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“ SONO ARRIVATI I LANZICHENECCHI! “ – PROF.SSA GABRIELLA TORITTO

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Redazione-  Con l’indebolimento dei legami della servitù feudale, tipici del periodo rinascimentale, coloro che appartenevano al ceto sociale dei “servi della terra” tentarono la sorte aggregandosi a compagnie mercenarie nella speranza di arricchirsi con Il saccheggio e con la rapina.

Lanzichenecchi è un termine di derivazione tedesca. Significa “servo della regione” o “servo della terra”. I lanzichenecchi erano reclutati soprattutto fra i cadetti dei piccoli proprietari terrieri. Sceglievano l’attività militare piuttosto che diventare servi rurali dei fratelli primogeniti, in quel tempo unici eredi delle proprietà di famiglia. Divennero famosi per la crudeltà e la violenza esercitata nei confronti dei popoli vinti. Saccheggiarono Roma nel 1527, macchiandosi di efferatezze inenarrabili sui civili. Furono mossi da un odio profondo e dalla cupidigia di ingrossare i propri guadagni con il bottino di guerra oltre che con la paga in fiorini.

Dai lanzichenecchi ci separano cinque secoli, eppure sembra siano ancora fra noi. Di avidi, di ingordi, di venali, di saccheggiatori ce n’è a iosa. Vogliono costruire resorts sul mare e per questo spostare un intero popolo che a ridosso di quel mare abita da secoli.

Non si era mai sentito nulla del genere nella Storia. Sta dilagando una follia collettiva che forse anticipa qualche sconvolgimento cosmico. A meno che lo sconvolgimento dell’etere, causato dalle onde elettromagnetiche, non abbia alterato le nostre funzioni neuronali.

Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo, grande regista del Novecento, diresse “La caduta degli dei”, film ispirato alla famiglia Krupp e ambientato nel Terzo Reich, mettendo in luce le depravazioni e la satanica deriva di uomini che, quando non sono illuminati da una Verità superiore, da un’Etica, compiono nefandezze orribili.

Sembra tuttavia che né la Storia, né la letteratura, né il cinema riescano ad insegnare qualcosa. E il Male avanza.

Tempo fa su “Anankenews” ho scritto un articolo dal titolo “Il mondo che non c’è più e la nuova intelligenza – AI – che avanza”, in cui avvertivo che stiamo entrando in una nuova dimensione del nostro pianeta Terra e che il mondo a cui siamo abituati sta inesorabilmente cambiando.

E’ già cambiato. Vediamo uomini legati più che mai al potere conseguito, alle ricchezze sconfinate ancora da accumulare, alla follia di poter disporre della vita di altri uomini, ostinati nel loro Mega-Ego, sebbene siano ad un passo da Thanatos. Combattono contro il Tempo. Pensano di essere immortali.

Anche la pandemia non ha insegnato niente. La violenza serpeggia ovunque. E come potrebbe essere altrimenti. C’è una moltitudine di schiavi. Non sono persone. Sono soltanto cose. Non contano. Li puoi spostare a piacimento. A che cosa servono?

Avevo scritto che certi personaggi in auge mi ricordano la lupa di dantesca memoria: famelica e maledetta, che più si sfama e più ha fame. S. Paolo definiva l’avarizia e la cupidigia la radix omnium malorum (radice di tutti i mali, I Timoteo, VI, 10). Dante le riteneva la causa prima del disordine morale e politico in cui versava l’Italia della prima metà del Trecento … e si può affermare nel mondo globalizzato di oggi:

Ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti fé già viver grame …”

E per quella cupidigia, per quella sete di potere e conquista “simulano” attentati per un ritorno di consensi, tessono intrighi, manipolano menti e numeri. L’importante è arrivare. Essere primi. Da Giovanni, 3, 19- 21: “… la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio”.

Nel tempo complicato e destabilizzante in cui viviamo, assistiamo ad un capovolgimento di situazioni. I diritti basilari, come il lavoro, l’assistenza sanitaria, la vera giustizia sono negati per lobby di potere cieco e sordo. Siamo tornati al passato. Altro che Medioevo. Siamo nuovamente al tempo degli antichi Egizi. Il sapere è divenuto sempre più esoterico (ovvero accessibile solo a specialisti) ed anonimo (quantitativo e formalizzato). Gli Scribi sono già fra Noi. Con internet, i social e il culto per le immagini annoveriamo un’alta percentuale di analfabeti. Oltre alla Sanità, al Welfare, ora vogliono privatizzare anche l’Istruzione.

Lo scollamento fra la politica e il Paese reale è notevole e non potrebbe essere altrimenti: leggi “ad personam”; incarichi ad amici e congiunti; invito neppure celato a depredare lo Stato …

E la Scienza che nel passato, assieme alla tecnica, ha contribuito a migliorare le sorti dell’umanità, oggi in mano ai super-ricchi, che sovvenzionano la ricerca, concorre poco alla risoluzione dei problemi economici e sociali.

La posta in gioco però è alta ed è caratterizzata da nuovi, ardui problemi, posti alla convivenza umana da un’interdipendenza planetaria irreversibile fra le economie, le politiche, le religioni, le conoscenze di tutte le società umane e dalle epidemie che diventano ora pandemie nel giro di poco tempo. La visione deterministica, meccanicistica, quantitativa e formalista che caratterizza molti uomini di potere ignora, occulta, dissolve tutto ciò che è soggettivo, affettivo, libero e creatore.

La Storia, l’esperienza insegnano che l’economia, scienza avanzata matematicamente, è arretrata umanamente.

Lo scienziato Hayek sosteneva: “Nessuno che sia solo economista può essere un grande economista”“Un economista, solo economista, diventa nocivo e può costituire un vero pericolo”.

F.to Gabriella Toritto

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