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” QUANDO FINISCE UN AMORE ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  La fine di un amore è un’esperienza profondamente dolorosa, spesso paragonata a un lutto, da elaborare e superare. Tristezza ,rabbia, senso di colpa e paura sono le emozioni che più frequentemente accompagnano il tempo della fine di un amore . Un salto nel vuoto come spesso si sente dire che ha le sue vulnerabilità ma che se opportunamente considerato e riconsiderato può essere fonte di nuova vita, un cambiamento essenziale ed importante . Una opportunità di crescita e di rinascita . La fine di una amore è un’esperienza che molti raccontano sui social ma che è stata raccontata da sempre come pure l’innamoramento.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è una poesia di Cesare Pavese che mette in evidenza la fine di un amore e la profonda sofferenza che questa provoca per l’autore. La fine della storia d’amore con l’attrice americana Constance Dowling.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,

quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Poi ci sono una serie di piagnistei per un’amore che finisce e la rabbia , la rivolta, la violenza. Ma anche un modo composto di rimpiangere che è quello per esempio di Catullo con i Carmi dell’addio tra cui il Carme 8 . “ Disperato Catullo, falla finita con le tue follie;
ciò che vedi perduto, come perduto consideralo.
Brillarono un tempo per te giornate radiose,
quando venivi agli incontri che la ragazza fissava,
quella che abbiamo amata come nessun’altra ameremo.
Là si svolgevano giochi gioiosi d’amore senza mai fine,
che tu pretendevi, né lei rifiutava
(brillarono veramente per te giornate radiose).
Ormai lei li rifiuta; rifiutali anche tu, sebbene incapace a frenarti.
Non cercarla, se sfugge; e non vivere da disperato,
ma con ostinazione sopporta e tieni duro.
Cara ragazza, addio. Alla fine Catullo tiene duro.
Più non ti cerca, più non t’implora, tanto tu non lo vuoi.
Ma ti pentirai, quando nessuno più t’implorerà.
Guai a te, disgraziata! Che vita t’attende?
Chi adesso ti verrà a cercare? Chi ti troverà carina?
Con chi farai oggi l’amore? A chi dirai: «Sono tua»?
A chi darai i tuoi baci? A chi morderai le labbra?
Ma tu, Catullo, con ostinazione tieni duro!

Tra le opere più recenti su questo argomento le cui indicazioni si possono trovare sul web prendo a caso il finalista al Premio Strega 2022, un romanzo di Claudio Piersanti Quel maledetto Vronskj che racconta la fine di un amore dal punto di vista di Giovanni, un uomo tranquillo e poco carismatico che lavora come tipografo. Quando la moglie Giulia si allontana, lui reagisce nell’unico modo possibile, almeno per lui , aspetta che ritorni in uno stato d’animo di perenne sospensione ed attesa .

Ecco appunto aspettare di poter ricominciare . Spesso una dolce illusione ma anche spesso un modo di tacitare tutte quelle angoscie che poi portano ad esiti fatali .

Oppure elaborare .Mettere in atto pun percorso che ci porta ad integrare i nuovi aspetti della nostra vita con ciò che resta del passato, sia a livello pratico che psicologico. Il modo più efficace e quindi più completo per recuperare un sé traballante che ci fa soffrire ma ci fa anche reagire. E quando questa reazione è sbagliata allora la fine di una relazione amorosa può sfociare in tragedia. Quando il dolore della perdita non viene elaborato correttamente assume comportamenti autodistruttivi o dannosi per sé e per la persona che ha deciso di porre termini a quella relazione.

Ma gli amori iniziano e finiscono con le loro dinamiche . L’innomoramento per pesempio, su cui sono state scritte altrettante pagine quante quelle sulla fine di un amore da poeti, letterati, piscologi, registi , musicisti

E anche qui prendo a caso un best seller pubblicato da Rizzoli da ultimo anche nella Bur “L’innamoramento” di Francesco Alberoni . Sul sito della Rizzoli si legge : “ Uscito per la prima volta nel 1979, dopo un lungo periodo di ideologie che avevano negato ogni valore alla coppia, all’innamoramento e ridicolizzato l’esclusività e la gelosia, Innamoramento e amore è stato come un lampo che fa improvvisamente vedere una realtà nascosta, e ha avuto un immediato successo mondiale con traduzioni in 25 lingue.
Criticando le correnti filosofiche e psicologiche dominanti che riducevano l’innamoramento a una rimozione sessuale o a una regressione infantile, il libro lo colloca nel campo dei processi collettivi in cui due individui si ribellano ai loro legami precedenti e danno origine, attraverso l’entusiasmo dello stato nascente, a una nuova comunità: la coppia innamorata, proiettata sul futuro.
Innamoramento e amore è, per unanime riconoscimento, l’analisi più completa e approfondita di questa straordinaria esperienza umana.”

Inizio, fine , reazioni , emozioni e tanto altro . Ma tra tutto questo c’è anche un momento consolatorio , quello che canta Massimo Ranieri

E adesso andate via /voglio restare solo con la malinconia /volare nel suo cielo /non chiesi mai chi eri /perchè segliesti me /me che fino a ieri /credevo fossi un re /Perdere l’amore /quando si fa sera

quando tra i capelli /un po’ di argento li colora /rischi di impazzire /può scoppiarti il cuore
perdere una donna /e avere voglia di morire /Lasciami gridare /rinnegare il cielo /prendere a sassate tutti i sogni /ancora in volo/Li farò cadere ad uno ad uno /spezzerò le ali del destino /e ti avrò vicino/Comunque ti capisco /e ammetto che sbagliavo /facevo le tue scelte /chissà che pretendevo
e adesso che rimane /di tutto il tempo insieme /un uomo troppo solo /che ancora ti vuole bene /Perdere l’amore /quando si fa sera /quando sopra il viso /c’è una ruga che non c’era
provi a ragionare /fai l’indifferente /fino a che ti accorgi /che non sei servito a niente /E vorresti urlare /soffocare il cielo /sbattere la testa mille volte /contro il muro respirare forte il suo cuscino Dire è tutta colpa /del destino /se non ti ho vicino /Perdere l’amore /maledetta sera /che raccoglie i cocci /di una vita immaginaria /pensi che domani /è un giorno nuovo /ma ripeti non me l’aspettavo
non me l’aspettavo /Prendere a sassate /tutti i sogni ancora in volo /Li farò cadere ad uno ad uno
spezzerò le ali del destino /e ti avrò vicino /Perdere L’amore

“Comunque ti capisco e ammetto che sbagliavo.” Una bella confessione difficile da sentir dire nella realtà di contesti e situazioni in cui il rapporto di coppia si rompe e i protagonisti sono di fronte l’uno all’altro ma anche di fronte a se stessi. Una situazione in cui spesso è difficile sentire dire : comunque ti capisco e ammetto di avere torto .

D’altra parte : spezzare le ali del destino . Ecco appunto il destino. Il “destino in amore” è un concetto che evoca l’idea che l’incontro e la relazione con una certa persona siano predestinati . Cosa possibile ma anche cosa campata in aria perchè le persone si incontrano per tanti motivi e quello che conta poi in definitiva è la relazione che si stabilisce con l’altro. Una relazione che si basa su simpatia, amicizia o amore, ma anche su contesti umani condivisi come ad esempio la vicinanza di intenti , il credere nelle stesse cose, il voler fare delle cose insieme ..Appunto aspetti tra i quali c’è anche l’amore e non solo. Anche se qualcuno poi dà all’amore tutti questi significati mentre il dizionario lo definisce più asetticamente : “Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità, o la soddisfazione sul piano sessuale: a. casto, platonico, sensuale; un a. appassionato, travolgente; desiderio, tormento d’amore “

E anche sull’amore molto si è detto . Compreso un aspetto importante quello dell’amore malato. Quell’amore che si esprime con eccessi che causano non solo disagio ma sofferenza anche fisica e sempre più spesso la morte specialmente delle donne.

Parlo dunque , proprio in riferimento alla relazione d’amore “malato”di un fenomeno come quello del femmincidio che non trova argine purtroppo malgrado le cause, le ragioni, i motivi siano stati individuati e messi all’attenzione in molti modi .

Un fenomeno che nel nostro paese ha raggiunto dimensioni ragguardevoli e che rimane agli stessi livelli numerici di anno in anno Secondo i dati Istat nel 2023 sono stati registrati 117 omicidi di donne, circa il 35% del totale degli omicidi. La maggior parte degli omicidi di donne avviene in ambito familiare o di coppia, per mano del partner o l’ex partner,colui che diceva di amarle. Nel 2024, 113 donne sono state uccise, con 61 decessi causati sempre da partner o ex partner. Quasi il 60% delle vittime di violenza domestica ha figli, e nel 23% dei casi, i figli sono anch’essi vittime..

In un contesto altrettanto preoccupante che è la violenza di genere sulle donne che come attesta l’Istat si configura così : il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Ora in questa situazione sembra sia stato fatto un passo avanti per combattere questo fenomeno sia pure a livello di repressione , di condanna e punizione mentre forse troppo poco si fa ancora in termini di educazione .A questo proposito per esempio Save the Children chiede l’introduzione di percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità a scuola, delineati tenendo conto dell’età dei beneficiari e in linea con le Linee guida UNESCO sulla Comprehensive Sexuality Education e gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Il femminicidio entra nel codice penale come un reato autonomo. Il provvedimento composto da 14 articoli aggiunge il nuovo articolo 577-bis al codice penale introducendo il reato autonomo di femminicidio.

La ratifica è arrivata al Senato il 23 luglio 2025 in prima lettura che ha approvato il disegno di legge AS 1433 recante “Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime”, all’unanimità. In questa nuova formulazione viene definito in modo più ampio (come un atto di discriminazione o di odio verso una persona in quanto donna o come conseguenza del suo rifiuto ad avere o continuare una relazione affettiva) ed è punito con l’ergastolo. Il testo inizialmente parlava di “atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna, per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità”. Mancava l’aspetto relazionale e soprattutto il rifiuto della donna rispetto a una storia, ormai terminata .

Alla prima parte, quindi, si è aggiunto il passaggio sul ‘no’ di una donna a “stabilire o mantenere una relazione affettiva”, ma anche a voler “subire una condizione di soggezione o comunque una limitazione delle sue libertà individuali”.

Ovvero introduce una serie di circostanze aggravanti per determinate fattispecie di reato “da codice rosso”, qualora queste ultime siano realizzate con le modalità di condotta stabilite per il reato di femminicidio ex art. 577-bis c.p.. Oltre che ad appoprtare una serie di modifiche al codice di procedura penale e alle norme di attuazione e di coordinamento e transitorie del medesimo codice, fra le altre, in materia di misure cautelari e di rafforzamento degli obblighi di comunicazione alla persona offesa.

Secondo l’iter parlamentare questo testo per essere legge defintiva ha bisogno ancora di un passaggio alla Camera, con una accellerazione rispetto ai tempi consueti , dove presumibilmente l’approvazione sarà allo stesso modo unanime .

Altra novità sono gli aiuti agli orfani di femminicidio: la legge stanzia per loro 10 milioni di euro. La legge sul femminicidio già prevede diversi aiuti per i minori orfani di madre, tra cui contributi economici, borse di studio e sostegno psicologico. Il testo del ddl approvato in Senato prevede un ampliamento dell’accesso ai benefici previsti per gli orfani di femminicidio a tutti i coloro che sono stati privati della madre perché uccisa in quanto donna, anche in assenza di un legame affettivo – attuale o passato – tra la vittima e l’autore del reato, superando così un limite finora previsto dalla legge.

Dieci milioni di euro del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile messi a disposizione per il sostegno degli orfani di femminicidio grazie al rinnovo del bando “A braccia aperte”. In questo modo il progetto “ Con i Bambini” prosegue e amplia l’iniziativa già pubblicata nel corso del 2020 . I fondi previsti dal ddl saranno suddivisi in due linee di intervento complementari: 5 milioni saranno destinati al rifinanziamento dei progetti già avviati e 5 milioni al sostegno di nuove reti. Tutti gli enti di Terzo settore, in linea con le caratteristiche richieste, sono invitati a presentare la propria proposta di progetto on line tramite il sito di “Con i Bambini” entro le ore 13 del 2 ottobre 2025. Bando, ‘Con i bambini’ prosegue e amplia l’iniziativa ‘A braccia aperte’, pubblicata nel corso del 2020 e riconosciuta come modello di intervento di riferimento su questo tema anche nel confronto istituzionale, per consolidare ed estendere la rete nazionale di supporto agli orfani di vittime di crimini domestici esistente.

Il femminicidio è entrato dunque con questo passaggio parlamentare al Senato nel codice penale come un reato autonomo. Sicuramente, anche attraverso un’accellerazione dell’iter parlamentare, a breve, il percorso di questo importante cambiamento nelle politiche di contrasto a questo fenomeno sarà concluso con la promulgazione del ddl. Ora è dunque tempo di riprendere i progetti di contrasto non più con la repressione ma con l’educazione all’affettività . Un impegno altrettanto importante perchè il conseguimento del suo obiettivo è finalmente la capacità di accettare la fine di un amore per quello che è : la fine di una relazione e quindi la capacità di saper dire finalmente da parte degli uomini “Comunque ti capisco e ammetto che sbagliavo.”

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