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“AFFIDARSI AGLI ALTRI” – DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Si legge nel Siracide  biblico : “Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia,/non contristarlo durante la sua vita./Sii indulgente, anche se perde il senno, /e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore./L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata, /otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa.  ( Siràcide 6,,12-14)” Un comandamento che  se messo in atto  è capace  di ottenere il perdono dei peccati  che è prerogativa  della Chiesa di Pietro  che può legare e scigliere   senza condizioini.

Ma è soprattutto  il comnadamento  della cura dell’altro  che inizia proprio da chi è più vicino e poi diventa  quella del Samaritano evangelico   dove secondo la parabola chiunque si prende cura di chi ne ha bisogno diventa il tuo prossimo. Quello che viaggia nella vita di ognuno di noi , chi è nelle nostre  prossimità. E’ lui da amare. E soprattutto il prossimo fragile, ferito e abbruttito. “Nnon fare ad altri ciò che non vuoi fosse fatto a te”. Così  gli altri ci guardano che è lo stesso sguardo di Dio  che hafatto tutti a sua somigliuanza . «Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi?» dice Giobbe (31, 4) protestando contro le sue ingiuste tribolazioni. Gli fa eco l’autore della Lettera agli Ebrei, quando testimonia come non vi sia «Nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto» (4, 13).

L’altro. Quello che ci sta di fronte .Diverso soprattutto dal nostro Io. L’altro che dobbiamo accogliere, ascoltare, con il quale dobbiamo condividere un percorso. Insomma qualcosa che sta fuori di noi e per questo ci ricorda che esiste un mondo fuori di noi, attorno a noi con il quale dobbiamo interagire perchè  è proprio questo il nostro compito “ umano” . E umanamente parlando , quello che conta di più è il rispetto  dell’altro .Di questi temi  a lungo la letteratura si è occupata sia con racconti  che ci dicono come il protagonista di  alcune storie ,prendiamoper esempio l’Ulisse dell’Odissea omerica, vada alla ricerca di se stesso. Che è l’opposto, come  dice Levinas del viaggio di Abramo  , che è un viaggio  verso l’altro che sorpassa la sfera del sé. ( 1 )

Gli avvenimenti che caratterizzano la geopolitica del nostro tempo  sembrano negare dialogo, ascolto  e comprensione. Si pensi ai progetti di trattamento degli immigrati , quelli che sbarcano nel nostro paese, propaggine mediterranea dell’Europa ,in cerca di una vita migliore  affrancata dai disagi materiali, dalle violenze delle guerre . Li aspettano quasi sempre  centri di detenzione  fino alla remigrazione. Non si parla di inserimento , accoglienza, Non c’è nel nostro tempo, tranne rare eccezioni uno sforzo per guardare agli altri  negando un’idea importantissima la cura  degli altri  che richiede responsabilità, impegno .

Nel nostro quotidiano, in quello della nostra vita sperimentiamo  spesso una espropriazione  quando dobbiamo affidare il nostro corpo ad un altro sia esso una persona fisica che ne ha cura ,sia una istituzione come un carcere,un ospedale, una casa di riposo,una caserma  che lo custodisce. Che significa in molti dei casi che ho citato , forse in tutti, entrare  in un tunnel che porta a rivedere la luce  qualche volta  ma quasi sempre  a rimanere nel buio.  E il buio in questi casi è la sospensione di alcune facoltà, di alcuni diritti, insomma della sospensione di un tempo  della propria vita che diventa   tutt’altro da quella  che si è vissuta  fino ad allora. Ecco perchè la cura è un compito  delicatissimo che coinvolge  sia le persone  che le istituzioni, i progetti della politica, gli impegni finanziari , insomma l’intera comunità.

Parlo in sostanza di fragilità  che l’ultima pandemia dovuta al Covid 19 ,per esempio  ha messo in evidenza  con due fatti interessanti  : la fragilità dell’uomo come organismo biologico (di fronte alla complessità dell’antropocene ) e il fallimento dell’ordine  liberale  internazionale creato  per governare l’interdipendenza.Ma  parlo anche della fragilità che a volte rende insopportabile la vita stessa. Come per esempio nel caso delle decisioni  per il fine vita  da parte di chi si trova in una condizione di “ non vita” dovuta ad una infermità incurabile . Ma questo è un discorso estremo. Voglio invece parlare della vita , quella che ha  sempre un valore e che va vissuta anche in condizioni di fragilità  nataurale  come per esempio in una particolare età  : la vecchiaia che comporta  in alcuni casi disabilità ma anche delle condizioni di disabilità al di fuori della vecchiaia come “diversità “ vera e propria .

Tra i temi che la “cura “ propone di esaminare  c’è quello  della vecchiaia . Una età in cui  chiaramente si accentua il declino naturale e progressivo delle funzioni vitali e delle capacità rigenerative dell’organismo ma è anche un’età  da considerare una risorsa preziosa, ricca di saggezza ed esperienza,.Anche se spesso  all’universo degli anziani  al cui universo si guarda spesso in termini brutali: Si parla del trattamento degli anziani  come di raccolta differenziata dei rifiuti. Mi si perdonino i termini estremi ed estremizzati in una analisi che mette al centro appunto  il problema degli anziani  quando  non sono più autosufficienti, quando hanno bisogno di assistenza, quando  hanno bisogno della terapia del dolore, quando in poche parole vivono l’ultimo periodo della loro vita  che è ancora piena di aspettative, di diritti, di considerazione e rispetto.

Un’analisi che mette al centro le modalità di intervento della nostra società su questo fenomeno che sembra debba ridursi solo alle RSA , che pur essendo uno strumento utile di aiuto e forse di contrasto a certe condizioni, non  è sicuramente  il solo strumento per rendere gli ultimi giorni di vita di ogni individuo accettabili e degni di essere vissuti con serenità e con speranza.  La speranza di un compimento .

Su questo tema si è aperto da tempo un dibattito  ricco ed articolato non esente da  toni a volte anche drammatici per gli avvenimenti che ne hanno  determinato l’avvio, quello della pandemia dovuta al Covid . In quell’occasione  solo l’1,1% dei pazienti deceduti aveva meno di 50 anni e quasi il 96% era affetto da una o più patologie preesistenti.

Un dibattito estremizzato  da ogni lato che però  non ha voluto e non vuole ancora rispondere ad una domanda  fondamentale: quanto vale la vita delle persone che sono morte  da sole in terapia intensiva, che sono morte dentro le RSA sempre in solitudine, che non sono riuscite a sfuggire al contagio proprio a ragione della loro condizione . Una domanda che si allarga poi anche al valore della vita di tutte quelle persone che hanno vissuto  la pandemia e ne stanno vivendo ancora oggi le conseguenze in  condizioni di bisogno e di tutte quelle persone che sono state ridotte alla povertà proprio a causa dei problemi crearti dalla pandemia.

Quanto vale la vita di una persona fragile,per esempio un disabile e un anziano  che vede, come abbiamo detto, progressivamente il declino naturale  delle proprie funzioni .

Appunto il metro probabilmente è quello della cura , ovvero della capacità di curare , di avere cura da parte  delle istituzioni  e della sanità pubblica.

In Italia il numero di strutture residenziali per anziani non autosufficienti continua a crescere, ma la qualità dell’assistenza che prestano è un tema controverso e di difficile valutazione data l’eterogeneità del settore. Nel 2019  il rapporto OASI (Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema Sanitario Italiano) basato sui dati di quell’anno , mostra come in Italia, dei quasi tre milioni di anziani non autosufficienti, solo una frazione ridotta risiedava in RSA e RSSA, la maggioranza degli anziani che hanno bisogno di una qualche forma di assistenza vive a casa propria o in famiglia.

Ora la possibilità che gli anziani, anche bisognevoli di cura ,restino in famiglia è  sicuramente una alternativa alle RSA  che come accennato mostra  delle problematiicità proprio nella qualità dell’assistenza. Ma l’assistenza agli anziani non autosufficienti grava pesantemente sui familiari, che spesso assumono il ruolo di  caregiver  informali facendosi carico dell’igiene, della somministrazione di farmaci e della burocrazia. Per alleggerire questo carico, in Italia è possibile accedere a tutele lavorative, contributi economici e servizi di supporto professionale

Nel 2025  oltre alla normativa  relativa a  particolari sostegni, ,possiamo  allora parlare di Bonus Anziani 2025” o “Prestazione Universale“, un contributo sperimentale di circa 850€ mensili (in aggiunta all’accompagnamento) per ultraottantenni non autosufficienti con ISEE basso, finalizzato a finanziare l’assistenza domiciliare (badanti o servizi). Parallelamente, restano valide le detrazioni fiscali per spese in RSA (19% su spese sanitarie certificate) e altre agevolazioni come esenzioni ticket, supportando le esigenze di assistenza residenziale e domiciliare in modo integrato per il 2025 .

La Prestazione Universale, subordinata allo specifico bisogno assistenziale e istituita in via sperimentale dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, è una nuova misura economica che ha lo scopo di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale delle persone anziane non autosufficienti. ( 2  )

Ma il 2025  con la legge di bilancio che appunto  ha esteso  i suoi effetti nel 2026  c’è anche una innovazione  apprezzabile  per quanto  riguarda le disabilità . La Legge di Bilancio 2026 introduce provvedimenti significativi per la disabilità, con un focus su caregiver e finanziamenti sanitari, tramite l’istituzione del  Fondo per i Caregiver (1,15 milioni nel 2026) per definire la figura e offrire sostegno, l’incremento del Fondo Sanitario Nazionale, e fondi per l’assistenza scolastica e la mobilità accessibile, oltre a emendamenti proposti per il “Reddito di Cura” e misure di equità fiscale. Si parla di un sostegno in totale  di oltre 627 milioni .( per i caregiver 1,15 milioni di euro per l’anno  2026 e di  207 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027.)

Al via anche il “Il bando “Vita e Opportunità”, che si è aperto  a gennaioe che è – come si legge in un comunicato del Ministero per le disabilità della sanità  – un’occasione concreta per accompagnare le Persone a una vita il più possibile autonoma e partecipata, e gli Enti del Terzo Settore nella replica e sviluppo di buone pratiche e progetti virtuosi”.

A proposito di questo Bando la  ministra Alessandra Locatelli: «Abbiamo iniziato un percorso di cambiamento nel paese, dettato dalla riforma sulla disabilità con un nuovo approccio alla presa in carico della persona sui territori, della ricomposizione delle risposte intorno ai bisogni, ma anche guidato dalla nuova prospettiva che stiamo promuovendo, per vedere in ciascuno le potenzialità, i talenti e le competenze». Vincenzo Falabella (Fish): «Ora bisogna fare il salto di qualità, occorre investire maggiormente nelle risorse pubbliche»

Il piano è stato presentato il 3 dicembre 2025   nel corso di un evento organizzato a Roma, nel Cortile d’onore di Palazzo Chigi, in occasione della Giornata internazionale sui diritti delle persone con disabilità, il Piano è stato approvato nei giorni scorsi dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità – Ond.   Ed è sicuramente  un punto di partenza per pianificare politiche mirate a migliorare la qualità di vita dei cittadini e delle cittadine con disabilità,

in questa prima parte della legislatura si registra anche l’istituzione del fondo da 22 milioni per l’inclusione lavorativa di mille giovani con disabilità assunti a tempo indeterminato.

(1 )Lèvinas E., Il Pensiero dell’altro, Lavoro, Roma, 1999.

 Lèvinas E., Totalità e Infinito. Saggio sull’esteriorità, Jaca Book, Milano 1996

 Lèvinas E., Il Tempo e l’Altro, a cura di F.P. Ciglia, Il Melangolo, 1997.

Lèvinas E. L’epifania del volto. Pazzini. 2016.

( 2  )Possono presentare la domanda tutti coloro che soddisfano i seguenti requisiti sanitari e amministrativi:

  1. età anagrafica pari o superiore a 80 anni;
  2. un livello di bisogno assistenziale gravissimo, individuato dall’INPS, sulla base delle informazioni sanitarie a disposizione nei propri archivi e delle indicazioni fornite dalla commissione tecnico-scientifica di cui al Decreto Ministeriale n. 155 del 16 ottobre 2024 approvate con il Decreto Ministeriale del 19 dicembre 2024;
  3. un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, in corso di validità, non superiore a 6mila euro;
  4. la titolarità dell’indennità di accompagnamento di cui all’articolo 1, primo comma, della legge 11 febbraio 1980, n. 18.

Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedente la Prestazione Universale deve essere in possesso dei requisiti.

Accertamento del livello di bisogno assistenziale gravissimo

Per individuare il livello di bisogno assistenziale gravissimo, l’accertamento viene effettuato con le modalità di cui all’articolo 29-ter del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, sulla base delle informazioni sanitarie a disposizione negli archivi dell’Istituto, e della documentazione che verrà allegata dall’interessato in sede di presentazione della domanda attraverso il servizio dedicato. La valutazione verrà effettuata tenendo conto delle indicazioni fornite dalla commissione tecnico- scientifica di cui all’art. 34, comma 3, del decreto legislativo 29/2024 approvate con decreto ministeriale del 19 dicembre 2024.

In particolare, la valutazione verrà effettuata sulla base dei seguenti parametri:

  • requisito sanitario: valutazione della disabilità gravissima valutata sulla base dei parametri di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 26 settembre 2016, ovvero in tutti i casi in cui è necessaria un’assistenza continua 24 ore su 24, a volte prestata anche da più persone contemporaneamente, l’interruzione della quale, anche per un periodo molto breve, può portare a complicanze gravi o anche alla morte;
  • requisito sociale, che farà riferimento alla situazione della persona con disabilità in ambito familiare e assistenziale sulla base del punteggio risultante dalle risposte fornite dal richiedente la prestazione in sede di compilazione della domanda. Il punteggio totale del questionario permette di rilevare il bisogno assistenziale gravissimo del richiedente.

Ai fini del riconoscimento del livello di bisogno assistenziale gravissimo dovranno risultare soddisfatti entrambi i requisiti (sanitario e sociale: disabilità gravissima e sussistenza di un bisogno assistenziale con un punteggio almeno pari a 8).

COME FARE DOMANDA

Per ottenere la prestazione l’interessato deve inoltrare richiesta all’INPS.

https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.decreto-anziani-prestazione-universale.html

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