” LA FORMULA 536 DEI TESTI DELLE PIRAMIDI ” -DOTT.RE MARCO CALZOLI
Redazione- I Testi delle Piramidi sono produzioni dell’Antico Egitto risalenti all’Antico Regno. Sono scritti in antico egiziano, in un geroglifico molto formale (come l’alfabeto latino “quadrato”), all’interno delle piramidi di re e regine, localizzate a Saqqara, nella necropoli dell’allora capitale Menfi. Risalgono ad un periodo che va dalla fine della V dinastia (con il faraone Unis/Unas) sino all’VIII dinastia (con il faraone Ibi), ovvero dal XXIV al XXII a.C., circa due secoli.
Di solito nelle piramidi vi è un lungo corridoio, alla fine del quale si trova uno spazio quadrato detto Anticamera, con una porta sulla parete a sinistra che introduce in un ambiente detto Serdab; invece la porta a destra dell’anticamera è la stanza del sarcofago. In tutto questo percorso ci sono formule sulle pareti.
La stanza del sarcofago ha testi principalmente su queste pareti:
- Parete Nord: viene offerto al defunto l’unguento adoperato per la imbalsamazione, probabilmente a base di natron, detto Occhio di Horus, accompagnato con offerte di cibo e consegna delle insegne reali (scettro, abbigliamento, e altri simboli di potere regale). Secondo il mito, l’occhio fu strappato a Horus da Set ed è il simbolo della distruzione e della morte, quindi quando viene riparato ritualmente è il simbolo della guarigione e della vita.
- Parete Sud: rituale della resurrezione a nuova vita grazie a Nut. Il re risorge a nuova vita grazie al sarcofago, che viene identificato con la dea Nut, che rappresenta il cielo (il Sole segue il suo viaggio per illuminare la terra nel corpo di Nut, così come il sovrano compie il suo viaggio ultraterreno nel sarcofago). Si tratta di formule di risurrezione, nelle quali il re viene riportato nel mondo dei vivi, cioè viene invocato dal sacerdote e quindi risorge, si alza, e viene chiamato a fare presso i morti ciò che faceva presso i vivi, cioè a regnare e giudicare.
- Parete Est: rituale del mattino al sorgere del sole, con formule che ritraggono il rituale quotidiano del Re che si preparava per la giornata e adesso lo compie nel mondo dei morti.
La formula 536 è uno dei vari testi della apoteosi del Re, cioè il catasterismo, la entrata nel mondo delle stelle e la sua trasformazione in dio. Siamo nel corridoio della piramide (quelle della apoteosi sono formule del corridoio). Il rito del viaggio del Re inizia con una libagione, cioè una offerta di liquidi destinati ad essere bevuti dal defunto, in questo caso si tratta di acqua pura. Poi si aprono le porte del cielo, cioè della dea Nut (intesa come dea del cielo) e del firmamento, e il Re incontra Iside e Nefti, le quali lo salutano come fratello, quindi il re diventa un Osiride (cioè un altro Osiride, divinità imparentata con Iside, la moglie, e Nefti, la sorella). A questo punto inizia la ascesa del Re al cielo, che comincia con una purificazione a base di natron. La parola “natron” ha la stessa radice egiziana di neter, “dio”, che vuol dire di per sé “puro”. Dopo la purificazione si trasforma in stella e diventa la Stella del mattino. Quindi si pronuncia una preghiera a Gebb destinata a farlo accogliere tra gli dei e di porlo sul trono celeste di Egitto (proiezione del trono terreno). La formula si conclude con il Re che può percorrere liberamente da Stella lo spazio celeste dell’Egitto.
Riportiamo il testo egiziano della formula 536:
- Mw.k n.k b’ḥk n.k
- Rdw.k n.k pr m jsjrt
- Wn n.k ‘3wj pt jzn n.k ‘3wj nwt
- Wn n.k ‘3wj pt jzn n.k ‘3wj qbhw
- Nhj jn jst m htp jn nbt-hwt
- M3.n.snj sn.snj
- Tz tw wh’ n.k q3sw.k wh3 n.k hmw.k
- Hms r.k hr hndw.k pw bj3j
- W’b.tj m fdt.k nmswt fdt.k ‘3bwt
- Prjt n.k m zh-ntr ntr.k ‘bht n.k m mr ntrj
- Rdjt.n n.k hrw nhn
- Djn.f n.k 3hjw.f z3bw
- Hrw js jmj pr.f hntj js hnt shmw
- J.mnw jrt n.k
- Wd.n jnpw hntj zh-ntr h3jj.k m sb3 m ntr dw3
- Dndn.k j3t hrw rsw dndn.k j3t hrw mhtjw
- Sq w3swt ‘wj.sn r rdw jst.k
- J.n.f hr.k jt.f j.n.f hr.k gbb
- Jr n.f nw jr.nk n sn.f jsjrt
- Hrw pw n h3b.k tm.t m mw
- N jpt qsw n smnt tbwwt
- Sm’r n.f ‘nwt.f ḥrt ẖrt
- Jw n.f jtrwt rswt jtrwt mhtjw m ksw (…)
Traduzione:
- Prendi la tua acqua (letteralmente “la tua acqua a te”), hai la tua inondazione,
- Hai il tuo fluido, che è sgorgato (pr) da (m) Osiride
- Si aprono per te i battenti (è un duale) del cielo, si schiudono per te i battenti di Nut,
- Si aprono per te i battenti del cielo, si schiudono i battenti dell’oceano celeste
- ‘Sii durevole’ (nhj, imperativo), disse Iside, ‘(Sii) in pace’, disse Nefti
- Dopo che loro due hanno visto il loro fratello
- Alzati, sono stati sciolti i tuoi lacci, è stata scossa per te la tua polvere
- Siedi dunque (letteralmente “quanto a te”, r.k) su quel (pw) tuo trono bronzeo
- Sei purificato mediante (m) le tue quattro giare (nemswt), le tue quattro brocche (‘3bwt)
- (che) sono uscite per te dalla (m) cella del dio (zh-ntr) (affinché) tu fossi purificato con il natron, (che) sono state riempite per te dal (m) canale di natron
- E date a te da Horus di Ieracompoli (nhn)
- Lui ti ha dato i suoi spiriti luminosi-sciacalli
- Come (js) Horus che (jmj, nisbe da tradurre come pronome relativo) è nella sua casa, come il primo di fronte alle potenze.
- È stabile ciò che è stato fatto per te
- Anubi, capo (hntj, letteralmente “primo”) del tempio, ti ha ordinato (wd.n, è una sdm.n.f) di scendere come stella, come dio del mattino
- Tu attraverserai la collina del falco del sud, tu attraverserai la collina del falco del nord
- Le potenze (w3swt) abbassano le loro braccia verso la scala del tuo trono
- È venuto presso di te suo padre, è venuto presso di te Gebb
- Fa a lui quello che hai fatto a suo fratello Osiride
- Quel giorno (hrw pw) del (n) pescare te completo (tm.t) dall’acqua,
- Del (n) contare le ossa e del (n) stringere i sandali
- Lui ha fatto crescere le sue unghie superiori (cioè: delle mani) e quelle dei piedi
- Vengono a lui in tributo i santuari del sud, i santuari del nord nell’inchinarsi (m ksw) …
Breve commento.
Alla riga 3 il verbo “schiudere”, jzn, ha uno jod prostetico, fenomeno tipico dell’antico egiziano, che scompare in medio egiziano (la fase classica della lingua), ma fa sentire la presenza in copto (la fase finale della lingua egiziana), precisamente nell’imperativo. I due verbi della riga 3 (wn, jzn) potrebbero essere sdm.f (“si aprono”) oppure stativi (“sono aperte”, letteralmente “è aperto ”) (quando lo stativo è a inizio frase è sempre al singolare maschile).
Alla riga 4 qbhw indica precisamente la regione liquida del cielo, l’oceano celeste.
Alla riga 5 jn (forma sdm.n.f) è un verbo con una sola consonante (j), il verbo arcaico originario dell’egiziano per dire “narrare”, quello leggermente posteriore è dd, che significa anche “dire”, ma conserva pure il senso di “narrare” (la radice si ritrova nell’ebraico haggadah, “narrazione”, “racconto”). Nelle piramidi il verbo j si usa soltanto quando c’è un discorso diretto (come i verbi latini aio e inquam, che si usano di preferenza per introdurre un discorso diretto, al posto di dico).
Alla riga 6 il verbo (m3.n.snj, duale) è una sdm.n.f subordinata. Sn.wy è “due”, sn.nw è “secondo”, invece sn significa “fratello” (letteralmente “il secondo”).
Alla riga 7 wh’ significa sia “sciogliere” sia “spiegare” (un problema, una questione). I tuoi vincoli (q3sw.k), vale a dire i vincoli terreni, tra di questi potrebbero essere compresi i lacci che imprigionano il faraone alla terra, come le bende oppure il sarcofago. Il verbo wh’ n.k può essere un imperativo (sciogli per te) oppure una sdm.n.f (hai sciolto i tuoi vincoli) oppure uno stativo (i tuoi vincoli sono sciolti).
Alla riga 10 prjt è participio riferito alle brocche della riga precedente. Ntr.k è una sdm.f passiva (forma che nel medio egiziano scompare) dal verbo ntrj, “purificare con il natron”. Una curiosità filologica. Nella pronuncia scientifica, “dio” è nTr, “purificare con il natron” è nTrj, mentre abbiamo una forma posteriore che è ntrj (evoluzione da /T/ a /t/). Perché? Nel passaggio dal proto egiziano all’antico egiziano le velari /k/ e /g/ non seguite dalla /a/, ma seguite dalle altre due vocali della lingua (cioè /i/ e /u/) si palatalizzano diventando /T/ e /gi/ per palatizzarsi del tutto in seguito formando /c/ e /g/ (analogamente al processo dal latino all’italiano, per cui Caesar, che ha pronuncia velare, diventa Cesare, con pronuncia palatale). Nella storia linguistica che porta dall’antico egiziano al medio egiziano, queste palatali si depalatalizzano davanti a /u/ e /a/ diventando dentali (nella pronuncia la lingua non torna indietro ma si sposta verso i denti): quindi “dio”, che nella pronuncia ricostruita è naTir, rimane tale e quale, ma, nella sua forma femminile (*naTarat), diventa natarat, mentre il verbo ntrj diventa così perché doveva avere evidentemente una /u/ o una /a/. Poi, quando in una radice avviene un fenomeno del genere, per analogia si estende e quindi si verifica sempre, cioè anche davanti a /i/, per cui naTir diventa *natir, quindi in copto abbiamo nuti/nute.
Alla riga 11 rdjt.n è un participio + n di agente.
Alla riga 12 djn.f è una sdm.n.f, che si traduce come un passato. La radice egiziana 3h significa “utile” oppure “brillante”, da questa radice deriva 3hjw, “spiriti luminosi”, donde il copto ik, “demoni”. La parola z3bw significa “sciacalli”.
Alla riga 13 hntj è nisbe di hnt, una preposizione con il significato di “davanti”, quindi la nisbe significa “colui che sta davanti”, cioè “primo” (analogamente al latino primus che è il superlativo della preposizione pro, “davanti”). Il sostantivo shm significa “potenza” o “scettro” (che identifica delle potenze soprannaturali), in copto diventa shishem, “spirito”, che non deriva dal verbo shemj, “andare”. Js significa “come”, è una posposizione, dato che in egiziano esistono quasi esclusivamente le preposizioni si pensa che js sia un residuo di un caso; in altre occorrenze dei Testi delle Piramidi si comporta ancor più come un caso, cioè si pone sia dopo il sostantivo sia dopo l’aggettivo (ntr js aa js, “come un dio grande”).
Alla riga 14 il verbo bilittero mn, “essere saldo”, prende lo j prostetico in antico egiziano ma solo in certe situazioni, come lo stativo. Il j iniziale potrebbe essere anche una esclamazione (“oh quanto è stabile!”). Jrt è participio compiuto (-t è marca del femminile: il femminile ha valore di neutro, pensiamo anche al pronome set, “ciò”, che in origine è un femminile).
Alla riga 15 dw3 significa sia “mattino” sia “domani” (anche l’italiano “domani” deriva dal latino “de mane”, che significa “di mattino”). Una radice egiziana omofona veicola l’idea della preghiera.
Alla riga 16 abbiamo un parallelismo. Il re sorvola l’Egitto come un dio.
Alla riga 17 Il verbo w3s significa “essere esaltato, glorificato”, quindi il sostantivo plurale (w3swt) veicola un senso astratto e si traduce con “potenze”. Il re riceve una nuova incoronazione, ma non come quella in vita, bensì come dio, quindi le potenze lo venerano abbassando le braccia verso il trono.
Alla riga 20 il re viene pescato dall’acqua, cioè ricomposto. Alla riga 21 smnt è causativo (s-). Alla riga 22 sm’r è causativo.
Marco Calzoli è nato a Todi (Pg) il 26.06.1983. Ha conseguito la laurea in Lettere, indirizzo classico, all’Università degli Studi di Perugia nel 2006. Conosce molte lingue antiche e moderne, tra le quali lingue classiche, sanscrito, ittita, lingue semitiche, egiziano antico, cinese. Cultore della psicologia e delle neuroscienze, è esperto in criminologia con formazione accreditata. Ideatore di un interessante approccio psicologico denominato Dimensione Depressiva (sperimentato per opera di un Istituto di psicologia applicata dell’Umbria nel 2011). Ha conseguito il Master in Scienze Integrative Applicate (Edizione 2020) presso Real Way of Life – Association for Integrative Sciences. Ha conseguito il Diploma Superiore biennale di Filosofia Orientale e Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa – Istituto di Scienze dell’Uomo nel 2022. Ha dato alle stampe con varie Case Editrici 54 libri di poesie, di filosofia, di psicologia, di scienze umane, di antropologia. Ha pubblicato anche molti articoli. Da anni è collaboratore culturale di riviste cartacee, riviste digitali, importanti siti web.
