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STRAGE DI VIA D’ AMELIO | INFINITI SOSPETTI & SEGRETI

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Redazione – Sono passati 29 anni dalla strage in via Mariano D’ Amelio e ancor oggi troppi misteri aleggiano su quel 19 luglio 1992 alle ore 16:58. Abbiamo intervistato lo Spoletino Francesco Macrì che sicuramente ci potrà aiutare a comprendere meglio su uno dei piu’ grandi depistaggi della storia giudiziaria italiana.

Allora Sig. Macrì, Lei sicuramente occupa, o occupava.. una posizione professionale privilegiata per aiutarci a comprendere meglio cosa si nasconde realmente dietro questo efferato assassinio del Giudice Borsellino e della sua scorta, e Le chiediamo per quanto possibile una Sua considerazione sui tanti lati oscuri che avvolgono questa strage.

“Grazie prima di tutto per la stima nei miei confronti, ed e’ bene e giusto sottolineare che esprimere un opinione in merito a questa delicatissima vicenda e’ figlia di un mio lontanissimo ( e riservato) storico professionale,  che ormai da molti anni non mi appartiene più.  Detto questo, aggiungo che alcune Procure sono ancora impegnate a livello investigativo per far luce sui tanti misteri che avvolgono questa brutta pagina della ns storia, di conseguenza esprimero’ una mia semplice riflessione piu’ che opinione, mantenendo il piu’ basso profilo possibile. Permettetemi nel partire dalla CERTEZZA, che la mia storica tesi e battaglia mediatica sostenuta per molti anni era giusta e sacrosanta, ovvero che il Dott. Borsellino poteva essere salvato dal famoso dispositivo denominato JAMMER, di cui ero un esperto.  La notizia circolata ultimamente sui media,  che  il giudice Antonio Di Pietro disponesse di una apparato Jammer già dal 1991,  spazza definitivamente  via i tanti,  ridicoli  e strumentali dubbi,  espressi negli anni dai vari organi inquirenti,  i quali sostenevano fermamente le ridicole  tesi sia sulla non disponibilità  nel 1992 di questo APPARATO e  sulla possibile  pericolosità per la salute nel suo utilizzo, ( ricordiamolo) che avrebbe impedito al telecomando di far brillare l’esplosivo  sia in via D’ Amelio che a Capaci. La famosa agenda rossa, sparita sul teatro dell’esplosione e’ a mio giudizio solo la punta di un iceberg su quanto si puo’ nascondere dietro questa efferata strage, che senza ombra di dubbio cela un qualcosa di veramente grande e sconvolgente. Mafia, P2, Servizi Segreti deviati, Ndrangheta, Politica, Vaticano sono solo alcuni ingredienti di quel cocktail, che mise a dura prova la tenuta della nostra democrazia, e sono altresì convinto che, a distanza di tanti anni, fare veramente luce su quel terribile evento pregiudicherebbe ancor oggi la Sicurezza della nostra democrazia. Sarà comunque interessante e termino, riaffrontare a Spoleto, nel corso del Convegno che organizzeremo a partire da settembre insieme al Dott. Antonio Ingroia, questa delicatissima vicenda con molti attori illustri e di grande spessore professionale.”     

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