LA CULTURA PEDAGOGICA COME PATRIMONIO CONDIVISO: AL VIA GLI INCONTRI DELLA COMMISSIONE APEI
Valorizzare i libri dei professionisti dell’educazione e portare il pensiero pedagogico in ogni contesto della vita sociale: questa la finalità del percorso promosso dalla Commissione Nazionale Scrittori di Libri Pedagogici. Il primo appuntamento, il 29 ottobre, sarà con Assunta Di Basilico e la sua autobiografia psicopedagogica di prossima pubblicazione.
Redazione- La cultura dell’educazione cresce quando le conoscenze diventano accessibili, le esperienze possono essere condivise e il pensiero pedagogico entra nel dialogo con la società. Da questa prospettiva prendono avvio gli Incontri di divulgazione pedagogica della Commissione Nazionale Scrittori di Libri Pedagogici APEI, coordinata dalla Dott.ssa Vanessa Aprile, educatrice – pedagogista e scrittrice, nell’ambito dell’Associazione Pedagogisti Educatori Italiani, presieduta a livello nazionale dal Dott. Alessandro Prisciandaro.
L’iniziativa intende valorizzare la produzione editoriale di educatori e pedagogisti, riconoscendo nei loro libri un patrimonio di conoscenze, riflessioni ed esperienze da mettere a disposizione della collettività. Attraverso il confronto con gli autori, la Commissione si propone di diffondere una cultura pedagogica capace di raggiungere pubblici differenti e di abitare i luoghi nei quali si costruiscono le relazioni: la scuola, la famiglia, i servizi educativi, le associazioni, gli spazi culturali e le comunità.
Ad aprire il percorso sarà, giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18:30, l’educatrice e pedagogista Assunta Di Basilico, componente della Commissione Nazionale Scrittori di Libri Pedagogici APEI e della commissione Nazionale Scuola e Disabilità.
L’incontro si svolgerà online su Google Meet e offrirà l’occasione per avvicinarsi al suo libro di prossima pubblicazione con la casa editrice Costa Edizioni, “Grammatica Pedagogica del Sentire (GPS). Pedagogia delle emozioni ed educazione emotiva dentro una vita reale”, un’autobiografia psicopedagogica che intreccia narrazione personale e riflessione educativa.
La scelta di promuovere incontri dedicati alla letteratura pedagogica risponde a un’esigenza culturale precisa: rendere riconoscibile il contributo che le professioni educative possono offrire alla comprensione della persona e delle trasformazioni sociali. I libri raccolgono il lavoro di chi studia, osserva, accompagna percorsi di crescita e si interroga sulle responsabilità dell’educare. Mettere queste opere in circolazione significa consentire alle conoscenze maturate nella ricerca e nell’esperienza professionale di incontrare le domande della vita quotidiana.
La divulgazione assume così un valore educativo e pubblico. Un linguaggio comprensibile può avvicinare famiglie, docenti, studenti e cittadini a temi complessi, mantenendo attenzione alla precisione dei concetti e alla profondità delle riflessioni. Comprendere una relazione, riconoscere un bisogno, interrogarsi sul significato di un comportamento o sulle conseguenze di una scelta sono possibilità che riguardano ciascuno, in ogni fase dell’esistenza.
È questa l’idea di una cultura pedagogica diffusa: un sapere che raggiunge le persone nei diversi contesti di vita e contribuisce a sviluppare ascolto, consapevolezza e responsabilità. La lettura diventa uno degli strumenti attraverso cui alimentare tale cultura, offrendo parole per comprendere l’esperienza e prospettive con cui riconsiderare ciò che spesso viene dato per scontato.
L’incontro con gli autori aggiunge a questo processo una dimensione di partecipazione. Permette di conoscere le domande da cui nasce un libro, le motivazioni che ne sostengono la scrittura e il percorso attraverso cui l’esperienza viene elaborata in pensiero. Le opere diventano punti di partenza per un confronto nel quale la competenza professionale dialoga con le sensibilità e gli interrogativi dei lettori.
In questa cornice si colloca “Grammatica Pedagogica del Sentire (GPS)” di Assunta Di Basilico. Il volume assume la vita reale come materia di una rilettura pedagogica: i vissuti, gli incontri, le difficoltà e i cambiamenti vengono ripercorsi per comprenderne il significato nella formazione della persona. La narrazione autobiografica si intreccia così con domande che riguardano l’identità, l’educazione emotiva, la qualità delle relazioni e la possibilità di apprendere dalla propria storia.
L’elaborazione pedagogica dell’opera prende forma nel passaggio dal racconto dell’accaduto alla riflessione su ciò che quell’esperienza ha insegnato, modificato o reso comprensibile. Dare parola a un’emozione, riconoscere l’influenza di una relazione, rileggere una scelta e osservare una trasformazione diventano occasioni per interrogare il proprio percorso di crescita.
La dimensione autobiografica permette di avvicinare questi temi attraverso la concretezza di una storia. Il lettore incontra situazioni e vissuti nei quali può riconoscere risonanze della propria esperienza, pur nella diversità dei percorsi personali. È in questo incontro tra racconto e riflessione che il libro cerca una via per raggiungere anche chi non possiede una formazione specialistica: rendere i contenuti pedagogici comprensibili attraverso il linguaggio della vita, mantenendo al centro le domande sul significato educativo del vivere.
Il titolo richiama questa intenzione. La “grammatica del sentire” suggerisce la ricerca di parole e connessioni con cui riconoscere il mondo emotivo e comprenderne il rapporto con i comportamenti, i legami e le scelte. L’acronimo GPS evoca un orientamento: la possibilità di fermarsi, rileggere il cammino e trovare nella consapevolezza di sé elementi utili per proseguire.
L’autobiografia psicopedagogica diventa, in questa prospettiva, una forma di mediazione culturale. Attraverso una vicenda personale apre interrogativi condivisibili: che cosa ci hanno insegnato gli incontri? Quali esperienze hanno cambiato il nostro modo di guardarci? Come impariamo a esprimere ciò che proviamo e ad ascoltare ciò che l’altro vive? Sono domande che consentono alla storia narrata di entrare in relazione con quella di chi legge.
Il contributo dell’opera al percorso della Commissione risiede proprio in questa possibilità di avvicinare il pensiero pedagogico alle persone attraverso una scrittura che collega esperienza, emozione e comprensione. Accanto ai saggi teorici, agli studi e ai testi metodologici, anche una narrazione autobiografica elaborata in chiave educativa può offrire occasioni di riflessività e partecipazione.
Gli incontri della Commissione Nazionale Scrittori di Libri Pedagogici APEI intendono valorizzare questa pluralità di voci e di forme editoriali, dando visibilità al lavoro degli autori e favorendo il dialogo tra professioni educative e società. Ogni libro può contribuire a costruire un patrimonio culturale comune quando trova occasioni di lettura, discussione e approfondimento.
Portare la pedagogia ovunque significa riconoscere che ovunque vi siano persone, relazioni e possibilità di crescita esiste una responsabilità educativa. Dare spazio ai libri che la esplorano significa investire nella capacità delle comunità di comprendere, accompagnare e prendersi cura dei propri percorsi umani.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 18:30, online su Google Meet
👉 Collegati su Google Meet https://meet.google.com/xnz-dexa-uii
Un libro raggiunge il suo valore sociale quando il pensiero che custodisce entra nella vita delle persone e genera nuove possibilità di comprensione. È da questo incontro che una cultura dell’educazione può diventare patrimonio di tutti.

