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SI APRE IL SIPARIO SU SALVATORE PUPILLO

Dal 24 febbraio al 24 marzo a Roma, a Spazio Sette, la sua personale “SCENE”

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Onda, 1991 olio su tela cm. 160 X 170

Redazione-  Con il Vernissage di lunedì 24 febbraio, si apre a Spazio Sette l’attesa mostra personale del pittore romano, di origini siracusane, Salvatore Pupillo.

Ad accompagnare le opere, i testi di Silvana Baroni, Pippo Di Marca, Valerio Magrelli e Francesco Gallo Mazzeo.

“SCENE” ben rappresenta l’evoluzione del percorso artistico di Pupillo, e la sua capacità di coniugare elementi espressionisti e informali in opere astratte e minimaliste che restituiscono la realtà attraverso “il graffio netto, elemento chiave di ogni sua composizione cromatica e disegnativa”, e con “Segno e Campo quali dualità che lui mette in opera determinando una leggerezza, che è come un respiro dell’area senza perimetro…”(Francesco Gallo Mazzeo). Una leggerezza ben descritta anche da Giancarlino Benedetti Corcos, per il quale “Pupillo dipinge l’invisibile di ciò che la notte lascia al giorno”. Le opere esposte in “SCENE”, però, un perimetro lo delineano, sia temporale – con realizzazioni che coprono l’arco dal 1991 al 2020 –, sia per una sorta di quinte teatrali, sipari, che vanno ad inquadrare il racconto, poetico, contenuto in molte delle tele.

L’Artista

Nato a Roma nel 1956, di origini siciliane, ascendenza molto sentita, Salvatore Pupillo sperimenta l’arte fin da bambino e, da autodidatta, diventa esponente di rilievo della pittura italiana emersa a partire dagli anni ‘80. La sua carriera artistica inizia ufficialmente nel 1985 con una mostra a Villa Corsini a Roma. Nel corso degli anni partecipa a numerose esposizioni sia in Italia sia all’estero, consolidando la sua reputazione nella scena artistica contemporanea con la sua ricerca che punta a ridurre e astrarre – e in alcuni esiti a stratificare – i dati sensibili, portando la realtà osservata ad una sintesi estrema che ne rivela la sua essenza più profonda. Un taccuino per catturarne i momenti, camminando, decine di schizzi per tradurli in ispirazioni e infine il dipinto, che poco o niente conserverà, però, di quei disegni. Leggerezza e sospensione è ciò che ama negli artisti che segue e che in qualche modo lo hanno ispirato o lo ispirano tuttora, mentre il dualismo astratto–figurativo non sembra toccarlo, convinto che arte sia “quella che ti trafigge… altrimenti è piatta”. Altro dualismo che il pittore sperimenta è quello tra colore e supporto, in osmotico scambio, facendosi sorprendere dalle rese sempre diverse a seconda della superficie su cui lavora. La sua tecnica punta all’astratto, o meglio ancora al “minimal”, nutrito di luce: immagini sospese in (possibile) espansione. Che se c’è, se percepita da chi guarda, è però appena accennata, “un filo di fumo che fa pensare alla pipa di Magritte” (Enrica Torelli Landini).

Spazio Sette Libreria: uno spazio prezioso

Spazio Sette, libreria situata nel cuore della città, è sempre stato uno luogo amato dai romani, anche quando era diversa la sua destinazione d’uso, e ora è punto di riferimento culturale vitalissimo per eventi letterari e artistici di rilievo, ospitati in sale dall’architettura suggestiva, cui si arriva passando per i libri, a suggerire un dialogo armonioso tra arte e letteratura.

La mostra resterà visitabile, dopo il vernissage, dal 25 febbraio fino al 24 marzo 2025, dal lunedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00, con ingresso libero.

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