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“AMERICA A CORTO DI UOVA ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  America a corto di uova di galline per la colazione del mattino. Buongiorno America!Scarseggiano in America le uova di gallina ,un alimento simbolo degli Stati Uniti d’America. Tamto che il loro prezzo alla dozzina tra gennaio e febbraio di quest’anno è lievitato a 4 dollari e 79 centesimi contro più di un dollaro di qualche anno fa con un rincaro dunque del 170%.

Le uova sono un vero e proprio culto in USA: si possono mangiare al tegamino, strapazzate, in frittata o alla benedict, la variante generalmente preferita. Alla benedict ,si tratta di un muffin salato sovrastato dal prosciutto e dall’uovo, accompagnato dalla salsa olandese. Oppure comunemente due uova strapazzate come si vede in molti film e come vengono servite in tavole calde e ristoranti di motel .Strapazzate le chiamiano noi ovvero per gli americani uova sbattute con l’aggiunta di sale e pepe e versate in una padella antiaderente ,riscaldata e leggermente unta con l’olio. Mescolate poi appena cominciano a rappresendersi . Il modo più raffinato in assoluto abbiamo detto : “benedict”, su un piatto da portata adagiate una fetta di pane abbrustolito, poi il bacon (una o due fette a seconda della grandezza della fetta di pane) e successivamente poggiate l’uovo in camicia.

Non si fa giorno per modo di dire se sulla tavola di un americano al mattino non ci sono uova cucinate con le ricette sopra accennate. Ma gli americani mangiano circa 18 uova alla settimana, gli argentini un uovo al giorno , gli italiani due alla settimana . Solo che il costo di questa colazione e in genere le uova sono diventate nelle ultime settimane per gli americani quasi proibitive. Un americano abituato a fare colazione con uova e bacon magari da tutta una vita oggi incontra qualche difficoltà a garantire le uova sulla propria tavola per il rincaro del loro prezzo.

Il costo delle uova ha avuto una impennata proprio in queste settimane .Sono diventate così costose – alcuni media riferiscono di cartoni sino a 20 dollari la dozzina- anche se Donald Trump aveva parlato di un loro rincaro in campagna elettorale dandone la responsabilità all’amministrazione in carica con la promessa di immediati provvedimenti .Malgrado i quali il prezzo ha continuato a lievitare a causa dell’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1,( rapida diffusione di un nuovo ceppo di aviaria emerso nel 2020), che ha colpito estesamente gli USA. Solo a gennaio e febbraio, si sono verificati focolai in più di 40 allevamenti di galline ovaiole, che hanno comportato l’abbattimento, nel dicembre 2024, di circa 23,2 milioni di volatili che avevano contratto il virus, e l’epidemia sta avendo ripercussioni su numerosi settori.

Quindi a causa di questa epidemia un uovo può arrivare a cinquanta centesimi l’uno ,il doppio di un anno fa ma anche ad un dollaro se si tratta di uova prodotte da galline allevate all’aperto o cage free . Dall’inizio dell’anno, le quotazioni di questo alimento sono aumentate di 1,93 dollari alla dozzina, con un balzo del 33,23% raggiungendo il massimo storico di 7,86 dollari.

Dunque la causa è quella di una epidemia di aviaria che malgrado in Italia stia circolando non dà molte preoccupazioni perchè non sono mai stati registrati focolai negli allevamenti di bovini, né tanto meno casi nelle persone che sarebbero veramente difficili da contrastare. Anche perchè per lo spillover il salto del virus dell’aviaria potrebbe mutare, come in effetti è mutato con questo ceppo appunto più difficile da contrastare. Figuriamoci se dovesse mutare nel salto con i bovini e con gli esseri umani. Anche se casi di infezioni di veterinari per esempio si sono già verificati . Focolai di virus negli allevamenti avicoli italiani negli ultimi mesi i sono stati riscontrati nelle regioni del Nord-Est, tra Lombardia e Veneto, ma la situazione sembra più sotto controllo rispetto a quanto sta accadendo negli Stati Uniti. A gennaio 2025 il Ministero della salute italiana spiegava che “l’andamento della situazione epidemiologica nel Nord Est Italia è condizionato anche dall’elevata pressione virale ambientale causata da una notevole diffusione del virus H5N1 negli uccelli selvatici presenti nelle zone attualmente interessate dai focolai”.

Dal 2000 in Italiain Italia in regioni in cui ricorrevano con una certa frequenza virus di influenza aviaria a bassa patogenicità,è stata attuata una strategia di controllo cosiddetta Diva (Distinzione tra animali infetti e vaccinati) .

In un documento dell’ unione europea tradotto ed adattatato da Epicentro la strategia Diva attuata in Italia viene così descritta : “ Diva comprende specifiche misure che consentono di effettuare una distinzione tra volatili vaccinati e volatili infetti che, a un esame iniziale, potrebbero apparire non distinguibili in termini di anticorpi. La strategia implica l’utilizzo di vaccini adeguati e di test discriminatori specifici, che permettono appunto di distinguere uccelli vaccinati da volatili infetti. Questa strategia è fondamentale

nell’identificazione di un’epidemia tra volatili vaccinati, ma lo è anche per motivi di carattere

commerciale: consente infatti di eliminare le restrizioni alla commercializzazione di carni di

polli vaccinati quando l’allevamento di provenienza è chiaramente sano e privo di virus. La

strategia Diva è stata accettata internazionalmente quale buon metodo per monitorare e offrire

le necessarie rassicurazioni in relazione alle carni e ai prodotti dei polli vaccinati.”( 1)

L’EFSA a cui l’unione europea aveva chiesto un parere scientifico contro l’influenza aviaria ha pubblicato il suo primo parere scientifico sulla vaccinazione HPAI nell’ottobre 2023: Nel secondo parere scientifico sono state raccolte informazioni sulle strategie di sorveglianza dal quadro giuridico del regolamento delegato (UE) 2023/361 e sono state prese in considerazione alternative per ogni scenario di vaccinazione (di emergenza e preventiva). Sono state prese in considerazione anche le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH). Gli attributi chiave e gli indicatori di prestazione sono stati definiti in base all’obiettivo della sorveglianza (2)(3)

Anche per il fenomeno statunitense la causa è quella degli uccelli migratori che in autunno e in primavera transitano dagli Stati Uniti, mettendo a rischio soprattutto gli allevamenti all’aperto.

Sembra che la gravità della situazione si sia verificata in America a causa del fatto che agli allevatori viene negata la possibilità di usare un vaccino . Lo aveva chiesto già all’amministrazione Biden Rose Acre Farms, il secondo più grande produttore di uova degli Stati Uniti, che ha dovuto abbattere milioni di capi negli impianti dell’Indiana perchè i suoi allevamenti si trovano di fronte a un’autostrada, rifugio della fauna selvatica ,in particolare anatre migratorie.

Già dall’agosto del 2024 i produttori di uova avevano richiesto all’allora segretario all’Agricoltura di permettere all’USDA di accellerare la ricerca sui vaccini e la conseguente vaccinazione anche se molti paesi vietano l’importazione di pollame vaccinato per cui le conseguenze si ripercuoterebbero ugualmente in questo settore limitandone dunque l’esportazione. Probabilmente andrebbero vaccinati i migratori . Ciò che lalcuni paesi anche europei stanno prendendo in considerazione .

Tornando alla questione della scarsità di uova per la tavola degli americani va ricordato che proprio in queste settimane c’è stato un furto di migliaia di uova in un supoermercato per essere rivendute al mercato nero mentre si tratta proprio di merce di contrabbando le uova che vengono introdotte dal Messico . Un nuovo proibizionismo ?

Per quanto riguarda poi l’approvvigionamento tra i rimedi promessi da Trump in campagna elettorale ci sono le richieste di importazioni da alcuni paesi europei . Ma alla richiesta da parte dell’amministrazione Trump all’Italia di esportare uova negli Usa per i prossimi sei mesi, Unaitalia, l’Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova ha risposto con un diniego perchè la produzione attuale consente a mala pena di far fronte al mercato nazionale :

Forse diverso sarebbe per una richiesta di carne di pollame . Dal 1970 il Gruppo Fileni è il primo produttore italiano ed europeo di carni avicole da allevamento biologico e il terzo player nel settore avicunicolo nazionale.Accanto a Fileni ci sono Aia Gruppo Veronesi, Amadori Gesco e altre aziende poco conosciute tenuto conto che nel nostro paese si consumano all’anno 16 kg di carne di pollo a testa. Aviagen è la società che vende a mezzo mondo polli riproduttori un’azienda multinazionale che fornisce pulcini agli allevamenti di più di 100 Paesi, sparsi in quattro continenti.Gli americani consumano all’anno 36 kg di carne bovina contro i 19 Kg circa italiani. Il consumo Usa di carne di pollo è di 50 Kg, tre volte quella che si mangia in Italia, cioè 19 Kg. Solo sulla carne suina gli Usa arrivano dopo l’Italia, 28 kg contro i nostri 40 kg, ma va considerato che quel quantitativo è costituito quasi totalmente da bacon, würstel . La produzione italiana nel 2024 è stata di 664mila tonnellate nel primo semestre (+5,4%) . Nella prima parte del 2024, la produzione di polli, tacchini e anatre è arrivata a oltre 664mila tonnellate (+5,4% rispetto al primo semestre 2023).Anche se i principali prodotti alimentari esportati dall’Italia negli Stati Uniti sono Olio extravergine di oliva: 666 milioni di euro ,Pasta: 585 milioni di euro .Salse/preparazioni per salse: 441 milioni di euro, Prosecco DOP: 428 milioni di euro Formaggi: 406 milioni di euro Pane/biscotti/pasticceria: 371 milioni di euro ,Acque naturali e minerali: 308 milioni di euro ,Carne di maiale/altri suini: 176 milioni di euro Preparati e conserve di pomodoro: 176 milioni di euro Caffè: 122 milioni di euro

Una situazione dunque quella americana che di fronte ai dazi posti da Donald Trump nei confrointi del Messico e del Canada come “legge del contrapasso” vede affermarsi una nuova epoca del contrabbando come quella del proibizionismo con una Storia che si ripete . I cittadini degli States hanno iniziato a compprare uova di contrabbando introdotte dal Messico e dal Canada, paesi che il presidente Donald Trump ha colpito con una raffica di dazi sulle loro merci. Un mercato quasi quanto quello della droga. Secondo la US Customs and Border Protection, le intercettazioni di uova di contrabbando dal Messico sono aumentate del 36 per cento a livello nazionale quest’anno rispetto all’anno precedente e del 54 per cento lungo alcune parti del confine del Texas.(4)

Ora di fronte a questa situazione viene spontaneo quasi mettersi dalla parte delle galline .Forse partendo dal vecchio adagio viene prima l’uovo o la gallina ma sicuramente considerando e riconsiderando le condizioni in cui il cosiddetto stupido “ pollo “ viene allevato. E come viene sacrificato a causa di una epidemia che è favorita appunto dagll’intensità degli allevamenti . Perchè lo scenario a cui mi riferisco quando dico di mettersi dalla parte delle galline è quello dell’allevamento intensivo e quindi alle condizioni di vita di questi animali . Una condizione inoltre diseguale, tra l’altro, per le galline allevate per le uova e quelle allevate per la carne ,senza poter dire quel’è la peggiore . Per esempio c’è un disciplinare che stabilisce le modalità a cui le aziende produttrici di galline da carne devono attenersi. In genere si tratta di allevare animali che vengono macellati quando sono ancora pulcinotti a distanza di 35 – 42 giorni dalla nascita. In genere sono polli di razza Ross 308 a crescita rapida . Anche se in allevamenti locali per il mercato a chilometro zero di alcuni allevatori di piccole e piccolissime aziende agricole la scelta migliore sono le razze più grandi che hanno una crescita più rapida. Alcuni esempi sono le galline di Malines, i combattenti di Liegi, Jersey gigante, Orpington, Cochin, Brahma, ecc. Su questo disciplinare ho letto pareri contrastanti fino addirittura ad un articolo di Il fatto alimentare che afferma che tale disciplinare sia segreto.

Mettersi dalla parte di un animale ,una creature indifesa che è riuscita a sopravvivere per migliaia di anni grazie alla sua intelligenza. Un fatto che pure ci insegna qualcosa , un monito : usare bene l’intelligenza da parte di questo Homo sapiens che sembra fare oggi come ieri a volte cose poco intelligenti.

Ma soprattutto mettersi dalla parte delle galline degli allevamenti intensivi che rappresentano un vero problema per l’impatto ambientale :dall’enorme consumo di cereali destinati a diventare mangime per gli animali allevati, alla massiccia emissione di ammoniaca nell’aria , significa anche considerare la loro sofferenza. In genere le galline come pure tacchini, mucche e maiali vengono stipati fino all’inverosimile in luoghi a volte ristretti e trattati con ormoni e antibiotici per prevenire le malattie e massimizzare la loro crescita e la produzione di cibo. L’allevamento intensivo per i polli a volte non tiene conto dello spazio vitale per ogni animale e per condizioni quindi igieniche ed è anche un’offesa alla natura per la selezione genetica a cui sono sottoposti. I polli allevati in condizioni industriali crescono a dismisura ,per garantire una maggiore resa in carne che contiene più grasso e meno proteine di quelli allevati in piccoli numeri e soprattutto proprio a causa di questo accrescimento così veloce e spropositato arrivano alla macellazione con problemi ai muscoli, agli arti e alle vie respiratorie .

Dunque infierire così su un animale con una memoria che si avvale di carattersitiche fisiche e neurologiche non indifferenti . Cominciamo con l’eplorazione dell’organo della vista. Ottima vista, dunque , a colori e capacità di memorizzare. Grazie ad un “quinto stato della materia “ ( solida ,liquida, gassosa , ecc. )che si trova nell’occhio delle galline. Gli scienziati la chiamano «iperuniformità disordinata» e permette alla materia di esistere contemporaneamente sia come cristallo sia come liquido. È in questo modo che nella retina di una gallina si organizzano i fotorecettori, così da massimizzare la capacità di vedere tutte le lunghezze d’onda in ogni parte della retina.

Noi vediamo il mondo a tre colori (rosso, verde e blu), gli occhi delle galline hanno un quarto fotorecettore per l’ultravioletto e un quinto per rilevare con estrema precisione l’intensità della luce e dunque il movimento: sono tetra-cromatici, cioè riescono a percepire, oltre alla luce rossa, blu, verde, anche la luce ultravioletta (RGB + UV).

Ma soprattutto le galline hanno le stesso numero di neuroni di un primate e sono in grado di riconoscere i singoli individui anche solo osservando i dettagli ; sono in grado di ricordare e di trasmettere informazioni ai loro simili. Anche per generazioni .

Lesley Rogers , una delle maggiori ricercatrici mondiali in campo neurologico e del comportamento animale, ha scoperto la lateralizzazione cerebrale nei polli quando si riteneva che solo il cervello umano fosse diviso in due emisferi con differenti specificità. Già nel 1996 la dottoressa Rogers scriveva che “gli uccelli hanno sono dotati di una memoria sofisticata, possono passare informazioni da una generazione all’altra, si raggirano a vicenda e possono rimandare una soddisfazione immediata in vista di una gratificazione maggiore. (5)

Le galline è certificato scientificamente sanno riconoscersi tra di loro e vivono un lutto quando muore una di loro . Inoltre arrossiscono quando provano forti e mozioni e altreattanti quando provano forti dolori ; quando una delle galline del gruppo muore, provano dolore vivendo un vero e proprio lutto.

Mettersi dalla parte delle galline per esempio significa rileggere le favole di Esopo ma anche di Fedro e de La Fontaine che parlano di questo animale e trarne le consguenze : un senso pratico e pieno della vita, una vita a cui basta poco forse per arrivare alla felicità : quella di un uovo che purtroppo in questo momento gli americani vedono limitati sulla loro tavola.

(1 )https://www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/pdf/Faq_VaccinazionePollame_I.pdf

(2)https://www.efsa.europa.eu/it/plain-language-summary/vaccination-poultry-against-highly-pathogenic-avian-influenza-part-2

(3) https://doi.org/10.2903/j.efsa.2023.8271

(4)Gli Stati Uniti sono rimasti senza uova, Trump chiede aiuto all’Italia (che dice no)
https://www.today.it/mondo/crisi-uova-usa-trump-aiuto-italia.html
© Today

(5)https://www.lifegate.it/studio-intelligenza-polli)

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