UN DEPOSITO DI PERSONE. ECCO COSA SONO DIVENTATE LE ISOLE DELL’EGEO.
Redazione-Nel 2015, le due isole di Lesbo e Chios, distanti poche miglia dalla Turchia, sono diventate i punti di snodo principali della rotta migratoria nel Mediterraneo orientale. Le strutture di accoglienza sono da sempre inadatte a ospitare le circa trentamila persone presenti, soprattutto perché sospesi in un infinito limbo burocratico tra le varie di richieste d’asilo e di espulsione. Nonostante il presente accordo tra la Turchia e l’Unione Europea stipulato nel 2016 abbia ridotto l’intensità degli sbarchi, gli arrivi sono stati continuativi fino ad oggi, andando a sovraffollare ancora di più le tendopoli di Vial e quella di Moria.
I tre incendi divampati nella notte dell’8 settembre hanno distrutto il campo creando un grande scompiglio, e lasciando i migranti una nuova situazione di disagio. Alcuni hanno trovato rifugio nelle chiese, all’interno dei cimiteri, altri vicino ai bidoni della spazzatura o sotto gli alberi. Poco più di duemila di loro hanno cercato di raggiungere il porto, per tentare di salire su qualche nave, ma prontamente sono stati fermati delle forze dell’ordine. A preoccupare l’amministrazione, oltre all’incendio è l’epidemia: all’interno del campo erano stati identificate diverse persone con covid19 che attualmente non sono state ritrovate, così si è dichiarato che sarà più che presente la possibilità di nuovi contagi.
Come situazione è estremamente complicata da gestire per un unico paese, oltre il limite delle possibilità di controllo e sicurezza. A prova di ciò anche il fatto che sia gli abitanti sia le autorità locali sono diventate indifferenti alla situazione che hanno davanti, rifiutando le possibilità di costruzioni come campi all’aperto o nuovi edifici appositi. Sono numerosi coloro che si rifiutano di cooperare con il governo per gestire queste problematiche.
Inizialmente gli abitanti dell’isola si erano dimostrati più che generosi verso i loro ospiti in difficoltà, ma dopo anni senza soluzioni concrete tanti si sono stancati. Molti migranti hanno cominciato a distruggere chiese e patrimoni locali ed anche a rubare, comportamenti che hanno alimentato il malcontento generale.
Profughi, migranti e greci si sentono completamente abbandonati dall’Unione Europea, ormai le isole del Nord Egeo sono diventate depositi di persone.
Francia e Germania hanno già espresso la propria disponibilità ad accogliere 400 minori non accompagnati, mentre l’Olanda dovrebbe ospitare 100 persone di cui 50 minori. La Norvegia sta per mandare personale medico specializzato, la Polonia ha promesso di inviare circa 150 tende. Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha accolto con felicità la disponibilità di diversi paesi a farsi carico dei rifugiati, ma anche sottolineato quanto, sia necessario dotarsi di una definitiva politica migratoria che eviti
situazioni come quella di Lesbo.
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