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” EUROPA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  Il robot umanoide Agibot A2 Ultra sarà relatore al convegno “IO ESISTO. E TU? – Umani e umanoidi nel lavoro che verrà “  Il 16 ottobre 2026, alle ore 11:00 al  Main Arena del TTG Travel Experience di Rimini organizzata  da  AssoParchi (Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Federturismo Confindustria) con il tema come detto  il rapporto tra intelligenza artificiale, robotica, nuove competenze e il futuro del mondo del lavoro e del turismo.

Non c’è da meravigliarsi  che un robot umanoide, mosso da intelligenza artificiale a cui viene addebitato il grande dilemma “ i robot  ruberanno il lavoro all’uomo “ e si parla giàdi quali lavori e professioni sono in via di transazione ,parli del futuro del  lavoro.  In un altro articoli  su queste pagine dal titolo  “ Forse ci siamo già ,oppure no “  ho parlato a lungo proprio dell’uso di robot  umanoidi  fino alla manifestazione quasi sindacale  davanti al Ministero del lavoro di Praga dove alcuni robot in cerchio manifestavano con cartelli.

Ormai  siamo a questi livelli  :il robot umanoide più avanzato tecnicamente nel 2026 è il nuovo Boston Dynamics Atlas Elettrico sviluppato in collaborazione con Hundaj da Boston Dynamics Atlas riconosciuto come il più avanzato dal punto di vista tecnico e ingegneristico. Ha 56 gradi di libertà, un’altezza di circa 1,50–1,90 m, mani tattili, visione a 360 gradi, cambio batteria autonomo e la capacità di apprendere nuove azioni in sole 24 ore . Considerato il migliore per l’impiego industriale e il track record operativo verificato, con forti integrazioni aziendali (come i test nei contesti produttivi BMW) . Il progetto più ambizioso su larga scala, dotato di chip AI5, mani con 50 attuatori e integrazione vocale con Grok, pensato per la produzione di massa e i primi impieghi B2B

Piattaforme che si distinguono per l’agilità estrema e le prestazioni atletiche (come i record di  velocità e corsa nei giochi robotici.

Nulla di eccezionale . E’ il normaòe sviluppo di una serie di applicazioni tecniche  su cui  sono state investite  energie,  e soldi, molti soldi.  Nulla di eccezionale dicesv se non fosse che  alla base di tutto questo c’è un “ estraneo” alla robotica  che ci sta anche simpatica  a partire dalle quelle creature letterarie che sono I robot di Isaac Asimov che ne ha disciplinato l’esistenza con alcuneleggi ormai famose.  Che io in so quanto possono e vengono applicate dai costruttori di robot.

I robot  non sostituiranno completamente l’uomo, ma trasformeranno in modo radicale il mercato del lavoro e la vita quotidiana, rimpiazzando soprattutto le attività ripetitive, faticose e monotone.I robot e i bracci meccanici prendono già il posto degli operai nelle linee di montaggio (come nell’industria automobilistica in Cina ed Europa) e nei magazzini per la logistica L’introduzione della robotica elimina alcune mansioni ma ne crea di nuove. E soprattutto la macchina non potrà mai sostituire  emozioni, empatia, intuizione o la capacità di gestire trattative complesse e relazioni umane . Anche se  nell’articolo citato  parlavo di un robot che convince I suoi  colleghi di lavoro al abbandonare il posti di lavoro  per cercare  per assurdo “ libertà e realizzazione di se stessi “. Per assurdo chiaramente perchè è un esperimento fatto grazie a quello che abbiamo definito “ l’estraneo” alla robotica  e che chiaramente si è capito è l’intelligenza artificiale di cui parllo  più avanti.

C’è   una gara per la costruzione di queste macchine .In Italia ci sono diverse aziende e startup che progettano e producono robot umanoidi e cognitivi per l’industria e la ricerca:Oversonic Robotics: Fondata a Carate Brianza e attiva con un polo produttivo anche nell’ex stabilimento Maserati a Grugliasco (Torino). Ha creato RoBee, un robot umanoide cognitivo e collaborativo pensato per l’ambiente industriale e sanitario. Generative Bionics: Startup spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), fondata a Genova da Daniele Pucci. Ha sviluppato il robot umanoide GENE.01, basato su intelligenza artificiale fisica (Physical AI) e una pelle ricoperta di sensori Lutech: Azienda IT che ha presentato L.u.c.a. (Lutech hUmanoid Collaborative Assistant )un robot umanoide per le imprese manifatturiere Realtà con sede a Modena attiva nello sviluppo di soluzioni robotiche avanzate e automazione industriale

La gara mondiale per la costruzione di robot umanoidi tra Cina e Stati Uniti d’America rappresenta il nuovo fulcro della contesa per la “sovranità tecnologica” globale. Questa competizione geopolitica e industriale ha vissuto un’accelerazione straordinaria, configurandosi come una vera e propria sfida bilaterale di approccio tecnologico.

Aziende come  Unitree  Robotics e Agibot guidano il mercato commerciale. La sola Unitree ha debuttato con successo sul listino Star Market di Shanghai e ha immesso sul mercato robot come il modello G1, venduto a prezzi accessibili (a partire da circa 16.000 dollari), sbaragliando la concorrenza occidentale sui costi.  Durante la seconda edizione dei World Humanoid Robot Games  a Peschino , oltre 2.000 robot si sono sfidati in discipline sportive e lavorative. In questa occasione, robot cinesi completamente autonomi hanno persino superato i record storici di atleti umani, come i 100 metri corsi in meno di 9,4 secondi.

Gli USA rispondono concentrando i propri sforzi sul “cervello” dell’automa, puntando sull’integrazione verticale dell’IA e sulla potenza di calcolo. Il punto di riferimento americano è il Tesla Optimus, il cui sviluppo è entrato nella fase di industrializzazione delle linee nello stabilimento di Fremont per la produzione dei modelli di nuova generazione (Gen 3). Il vantaggio statunitense risiede nei modelli di Embodied AI (l’IA incarnata nei corpi fisici) sviluppati grazie ai colossi dei chip e del software come Nvidia e OpenAI, focalizzandosi su reti neurali in grado di far adattare il robot ad ambienti complessi e non strutturat

Questa gara ci porta direttamente  a prendere in considerazione  quello che abbiamo chiamato l’etraneo , ovvero l’intelligenza artitificiale che non è più un estraneo ma  si prende tutta la scena. Con un  problema che potrebbe diventare un dramma nella corsa  alla costruzione di modelli sempre più potenti tra  Cina e Stati Uniti. La Cina infatti ha dimostrato che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale può essere fatto a costi  contenuti a differenza dei miliardi dollari che vengono investiti negli Stati Uniti d’America  che , per assurdo sono costretti a rincorrere i modelli cinesi in questa gara sconsiderata.

Una gara sconsiderata perchè  Cina e Stati Uniti d’America spingono sull’accelleratore  mentre a sollevare l’allarme e a chiedere di “rallentare il passo” sui modelli di frontiera sono stati i vertici delle principali aziende hi-tech americane, tra cui Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI ed Elon Musk di xAI. I tecnici e i CEO hanno espresso crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza e ai rischi sistemici dell’IA, chiedendo l’intervento dei governi occidentali per stabilire linee guida prima che i sistemi diventino ingovernabili. Il governo di Pechino e i media statali cinesi hanno esplicitamente respinto gli appelli al rallentamento, definendoli “allarmismo” e parte di una strategia da “Guerra Fredda” orchestrata dagli Stati Uniti per frenare l’avanzamento tecnologico cinese e mantenere l’egemonia globale .Donald Trump allo stesso modo nell’affermare “ Chi  vince sull’AI , vince tutto “ ha definito le preoccupazioni degli scienziati “ catastrofiche “: Ha rifiutato l’introduzione di leggi federali vincolanti e di test obbligatori sui modelli.Ha preferito firmare un accordo di “autoregolamentazione morale” non vincolante a livello legale con le aziende (il White House Accord on Super Intelligence).Ha promosso la linea dell’accelerazione a oltranza per mantenere il primato tecnologico statunitense sulla Cina.

Ora l’Unione europea di fronte a questa gara  sta sicuramente a guardare . Infatti oltre il 70% delle transazioni digitali europee è gestito dai circuiti americani Visa e Mastercard. In 13 Paesi dell’Eurozona non esistono nemmeno circuiti nazionali per i pagamenti quotidiani. E solo nel 2026  per riconquistare la sovranità finanziaria, ha istituito l’ENP ( European Network for Payments , un circuito europeo alternativo che punterà a coprire circa 130 milioni di utenti a partire dal 2027. L’Europa non ha sviluppato equivalenti di Google, Apple, Microsoft o OpenAI, trovandosi a dover regolamentare tecnologie create altrove. Non esiste un esercito europeo integrato; la sicurezza del continente si appoggia quasi interamente sulla struttura della NATO e sulle capacità militari statunitensi. Pur producendo i macchinari per stamparli (attraverso l’olandese ASML), la produzione fisica dei microchip avanzati avviene quasi tutta a Taiwan (TSMC) o negli USA. L’Europa ha in realtà una propria copertura satellitare sovrana chiamata Galileo, attiva dal 2016 per la navigazione globale  ma non riesce a sfruttarla pienamente.

Di fronte a tutte queste mancanze in realtà per non aggiungerne una che veramente potrebbe fare la differenza in tutto  si è fatto delle domande .Che cos’è l’intelligenza artificiale  ?  Come possiamo  definirla ? A che serve definirla?  Sono le stesse domande che mi sono fatto dopo aver letto  che  che  l’Unione europea  è riuscita  varare  sotto la presidenza ceca un approccio condiviso  ( quasi un avvenimento visto le continue difficoltà imposte dall’unanimità) all’AI Act durante la riunione del Consiglio Telecomunicazioni di martedì 6 dicembre 2022.

A qul tempo dunque I ministri dell’UE hanno  approvato un approccio condiviso all’AI Act durante la riunione del Consiglio Telecomunicazioni di martedì 6 dicembre 2022. con un comunicato che diceva  “Il testo di compromesso finale della presidenza ceca tiene conto delle principali preoccupazioni degli Stati membri e preserva il delicato equilibrio tra la protezione dei diritti fondamentali e la promozione dell’adozione della tecnologia dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Ivan Bartoš, vice primo ministro ceco per la digitalizzazione. Sono state superate le difficoltà perchè gli Stati membri temevano che venisse incluso il software tradizionale, quindi hanno proposto una definizione più ristretta di sistemi sviluppati attraverso approcci basati sull’apprendimento automatico, sulla logica e sulla conoscenza, elementi che la Commissione può specificare o aggiornare in seguito tramite atti delegati. (1)

 E nel 2024 ha adottato il Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (noto come AI Act, Regolamento UE 2024/1689), diventando la prima istituzione al mondo a creare una legge organica e completa per disciplinare l’IA .: Il testo è entrato formalmente in vigore il 1° agosto 2024 .È stato istituito l’Ufficio per l’IA (AI Office) all’interno della Commissione europea e un Comitato europeo per l’intelligenza artificiale per coordinare l’applicazione delle norme tra gli Stati membri. Le violazioni delle norme più severe prevedono multe fino al 7% del fatturato globale annuo dell’azienda o a sanzioni pecuniarie elevate.

A proposito di questa normativa  sul sito del Parlamento europeo si legge testualmente : Come parte della sua  strategia , l’UE ha inteso regolamentare l’intelligenza artificiale (IA) al fine di garantire garantire migliori condizioni per lo sviluppo e l’uso di questa innovativa tecnologia.

L’IA può portare  molti benefici , ad esempio una migliore assistenza sanitaria, trasporti più sicuri e puliti, una produzione più efficiente e un’energia più conveniente e sostenibile.(…)Nella stesura di questa misura, la priorità per ilParlamento  è stata quella di assicurarsi che i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell’UE siano sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell’ambiente. I sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero essere supervisionati da persone, anziché da automazione, per evitare conseguenze dannose. Il Parlamento premeva anche per stabilire una definizione tecnologicamente neutra e uniforme per l’IA che potrebbe essere applicata ai futuri sistemi di intelligenza artificiale .(…)Le applicazioni legate all’intelligenza artificiale e vietate nell’UE includono: manipolazione comportamentale cognitiva di persone o gruppi vulnerabili specifici: ad esempio giocattoli attivati vocalmente che incoraggiano comportamenti pericolosi nei bambini . Classificazione sociale IA: classificazione delle persone in base al comportamento, al livello socio-economico, alle caratteristiche personali .identificazione biometrica e categorizzazione delle persone fisiche . Sistemi di identificazione biometrica in tempo reale e a distanza, come il riconoscimento facciale in spazi pubblici . ( 2  )

Sul link messo in nota si può leggere per intero la descrizione della normativa approvata .Il commento immediato , nell’intento di tornare a parlare di questo tema, è che l’Europa mette questa volta le mani avanti per evitare la colonizzazione .La legge non vieta la tecnologia in sé, ma la divide in quattro livelli di rischio. Vieta pratiche considerate “inaccettabili” (come i sistemi di crediti sociali o la sorveglianza di massa biometrica) e impone severi requisiti di trasparenza per l’IA generativa (obbligo di marcatura dei deepfake e dei testi sintetici) .l’Europa punta a far diventare le sue regole uno standard mondiale. Il Regolamento, entrato in vigore il 2 agosto 2024, prevedeva un’implementazione graduale delle norme.: 2 maggio 2025: definizione dei codici di condotta per l’uso responsabile dell’AI. 2 agosto 2025: applicazione delle regole per i modelli AI di uso generale, con obblighi di trasparenza e governance. 2 febbraio 2026: entrata in vigore delle norme per i sistemi AI ad alto rischio (Allegato III). 2 agosto 2026: piena applicazione delle regole per l’AI nei prodotti regolamentati (Allegato I). Per ragioni di spazio torneremo su questo tema e vedremo che cosa è accaduto mentre infuria è proprio il caso di dire una vera battaglia : “Chi vince sull’AI, vince tutto “ come afferma Donald Trump in termini di geopolitica. E in termini umani ?

(1)https://euractiv.it/section/digitale/news/i-paesi-dellue-adottano-una-posizione-comune-sul-regolamento-per-lintelligenza-artificiale/

( 2 )https://www.europarl.europa.eu/topics/it/article/20230601STO93804/normativa-sull-ia-la-prima-regolamentazione-sull-intelligenza-artificiale

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