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NASCERE CON O SENZA LA “ CAMICIA” – DI VALTER MARCONE

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Redazione-  “Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, 2Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai. 3Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito. 4 Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. 5Allora Sarai disse ad Abram: «L’offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d’essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». 6Abram disse a Sarai: «Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare». Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò. 7La trovò l’angelo del Signore presso una sorgente d’acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, 8e le disse: «Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado lontano dalla mia padrona Sarai». 9Le disse l’angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa». 10 Le disse ancora l’angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine». (Genesi 16)

Era stata inventata e praticata la fecondazione eterologa. Che oggi viene effettuata come tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) che prevede l’utilizzo di gameti donati da individui esterni alla coppia.

Dal 2014 la fecondazione eterologa in Italia è consentita e legale, e vi si può accedere sia con il Sistema Sanitario Nazionale, sia in regime di solvenza.

Ismaele è il progenitore “nobile” degli Arabi i cui discendenti quindi vengono chiamati “ismaeliti”, senza, confonderli con quella parte dei musulmani che si rifanno alla variante ismailita (o settimani) dello Sciismo.

Diversi sono i motivi che spingono una coppia a desiderare di avere un figlio o a rinunciarvi . Tra questi sicuramente ci sono motivi di carattere psicoloogico, biologico, sociale ed economico. La combinazione di alcuni di questi elementi purtroppo rendono il processo della natalità in un paese e in particolare nel nostro paese a volte un problema. Un problema che si annuncia con quel fenomeno demografico che viene chiamato “inverno demografico” ovvero il calo della natalità e l’invecchiamento della popolazione. Il dato di fatto certo per il nostro paese è che il tasso di fecondità è in calo da diversi anni. Nel 2023, il tasso di fecondità era di 1,20 figli per donna, ben al di sotto del tasso di 2,1 che mantiene la popolazione stabile Dal 2008 al 2023, le nascite sono calate del 34,2 %. L’indice di vecchiaia è in costante aumento. Nel 2023, l’indice di vecchiaia è di 179,8, ovvero 179,8 anziani per ogni 100 giovani sotto i 15 anni. Anche perchè l’aspettativa di vita è aumentata considerevolmente negli ultimi 30 anni. Secondo alcune stime la popolazione italiana potrebbe ridursi di oltre 7 milioni nei prossimi cinquant′anni.

In Italia dunque il tasso di fertilità è uno dei più bassi d’Europa (1,3 figli in media per donna), fortemente al di sotto del tasso di mantenimento della popolazione (2,1).

Le donne over 40 che decidono di diventare madri sono sempre più numerose, sia in Italia sia all’estero. Una scelta spesso dettata dalle condizioni di vita e di lavoro delle donne, dalla mancanza di servizi per la natalità e la prima infanzia come nidi e asilo nidi, alle difficoltà economiche delle giovanbi coppie con lavori precari, sottopagati e a part time. Senza contarde poi ragioni specifiche di fertilità , sia relativi all’ aumento di problemi collegati ad una gravidanza posticipata nel tempo.

A lungo si è dibattuto nel nostro paese su un altro fenomeno collegato a quello dell’insorgere di difficoltà per problemi collegati all’età della donna : il fenomeno dell’utero in affitto . Una specie di prestito da donna a donna dell’utero per portare avanti una gravidanza . Questa pratica nel nostro paese è diventata illegale ed è un reato . E’vietata e punita dalla legge 40/2004 modificata dalla legge 169/2024, che ha introdotto il divieto di praticare la maternità surrogata anche all’estero. La la maternità surrogata viene considerata come una forma di sfruttamento e una pratica degradante per la donna .

Dunque far nascere, mettere al mondo significa dare la vita ad un “altro da sè” e costruire insieme un futuro .Certo è stato ed è uno che “fa nascere” anche il contadino o l’allevatore con saperi e capacità che nei secoli hanno accompagnato l’evoluzione del genere umano sulla terra. Come pure la riflessione su come sia nata la vita sulla terra , se esiste vita su altri pianeti . Ma soprattutto “dare la vita” ha significato e significa per l’uomo non tanto la funzione di riproduzione ma l’insondabile mondo di “ fare nascere”. Che cosa significhi poi far nascere è un tema lungamente dibattuto e che apre ancora orizzonti sconvolgenti quando si comincia a parlare di bioetica e da ultimo anche di intelligenza artificiale. E mentre frequentemente guardiamo a questo tema con la prospettiva biologica ed etica non ci accorgiamo che sopravanza una diversa prospettiva che in realtà ci pone una domanda quasi fondamentale : “ quando si nasce “ .

Si nasce due volte per il cristianesimo : una nascita nella carne e una nascita nello spirito Nel Vangelo di Giovanni, Gesù spiega a Nicodemo che per entrare nel regno di Dio bisogna nascere di nuovo, cioè rinascere spiritualmente. Dice Papa Francesco nell’Udienza Generale in Piazza San Pietro l’8 giugno 2022 . “ “Gesù dice a Nicodemo che per “vedere il regno di Dio” bisogna “nascere dall’alto” (cfr v. 3). Non si tratta di ricominciare daccapo a nascere, di ripetere la nostra venuta al mondo, sperando che una nuova reincarnazione riapra la nostra possibilità di una vita migliore. Questa ripetizione è priva di senso. Anzi, essa svuoterebbe di ogni significato la vita vissuta, cancellandola come fosse un esperimento fallito, un valore scaduto, un vuoto a perdere. No, non è questo, questo nascere di nuovo del quale parla Gesù: è un’altra cosa. Questa vita è preziosa agli occhi di Dio: ci identifica come creature amate da Lui con tenerezza. La “nascita dall’alto”, che ci consente di “entrare” nel regno di Dio, è una generazione nello Spirito, un passaggio tra le acque verso la terra promessa di una creazione riconciliata con l’amore di Dio. È una rinascita dall’alto, con la grazia di Dio. Non è un rinascere fisicamente un’altra volta. “(1)

Questo il testo evangelico : “ C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da lui[a] e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo[b], non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo[c]”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito». 9 Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?» 10 Gesù gli rispose: «Tu sei maestro[d] d’Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo, e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell’uomo [che è nel cielo]. (2)

Per Platone il “ corpo è la prigione dell’anima “, Rousseau e Kant parlano di una vera nascita solo quando l’uomo si scrolla di dosso alcune soggezioni, specialmente grazie alla educazione che è uno dei fattori che considera anche Hegel in questo processo di emancipazione.

In realtà nascere significa dunque molte cose tra cui “ venire al mondo” . A questo proposito il Comitato Nazionale di Bioetica della Presidenza del Connsiglio dei ministri in un suo parere afferma a proposito di venire al mondo : “ Il parere analizza il ‘venire al mondo’ di un essere umano inteso non come mera sequenza di fatti, ma come unico evento ‘globale’, assumendo il paradigma bioetico che riconosce al bambino un valore bioetico intrinseco, che si prolunga in quello proprio del soggetto adolescente, adulto e poi anziano, ma non lo anticipa, né ad esso è riducibile.
L’atto procreativo che determina l’evento nascita è definito come fenomeno naturale e al tempo stesso culturale, che coinvolge la responsabilità dei genitori ed è influenzato dalle variabili del sistema sociale ed economico. Esso richiede protezione sociale, giuridica e medica, in un contesto di servizi efficienti. A partire dalla consapevolezza che la venuta alla luce di un bambino è la “fase di estensione del ciclo vitale della famiglia”, il CNB si sofferma sugli aspetti maggiormente controversi: la preparazione alla generatività e alle funzioni parentali; la protezione del prodotto del concepimento nelle prime fasi del suo sviluppo; i diritti del nascituro; le cure mediche alla nascita; i rischi della gravidanza e del parto e i limiti della medicalizzazione; il neonato a rischio, la sua capacità di vivere, la dignità della sua vita e la qualità della sua vita futura; la distribuzione delle cure tra area ospedaliera e area primaria; la cultura del professionista che assiste all’evento nascita, dal concepimento alla venuta alla luce del bambino. In particolare il CNB auspica l’associazione dei programmi di educazione alla salute riproduttiva con l’educazione alla genitorialità. Ritiene inoltre moralmente obbligatorio da parte del sistema sanitario la pianificazione di interventi per l’individuazione del rischio nella gravidanza e nel parto al fine di salvaguardare la salute della madre, del feto e del bambino che viene alla luce, senza determinare un eccesso di medicalizzazione dell’evento. Il Comitato richiama il dovere del medico alla cura orientata al benessere del bambino che viene alla luce sano, in modo da facilitare il processo dell’attaccamento e “familiarizzare” il più possibile l’evento. In presenza di patologie, deve essere assicurato il trasporto tempestivo del bambino al centro neonatologico, dove le terapie devono essere sofisticate e, per quanto possibile, individualizzate e semplificate al fine di favorire il processo dell’attaccamento. In condizioni di rilevante gravità del bambino si pone il problema della decisione vita/morte in vista anche della qualità della vita futura: in questi casi, è sempre richiesto il confronto tra figure e competenze diverse (rappresentanti del bambino, medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, eticisti) e il coinvolgimento dei genitori nelle decisioni.Il CNB indica come problema bioetico cruciale la formazione di professionisti con competenze epistemologicamente adeguate al fine di favorire valutazioni caso per caso, flessibilità di approcci, ascolto, confronto di valori. Per questo, si ritiene che sia obbligo delle scuole impostare il curriculum formativo integrando la cultura scientifica, tecnologica e tecnica con la cultura bioetica e delle scienze umane. Per la stessa ragione, si ritiene utile che al personale siano fornite linee-guida bioetiche, anche con riferimento a normative e codici deontologici. “ ( 3)

Sull’evento poi di venire al mondo si parla anche di “ come si viene al mondo “. Sono state scritte pagine e pagine su quel breve o lungo percorso che bisogna percorrerere nel canale vaginale per riuscire a vedere la luce e cominciare a respirare fuori dal sacco amniotico . Quel viaggio dall’utero materno alla luce del mondo, dal buio alla luce, da un ambiente liquido ad uno estremamente asciutto , che molti hanno immaginato, fantasiosamente o realmente ,secondo i dati della scienza medica, descritto è un viaggio primigenio che è il prototipo di ogni viaggio , quelli veri e quelli metaforici che poi la vitariserva a chi “ viene a questo mondo “.

E proprio in riferimento al “ venire a questo mondo “ a lungo si è anche discusso sulla clonazione, per gli esperimenti effettuati con animali . Una tecnica di ingegneria genetica che permette di creare copie identiche di un organismo o di una cellula. Può avvenire in modo naturale o artificiale. Storicamente si deve ad Hans Speman l’idea di estrarre il nucleo da un ovocita e inserirne un altro per verificare la capacità del nucleo di una cellula già differenziata di ricominciare da capo la differenziazione cellulare. Una tecnica sperimentata per la prima volta nel 1938 . Nel 1952, infatti, due ricercatori inglesi, Briggs e King, riuscirono a portare a termine l’esperimento rimasto incompiuto da Spemann, clonando delle rane. In realtò l’esperimento più noto perchè più vicino a noi nel tempo è quello sulla pecora Dolly nel 1997 , il primo mammifero clonato a raggiungere l’età adulta. Ma la scoperta delle staminali hanno aperto prospettive importanti perchè permettono per esempio la riparazione dei tessuti .

Clonazione dunque che assume un particolare significato quando consideriamo le moderne tecniche di riproduzione di tessuti umani attraverso una tecnica che usa stampanti 3D “Electrospider “ che rivoluziona il mondo del bioprinting 3D, combinando micro-estrusione, elettrofilatura e tecnologia ink-jet per creare modelli cellulari 3D altamente realistici. Grazie a questa innovativa piattaforma, la biofabbricazione raggiunge livelli mai visti prima, permettendo di replicare con precisione la complessa topologia dei tessuti umani.

Ma qui già parliamo del prossimo futuro in cui attraverso queste tecniche l’uomo risuscirà ad assicurarsi l’immortalità perchè potra sostituire ogni parte del suo corpo fino ad avere un corpo nuovo. Infatti ci si prepara a questa possibilità conservando con la criogenesi non più tutto il corpo ma solo il cervello. Infatti del corpo come quello che possediamo nel nostro cammino terreno non sappiamo più che farne davanti alla possobilità di poter costruire pezzo per pezzo un corpo nuovo sperando di evitare l’esperenza di Dottor Jakyll e mister Hyde. Quella esperienza che cantava Ivan Graziani :”Ma tu chi sei?/Tu probabilmente non lo sai,/come non sappiamo pure noi /di esser tutti mezzi matti:/un poco Dottor Jekyll,/a little Mister Hyde” Una esperienza che non conosceremo forse mai.

Mentre conosciamo bene quella della nascita con o senza la camicia . Un’espressione che significa per l’aspetto scrintifico nascere con il sacco amniotico ancora integro. Si tratta di un evento raro e innocuo per la mamma e il bambino. Un modo ancora più naturale di nascere in cui il bambino quasi non si accorge di scivolare fuori dal corpo materno evitando il “trauma della nascita” quello di cui abbiamo già brevemente accennato . Nella cultura popolare, “nascere con la camicia” significa essere fortunato nella vita e possedere poteri magici, come la chiaroveggenza,.

A questo proposito Massimo Conese per le Edizioni Mediterranee nella collana Biblioteca contemporanea nel 2018 ha pubblicato un volume dal titolo “Nati con la camicia. La membrana amniotica nel folklore e nella medicina”

Un interessante volume i cui temi vengono così riassunti nella presentazione sul sito dello stesso editore : “Nella cultura popolare di molte regioni del mondo e di diverse epoche storiche, la nascita con la “camicia”, ovvero la membrana amniotica, raffigura un destino fortunato. Chi nasce con essa può infatti diventare un individuo dotato spiritualmente: uno sciamano o un prelato di alto rango, un arcivescovo cattolico o un lama nel mondo tibetano. Tale tipo di nascita conferisce inoltre dei poteri magici come la “seconda vista”, nei confronti di morti e di spettri, e la chiaroveggenza. “Nati con la camicia” raccoglie tutte le credenze popolari e le ipotesi intorno a questo avvenimento partendo dalla tradizione storico-letteraria e proponendo anche quanto scritto nei secoli da fisiologi, embriologi e medici. Secondo tali credenze e tradizioni, la “camicia” può anche essere apparentata a una sorta di copricapo che ha molti legami con il mondo delle fate e degli gnomi, e che conferiva protezione e invisibilità a chi nasceva con essa. Nel folklore europeo, e non solo, la “camicia” ha rappresentato un attributo che poteva indirizzare i proprietari verso un destino di benandanti, maghi, streghe, lupi mannari e vampiri, ovvero figure inerenti alle profondità della psiche. La membrana amniotica fa parte dell’unità feto-placenta-cordone ombelicale, e a tal riguardo il saggio documenta le diverse disposizioni e prescrizioni che nel corso dei secoli hanno riguardato le parti di questa unità al fine di favorirne e utilizzarne l’influsso positivo e scongiurarne quello maligno. Del resto, nel folklore sono note le proprietà terapeutiche della “camicia” e delle cellule che da essa possono essere derivate, mentre nella medicina antica, ad esempio quella cinese, erano ben conosciute le proprietà curative della placenta. Conoscenze andate poi perdute e in seguito recuperate nella medicina moderna: oggi infatti queste stesse proprietà vengono sfruttate nella cosiddetta “medicina rigenerativa”, al fine di riparare organi danneggiati, restituendo loro integrità strutturale e funzionale. “

Ho iniziato questa riflessione parlando della invenzione della fecondazione eterologa e dell’utero in affitto. La concludo con una innovazione tecnologica che è pronta per essere applicata all’uomo.Nel 2017 ricercatori del Children’s Hospital of Philadelphia in Pennsylvania (Stati Uniti), avevano condotto un esperimento che vedeva come protagonisti 8 agnelli cresciuti in utero artificiale e sopravvissuti per circa un mese all’interno del dispositivo. Nel 2022 , dopo una ulteriore ricerca gli stessi ricercatori hanno messo a punto una macchina pronta per la sperimentazione umana.

Non si tratta come tutti potrebbero pensare ricordando il film Matrix in cui uteri artificiali provvedevano a far nascere essere umani in serie ma si tratta di mettere a punto un dispositivo che potremmo chiamare una “ super incubatrice “ come quelle che esistono nei reparti maternità degli ospedali che accolgono i bambini appena nati o leggermente prematuri. In questo caso si tratta di salvare bambini quasi ancora allo stadio di feti che vengono per qualche modo espulsi dal corpo materno e che non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere .

Diversa la prospettiva di Ectolife l’idea della prima struttura al mondo per l’utero artificiale, digitalmente controllato da remoto. Basta un’applicazione sullo smartphone per regolare tramite sensori e telecamere il liquido amniotico, il cordone ombelicale e tanti altri parametri legati allo sviluppo del feto, una volta scelto, sempre attraverso algoritmi, il miglior embrione da impiantare. Se si include nel progetto un visore ottico, la crescita del bambino per i suoi primi nove mesi sarà interamente gestito da remoto grazie all’Intelligenza Artificiale, una prospettiva al momento ben più che remota.«Sarà in grado di far crescere 30.000 bambini all’anno». Tutto ancora sulla carta e niente è già operativo, ma l’annuncio del biotecnologo promotore di Ectolife, il 32enne yemenita Hashem al-Ghaili, vuole essere il lancio di un’idea in grado di combattere l’invecchiamento della popolazione e rilanciare il tasso delle nascite, il tutto in un’ottica filantropica, ma non priva di problemi etici.(4)

E dunque per un tema con molte implicazioni etiche su cui mi ripropongo di ritornare su queste pagine rimane per il momento una domanda se non proprio decisiva ma sicuramente molto accattivante : per il momento è ancora meglio nascere con la camicia o senza. Chissà .

(1)https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2022/documents/20220608-udienza-generale.html

(2)Giovanni , 3 ,1-13)

(3)https://bioetica.governo.it/it/documenti/pareri/venire-al-mondo/

(4) https://www.corriere.it/tecnologia/cards/ectolife-l-utero-artificiale-che-si-controlla-via-app-l-idea-distopica-di-un-biotecnologo-per-evitare-i-lati-negativi-della-gravidanza/il-promotore.shtml

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