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” IL TEMPO NELLE MANI ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  “Il tempo nelle mani: documentari sugli antichi mestieri in Abruzzo”, organizzato dell’associazione CESTAQ ETS, Centro Studi delle Tradizioni della Provincia dell’Aquila è una rassegna di documentari sui saperi antichi del nostro territorio, curata da Piercesare Stagni, lacui proiezione si terrà presso la Casa del Volontariato di L’Aquila con quattro appuntamenti : 11-18-25 marzo e 1 aprile alle ore 17. Incontri per raccontare, attraverso gli antichi mestieri e le attività quotidiane delle persone semplici, l’importanza della cultura materiale che ha contribuito alla costruzione della civiltà, affinché questo immenso e prezioso patrimonio non cada nell’oblio.

Il Cestaq Ets grazie al contributo professionale di Piercesare Stagni presidente Abruzzo Film Commission , critico cinematografico, storico del cinema e docente specializzato nell’analisi e nell’insegnamento della codifica dei linguaggi audiovisivi, da anni conduce la trasmissione “Il cinema racconta” su LaQtv. Che vanta anche collaborazioni a vario titolo con grandi personalità del cinema italiano e internazionale come Francesco Rosi, Manoel De Oliveira, Luciano Tovoli, Ferzan Ozpetek propone dunque quattro incontri aperti al pubblico ,gratuiti, alle  ore 17:00 presso la Casa del Volontariato, inVia Giuseppe Saragat, 10 a L’Aquila,

L’Associazione ha iniziato la sua attività nel duemilaventi con un impegno di organizzazione strutturale, funzionale al perseguimento dei suoi fini e con un lavoro di ricerca relativo ai settori di studio in cui impegnare le proprie risorse .

Per divulgare e valorizzare la storia e la cultura locale è necessario conoscere e analizzare la storia intesa come globale che è la somma delle storie e culture locali, a tal punto si necessita un recupero delle memorie locali intese nell’espressione più ampia possibile.

Attraverso l’accumulo dei ricordi, racconti, esperienze, si costruisce la persona come insieme di idee e valori; quindi, l’identità culturale non è un’acquisizione permanente ma va conservata e curata per non perderla. Quando avvengono dei cambiamenti sociali, economici e tecnologici, l’identità culturale può divenire molto fragile e delicata, modificandola o perdendola completamente. Quindi la riscoperta e la rivalutazione delle radici, del passato è importante perché rappresenta il portatore di un seme che deve dare un frutto, ossia il futuro, il passato deve essere sempre presente.

Particolare attenzione dunque al patrimonio culturale immateriale e la sua salvaguardia fin dalla proposizione dello statuto che all’art. 2 dello statuto dell’Associazione declina così lo scopo e l’oggetto sociale dell’Associazione

L’Associazione persegue, senza scopo di lucro, esclusivamente finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Intende operare,nei seguenti settori di attività previsti dall’art.5 del D.Lgs. del 3 luglio 2017 n. 117 ( lettere f e i ):

Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2014, n.42 e successive modificazioni;

Organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale.

Nello specifico l’Associazione, in presenza di notevoli tradizioni, per numero e tipologie, nell’intera provincia aquilana, sinora conosciute quasi esclusivamente nella singole realtà locali, intende operare per:

-porre in essere iniziative di carattere culturale finalizzate al recupero della memoria e della storia come elemento essenziale per la crescita complessiva di una comunità e di un territorio;

-organizzare eventi culturali atti a promuovere e diffondere, previa una ampia e dettagliata ricerca dei contenuti, la conoscenza delle locali tradizioni sì da superare gli attuali squilibri esistenti tra le comunità locali e quelle più avanzate presenti in molti territori regionali e nazionali;

-promuovere iniziative mirate ad ampliare l’offerta turistica anche nello specifico settore delle tradizioni di cui la provincia aquilana ne è particolarmente ricca;

-ideare e progettare interventi per la valorizzazione del territorio recuperando la storica e variegata tradizione musicale anche attraverso la pubblicazione di “ quaderni “ sulle ricerche e le indagini di particolare rilevanza;

-elaborare e diffondere un foglio quadrimestrale su “ La Provincia dell’Aquila e le sue tradizioni ”;

-attività di formazione sulle tematiche sopra evidenziate.

L’Associazione, inoltre, potrà svolgere attività diverse da quelle indicate purché siano secondarie e strumentali alle attività di interesse generale ai sensi dell’art.6 del D.Lgs117/2017.

Ma che cosa si intende secondo la convenzione dell’Unesco per patrimonio immateriale

1. Per “patrimonio culturale immateriale” s’intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, imanufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. Ai fini della presente Convenzione, si terrà conto di tale patrimonio culturale immateriale unicamente nella misura in cui è compatibile con gli strumenti esistenti in materia di diritti umani e con le esigenze di rispetto reciproco fra comunità, gruppi e individui, nonché di sviluppo sostenibile.

2. Il “patrimonio culturale immateriale” come definito nel paragrafo 1 di cui sopra, si manifesta, tra l’altro, nei seguenti ambiti:

a) tradizioni ed espressioni orali, ivi compreso il linguaggio, in quanto veicolo

del patrimonio culturale immateriale;

b) le arti dello spettacolo;

c) le consuetudini sociali, gli eventi rituali e festivi;

d) le cognizioni e le prassi relative alla natura e all’universo;

e) l’artigianato tradizionale.

Ma cosa si intende per salvaguardia secondo la Convenzione Unesco, e quali gli obiettivi e la portata innovativa del progetto?

Per “salvaguardia” s’intendono le misure volte a garantire la vitalità del patrimonio culturale immateriale, ivi compresa l’identificazione, la documentazione, la ricerca, la preservazione, la protezione, la promozione, la valorizzazione, la trasmissione, in particolare attraverso un’educazione formale e informale, comepure la rivitalizzazionedei vari aspetti di tale patrimonio culturale.

Seguendo le preziose indicazioni che fornisce la Convenzione, ad una identificazione dell’”elemento” deve accompagnarsi una identificazione della comunità, la cui partecipazione è fondamentale nel processo di salvaguardia, e una considerazione del contesto socio-economico nella cui vitalità si radica la possibilità di trasmissione culturale. Lavorare sul contesto socio-economico è la prospettiva indicata dalla Convenzione: su questo deve essere costruito il “piano di salvaguardia” dell’elemento patrimoniale.

Il concetto di salvaguardia, costituisce un grande avanzamento rispetto ai concetti di tutela, conservazione e valorizzazione. Questo concetto unisce, come analizzano i più recenti scritti e documenti internazionali, la consapevolezza del carattere trasformativo e processuale delle tradizioni nei loro contesti, con la necessità di porre limiti ai processi di spettacolarizzazione e mercificazione del patrimonio culturale nel mondo globale. Ponendo la tradizione al riparo dei potenti flussi di potere politico ed economico che attraversano le storie locali, connettendola allo sviluppo economico in maniera sostenibile e compatibile con le culture locali. In questo senso, l’alleanza tra ricercatori e “gruppi comunità ed individui”, portatori di tradizioni, appare come la sfida dello sviluppo sostenibile e della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Questi limiti non devono corrispondere, secondo una visione statica e conservativa del patrimonio come insieme di oggetti da tutelare, a vincoli definiti sulla base di criteri astratti, norme che rispondano a criteri esclusivamente scientifici o giuridici, che non si sono misurati con il contesto locale e i problemi concreti della trasmissione culturale. Non si tratta, nello “spirito della Convenzione, di ripristinare caratteri “originali ed autentici”. Si tratta di negoziare i limiti dello sviluppo e della trasformazione con le comunità, seguendo il criterio fondamentale e centrale dato dal “senso di continuità e identità” delle popolazioni. Un percorso di consapevolezza che poggia su processi di partecipazione, auto-documentazione, ricerca e dialogo con la comunità scientifica, rispetto dei “diritti culturali”, dei margini di autonomia di giudizio e di scelta delle comunità culturali.

L’Associazione che ha in programma la realizzazione di alcune pubblicazioni tra cui a breve una sulla tessitura , ha esordito lo scorso anno con la mostra di tombolo aquilano “La riscoperta di un’arte antica”, evento organizzato in collaborazione con “Le mani d’oro” di Maria Cristina Bravi .con questo evento ha inteso riflettere sull’importanza della formazione e sulla necessità di tramandare gli antichi saperi, al fine di salvaguardare l’identità del territorio. A tale scopo ha realizzato un opuscolo nel quale ha inserito un lavoro per ciascuna merlettaia e le informazioni utili per comprendere ogni singolo pezzo. Questo stampato è stato molto apprezzato dai visitatori, in quanto ha permesso loro di portare con sé una traccia di questa antica arte e del nostro territorio.

Tra pezzi di arredamento d’epoca di ottima fattura, su eleganti pannelli, erano esposti i lavori di Angela De Simone, Rosalba Rotilio, Roberta Alessandrini, Maria Cipollone, Silvia Di Carlo, Gabriella Bontempo, Alessandra Giancola, Manuela Castagna, Maria Cristina Santella, Marcella Bernardi, Enza Ruisi, Manuela Nuccilli, allieve della maestra Cristina Bravi.”

Maria Cristina Bravi, nata e residente a L’Aquila, diplomata al Conservatorio in pianoforte, ha frequentato il corso di Operatrice Tessile riconosciuto dalla Regione Abruzzo, conseguendo l’idoneità nel 1986. Ha partecipato a numerose mostre di rilievo nazionale ed internazionale.Tra queste si ricordano, in particolare, la  Mostra dell’artigianato al Castello Spagnolo dell’Aquila negli anni 1986, 1987 e 1988; l’ininterrotta partecipazione alla Biennale Internazionale del merletto di Sansepolcro dal 1988; la partecipazione alla Biennale del merletto di Cantù, nel 1995. Ha tenuto e tiene numerosi corsi di merletto, alcuni dei quali sovvenzionati dall’Unione Europea e dalla Regione Abruzzo.
Ha collaborato con Simona Iannini alla stesura di un libro, “L’Arte del Tombolo Aquilano”, curando la parte tecnica e fornendo la maggior parte del materiale fotografico. Ha partecipato, sempre con Simona Iannini, a numerose trasmissioni televisive.
E’ stata Presidente dell’AMI (Associazione Merlettaie Italiane) fino al 1999; in tale veste, nell’agosto del 1997, ha organizzato una importante mostra presso il Castello dell’Aquila e ha partecipato al convegno tenutosi alla conclusione della stessa, dal titolo “Il Merletto in Italia: diffusione e differenziazione”.

Continuando la sua attività sempre lo scorso anno, in occasione delle iniziative all’interno delle manifestazioni della 730a Perdonanaza celestiniana, ha promosso visite guidate dal suggestivo titolo “Affreschi e dipinti sacri lungo la via”, itinerari nel cuore antico dell’Aquila: una passeggiata evento, organizzata per raccontare, attraverso affreschi e dipinti votivi riemersi o restaurati dopo il sisma del 2009, la spiritualità della città dell’Aquila ed il legame indissolubile con le storie quotidiane dei suoi abitanti, che hanno contribuito a costruire la Storia della città.

La visita si è svolta il 27 agosto 2024 con uuna replica il 6 settembre visto il numero di prenotazioni .

“Affreschi e dipinti sacri lungo la via” è stato un evento guidato e gratuito che ha permesso a molti aquilani di guardare “con uno sguardo nuovo”, affreschi in vicoli e piazze del centro storico che spesso hanno visto senza considerare il loro grande valore per la religiosità popolare anche perchè immersi nella routine quotidiana. Carla Canali ha condotto i visitatori , seguendo un itinerario particolare, ad ammirare le edicole votive, restaurate o riemerse dopo il sisma del 2009, spesso in luoghi nascosti del centro storico raccontando la loro storia e illustrandone appunto il loro valore non solo iconografico ma anche culturaletra arte, bellezza e spiritualità. Immagini sacre che raccontano le storie locali che sono parte della Storia, facendo emergere in toto l’umanità della città. Un itinerario che fa parte del progetto “Territorio, musei e identità” che, attraverso la ricerca e l’analisi storico-culturale di raccolte di oggetti, attività artigianali, patrimonio materiale e immateriale, intende studiare e promuovere il territorio della provincia dell’Aquila, ricco di un bagaglio di cultura, bellezza, arte e storia non ancora pienamente conosciuto e valorizzato.

Proseguendo dunque il lavoro per concretizzare il progetto “Territorio, musei e identità” riflettere sull’importanza della formazione e sulla necessità di tramandare gli antichi saperi, al fine di salvaguardare l’identità del territorio, è dunque la volta di una serie di appuntamenti chepermetteranno un tuffo nei saperi antichi del nostro territorio, attraverso gli antichi mestieri e le attività quotidiane di artigiani che hanno fato vita alla cultura materiale che ha contribuito alla costruzione della civiltà dei nostri territori , affinché questo immenso e prezioso patrimonio non cada nell’oblio.

Gli incontri si terranno alle ore 17:00 presso la Casa del Volontariato, inVia Giuseppe Saragat, 10 a L’Aquila, secondo il seguente calendario:

11 marzo –GLI ARTIGIANI: l’ombrellaio, il bastaio, il rabdomante, il cordaio, il ramaio;

18 marzo –LA TERRA: il carbonaio, il ceramista, lo scalpellino;

25 marzo –LE TESTIMONIANZE: il pastore, la transumanza, la montagna, il cibo;

01 aprile –L’ABRUZZO NEI FILM: i luoghi d’Abruzzo nei film girati dai primi anni del ‘900 fino ad oggi.

Gli incontri de “Il tempo nelle mani: documentari sugli antichi mestieri in Abruzzo” permetteranno allo spettatore di scoprire cose nuove, oppure di riscoprire o di comprendere meglio la realtà che lo circonda. Grazie alle esperienze autentiche che saranno veicolate dai documentari e dal racconto sapiente di Piercesare Stagni, grande esperto della materia, ognuno potrà trovare spunti di riflessione su questioni sociali, ambientali, culturali e comprendere meglio la realtà che lo circonda.

Questi incontri ,come si diceva ,sono parte di un progetto più ampio che, con il patrocinio della Fondazione Carispaq, attraverso la ricerca e l’analisi storico-culturale di raccolte di oggetti, attività artigianali, patrimonio materiale e immateriale, intende studiare e promuovere il territorio della provincia dell’Aquila, ricco di un bagaglio di cultura, bellezza, arte e storia non ancora pienamente conosciuto e valorizzato.

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