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“UNA FORBICE MOLECOLARE CHE NON LASCIA TRACCE”- DI VALTER MARCONE

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Redazione-  La  sintesi estrema di quello che è accaduto il 17 giugno 2026  quando il Parlamento europeo  ha approvato la  deregulation  delle Nuove tecniche Genomiche  è che da oggi in poi si potrà usare  una  “forbice molecolare” che taglia il DNA con precisione chirurgica, intervenendo esattamente dove il ricercatore decide, senza lasciare tracce  e che della conoscenza di questo procedimento, in etichetta, si possa fare a meno , sottopponendo i consumatori a rischi  o per lo meno non mettendoli nella condizione di scegoliere  .

Nessuna etichetta sulla confezione degli alimenti vegetali, dunque,   dirà  come  quella pianta è stata modificata.  Sulla nostra tavola arriveranno circa  il 94% delle varietà oggi prodotte,  nel modo sopra  detto ,senza alcuna etichetta. Cosa che non permette alcuna valutazione del rischio e quindi ,va ribadito alcuna scelta .

Finora il nostro paese si era messo al riparo dall’invasione degli OGM. O meglio fino al 2023, quando con un emendamento al Decreto siccità  del 2023 ,che chiaramente si riferisva alla politica  della gestione idrica, è stato introdotta  la possibilità di  immettere  sul mercato  organismi NGT senza alcuna informazione sulle aree coinvolte e senza alcun  esame e dibattito parlamentare.

CRISPR la sigla della tecnica usata per  modificare gli organismi non è una forbice precisa come si racconta  ma è una tecnica capace di fare a pezzi cromosomi (cromotripsi) come  studi accreditati  dimostrano.

Ma per meglio capire che cosa significa questa deregulation  ricominciamo da capo. Che cos’è allora un OGM  ovvero un organismo  geneticamente modificato.

Per millenni  l’uomo ha cercato un modo di fare “miglioramento genetico” applicando appunto la genetica ( quella delineata da Mendel ) all’agricoltuta con il risultato  che i  contadini coltivavano diversità , cioè coltivavano miscugli. Ovvero raccoglievano anno dopo anno semi  per  esempio di frumento  che erano diversi tra loro. Con il  vantaggio da una parte  che le piante erano geneticamente diverse e che i contadini erano proprietari dei semi. Per millenni dunque l’uomo  ha inconsapevolmente usato metodi come i miscugli e la selezione dei semi per arrivare q uello che oggi  indica la sigla OGM , che è quella che ci viene immediatamente in mente .. L’uomo modifica da sempre le piante perchè  seleziona la varietà di quelle che producono più frutti  o più adarre a crescere in determinati ambienti  fino ai cosiddetti incroci e dunque  agli ingterventi sul DNA .

Con l’introduzione di tecniche raffinate in tema di modificazione genetica si è arrivati dunque a creare una nuoiva categoria  gli OGM, le cui regole furono formalizzate dall’Unione europea  all’interno della Direttiva 2001/18/CE, soprattutto per quanto riguardava la diffusione nell’ambiente degli organismi geneticamente modificati.  Gli OGM  sono il frutto  di una tecnica che consiste nell’inserire in un organismo un gene proveniente da un altro, più o meno distante sul piano evolutivo.

E finora l’Unione europea  neli suoi regolamenti aveva stabilito che per vendere  prodotti transgenici bisognava  offrire garanzie di sicurezza aggiuntive e   segnalare nelle proprie etichette la presenza di OGM.

Ora negli ultimi venti anni  la ricerca di editing genetico ha fatto passi da giganti per cui si  è arrivati all’applicazione di una  tecnica sviluppata da due ricercatrici  Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, alle quali è stato assegnato il Premio Nobel per la Chimica nel 2020  denominata CRISPR Cas 9 .Quellac che permette di creare  organismi modificati che il nuovo regolamento dell’Unione europea  introduce  con la siglia NGT 1 .  La CRISPR  è una delle diverse tecniche  che vengono generalmente ricondotte nella definizione di “nuove tecniche genomiche” con la sigla NGT che in Italia si chiamano  TEA ,per evitare riferimenti diretti alla genetica che avrebbero potuto generare qualche confusione rispetto alla classica definizione di OGM.

TEA che  non è comunque una definizione scientifica, e dal 2023 è consentita la sperimentazione in campo aperto a scopo di ricerca delle TEA, con una riduzione delle complicazioni rispetto a quanto era avvenuto in precedenza con gli OGM.

La nuova normativa UE sulle  Nuove Tecniche Genomiche (NGT), approvata dal Parlamento europeo  il 17 giugno 2026, esonera gran parte delle piante a editing genetico quelle create con la tecnica CRISPR , dagli obblighi di tracciabilità ed etichettatura .Il regolamento divide le piante modificate tramite tecniche di evoluzione assistita in due categorie principali; (A) Categoria 1 (NGT 1): Piante con un numero limitato di modificazioni genetiche (fino a 20) che potrebbero verificarsi anche tramite selezione naturale o incroci tradizionali con nessun obbligo di etichettatura  perchè considerate a tutti gli effetti piante convenzionali (B) Categoria 2 (NGT 2) Piante con modifiche più complesse o un numero superiore di alterazioni con l’obbligo di etichettatura mantenuta ,prevista per gli OGM classici . La riforma entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e si applicherà dopo due anni. Le norme si applicheranno sia alle piante originarie dell’Europa sia a quelle importate .Un regolamento sostenuto caparbiamente anche dalle grandi associazioni agricole europee e nazionali  a cui  vengono mosse delle opposizioni perchè  questa deregulation va chiaramengte contro gli interessi degli agricoltori. Per Coldiretti “il via libera dell’Europarlamento al nuovo regolamento Ngt rappresenta una svolta epocale per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea”, ma il Centro Internazionale Crocevia parla di un “passo indietro di venticinque anni che cancella valutazione dei rischi, tracciabilità ed etichettatura degli organismi geneticamente modificati realizzati con le nuove tecniche genomiche”.

Un passo indietro e  pericoloso. Lo sostengono 21 organizzazioni italiane in difesa dell’agricoltura contadina, biologica, biodinamica e dei diritti dei consumatori e dei cittadini  giudicano gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sulla proposta di Regolamento sulle piante OGM prodotte con Nuove Tecniche Genomiche (NGT, ribattezzate TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita dalla propaganda italiana).

Queste le associazioni chge esprimono contrarietà al nuovo regolamento  europeo  AIAB, ARCI, Assobio, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale Crocevia, Demeter Italia, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento Consumatori, Navdanya International, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra!, WWF Italia .

Perchè fondamentalmente “Di fronte a questo grave arretramento normativo – dichiarano le associazioni – rivolgiamo un appello a cittadini, organizzazioni contadine, enti locali, organizzazioni sociali, istituzioni nazionali e territoriali di utilizzare ogni strumento disponibile per contrastare e limitare gli effetti della deregolamentazione, opporsi alla concentrazione del potere nelle mani delle multinazionali sementiere e salvaguardare la sovranità alimentare dei nostri territori, nella difesa della biodiversità, dei diritti degli agricoltori alle sementi e del diritto a produrre e consumare cibo libero da OGM”.

Effetti della deregulation : i nuovi OGM   sono  infatti tutti coperti da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta, KWS, Limagrain e Basf per cui i piccoli coltivatori resteranno senza difese in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione di campi OGM/NGT nei campi vicini.  .

 

Quindi via libera ai nuovi OGM ottenuti con la  CRISPR . Ma  in che cosa consiste questa  nuova tecnica . Leggiamo su  Anotherworld.network : “ Il sistema CRISPR/Cas è composto da un RNA guida — costruito in laboratorio per essere complementare alla sequenza da modificare — e da una proteina, Cas9, che taglia entrambi i filamenti del DNA nel punto individuato dall’RNA guida. Fin qui, la “forbice” funziona. Il problema si manifesta al passaggio successivo: la riparazione. I tagli prodotti da Cas9 vengono richiusi dai meccanismi cellulari di riparazione del DNA, che nelle piante operano prevalentemente attraverso un processo detto ricongiunzione non-omologa delle estremità. Questo meccanismo è, per sua natura intrinseca, impreciso e casuale: le basi inserite o eliminate durante la riparazione sono determinate dal caso, non dal ricercatore. Il risultato è una sequenza modificata in modo non prevedibile, che può produrre proteine sconosciute con effetti non valutati.” (  1  )Il livello più grave della letteratura riguarda la cromotripsi: uno studio pubblicato su Nature Genetics nel 2021 da Leibowitz e colleghi ha documentato che CRISPR/Cas9 può causare — come conseguenza diretta e non voluta del taglio sul DNA bersaglio — una frammentazione massiva dei cromosomi, letteralmente “fare a pezzi” il materiale genetico. L’effetto non è marginale: è on-target, cioè avviene proprio nel sito dove il ricercatore ha diretto il sistema. Nessuna forbice chirurgica si comporta così.

Ora per la categoria NGT 1  nessun obbligo di tracciabilità ed etichettaura,solo che  circa il 94% dei nuovi Ogm allo studio rientra proprio nelle Ngt di categoria 1, quelle che verrebbero deregolamentate.

Non solo l’articolo 32 della Costituzione impone alla Repubblica di tutelare la salute come diritto fondamentale ma probabilmente  l’accettazione dei nuovi OGM risulterà un  suicidio per il Made In Italy. Ma la strada  era stata già tracciata  dalle multinazionali sementiere nel 2017 il cui copione l’Europa   ha trascritto in legge e in Italia già si tentava di mettere in pratica  da 2020 .In quell’occasione  quattro decreti proposti dal Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che con il pretesto dell’aggiornamento delle misure fitosanitarie, riorganizzavano  il sistema sementiero nazionale, aprendo  la strada alla diffusione degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e dei cosiddetti “nuovi” OGM (New Breeding Techniques – NBT), che la Corte di Giustizia europea, con una sentenza esecutiva del 2018, ha equiparato agli OGM tradizionali.

Tra le voci che si oppongono al nuovo regolamento c’è quella di Slow Food Italia  che in un comunicato afferma : “ il Parlamento europeo ha completamente ceduto alle pressioni della lobby agrochimica, anteponendo definitivamente i profitti delle industrie all’autonomia degli agricoltori, alla tutela dell’ambiente e ai diritti dei cittadini. 

Nel testo approvato dagli eurodeputati, i nuovi Ogm (le cosiddette Ngt, Nuove tecniche genomiche) saranno esclusi da qualsiasi forma di controllo di sicurezza, dai meccanismi di tracciabilità e dagli obblighi di etichettatura, diventando di fatto invisibili una volta immessi sul mercato e rendendo impossibile individuare la responsabilità di eventuali effetti negativi. Il Parlamento europeo ha inoltre votato per la concessione alle industrie del diritto a tempo indeterminato di coltivare e commercializzare nuovi Ogm senza alcun monitoraggio, aprendo così la strada a una diffusione incontrollabile dei brevetti e a una sempre maggiore dipendenza degli agricoltori dalle aziende agrochimiche.

Con questa decisione, il Parlamento europeo ha scelto di indebolire le misure che tutelano il nostro cibo, i nostri agricoltori e il nostro ambiente. La diversità è la chiave della resilienza e della sovranità alimentare, mentre le nuove tecniche genomiche vanno nella direzione opposta. Eliminare l’etichettatura, la tracciabilità e le rigorose valutazioni del rischio significa privare i cittadini europei del diritto di sapere cosa coltivano e cosa mangiano, lasciando al contempo gli agricoltori sempre più esposti al rischio di contaminazione e alle pressioni derivanti dai brevetti sulle sementi.

«Il Parlamento europeo – afferma Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia e agronomo – ha scelto inequivocabilmente di scavare il solco, già di per sé profondo, tra l’agroindustria e una produzione di cibo rispettosa degli ecosistemi. Non c’è altro tipo di valutazione da fare. La deregolamentazione dei nuovi Ogm comporterà il rafforzamento di modelli agricoli legati alle monocolture, allo sfruttamento delle risorse, all’impoverimento della biodiversità e alla perdita di sovranità degli agricoltori. In questo caso si aggiunge anche una mancanza di rispetto per i consumatori che non potranno fare una scelta libera ma saranno sempre più condizionati da chi vorrà guidare i consumi secondo logiche di profitto. Un altro duro colpo contro qualsiasi auspicio di transizione agroecologica, come se le crisi globali – climatica, sociale, economica – non fossero un problema dei decisori politici di oggi, lasciando alle future generazioni la responsabilità di reagire».

La scelta di considerare i nuovi Ogm come “equivalenti” alle varietà convenzionali porterà all’incremento della perdita di agrobiodiversità, all’impoverimento delle diete favorendo la standardizzazione delle sementi e delle colture, e contribuirà a una ulteriore erosione della sovranità degli agricoltori in tutta Europa.

Purtroppo ancora una volta ha vinto la miope logica del profitto e la politica non ha saputo fare una scelta per il futuro dei propri cittadini. Un’occasione persa che allontanerà sempre più le persone dai decisori politici, più sensibili alle lobby che alla tutela dei propri abitanti.(2 )

In soatnza  ecco la nuova realtà . Non sarà più possibile per i cittadini distinguere i NGT1  dai prodotti naturali per scegliere di non consumarli in barba alla sentenza del luglio 2018 la Corte di giustizia europea  che ha rilevato che i rischi legati alle nuove tecniche di mutagenesi potrebbero essere simili a quelli degli OGM.

(  1  )https://anotherworld.network/2026/06/ngt-regolamento-europeo-etichettatura-crispr.html?fbclid=IwY2xjawSoXAZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBPTlJwandDRzM4VnBNaFoxc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmDlNthNNJEStkD9YV39bYAV1w_ZXpsdYGwDaClswawf8LcvOdmt2p_QmqUT_aem_YoiJ5xJGibYwga0G9po8Mg

( 2  )https://www.slowfood.it/comunicati-stampa/deregolamentazione-nuovi-ogm/

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