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IL PRESIDENTE DEL FAVIS MAURIZIO ALESSANDRINI SUL DIVIETO DELLE TRASFUSIONI DI SANGUE DA PARTE DEL GEOVISMO

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Redazione-La Costituzione Italiana sancisce che “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” a condizione che “non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” (art . 8)”; e inoltre “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume” (art. 19).

Uno stato democratico come l’Italia, stato di diritto e non teocratico, permette ad una organizzazione religiosa di imporre ai propri fedeli l’obbligo pressante (disumano) del rifiuto di trasfusione di sangue in dispregio del principale e inalienabile diritto alla vita, costringendo il geovista in pericolo di vita ad una scelta crudele: morire, rifiutando la trasfusione, oppure vivere accettandola, ben sapendo a quali gravi conseguenze andrà incontro (famigliari, affettive, psicologiche, lavorative). E questo scempio del diritto inalienabile alla vita avviene impunemente al riparo del diritto di culto: si realizza un abuso del diritto di cui all’art 8 della Costituzione.

Il diritto di culto contemplato nell’art. 8 della nostra Costituzione, al pari di ogni altro diritto, non può essere esercitato senza confini poiché si trasforma in abuso, e quei confini sono principalmente:

– Art. 1 Costituzione- Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge

– Art. 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani : Ogni individuo ha diritto alla vita ed

alla sicurezza della propria persona

– Art.8 della Costituzione (…) “contrasto con l’ordinamento giuridico italiano”

– Art. 2.1 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: Nessuno può essere intenzionalmente

privato della vita (…)

La Congregazione sostiene che la scelta è libera e autonoma, scaricando così ogni responsabilità sul fedele; ma quanto può essere ‘libera e autonoma’ la scelta di una persona in pericolo di vita e psicologicamente pressata dalla minaccia della mancata salvezza eterna? Con quale crudeltà si può chiedere a una madre: scegli la morte e sarai salvata, scegli la vita e sarai come morta per la comunità geovista e, peggio ancora, per i figli cui hai dato la vita e ami più di te stessa.

Se a imporre quest’obbligo pressante fosse, paradossalmente, un movimento politico italiano che propugna la difesa della purezza di una minoranza etnica, la Magistratura interverrebbe per il configurarsi della istigazione al suicidio e scioglierebbe il partito politico.Perché a un ente religioso è concesso di imporre ai propri fedeli un comportamento contro il diritto inalienabile alla vita (prospettando conseguenze gravi di vario tipo per chi sceglie di vivere), mentre per una organizzazione non religiosa si configurerebbe il grave reato di istigazione al suicidio?Quando la scienza medica ha gli strumenti per salvare una vita umana, nessuna religione ha il diritto di chiedere al seguace malato il suicidio. E’ già avvenuto troppe volte in Italia e nel mondo. E’ disumano e crudele.

Lo Stato ha il dovere di garantire i diritti inviolabili dell’uomo (Costituzione art. 2) di tutelare la vita e la salute (fisica e psichica) dei propri cittadini contro chiunque (individuo, organizzazione laica o religiosa che sia) le leda e le violi coscientemente.Nel caso inveece vi sia necessità di trasfondere un minore e i cui genitori geovisti si oppongano, la giustizia tutela la vita del minore sospendendo la potestà genitoriale per tutto

il tempo necessario per la conclusione dell’iter terapeutico.

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