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SQUARCI DI VITA INTELLETTUALE ITALIANA A FINE XIX SECOLO CON I ”CLERICI VAGANTES PER UN SELVATICO MAGGIO IN SARDEGNA”

"PRESENTAZIONE"

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Redazione-  A fine XIX secolo, nel Regno d’Italia unitario già realizzato, le redazioni dei giornali svolgono un ruolo culturale cruciale, determinante, riuscendo a imprimere a tutto il territorio italiano una nuova fisionomia, una nuova identità, agendo da collante culturale oltre che politico, contribuendo a formare un’opinione pubblica nazionale e a “fare gli Italiani”.

Mancano gli editori cosiddetti “puri”, sicché i giornali sono per un certo periodo dipendenti dai finanziamenti politici con le inevitabili conseguenze di “controllo” e di propaganda di parte. Finché sulla scena culturale ed imprenditoriale italiana non esordisce un gigante, un giovane lombardo dal fisico da corazziere, così come lo descrivono i suoi amici. Si tratta di Angelo Sommaruga.

Come afferma lo stesso Benedetto Croce, l’editore lombardo Angelo Sommaruga e i “circoli sommarughiani” sono il motore propulsore dell’innegabile risveglio di giovani talenti e contribuiscono a delineare una narrazione unitaria nazionale. Croce così scrive: “Fu quello un periodo assai notevole della vita intellettuale italiana … Nella ‘Cronaca Bizantina’ lavorarono e si manifestarono scrittori d’ indole assai diversa; ma vecchie, giovani, sensuali ed asceti, eruditi e scapigliati, ebbero tutti, in quel collaborare, come un battesimo o un crisma di modernità.”

Lo storico della Letteratura Italiana, Giovanni Pirodda, sottolinea la funzione formativa del giornalismo non solo in merito ai talenti e alle qualità letterarie che si sviluppano durante gli ultimi decenni dell’Ottocento anche in Sardegna (con particolare attenzione e considerazione per il poeta Sebastiano Satta e la scrittrice Grazia Deledda), ma più in generale in merito agli influssi determinanti che il giornalismo ha sulla diffusione della cultura e dell’informazione nella sua regione, oltre che della conoscenza e dell’uso della lingua italiana.

Le redazioni dei giornali cesellano e cementano rapporti di amicizia fraterni fra i vari intellettuali italiani, favorendo scambi culturali fra le varie regioni d’Italia, divisa in tanti staterelli e ducati e granducati prima del Risorgimento e del conseguimento dell’unità sotto la dinastia dei Savoia.

Le redazioni giornalistiche del tempo costituiscono infatti privilegiati salotti letterari attorno ai quali orbitano i nomi più illustri della nuova cultura nazionale.

A fine Ottocento l’editore italiano di spicco Angelo Sommaruga, proprio per la sua storia personale, è l’elemento coesivo fra molti scrittori del continente, in particolare dell’Abruzzo, della Lombardia e Toscana, con gli intellettuali della Sardegna. È proprio grazie a Sommaruga che i suoi giovanissimi collaboratori, allora appena ventenni, gli scrittori abruzzesi Edoardo Scarfoglio e Gabriele d’Annunzio, giungono in Sardegna.

Nella Critica del 1904 Benedetto Croce scrive su Gabriele d’Annunzio:

“Venuto a Roma nel 1881 partecipò al movimento artistico-letterario che ebbe per centro il Sommaruga e la sua ‘Cronaca Bizantina’. Fu quello un periodo assai notevole della vita intellettuale italiana, e merita che se ne faccia la storia, e chi sa che non la faremo noi, una volta o l’altra, quando avremo raccolti i materiali occorrenti, nelle pagine di questa rivista. Nella ‘Cronaca Bizantina’ lavorarono e si manifestarono scrittori d’ indole assai diversa; ma vecchie giovani, sensuali ed asceti, eruditi e scapigliati, ebbero tutti, in quel collaborare, come un battesimo o un crisma di modernità. Non è da tacere peraltro, che quella modernità non fu sempre aperta alle migliori e più salutari correnti della vita moderna, perché nell’ambiente del Sommaruga si agitò e dominò talora molta avidità di godimenti e di lusso, molta spregiudicatezza di gente che aveva imparato che bisogna dar l’assalto, senza scrupoli, all’albero della vita”.

Quello di fine Ottocento è un periodo in cui diversi imprenditori scelgono di investire nella stampa e nelle redazioni giornalistiche con una visione completamente nuova, più liberale della comunicazione. Sono del resto cambiati il clima e lo scenario politico. Gli uomini politici italiani dell’Ottocento hanno stretti legami con l’informazione giornalistica e con i giornali che essi stessi si preoccupano di fondare o di sostenere. Il giornale diviene per loro sia mezzo, attraverso cui promuovere il proprio operato ed affermarsi piuttosto che comunicare, sia strumento di consacrazione pubblica, non dissimile dalla funzione che oggi ha la televisione. Successivamente il giornale diviene anche un formidabile strumento di istruzione e di educazione popolare, che peraltro riesce a coinvolgere l’opinione pubblica in un’epoca, in cui i giornali costituiscono l’espressione di due poli propulsori dell’economia, anche di quella  sarda, dove vi sono i proprietari terrieri, impegnati nell’affermazione politica e nel conseguimento di cariche politiche a livello comunale e provinciale, e poi nazionale, e gli industriali delle miniere, dell’attività cantieristica, delle società ferroviarie, dell’imprenditoria urbana, interessati a loro volta al conseguimento di cariche pubbliche nella vita amministrativa. Essi hanno un forte senso di appartenenza alla loro stessa classe sociale.

Tali peculiarità si riscontrano in particolare nella stampa cagliaritana: Cagliari è una città operosa e ricca di commercio anche nell’Ottocento, “la città più citta” di tutta la Sardegna, e presenta un’attività editoriale qualificata. I suoi giornali lo dimostrano. Fatta eccezione degli anni 1848-1850 caratterizzati da fogli politici-patriottici, il resto è in gran parte stampa di informazione volta ad orientare lo sviluppo economico e sociale della regione, come in altre zone del Regno.

                                                                                                       (continua …)

F.to Gabriella TORITTO

FONTI

Prefazione di Gabriele d’Annunzio a “Le osterie d’Italia” di Hans Barth

“Due viaggi in Sardegna”, Gabriele d’Annunzio, Cesare Pascarella, Edoardo Scarfoglio, tre giovanissimi giornalisti nell’isola bella e sconosciuta, in SARDEGNA AMORI E BATTAGLIE, a cura di Sandro Ruju, La Biblioteca Della Nuova Sardegna, Editoriale La Nuova Sardegna SpA 2013

“Pagine Disperse” Cronache Mondane – Letteratura – Arte di Gabriele d’Annunzio coordinate e annotate da Alighiero Castelli, Bernardo Lux Libraio Editore di S. M. La Regina Madre Roma – 1913

REGIONE AUTONOMA DELLA DARDEGNA, Quotidiani, periodici e riviste delle biblioteche della Sardegna, Catalogo (1774 – 1899) a cura di Rita Cecaro, Cagliari 2015

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