Ultime Notizie

“PRIMA DELL’EMERGENZA, LA PEDAGOGIA”: IL BILANCIO DEL WEBINAR APEI CON ALESSANDRO PRISCIANDARO, VALERIA BOCCHINI E ASSUNTA DI BASILICO

0

Roma – Riconoscere alla prevenzione educativa uno spazio stabile, strutturato e permanente all’interno dell’organizzazione scolastica italiana, superando la logica emergenziale che troppo spesso interviene soltanto quando il disagio o la frattura relazionale si sono già cronicizzati. È attorno a questa cruciale sfida culturale e istituzionale che si è sviluppato con straordinario successo e viva partecipazione il webinar nazionale intitolato “Prima dell’emergenza, la pedagogia”, promosso dalla Commissione Nazionale Scuola dell’APEI (Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani) e svoltosi nella serata di venerdì 16 ottobre 2026.

L’incontro seminariale, aperto dall’autorevole relazione introduttiva del Presidente nazionale APEI, Dott. Alessandro Prisciandaro, è stato condotto dalla Dott.ssa Valeria Bocchini, Presidente della Commissione Nazionale Scuola, e dalla Dott.ssa Assunta Di Basilico, educatrice e pedagogista abruzzese nonché componente della medesima Commissione, registrando la presenza attiva e il contributo corale dei Presidenti regionali dell’associazione. Frutto di un lungo e rigoroso percorso di ricerca teorica ed empirica condiviso dall’intero organismo associativo, l’evento ha acceso i riflettori sulla necessità improcrastinabile di dotare le istituzioni scolastiche di figure pedagogiche stabili, capaci di accompagnare la crescita globale degli allievi e sostenere la comunità educante nel suo complesso.

La responsabilità della comunità educante: tessere alleanze tra docenti, famiglie e territorio

Nel corso della sua articolata relazione, la Dott.ssa Assunta Di Basilico ha approfondito tre nuclei concettuali e operativi di assoluto rilievo per il futuro della scuola. Il primo pilastro ha riguardato l’analisi della corresponsabilità educativa, un principio che chiama in causa l’intera comunità: dirigenti scolastici, corpo docente, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), nuclei familiari, studenti e agenzie educative del territorio. Ciascun attore, nell’esercizio delle proprie specifiche competenze, concorre alla costruzione quotidiana del clima e del benessere relazionale della scuola, intesa come ambiente ecologico fondato sull’ascolto, sul riconoscimento reciproco e sull’inclusione autentica.

In tale ottica, come è emerso dal dibattito, la prevenzione non può ridursi a un pacchetto di interventi sporadici o a laboratori a termine, ma deve innervare l’esperienza ordinaria della vita scolastica. La cura dei momenti di accoglienza, la chiarezza condivisa delle regole di convivenza democratica, l’accessibilità metodologica e il rafforzamento del senso di appartenenza al gruppo dei pari costituiscono il terreno fecondo su cui poggiano l’orientamento formativo e la continuità tra i diversi ordini e gradi di istruzione, valorizzando le risorse individuali di ciascuno studente prima che la fatica evolutiva si trasformi in abbandono o marginalità.

L’Unità di Pedagogia Scolastica (UPS): un presidio professionale stabile contro le etichette

Il fulcro innovativo dell’intero webinar è stato rappresentato dalla presentazione dettagliata dell’Unità di Pedagogia Scolastica (UPS), una proposta progettuale e sistemica elaborata dall’APEI per istituire un presidio professionale permanente a livello di singolo istituto scolastico o di rete di scuole. Nella vision illustrata dalla Dott.ssa Di Basilico e discussa con la Presidente della Commissione Valeria Bocchini, l’UPS si delinea come un’équipe integrata e altamente qualificata:

Il pedagogista assume la responsabilità del coordinamento pedagogico generale, governando l’analisi dei bisogni complessi dell’utenza, la progettazione degli interventi sistemici, la consulenza specialistica ai docenti e ai consigli di classe, nonché la supervisione e la verifica degli esiti educativi. Gli educatori professionali socio-pedagogici affiancano quotidianamente studenti e gruppi-classe attraverso l’osservazione sistematica, la conduzione di laboratori relazionali ed espressivi e la mediazione educativa nei momenti di transizione e criticità.

Questo assetto, lavorando in costante raccordo con i docenti curricolari, le famiglie e i servizi sociosanitari territoriali nel pieno rispetto delle reciproche sfere di competenza, garantisce un monitoraggio longitudinale dello sviluppo psico-relazionale. Un presidio programmato che consente di contestualizzare le fatiche comportamentali all’interno della trama viva delle relazioni, evitando il rischio imperante di medicalizzare o etichettare sbrigativamente le temporanee difficoltà di crescita degli allievi.

«“Prima dell’emergenza, la pedagogia” richiama una responsabilità collettiva e inderogabile: investire nella qualità e nel benessere della vita scolastica quando è ancora possibile costruire fiducia, intercettare le fragilità e dischiudere autentiche traiettorie di sviluppo umano per ciascun allievo.»

Dalla proposta alla politica nazionale: risorse certe, equità e monitoraggio scientifico

Il terzo asse del confronto ha tracciato la rotta per tradurre la proposta dell’UPS in una solida e strutturale politica scolastica su scala nazionale. I relatori hanno ribadito che la sperimentazione del modello richiede condizioni operative stringenti e non negoziabili: la definizione di standard e criteri professionali omogenei su tutto il territorio italiano, lo stanziamento di risorse finanziarie dedicate e non frammentate, la chiara individuazione delle responsabilità organizzative e la stipula di alleanze formali con gli enti locali e il terzo settore.

Un accento particolare è stato posto sul principio costituzionale dell’equità di accesso: il supporto pedagogico deve poter essere garantito con la medesima capillarità ed efficacia anche e soprattutto nei contesti periferici, nelle aree interne e negli istituti scolastici caratterizzati da povertà educativa e deprivazione socio-economica. L’UPS è stata dunque presentata non come un astratto auspicio corporativo, bensì come un dispositivo tecnico-scientifico rigoroso, pronto per essere testato, monitorato e validato empiricamente nelle diverse realtà regionali.

La sintesi di APEI: una svolta culturale per la scuola del futuro

In chiusura dei lavori, gli interventi del Presidente nazionale Alessandro Prisciandaro e dei rappresentanti regionali hanno evidenziato la maturità e la compattezza con cui la comunità professionale dei pedagogisti e degli educatori socio-pedagogici italiani si candida a interlocutore privilegiato del Ministero dell’Istruzione e del Merito e delle istituzioni parlamentari. Accogliere uno studente con le sue peculiarità, facilitare i passaggi evolutivi, offrire una sponda scientifica ai docenti e costruire un’alleanza solida con le famiglie sono gli atti attraverso cui la prevenzione educativa prende corpo nella realtà.

Un sincero ringraziamento è stato infine rivolto a tutte le educatrici, gli educatori, le pedagogiste e i pedagogisti della Commissione Nazionale Scuola APEI per lo straordinario lavoro di indagine, sintesi ed elaborazione che ha reso possibile la stesura della proposta. Con il webinar del 16 ottobre, l’APEI ha riaffermato con forza che il futuro della scuola si costruisce investendo sulla prevenzione pedagogica, unico vero antidoto all’emergenza permanente.

Commenti

commenti