, sempre a caccia di talenti. Rispetto a qualche decennio fa, infatti, i giovani sono molto più consapevoli sui temi di responsabilità sociale e per guadagnare la loro job loyalty le imprese devono allinearsi al grande cambio culturale in atto. Un dato significativo a questo proposito è quello secondo cui in Italia il 38% dei Millennial e il 45% della GenZ ha già fatto scelte lavorative sulla base dei propri valori e ideali, abbandonando o evitando realtà lavorative non in linea con la propria etica. “ (7)
Combinare innovazione e sostenibilità: è questa la sfida che oggi ogni impresa e istituzione ha davanti. Una sfida complessa e allo stesso tempo entusiasmante, a cui rispondere grazie a un approccio integrato che potremmo definire “Innovability”, e che potrebbe essere la chiave per far ripartire il nostro Paese e renderlo più competitivo.
Il concetto di Innovability rappresenta la naturale evoluzione dell’innovazione antropocentrica, il paradigma di innovazione che mette al centro i bisogni delle persone e che d’ora in poi dovrà avere come priorità il benessere sociale e ambientale della società. In questo modo, il concetto di “centralità dell’uomo” viene ampliato a quello di “centralità della sostenibilità”: l’innovazione diventa lo strumento abilitante di una transizione etica e sostenibile che vada a beneficio di tutti. Come dimostrano le iniziative di numerose istituzioni nazionali e internazionali, la sostenibilità sta diventando sempre più centrale nelle strategie di lungo periodo. Ne è un esempio evidente la decisione dell’Unione Europea di destinare il 37% del Next Generation EU alla lotta ai cambiamenti climatici e di finanziare questo strumento per il 30% tramite l’emissione di Green Bonds (European Commission 2020). Allo stesso modo però, nel radar delle priorità istituzionali ci sono anche innovazione e transizione digitale, una progettualità che trova conferma anche dall’istituzione del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale.
Se da una parte guardiamo alle istituzioni perché creino le condizioni e le politiche a sostegno di una cultura della sostenibilità, dall’altra guardiamo al mondo dell’innovazione, delle start up e delle nuove tecnologie per trovare le soluzioni concrete che le aziende possano adottare per assicurare una transizione innovativa, diventando allo stesso tempo maggiormente sostenibili. Ma non si tratta solo di affiancare sostenibilità e innovazione, è fondamentale sviluppare tra i due ambiti una relazione simbiotica e di complementarietà strategica definendo un unico concetto di Innovability. Secondo una recente ricerca Deloitte, a oggi in Italia l’implementazione di soluzioni tecnologiche etiche realizzate ponendo l’uomo al centro è stata scelta già dal 46% degli executive, ma non solo: le imprese che raggiungono risultati d’eccellenza in aree come inclusività e valorizzazione delle persone, impegno negli ESG e attenzione nei confronti della comunità, dimostrandosi autentiche agli occhi dei propri interlocutori, sono anche quelle che hanno affrontato meglio la crisi. L’Innovability si dimostra quindi una soluzione concreta ed efficace non solo per essere resilienti ma anche per consolidare una solida crescita economica e sociale, a beneficio del sistema Paese. Una crescita cioè sostenibile.
Non è più il tempo di una sostenibilità “di facciata”– il cosiddetto “Green Washing”. Adesso sarà necessario per le imprese incorporare il nuovo paradigma della sostenibilità all’interno della propria visione strategica.
E affinché i risultati siano tangibili, l’Innovability dovrà rispondere ad alcuni imperativi: dovrà essere concreta e misurabile, in grado di generare valore economico, sociale, ambientale e, quindi, sostenibile; dovrà divenire una funzione trasversale all’intera organizzazione, definendo nuove figure strategiche come il Chief Innovability Officer; dovrà far leva su una nuova ricerca disruptive fondata sul paradigma della sostenibilità; infine, dovrà favorire la creazione di ecosistemi di innovazione nazionali e internazionali che siano allargati e partecipati.
Ad oggi, secondo l’Istat, gli indicatori ESG “mostrano una tendenza generalizzata al miglioramento”. Ma rimane ancora molta strada da fare. Possiamo convertire la crisi innescata dal Covid-19 in un grande occasione di trasformazione dell’economia all’insegna della sostenibilità. Esattamente la sfida che ci eravamo prefissati prima del Covid-19 con il progetto Impact for Italy. Una sfida che, a maggior ragione, oggi come Deloitte siamo impegnati a sostenere e a vincere.
L’Agenda 2030, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 1, rappresenta il piano di azione globale per il conseguimento di una trasformazione sostenibile della società, dell’economia e dell’ambiente. I suoi 17 Goals(SDGs),e i 169 target specifici in cui sono declinati,bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, estendendo l’Agenda 2030 dal solo pilastro sociale, previsto dagli Obiettivi del Millennio, agli altri due pilastri, economico e ambientale, cui si aggiunge la dimensione istituzionale. Loro caratteristica è di essere universali, interconnessi e indivisibili; devono tener conto delle realtà territoriali e sono potenzialmente applicabili ovunque, a livello globale, nazionale e locale (regionale e/o urbano). Numerosi sono i riferimenti al benessere delle persone e a un’equa distribuzione dei benefici dello sviluppo, intra generazionale e intergenerazionale. No one left behind(Non lasciare indietro nessuno)è uno dei principi chiave.o United Nations Inter Agency Expert Group on SDGs(UN-IAEG-SDGs)ha roposto una lista,revisionata nel 2020, di 232 indicatorinecessari per il loro monitoraggio, che sonoil quadro di riferimento statistico a livello mondiale.La diffusione della terza edizione del Rapporto sui Sustainable Development Goals(SDGs) avviene in presenza della pandemia di COVID-19, che ha accelerato la necessità di una visione unitaria in grado di elaborare e implementare una strategia appropriata per uno sviluppo economico, sociale e ambientale attento alle interdipendenze dei diversi aspetti e orientato alla sostenibilità. Sebbene il Rapporto contenga prevalentemente informazioni aggiornate al 2019, si è cercato di dare conto dell’impatto del COVID-19 in due modi. Da un latosi presenta un esercizio di valutazione controfattuale che, a partire dal lockdown, stima la riduzione delle emissioni generate dai comportamenti assunti da famiglie e imprese. Dall’altro,nel capitolo 2,si presentano le interazioni tra il COVID-19 e i diversi Goals utilizzando lo schema delle interconnessioni e reti.
Oltre a queste novità, il presente Rapporto prosegue nel percorso di irrobustimento del sistema di indicatori approntato per il monitoraggio degli SDG. Le misure statistiche diffuse sono 325 (di cui 296 differenti) per 130 indicatori UNIAEG. Rispetto alla diffusione di dicembre 2019, sono state aggiornate125 misure statistiche. In questa edizione del Rapporto si propone anche un rafforzamento dell’approccio analitico utilizzato per misurare l’evoluzione dei diversi Goals, attraverso la valutazione complessiva delle variazioni registrate tra gli indicatori in confronto sia all’anno precedente sia, in un’ottica di medio periodo, rispetto a 10 anni prima. In via sperimentale si propongono anche 3 indici di sintesi, riconducibili alle dimensioni sociale, ambientale e economica, con l’obiettivo di fornire una prima analisi delle evoluzioni temporali dei tre domini. ll capitolo 2 contiene, unitariamente, sia gli aggiornamenti sui processi internazionali e nazionali che sottintendono il quadro evolutivo degli SDG sia la presentazione delle interconnessioni e reti. A differenza della precedente edizione, la sezione dedicata agli indicatori regionali è interamente disponibile online sul sito istituzionale www.istat.it
( 1) https://fondazionetriulza.org/giovani-innovazione-sociale-e-sostenibilita-dalle-parole-ai-fatti/
( 2 ) Fondazione Triulza intende essere il luogo privilegiato per rappresentare le istanze e le proposte delle organizzazioni della Società Civile e del Terzo Settore, favorire l’incontro tra culture diverse, l’accoglienza e l’inclusione di tutti i soggetti sociali, a partire dai più svantaggiati e incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, specialmente dei più giovani e accrescere la conoscenza dei temi chiave di Expo. Nasce all’interno di Mind la Social Innovation Academy promossa da Fondazione Triulza per sperimentare e sviluppare nuove proposte formative e progettuali in tutti gli ambiti dell’innovazione sociale e dello sviluppo sostenibile all’interno nel sito e per stimolare la contaminazione tra i saperi e gli attori del territorio. La Social Innovation Academy è di fatto uno spazio di co-progettazione e di collaborazione aperto a tutti: le organizzazioni del Terzo Settore e dell’Economia Civile, gli Enti Filantropici, le Università e i Centri di Ricerca, le Istituzioni Pubbliche, la Finanza e le Aziende interessate a promuovere l’innovazione e l’impatto sociale.
( 4 ) https://www.impakter.it/giovani-ed-innovatori-il-futuro-sostenibile-dellitalia/
( 5 ) https://blog.osservatori.net/it_it/blockchain-spiegazione-significato-applicazioni
( 6) Con il termine Generazione Z (o Gen Z,[1] iGen,[2] Post-Millennial[s],[3] Centennial[s],[4] Zoomer[s],[5] Plural[s])[6] si identifica la generazione che segue ai Millennials. I membri della Generazione Z sono le persone nate fra il 1995 e il 2010[7][8][9][10] La generazione successiva, che comprende i nati dal 2010 in poi, è stata chiamata “Generazione Alpha”, mentre quella precedente è la Generazione Y.Un aspetto importante di questa generazione è il suo diffuso utilizzo di Internet sin dall’infanzia. I membri della Generazione Z sono considerati come avvezzi all’uso della tecnologia e dei social media, che incidono per una parte significativa sul loro processo di socializzazione. Pertanto, essi sono stati definiti “nativi digitali”.
(7 ) https://www2.deloitte.com/it/it/blog/italy/2021/sostenibilita–lavoro-e-impatto-sociale—fabio-pompei.htm
