VIOLENZA NELLE SCUOLE, A NAPOLI IL GRIDO D’ALLARME DI DIEGO PALMA: «NON SERVONO RECINTI MA PONTI», STUDENTI E ISTITUZIONI A CONFRONTO AL MASCHIO ANGIOINO
Convegno al Maschio Angioino di Napoli sulla violenza scolastica con Diego Palma e la moderazione di Valentina Santarpia del Corriere della Sera. Il direttore de La Voce della Scuola lancia un monito chiaro: basta omertà e logiche aziendali, gli studenti non sono clienti ma il cuore di una scuola che deve costruire ponti anziché recinti 👇
Napoli – La scuola italiana non deve essere soltanto vivisezionata e raccontata attraverso la cronaca delle sue emergenze, ma soprattutto difesa, ascoltata e profondamente rappresentata. È questo il monito solenne risuonato nella prestigiosa cornice della Sala dei Baroni al Maschio Angioino di Napoli in occasione del convegno nazionale “La gestione della violenza all’interno delle scuole italiane”. Promossa dalla testata specialistica La Voce della Scuola in sinergia con FederIstruzione e OggiScuola, la giornata di studio ha trasformato lo storico maniero partenopeo in un laboratorio civico ad alta intensità, chiamando a raccolta dirigenti, docenti, magistrati, pedagogisti e rappresentanti istituzionali attorno al disagio giovanile e al contrasto del bullismo.
Il patto educativo infranto e la metafora dei ponti di Diego Palma
A delineare con fermezza le coordinate del dibattito è stato l’intervento di Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola e docente che vive quotidianamente le dinamiche reali delle aule. Al centro della sua relazione, la pressante urgenza di restituire una piena centralità agli studenti, troppo spesso relegati a semplici destinatari passivi di riforme calate dall’alto anziché protagonisti attivi del patto educativo. Secondo Palma, la narrazione mediatica tende a criminalizzare o stigmatizzare il mondo dell’istruzione, soffocando la possibilità di aprire canali di ascolto autentico e duraturo tra le generazioni.
Da qui la riflessione sulla necessità di ricucire la lacerazione tra comunità educante e famiglie, superando le barricate corporative: la scuola non ha bisogno di recinti, ma di ponti. Costruire ponti significa per Palma abbandonare la logica della chiusura difensiva, trovare il coraggio di confrontarsi anche dinanzi a criticità dolorose e creare spazi protetti nei quali ogni ragazzo possa esprimere liberamente fragilità, disagi e proposte senza il timore del giudizio censorio.
Basta omertà e logiche aziendali: la scuola come presidio di legalità dello Stato
Uno dei passaggi più coraggiosi del convegno ha toccato il velo di silenzio che ancora troppo spesso cala sulle violenze scolastiche. Palma ha denunciato apertamente le sacche di timore che paralizzano molti docenti, frenati dall’esporsi per paura di incrinare i rapporti con le dirigenze o di innescare tensioni burocratiche. Parallelamente, è stata stigmatizzata la prassi nefasta di celare o minimizzare gli episodi di bullismo per non danneggiare il “buon nome” e il posizionamento d’immagine dell’istituto nelle classifiche territoriali.
«La scuola non è un’azienda e gli studenti non sono clienti», ha scandito con determinazione il direttore, richiamando il ministero e i provveditorati a difendere la funzione istituzionale della scuola quale fondamentale presidio costituzionale dello Stato. La trasparenza, la tempestività della denuncia e la presa in carico collegiale dei problemi costituiscono gli unici argini efficaci per prevenire derive violente e tutelare l’incolumità psicofisica di allievi e personale.
La moderazione di Valentina Santarpia e il valore dei programmi strutturati
A cucire con equilibrio e rigore giornalistico i diversi momenti dell’assise è stata Valentina Santarpia, firma di punta del Corriere della Sera. La sua conduzione ha evitato il rischio di una sterile passerella istituzionale, mantenendo costantemente il focus sulla concretezza dell’ascolto e valorizzando le evidenze scientifiche legate ai piani strutturati di prevenzione. Santarpia ha posto l’accento sulla duplice veste di Palma – direttore di testata ed educatore in trincea – quale elemento propulsivo per cogliere senza filtri gli umori e le complessità del tessuto studentesco.
La tappa al Maschio Angioino si inserisce in una mobilitazione nazionale più ampia partita dai palazzi parlamentari con l’affare assegnato n. 67 al Senato e passata per il confronto con la Gilda degli Insegnanti a Roma. Un percorso arricchito dalla collaborazione strategica con Antonio Scarpellino, a dimostrazione di come l’editoria scolastica possa fare rete superando le mere logiche concorrenziali per una causa sociale condivisa.
La testimonianza contro il bullismo: quando l’isolamento fa più male della violenza
Il momento di maggiore commozione nella Sala dei Baroni è coinciso con la testimonianza diretta di una giovane ex studentessa, che ha ripercorso il dramma di anni vissuti sotto l’incubo del bullismo tra i banchi, segnati dall’angoscia di non aver trovato ascolto né risposte tempestive negli adulti di riferimento. Un racconto crudo che ha ricordato all’intera platea come la violenza non si manifesti soltanto con l’aggressione fisica, ma si insinui nell’emarginazione silente, nello scherno sistematico e nella solitudine.
Dall’evento di Napoli si leva un appello inequivocabile indirizzato a Governo e Parlamento: la prevenzione della violenza scolastica non si costruisce moltiplicando divieti o barriere, ma investendo in figure psico-pedagogiche stabili, formando i docenti e riconoscendo agli studenti il diritto a una scuola che accolga, protegga e prepari alla cittadinanza consapevole.
