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” IL DISAGIO, LA NOIA E LA PARALISI ESISTENZIALE ” – PROF.SSA GABRIELLA TORITTO

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Redazione-  “Fingere, fingere, fingere, e fingeremo. Scusate la parodia … non riesco a vedere nulla di promettente e di diverso rispetto a ieri. Anzi per essere più preciso, quello che è diverso rispetto a ieri non è promettente; tutto il resto prosegue come prima. Nello scenario internazionale è desolante il ruolo dell’Europa ma non è affatto incoraggiante la politica ingaggiata da Trump; tantomeno puoi riconoscerti nella Russia di Putin o nella Cina. Una sensazione di totale anarchia nella solitudine globale … Alla fine dunque scrivo perché non riesco a tacere, tacere è come morire. Però devo pure avvertire la direzione e i lettori di questa condizione. Se questo mondo non ti piace, è un problema tuo, non del mondo.” – Da “Il disagio” di Marcello Veneziani su La Verità del 18 luglio scorso che invito a leggere poiché in molti si riconosceranno nelle riflessioni del giornalista.

Così come si riconosceranno in “La paralisi esistenziale e l’attesa di un fuoco purificatore” di Guido Vitiello su Il Foglio del 26 giugno 2025.

Quanto riportato sopra è ciò che si legge  con Veneziani e Vitiello, significative voci del giornalismo italiano, i quali si interrogano sui tempi che stiamo vivendo.

C’è un’aria strana in giro.  Veneziani scrive: “Di che si tratta? Mi sento ogni giorno di più distante, estraneo, schifato dallo scenario interno e internazionale che ci circonda, non ho punti di riferimento e siccome non ho la presunzione di sentirmi superiore a tutto questo, penso di essere io a sbagliare e a doverne trarre le logiche conseguenze. In fondo sono solo un marginale osservatore, uno che guarda da una fessura periferica le cose che accadono, e dunque sarebbe del tutto irrilevante, se non indifferente, continuare a farlo oppure smettere.”

 

“In questi mesi circola un umore strano”  – aggiunge Vitiello –   A volte penso che la noia e la paralisi esistenziale, oltre una certa soglia, invochino oscuramente di essere sbaragliate da un’esperienza vivificatrice o da una punizione apocalittica, desiderata  non meno che temuta. Intorno all’anno 1900… La corsa agli armamenti e la febbre crescente del nazionalismo europeo erano, a mio avviso, solo i sintomi esteriori del disagio esistenziale. Intelletto e sentimento erano letteralmente affascinati dalla prospettiva di un fuoco purificatore”.  E scoppiò la Grande Guerra.

Ci risiamo. Le guerre, brutte guerre, sono già in corso e rischiano di deflagrare ulteriormente e di attanagliare  l’Europa a causa delle scellerate decisioni di politici influenti che governano il mondo. A capo della Nato c’è un “signore” che chiama “paparino”  l’uomo più potente e imprevedibile al mondo.  Nelle mani di chi siamo finiti?

C’è un’aria strana in giro. Le persone sembrano anestetizzate, impotenti, smarrite.  Non c’è più nessun corpo intermedio cui fare riferimento. Siamo tutti delusi e indifesi, tranne i collusi.

Che cosa possiamo fare? Siamo tutti “marginali osservatori”  della periferia del mondo?  A mio avviso non esiste una periferia del mondo. Tutto dipende dal punto di osservazione. Riporto un esempio banale: se osservo dall’Equatore, l’Inghilterra è situata a Nord; ma se osservo dal Polo Nord, l’Inghilterra è a Sud.  Concetto di relatività.

Un tempo ci avrebbero detto  di protestare, di scendere in piazza, di diventare fautori e protagonisti del nostro destino. Oggi invece è tutto sospeso,  tranne l’elenco numerico dei morti, dei droni e dei missili bellici. E i media ci stordiscono così e con altre tragedie, ad esempio la  cronaca nera, come a rassicurarci che siamo “fortunati” perché non versiamo in quelle condizioni.

A dire il vero in piazza sono scesi e in tanti al fine di protestare contro lo sterminio che si sta perpetrando in Medio Oriente. Con quale risultato? Nessun risultato. Allora occorre altro. Che cos’altro? Per ora non saprei suggerire.

Sono invece in grado di comprendere che nell’attuale fase di sospensione, dove tutto sembra essere congelato e tutti impotenti, si muovono forze sotterranee che stanno ribaltando il mondo. E non sono forze positive. Sono anzi foriere di altri stermini, più silenziosi e subdoli, peraltro già in atto, cui ogni tanto qualcuno fa cenno,  mentre coloro che subiscono lo “sterminio” infido, piegati dal giogo e dalla dignità, restano in silenzio.

Frattanto qualche giornalista, forte del potere cui è assurto grazie al proprio servilismo,  si compiace nel difendere a spada tratta quegli energumeni che stanno mettendo a soqquadro il mondo. Che fare? “Fingere, fingere, fingere, e fingeremo.”

In un mondo di falsità, di ipocrisie e di menefreghismo che cos’altro puoi fare? Lo specchio di questo mondo è nei condomini e nelle assemblee condominiali.  Molti sono coloro che fingono di non capire oppure proprio non capiscono. Restano in silenzio anche quando a rischio sono i propri beni. Oppure è omertà? Già l’omertà … Il silenzio …

E allora ne deriva che siamo naufraghi in un mare in tempesta e anch’io mi allineo  a  quanti si chiedono  se convenga ancora la scrittura, come impegno civile,  e mi unisco a coloro che in tale paralisi esistenziale attendono il fuoco purificatore nella speranza che prima o poi  “adda passa’  ‘a nuttata”.

 

 

F.to Gabriella Toritto

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