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OSSERVATORIO DI CONFINE: STRADA FACENDO

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Redazione- Questa è un’analisi  da osservatorio di confine  , un punto di osservazione dal quale appare e scompare la realtà  proprio seguendo le isoglosse di un terreno  impervio  che ci ha abituato a cambiamenti  repentini ma anche a sfibranti momenti di  bonaccia in cui si perpetua, a causa della mancanza di vento,  uno stallo che i marinai delle barche a vele conoscevano bene. E soprattutto temevano perché dentro quella  mancanza di vento si può scomparire . Ossia ritornare all’eternità da dove si è venuti senza nulla poter fare . Impotenza di una condizione che diversamente è capace di contrastare anche le avversità della natura, sfidando per  esempio  marosi e tempeste . Soprattutto capace  di condurre in porto l’imbarcazione dopo un  viaggio in alto mare  guidati da esperienza, sapienza e conoscenza proprio di quella natura acquea  .

Somiglia ad una navigazione in mare  la politica italiana in questo momento in cui più serrato dovrebbe essere il confronto sui temi essenziali  per la vita di un paese e di una comunità e che invece tra bonacce e tempeste in un bicchiere d’acqua  rende le cose ancora più difficili di quello che non sono  in verità. Minacciati da un pericolo grave qual’ è la conseguenza di un contagio  che attacca non solo la salute del corpo ma anche la salute delle attività economiche e finanziarie, le attività sociali, ci sentiamo  delusi e illusi dalla politica  che non riesce a gestire e quindi a contemperare tutte le esigenze  .Che non riesce a  fare il suo lavoro di  mediazione  delle esigenze e a mettere a terra , per così dire tutti quei provvedimenti  che sulla carta  sembrerebbero   contrastare gli aspetti negativi  della pandemia. Una politica dentro  un dato di realtà  che vede  rimanere immune da ogni cambiamento, da ogni scostamento, da ogni avvio di trasformazione ( mentre tutto attorno cambia ) proprio quel leviatano dell’apparato dello Stato. Un mostro seducente che sta mettendo in atto tutte le sue difese per sopravvivere ad un cambiamento che inevitabilmente lo coinvolgerà in una ricerca di aria. Aria come quella che chiedono i polmoni delle persone contagiate quando la malattia si fa  più aggressiva. Aria nuova che significa forse finalmente per l’apparato dello stato un cambiamento epocale.

Il Leviatano  è un’opera  pubblicata dal filosofo Thomas Hobbes  nel 1651,  ha come temi, come recita il sottotitolo,«la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile». Nella trilogia costituita da Il  cittadino  (De cive, 1642), Il corpo (De corpore, 1655), L’uomo (De homine, 1658), Hobbes espone ordinatamente il proprio sistema.(1)

Hobbes afferma che “ nello stato di natura  gli uomini sono tutti uguali i tanto nelle facoltà del corpo quanto in quelle della mente – una tesi nuova e rivoluzionaria nell’ambito politico. L’uomo dello stato di natura è guidato, dice Hobbes, dalla cupiditas naturalis. Ne consegue che due uomini possono desiderare la stessa cosa e diventare, perciò, nemici. Motivo per cui Hobbes, riprendendo l’espressione di Plauto, definisce lo stato di natura una condizione di  homo homini lupus .

E, ancora, Hobbes definisce lo stato di natura bellum omnium  contra omnes (guerra di tutti contro tutti): lo stato di natura è uno stato di guerra continua, alleanze varie per sottrarre i beni dell’altro individuo, una lotta alla sopravvivenza, uno stato di diffidenza e di aggressività reciproca; prevale un atteggiamento di insocievolezza piuttosto che una spinta al vivere sociale. (2)

Sono passati quattrocento anni, di acqua sotto i ponti ne è passata  tanta ma  “Bellum omnium  contra omnes (guerra di tutti contro tutti) sembra essere dunque in questo momento l’atteggiamento e il comportamento della politica  italiana stando a quanto  si apprende dalle cronache . In sostanza raccontano che probabilmente il voto parlamentare  sullo scostamento di bilancio che ha visto l’unanimità  attraverso la convergenza  di maggioranza e opposizione  su un obiettivo molto importante per il nostro paese in questo momento ,ha provocato un sommovimento nei due schieramenti veramente interessante. Un obiettivo quello della convergenza  più volte auspicato dal Presidente della Repubblica , richiesto dalla minoranza  e comunque  garantito dai percorsi parlamentari che i vari provvedimenti hanno compiuto  all’interno di un dibattito e di un confronto  che spesso è stato riportato fuori dal Parlamento per sollecitare il consenso elettorale di quella o quell’altra parte, di quella o  quell’altra categoria.

In realtà quello che sembrava  un obiettivo comune, finalmente riconosciuto come  determinante in questo momento  di emergenza è risultato, a votazione avvenuta, un  tema di divisione e spaccatura non solo appunto tra i due schieramenti ma soprattutto all’interno delle singole coalizione e degli stessi partiti che le compongono .  Che cosa ha portato maggioranza e opposizione a condividere  quelle che erano le linee  e le ipotesi contenute nella legge di bilancio ? Scartata la possibilità di  avere due relatori uno di maggioranza e uno di minoranza; affidato ai Presidenti delle due Camere  il compito di trovare delle modalità di coinvolgimento della minoranza; lasciato comunque alle commissioni parlamentari il compito di approntare il testo  la legge  e soprattutto  in attesa dell’esame da parte dei due rami del Parlamento , non rimaneva che votare  in prima battuta  l’essenziale  scostamento di bilancio .

Che cos’è uno  scostamento di bilancio ? “Ciascuno Stato ha un proprio OMT (Obiettivo a medio termine)  (3)  che viene definito sulla base del singolo potenziale economico, delle diverse condizioni di bilancio ed economiche e anche sulla base del rischio finanziario riguardante la sostenibilità delle finanze. Sulla base della normativa vigente ogni Paese dell’UE deve registrare un saldo di bilancio strutturale uguale all’OMT o comunque in rapido avvicinamento ad esso (con una correzione annuale del saldo strutturale pari almeno a 0,5 punti percentuali di PIL).Le regole dell’UE comunque permettono anche la possibilità di deviare temporaneamente da questo schema e di dar vita dunque allo scostamento di bilancio. Quest’ultimo può vedere la luce soltanto in circostanze straordinarie (come la diffusione del coronavirus). Nello specifico: “Deviazioni temporanee dalla misura dello 0,5% possono essere accettate, oltre che in presenza di eventi eccezionali, anche nel caso in cui un Paese abbia effettuato riforme strutturali rilevanti (con particolare riferimento a quelle pensionistiche), con un effetto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche,”si legge sul sito della Camera.La condizione per autorizzare tali deviazioni? Il mantenimento di un margine adeguato rispetto alla soglia del 3% e la riduzione del deficit verso l’obiettivo di medio termine entro il periodo coperto dal programma. L’autorizzazione allo scostamento dal bilancio arriva dalle Camere (a maggioranza assoluta) e necessita altresì di una consultazione della Commissione europea. L’Italia è stata una delle prime economie ad essere colpita dal coronavirus. A marzo il Paese è entrato in lockdown e tutte le attività giudicate non essenziali hanno chiuso i battenti, con ovvie ripercussioni sulla produttività e sul PIL nazionale. Il governo ha scelto di intervenire chiedendo prima uno scostamento di bilancio da 20 miliardi di euro per il Decreto cura Italia e poi ancora una nuova “manovrina” da 55 miliardi di euro per il Decreto rilancio. Infine, a luglio si è fatta strada l’ipotesi di una terza richiesta dal valore di 25 miliardi di euro (molti di più rispetto a quelli inizialmente stimati), necessaria a  prorogare alcune misure  e a rifinanziare la CIG..  (4)

Quindi  nel giro di pochi mesi sono stati chiesti ben cinque   scostamenti di bilancio compreso quello che è stato votato l’altro giorno nei due rami del Parlamento  per un ammontare complessivo di oltre 132 milioni di euro.

Questa  intesa parlamentare  che dunque  sembrava aver messo almeno per una volta tutti d’accordo in realtà potrebbe rivelarsi come un boomerang , anzi  potrebbe essere  l’antefatto per un travolgimento di equilibri che appunto si  sono retti fino ad oggi sulla base di due prerogative importanti dell’attuale governo in carica.

La prima si riferisce tutta  al gradimento da parte degli italiani di un Presidente del Consiglio dei ministri che ha svolto un’azione di sintesi  e di collante tra le forse politiche che hanno  retto il suo Governo . Ancora a novembre  l’’agenzia AdKronos  riportava questo  sondaggio :” Dopo un leggero calo, riprende a salire il gradimento degli italiani nel premier Giuseppe Conte (60%, +1). A fotografare la situazione è il ‘cruscotto settimanale’ realizzato da Ipsos, l’istituto demoscopico diretto da Nando Pagnoncelli. Il presidente del Consiglio continua a essere di gran lunga il leader politico più apprezzato. Sei su 10 esprimono infatti un voto positivo”. In realtà Conte ha anche detrattori  le cui opinioni vengono  riassunte per tutte in un articolo  di L’opinione delle libertà  nel quale  Edoardo Albert  che in un passaggio afferma : “L’avvocato degli italiani”, ipse dixit, è stato ed è un po’ tutto e niente, agli esteri prima sovranista, poi europeista, ora invece un ibrido spaesato nei confronti di Bruxelles, talvolta timido talaltra sfrontato. In politica interna finto garantista prima e vero giustizialista dopo, valga per tutti sia il caso Diciotti sia il caso Gregoretti. Nel primo, Conte avallò e condivise le decisioni prese dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini che, nell’agosto 2018, bloccò per sette giorni lo sbarco dalla nave della Guardia Costiera di 177 migranti. Il premier si definì responsabile dell’indirizzo di politica internazionale del governo che il leader leghista non fece altro che attuare. “Di questo indirizzo, così come della politica generale del governo, non posso non ritenermi responsabile, ai sensi dell’articolo 95 della Costituzione”, così chiuse il suo documento che fu allegato alla memoria presentata dall’allora titolare del Viminale nella Giunta per l’Immunità del Senato. (…)Per continuare  “In Conte, la mancanza di idee politiche proprie è tanto evidente quanto sconcertante e lui stesso non fa nulla per nascondere il deserto che alberga nella sua mente e nel suo operato “politico”. “Non chiedetemi se sono garantista o se sono giustizialista. Queste contrapposizioni manichee vanno bene per i titoli dei giornali.” (5)

Giudizio  forte e impegnativo che però vede  un Conte della prima fase della pandemia  concentrato e coerente,un Conte di fronte all’Europa che nella stessa circostanza ottiene  il via libera per  gli aiuti europei, un Conte che nella seconda fase della pandemia  si trova stretto tra  le incoerenze di alcuni Presidenti di regione, la pressione  degli imprenditori ,le intransigenze del Movimento 5S ,i muguni all’interno del Pd,la pistola  alla tempia dei renziani di Italia Viva.

La seconda prerogativa : un governo  che duri  per tutta la legislatura  non avendo questo governo una alternativa ,almeno a detta  di almeno dei  tre  partiti della maggioranza ( Pd, M5s e Leu ). Con un atteggiamento dell’opposizione ad “usum delphini “ in quanto  da tempo invoca  elezioni anticipate e solo quelle. Probabilmente la  Lega sarebbe pronta a trovare una maggioranza in Parlamento  ma questo tentativo trova l’opposizione di Fratelli di Italia  che appunto guarda solo alle elezioni. Una forzatura in questo senso potrebbe  far perdere  deputati e senatori alla Lega ma anche  voti .

In questi giorni si è parlato  di un nuovo scostamento di bilancio  votato da maggioranza e opposizione  proprio a ridosso di due tornate parlamentari ,alla Camera e al Senato , in cui il Presidente del Consiglio, di fronte all’abbandono di Italia Viva dalla compagine governativa con le dimissioni dei suoi ministri, si è presentato per chiedere la fiducia  . Fiducia ottenuta con maggioranza piena alla Camera e relativa al Senato . Con la conseguente apertura di un  periodo di riflessione da condividere con il Presidente della Repubblica, per arrivare , come esplicitamente Giuseppe Conte ha indicato nella sua  comunicazione al Parlamento ,ad un patto di legislatura e al rafforzamento  della compagine ministeriale,con la costituzione di un nuovo gruppo  parlamentare ( la quarta gamba del Governo ) come auspicato dal Presidente della Repubblica  nell’incontro di  mercoledì 20 gennaio 2021  con lo stesso Giuseppe Conte , salito al Colle per riferire.

Turbative dunque  sempre in vita nella politica italiana .Ma soprattutto di fronte  ad appuntamenti importanti come la presentazione del progetti del Recovery Plan  a Bruxelles, per l’approvazione e il finanziamento con l’avvio  di quel rilancio  che i cittadini si aspettano dovendo combattere ogni giorno con le conseguenza di una Pandemia che ha portato lutti e povertà; come la preparazione  della riunione del G8  e altri appuntamenti internazionali.

Di fronte a questi impegni  e a queste esigenze  l’Italia appare un paese diviso ,tra opposti interessi di parte  che non devono stupire in quanto sono elementi  del dna  di una nazione  che finanche nel suo inno nazionale  contiene  una sciagurata profezia : “Noi fummo da secoli / Calpesti, derisi,/ Perché non siam popoli,/Perché siam divisi./ Raccolgaci un’unica /Bandiera, una speme: /Di fonderci insieme.”  Senza contare  della  inesorabile invettiva dantesca : “Ahi serva Italia, di dolore ostello,/
nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di provincie, ma bordello!“
che è di una attualità sconcertante. All’epoca i disaccordi erano tra filopapali e filoimperiali (Guelfi e Ghibellini); nei versi sopra riportati, Dante definisce l’Italia “serva”, ovvero “schiava dei tiranni”, lasciata in balìa dei signori locali, che approfittavano della caoticità del momento per trarne ricchezza e potere; “luogo/sede di dolore”, e nave senza nocchiere”, ovvero senza pilota che la guidi, in una tempesta. Non è più un’Italia signora dei popoli, ma donna di postribolo, pronta a offrirsi a chiunque la corrompa.

Forse abbiamo esagerato estremizzato  il clima di  contrapposizione  politico e di rincorsa  per cercare una stabilità che aiuti la politica ad affrontare  i compiti che deve assolvere  di fronte ai problemi che l’assediano. Restano dal punto di vista dell’osservatorio di confine  delle perplessità ma si vedranno appunto strada facendo .

(1)Leviatano, o la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile, Il (Leviathan, or the matter, form and power of a Commonwealth, ecclesiastical and civil) Opera di Th. Hobbes, pubblicata nel 1651 e, in traduzione latina, nel 1668. Nei quattro libri in cui il testo è suddiviso, Hobbes tratta, rispettivamente, dell’uomo (1°), dello Stato (2°), dello Stato cristiano (3°) e del Regno delle tenebre (4°). La teoria politica del costituirsi della società, dello stabilimento del patto sociale, della sovranità e del governo si inserisce all’interno di un’esposizione generale della filosofia avviata con la teoria della conoscenza e del linguaggio e che si conclude entro la più ampia cornice delle prospettive escatologiche e teologiche, affrontate negli ultimi due libri mediante un’analisi critico-biblica da cui emerge la necessità di unificare la sovranità statale ed ecclesiastica nell’unica figura del «luogotenente di Dio»: il sovrano assoluto. Il «grande Leviatano» chiamato Commonwealth o Stato è un «uomo artificiale» prodotto dall’uomo naturale. In tal senso esso possiede un’‘anima’ costituita dalla sovranità, delle articolazioni, rappresentate da magistrati e funzionari, e così via. Tale ‘corpo politico’ deve avere una sola testa, ossia deve essere guidato da un solo ‘capo’, che tiene in mano sia la spada, ossia il potere ‘temporale’, sia il pastorale, ossia quello ‘spirituale’, come rappresentato nel frontespizio dell’opera. L’uomo è artefice e materia dello Stato; per questo Hobbes inizia la sua opera mediante la descrizione del formarsi della conoscenza e del linguaggio umani a partire dai sensi e in base a un modello meccanicistico, da cui derivano una concezione nominalista in cui il linguaggio è definito come calcolo e lo statuto della scienza è convenzionale. Lo studio dei ‘movimenti dell’animo’ è condotto in base al loro trattamento ‘meccanico’. Essi sono prolungamenti del movimento fisico. Da ciò il porsi di nozioni quali l’utile o il dannoso intesi come piacere e dolore, da cui originano le nozioni di ‘bene’ e di ‘male’, che hanno fondamento convenzionale. L’uomo è naturalmente portato alla diffidenza e all’ostilità nei confronti dei suoi simili («homo homini lupus»), ma poiché in natura non si danno, fra gli uomini, differenze fisiche tali da ovviare alla possibilità che il più debole abbia comunque la forza o l’astuzia necessaria per prevalere sul più forte, lo stato di natura si risolve in una situazione di continua ‘guerra di tutti contro tutti’ in cui ciascuno può fare e possedere tutto ciò che è utile alla propria sopravvivenza. Si pone dunque la necessità, conforme alla legge di natura, ossia alla retta ragione (recta ratio), di stabilire con gli altri un «patto di unione», nel quale ogni uomo si unisce con ogni altro uomo alienando tutti i propri diritti, tranne quello alla vita, al sovrano che, detenendo il potere assoluto li garantisce, stabilisce le leggi civili e la religione pubblica, e rappresenta: «Quel Leviathan, o piuttosto quel dio mortale, cui dobbiamo la nostra pace e sicurezza».

https://www.treccani.it/enciclopedia/leviatano-o-la-materia-la-forma-e-il-potere-di-uno-stato-ecclesiastico-e-civile-il_(Dizionario-di-filosofia)

(2)https://www.studiarapido.it/hobbes-e-lo-stato-come-leviatano/

(3) In ordine all’attuazione degli obiettivi fissati nel quadro del braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita(PSC), si ricorda che, nell’ambito del Patto, ciascuno Stato membro deve raggiungere e mantenere il proprio Obiettivo a medio termine (OMT) oppure attuare un percorso di avvicinamento verso tale obiettivo.Per l’Italia l’obiettivo di medio termine coincide con il pareggio di bilancio (ossia con un indebitamento netto, pari a 0,0% del Pil).L’OMT è definito in termini strutturali: pertanto esso consiste nel saldo del conto economico delle amministrazioni pubbliche corretto per l’impatto previsto del ciclo economico (saldo corretto per il ciclo) e al netto delle misure una tantum

(4) https://www.money.it/scostamento-di-bilancio-cos-e-a-cosa-serve-come-funziona

(5) http://opinione.it/politica/2020/04/30/edoardo-albert_conte-james-bond-dalla-russia-con-amore-palazzo-chigi-croce-churchill-conte-mascetti-caso-diciotti/

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