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RAFFAELE GAROFALO, UN PRETE SI RACCONTA

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Redazione-  Consigliamo questo libro, brillante e insieme amaro, a chi – non necessariamente di religione cattolica — volesse conoscere, dall’interno della Chiesa romana, il travaglio di un parroco italiano per attuare i desiderata del Concilio Vaticano II. L’autore, per molti anni parroco in un paesino alle porte di Sulmona, nel cuore dell’Abruzzo, iniziò il suo ministero pastorale negli anni Sessanta del secolo scorso, quando la grande fida era, appunto, tradurre in fatti concreti, anche nelle sperdute periferie italiane, il messaggio sostanziale della grande Assemblea.

L’inventario dei problemi che don Raffaele Garofalo dovette affrontare, sembrerà tragicomico, o assurdo, a chi nulla sa delle cose di Chiesa, né immagina che, nell’insieme, affrontare quelle “cose”, costituisca la trama della vita quotidiana dei parroci. Un elenco, non completo, di esse: fare o non fare le processioni, secondo i riti – spesso scaramantici – tradizionali? Chiedere le offerte per le messe, oppure celebrarle gratis per tutti? Mantenere la confessione individuale, o avviare la liturgia penitenziale comunitaria? Difendere, oppure no, di fronte ai fedeli, il magistero papale (come quello di Paolo VI che nel 1968, con l’enciclica Humanae vitae, proibiva i contraccettivi?)? Mettere in crisi, o no, l’unità politica dei cattolici che facevano l’equivalenza “cristiano=democristiano? Vivere con le offerte delle messe e il contributo della diocesi, o cercarsi un lavoro laico per sopravvivere?

Le risposte, aperte e innovative, che il nostro parroco, a prezzo di grande sacrifici e non poche sfide (soprattutto con le gerarchie) cercò di dare, sono la testimonianza, coerente e coraggiosa di don Raffaele, simbolo di altri presbìteri che, in Abruzzo e in altre Regioni, hanno agito come lui. Definendosi “Un aspirante cristiano” l’autore annota: “Un libro può far perdere la fede, e può farla riconquistare. La perderà chi ama immaginarsi Dio su misura, la ritroveranno quanti con Cristo [Matteo cap. 25] cercheranno Dio nell’uomo”

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